Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

mercoledì 5 febbraio 2014

SCOOP Bankitalia: la manina visibile del Presidente della Repubblica

Aveva già regalato 7500000 di euro a Bankitalia il 1 gennaio 2014!

Colpo di mano del presidente della Repubblica: grazie a un decreto del presidente aveva già approvato la modifica dello statuto di Ban, in piena vacanza natalizia e un mese prima del decadimento dei termini del decreto del governo dl IMU/Bankitalia 133. Nel decreto si legge che il nuovo statuto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il decreto viene pubblicato il 31 dicembre 2013, GU Serie Generale 305, lo statuto è modificato il giorno 1 gennaio 2014. Firmato da Napolitano, Letta e Saccomanni.

Così recita il decreto del presidente (cfr. http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/12/31/13A10691/sg):


 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visto il regio decreto 11 giugno 1936, n. 1067,  con  il  quale  e'
stato  approvato  lo  statuto  della  Banca  d'Italia,  e  successive
modificazioni; 
  Visto l'articolo 10, comma 2,  del  decreto  legislativo  10  marzo
1998, n. 43; 
  Visto l'articolo 6, comma 5, del decreto-legge 30 novembre 2013, n.
133, che prevede che lo statuto della Banca d'Italia e' adeguato, con
le  modalita'  stabilite  all'articolo  10,  comma  2,  del   decreto
legislativo 10 marzo 1998, n.  43,  alle  disposizioni  di  cui  agli
articoli da 4 a 6 dello stesso decreto-legge, prevedendo  altresi'  i
principi di tale adeguamento; 
  Vista  la  deliberazione  del  23  dicembre  2013,  con  la   quale
l'assemblea straordinaria dei partecipanti al  capitale  della  Banca
d'Italia ha approvato il nuovo statuto; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 27 dicembre 2013; 
  Sulla proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze; 
 
                              Decreta: 
 
                               Art. 1 
 
  1. E' approvato il nuovo statuto della  Banca  d'Italia  nel  testo
allegato al presente decreto. 
  2. Lo statuto della  Banca  d'Italia  entra  in  vigore  il  giorno
successivo a quello  della  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale
della Repubblica italiana. 
  Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte  dei
conti,  e'  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
italiana. 
    Dato a Roma, addi' 27 dicembre 2013 
 
                             NAPOLITANO 
 
 
                                Letta, Presidente del  Consiglio  dei
                                ministri 
 
                                Saccomanni, Ministro dell'economia  e
                                delle finanze 

Registrato alla Corte dei conti il 31 dicembre 2013 
Presidenza del Consiglio dei ministri, registro n. 10, foglio n. 27 

     STATUTO BANCA D'ITALIA 
 
 
                              TITOLO I 
 
 
            COSTITUZIONE E CAPITALE DELLA BANCA D'ITALIA 
 
 
                               Art. 1. 
 
    1. La Banca d'Italia e' istituto di diritto pubblico. 
    2. Nell'esercizio delle proprie funzioni e nella  gestione  delle
proprie finanze, la Banca d'Italia e i  componenti  dei  suoi  organi
operano con autonomia e indipendenza nel rispetto  del  principio  di
trasparenza, e non possono  sollecitare  o  accettare  istruzioni  da
altri soggetti pubblici e privati. 
    3. Quale banca  centrale  della  Repubblica  italiana,  e'  parte
integrante del Sistema europeo di banche centrali  (SEBC).  Svolge  i
compiti e le funzioni che in tale qualita' le competono, nel rispetto
dello statuto del SEBC. Persegue gli obiettivi assegnati al  SEBC  ai
sensi dell'art. 127.1  del  Trattato  sul  funzionamento  dell'Unione
europea (Trattato). 
    4.  La  Banca  d'Italia   e'   autorita'   nazionale   competente
nell'ambito del meccanismo di vigilanza unico di cui all'art.  6  del
Regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio del 15 ottobre 2013. 
    5. Assolve inoltre gli altri compiti  ad  essa  attribuiti  dalla
legge ed esercita le attivita' strumentali alle proprie funzioni. 
 
                               Art. 2. 
 
    1. La Banca d'Italia ha sede legale in Roma. 
    2. Puo' avere filiali, che si distinguono in sedi e succursali. 
    3. La struttura  organizzativa  dell'Amministrazione  centrale  e
delle filiali, definita nei regolamenti,  si  ispira  a  principi  di
funzionalita' e di efficienza. 
 
                               Art. 3. 
 
    1. Il capitale della Banca d'Italia e' di 7.500.000.000  euro  ed
e' rappresentato da quote nominative di partecipazione il cui  valore
nominale e' indicato dalla legge. 
    2. I diritti  patrimoniali  dei  partecipanti  sono  limitati  al
valore del capitale e a quanto previsto  all'articolo  40,  comma  2,
lett. b). 
    3. Le quote di partecipazione possono appartenere  esclusivamente
ai soggetti indicati dalla legge. 
    4.   Nessun   partecipante   puo'   possedere,   direttamente   o
indirettamente, una quota del capitale superiore  a  quanto  previsto
dalla legge. Per le quote possedute in eccesso non spetta il  diritto
di voto e i relativi dividendi sono imputati alle riserve  statutarie
della Banca d'Italia; tali quote debbono essere alienate nel  termine
stabilito dal Consiglio superiore. 
    5.  Ai  fini  dell'applicazione  del  comma   che   precede,   si
considerano partecipazioni indirette, per  la  quota  corrispondente,
quelle possedute per il tramite di societa' controllate, di  societa'
fiduciarie o per interposta persona. 
    6. Il Consiglio superiore, con il parere favorevole del  Collegio
sindacale, avendo a riferimento la salvaguardia del patrimonio  della
Banca, disciplina i casi, i limiti,  le  modalita'  e  le  condizioni
sulla base delle quali, al fine di favorire il rispetto dei limiti di
partecipazione  al  capitale  di  cui  al  comma  4,  la  Banca  puo'
acquistare temporaneamente quote del proprio  capitale  dai  soggetti
indicati nel comma 3, fermo restando che l'acquisto  avviene  per  un
corrispettivo non superiore al valore nominale delle  quote.  Con  le
medesime  modalita'  sono  altresi'   stabilite   idonee   forme   di
pubblicita' atte a  garantire  la  trasparenza  delle  operazioni  di
acquisto e di vendita effettuate e la parita' di  trattamento  tra  i
soggetti potenzialmente interessati. Per il periodo in cui  le  quote
restano nella disponibilita'  della  Banca  il  diritto  di  voto  e'
sospeso,  ma  le  quote  sono  computate  ai  fini   della   regolare
costituzione dell'assemblea. Le medesime quote non sono computate  ai
fini del calcolo delle maggioranze richieste per l'approvazione delle
deliberazioni. I dividendi sono imputati alle riserve statutarie. 
 
                               Art. 4. 
 
    1. Le quote di partecipazione sono rappresentate  da  certificati
nominativi. 
    2. La cessione delle quote deve risultare da girata,  autenticata
da notaio, attergata al certificato originale, il quale  deve  essere
presentato all'Amministrazione centrale della Banca  che  provvedera'
al rilascio di un nuovo certificato intestato al cessionario  e,  ove
il trasferimento sia parziale, di un nuovo certificato  intestato  al
cedente. 
    3. Il cessionario potra' fare valere i  diritti  di  partecipante
solo dal momento dell'annotazione del trasferimento nel registro  dei
partecipanti tenuto presso l'Amministrazione centrale della Banca. 
 
                              TITOLO II 
 
 
                     AMMINISTRAZIONE DELLA BANCA 
 
 
                               Art. 5. 
 
    1. Gli organi centrali dell'Istituto sono: 
    a) l'Assemblea dei partecipanti; 
    b) il Consiglio superiore; 
    c) il Collegio sindacale; 
    d) il Direttorio; 
    e) il Governatore; 
    f) il Direttore generale (nella versione inglese:  Senior  Deputy
Governor)  e  i  Vice  Direttori  generali  (nella  versione  inglese
individualmente definiti Deputy Governor). 
 
                     ASSEMBLEA DEI PARTECIPANTI 
 
 
                               Art. 6. 
 
    1. Le assemblee dei partecipanti sono ordinarie e  straordinarie.
Le  assemblee  straordinarie  deliberano  sulle  modificazioni  dello
statuto; le assemblee ordinarie  deliberano  su  ogni  altra  materia
indicata dallo statuto. 
    2. L'assemblea non ha alcuna  ingerenza  nelle  materie  relative
all'esercizio delle funzioni pubbliche attribuite dal Trattato, dallo
Statuto del SEBC e della BCE, dalla normativa dell'Unione  europea  e
dalla legge alla Banca d'Italia o al Governatore per il perseguimento
delle finalita' istituzionali. 
    3. Le assemblee sono convocate dal Consiglio superiore, anche  su
domanda motivata del Collegio sindacale o di partecipanti  che  siano
titolari, da tre  mesi  almeno,  di  quote  complessivamente  pari  o
superiori al 10% del capitale. Le assemblee presso  l'Amministrazione
centrale sono presiedute dal Governatore; quelle presso le sedi  sono
presiedute dal presidente del rispettivo Consiglio di reggenza o,  in
sua assenza, dal reggente piu' anziano  in  ordine  di  nomina  e,  a
parita' di nomina, di eta'. 
    4. La data e l'ordine del giorno dell'assemblea  sono  comunicati
ai partecipanti con avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  della
Repubblica italiana almeno 15 giorni  prima  di  quello  fissato  per
l'adunanza. 
 
                               Art. 7. 
 
    1.   L'assemblea   ordinaria   annuale   si    riunisce    presso
l'Amministrazione  centrale,  non  piu'  tardi  del  31  maggio,  per
deliberare sull'approvazione del  bilancio,  sul  riparto  dell'utile
netto e, ove occorra, sulla nomina dei sindaci e del  Presidente  del
Collegio sindacale. Determina i  compensi  spettanti  ai  consiglieri
superiori, ai sindaci, ai reggenti delle sedi e ai consiglieri  delle
succursali. 
    2. L'ordine del giorno, stabilito dal Consiglio  superiore,  deve
comprendere anche tutte le proposte ad esso presentate entro il  mese
di marzo, con domanda sottoscritta da uno  o  piu'  partecipanti  che
siano titolari, da almeno tre mesi, di quote non inferiori al  2  per
cento del capitale. Le proposte non comprese nell'ordine  del  giorno
non possono essere discusse, ma l'assemblea puo' deliberare che siano
iscritte nell'ordine del giorno di una successiva riunione. 
 
                               Art. 8. 
 
    1. Qualora  non  sia  possibile  esaurire  i  lavori  nel  giorno
stabilito,  il  Presidente  puo'  aggiornare  l'assemblea  a   quello
successivo. 
    2. Nel caso in cui,  nel  secondo  giorno,  l'assemblea  non  sia
regolarmente costituita, restano valide le  deliberazioni  prese  nel
primo giorno. Per la discussione delle altre materie da  trattare  si
deve procedere ad una nuova convocazione con le  formalita'  indicate
nell'articolo 10. 
 
                               Art. 9. 
 
    1. Hanno diritto di intervenire e votare in assemblea coloro  che
sono iscritti nel registro dei partecipanti da  almeno  tre  mesi.  I
partecipanti che siano titolari di un numero di quote inferiore  allo
0,1 per cento  del  capitale  possono  intervenire  ed  esprimere  il
proprio voto solo facendosi rappresentare da un altro partecipante. 
    2. Ogni partecipante  avente  diritto  puo'  intervenire  per  il
tramite del proprio rappresentante legale o di altra persona, che non
faccia parte del Consiglio superiore della  Banca  ne'  del  Collegio
sindacale, munita di procura speciale. 
    3. Ogni  intervenuto  non  puo'  rappresentare  piu'  di  quattro
partecipanti. 
 
                              Art. 10. 
 
    1. L'assemblea ordinaria e'  regolarmente  costituita  quando  e'
rappresentato almeno un quarto del capitale. 
    2. In mancanza, l'assemblea e' rinviata a non meno di 8 e  a  non
piu' di 15 giorni di distanza dalla  prima  convocazione.  In  questa
seconda riunione l'assemblea e' regolarmente costituita qualunque sia
la parte di capitale rappresentata. 
    3. Del rinvio  dell'assemblea  e'  data  notizia  nella  Gazzetta
Ufficiale, con avvertenza che trattasi di seconda convocazione. 
    4. Nell'assemblea di  seconda  convocazione  non  possono  essere
prese deliberazioni estranee all'ordine del giorno della prima. 
 
                              Art. 11. 
 
    1. L'assemblea straordinaria e'  regolarmente  costituita  quando
sia  rappresentato  almeno  un  terzo  del  capitale.  In   mancanza,
l'assemblea e' riconvocata con le formalita' stabilite nell'art. 10. 
 
                              Art. 12. 
 
    1. I verbali delle assemblee  presso  l'Amministrazione  centrale
sono redatti da un notaio e devono essere firmati, entro la fine  del
mese successivo a quello dell'adunanza, dal presidente dell'assemblea
e da due partecipanti a cio' delegati dall'assemblea. 
 
                              Art. 13. 
 
    1. Nei modi e nelle forme stabiliti negli  articoli  6,  7  e  8,
l'assemblea dei partecipanti e' convocata presso le  sedi  quando  ha
per oggetto la nomina di consiglieri superiori. 
    2.   L'assemblea   e'   regolarmente   costituita   quando    sia
rappresentato almeno un decimo del capitale. In mancanza, l'assemblea
e' riconvocata con le formalita' stabilite nell'art. 10. 
    3. L'ufficio di segretario dell'assemblea  spetta  al  segretario
del Consiglio di reggenza e, in  sua  assenza,  a  uno  dei  presenti
all'assemblea, da designarsi dal presidente della medesima. 
    4. Qualora il numero dei consiglieri superiori  da  nominare  sia
pari o superiore a  sette,  le  nomine  sono  demandate  ad  un'unica
assemblea da tenersi presso l'Amministrazione  centrale  della  Banca
con l'osservanza delle modalita' stabilite per l'assemblea ordinaria. 
    5. In tale assemblea si procede a votazioni separate per ciascuna
sede. 
 
                              Art. 14. 
 
    1. Sono validamente assunte le  deliberazioni  che  ottengono  il
voto favorevole  della  maggioranza  del  capitale  rappresentato  in
assemblea. 
    2. Le nomine devono farsi per schede segrete. 
 
                         CONSIGLIO SUPERIORE 
 
 
                              Art. 15. 
 
    1. Il Consiglio superiore si compone  del  Governatore  e  di  13
consiglieri. I consiglieri sono nominati dall'assemblea, convocata ai
sensi dell'art. 13, fra i candidati individuati dal comitato previsto
dal comma 5, in possesso dei requisiti indicati nell'art. 16. 
    2. Ciascun consigliere rimane in carica 5 anni ed e' rieleggibile
per non piu' di due volte. 
    3. Il Direttore generale interviene alle riunioni  del  Consiglio
e,  quando  non  sostituisce  il  Governatore,   ha   soltanto   voto
consultivo. 
    4.  I  Vice  Direttori  generali  assistono  alle  riunioni   del
Consiglio e uno di essi, su  designazione  del  Consiglio  superiore,
assume l'ufficio di segretario e ne redige i verbali. 
    5. Il Consiglio  superiore  costituisce  al  proprio  interno  un
comitato  nomine,  composto  di  tre  consiglieri  effettivi  e   due
supplenti, con il compito di  vagliare  il  possesso,  da  parte  dei
candidati alla nomina o alla rielezione a consigliere, dei  requisiti
di  cui  all'art.  16.   Il   Consiglio   superiore   disciplina   il
funzionamento di tale comitato attraverso un regolamento. 
    6. Su proposta del Governatore il Consiglio  puo'  costituire  al
suo interno altri comitati, per l'esame di specifiche materie. 
 
                              Art. 16. 
 
    1.  I  candidati  alla  carica  di  consigliere  superiore   sono
individuati tra personalita' con significativa esperienza nel settore
imprenditoriale,         nell'attivita'         libero-professionale,
nell'insegnamento universitario o nell'alta dirigenza della  pubblica
amministrazione che  siano  altresi'  in  possesso  di  requisiti  di
onorabilita' e di indipendenza. 
    2. Il comitato nomine verifica il possesso  dei  requisiti  prima
della presentazione dei nominativi dei candidati all'assemblea, anche
sulla base di dichiarazioni acquisite dagli interessati, dalle  quali
risulti comprovato che il nominativo interessato: 
      a) non e' incorso in  alcuna  delle  cause  di  ineleggibilita'
previste dall'art. 2382 del codice civile per gli  amministratori  di
societa'; 
      b) non ha riportato alcuna condanna, anche non definitiva,  per
delitti non colposi, ne' alcuna condanna a pena detentiva, anche  ove
applicata su richiesta delle parti; 
      c) non ricopre cariche o funzioni pubbliche di governo centrale
o locale, ne' ha incarichi di carattere politico; 
      d) non ricopre e non ha ricoperto negli ultimi due anni cariche
presso  banche  e  societa'  operanti  nei  settori   finanziario   o
assicurativo o  presso  altri  soggetti  che  per  natura,  attivita'
esercitata  o  per  altre  circostanze   anche   contingenti,   siano
sottoposti  a  poteri  di  controllo,   di   vigilanza   o   comunque
autoritativi della Banca d'Italia; 
      e) non svolge ne' ha svolto negli ultimi due anni attivita'  di
lavoro subordinato o parasubordinato ovvero  di  lavoro  autonomo  di
carattere coordinato e continuativo per alcuno dei soggetti  indicati
alla lettera che precede; 
      f) non si trova per qualsiasi ragione personale o professionale
in posizione di conflitto di interessi con la Banca d'Italia. 
    3. Il consigliere si impegna a portare a conoscenza del Consiglio
ogni  circostanza  successiva  alla  nomina  che  possa   dar   luogo
all'eventuale perdita dei requisiti. 
 
                              Art. 17. 
 
    1.  Il  Consiglio  superiore  si   riunisce   di   norma   presso
l'Amministrazione centrale della Banca su  convocazione  e  sotto  la
presidenza del Governatore. 
    2. Le riunioni possono svolgersi, qualora particolari circostanze
lo   richiedano,   anche   mediante   l'utilizzo   di   sistemi    di
videoconferenza ubicati presso le sedi della Banca, a condizione  che
tutti i partecipanti possano  essere  identificati  e  che  sia  loro
consentito di seguire la discussione, di intervenire alla trattazione
e di votare in tempo reale. 
    3.  Le  riunioni  del  Consiglio  superiore  sono   ordinarie   e
straordinarie. Le prime si tengono almeno una volta ogni due mesi; le
altre ogni qualvolta il  Governatore  lo  ritenga  necessario  o  per
domanda motivata di almeno tre dei membri del Consiglio stesso. 
    4. Il Consiglio  e'  legalmente  costituito  quando  intervengano
almeno sette dei suoi componenti, non compreso  in  detto  numero  il
Governatore o chi ne fa le veci. 
    5. Le deliberazioni  sono  assunte  a  maggioranza  assoluta  dei
presenti. Il Governatore, o chi ne fa le veci, vota soltanto nel caso
di parita' di voti. Le votazioni si fanno per voto palese  o,  quando
riguardino persone,  anche  sulla  base  di  elenchi,  per  scrutinio
segreto. 
    6. I verbali e gli estratti  delle  deliberazioni  del  Consiglio
superiore sono sottoscritti dal Governatore o da chi ne fa le veci  e
dal segretario. 
 
                              Art. 18. 
 
    1. La nomina del Governatore, il rinnovo del  suo  mandato  e  la
revoca nei casi previsti dall'articolo 14.2 dello statuto  del  SEBC,
sono  disposti  con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica,  su
proposta  del  Presidente  del   Consiglio   dei   ministri,   previa
deliberazione del Consiglio  dei  ministri,  sentito  il  parere  del
Consiglio superiore. 
    2. Per esprimere il  parere  previsto  al  comma  precedente,  il
Consiglio superiore e' convocato e  presieduto  dal  componente  piu'
anziano in ordine di nomina e, a  parita'  di  nomina,  di  eta'.  Il
parere, deliberato  a  maggioranza  qualificata  dei  due  terzi  dei
componenti del Consiglio, e' rilasciato ai fini  della  deliberazione
del Consiglio dei ministri. 
    3. Il Consiglio superiore, su proposta del Governatore, nomina il
Direttore generale e i Vice Direttori generali rinnova i loro mandati
e li revoca per i motivi previsti dall'art. 14.2  dello  statuto  del
SEBC. Per l'adozione di tali provvedimenti, il Consiglio e' convocato
in seduta straordinaria. Il Consiglio  deve  essere  convocato,  agli
stessi fini, anche quando ne facciano istanza scritta  almeno  i  due
terzi dei membri del  Consiglio,  non  compreso  il  Governatore.  In
questo caso la convocazione deve aver luogo non  oltre  venti  giorni
dalla richiesta. 
    4. Fatto salvo quanto previsto al secondo comma, le deliberazioni
di cui al presente articolo devono essere prese con  la  presenza  di
almeno due terzi dei membri del Consiglio, escluso il Governatore nei
casi di cui al secondo comma, e con il voto favorevole di almeno  due
terzi dei presenti. 
    5. Le nomine, i rinnovi dei mandati e le  revoche  del  Direttore
Generale e dei Vice Direttori generali debbono essere  approvati  con
decreto del Presidente della Repubblica promosso dal  Presidente  del
Consiglio dei ministri di concerto col Ministro dell'economia e delle
finanze, sentito il Consiglio dei ministri. 
 
                              Art. 19. 
 
    1. Al Consiglio  superiore  spettano  l'amministrazione  generale
nonche' la vigilanza sull'andamento della  gestione  e  il  controllo
interno della Banca. 
    2. Il Consiglio superiore non ha alcuna ingerenza  nelle  materie
relative  all'esercizio  delle  funzioni  pubbliche  attribuite   dal
Trattato, dallo  Statuto  del  SEBC  e  della  BCE,  dalla  normativa
dell'Unione  europea  e  dalla  legge  alla  Banca  d'Italia   o   al
Governatore per il perseguimento delle finalita' istituzionali. 
    3. In conformita' alle disposizioni legislative e  regolamentari,
il Consiglio: 
      a) esamina e approva, su proposta del Direttorio,  il  progetto
di bilancio e la destinazione dell'utile netto secondo  le  modalita'
previste dal Titolo V; 
      b) approva il bilancio annuale di previsione degli  impegni  di
spesa; 
      c) autorizza i contratti che importano alienazione di  immobili
per somma  superiore  a  1  milione  di  euro  e  le  transazioni,  i
concordati e le cessioni riguardanti crediti  di  somme  superiori  a
200.000 euro, e si pronunzia su tutti quegli altri contratti e  sulle
azioni giudiziarie  che,  per  la  loro  importanza,  il  Governatore
ritenga di sottoporre alla sua approvazione; 
      d) emana i regolamenti interni dell'Istituto; 
      e)  determina  la  pianta  organica  del  personale,  nomina  i
dipendenti e adotta i provvedimenti per la  cessazione  dal  servizio
dei medesimi; 
      f)  approva  gli  accordi  stipulati  con   le   organizzazioni
sindacali; 
      g)  adotta   le   deliberazioni   riguardanti   l'articolazione
territoriale nonche' l'assetto organizzativo generale della Banca; 
      h) nomina e revoca i reggenti presso le sedi  e  i  consiglieri
presso le succursali, determinandone il numero e stabilendo quali tra
essi debbano assumere l'ufficio di censore; 
      i) nomina i corrispondenti della Banca all'estero; 
      j) determina le norme e le condizioni per le  operazioni  della
Banca; 
      k) fissa il limite annuo per l'eventuale erogazione di somme  a
scopo di  beneficenza  o  per  contributi  a  iniziative  d'interesse
pubblico; 
      l) vigila sul  rispetto  dei  requisiti  di  partecipazione  al
capitale della Banca  previsti  dall'art.  3,  sulla  ricorrenza  dei
requisiti di onorabilita' in  capo  agli  esponenti  aziendali  e  ai
partecipanti  dei  soggetti  acquirenti  previsti  dalla   disciplina
normativa e statutaria a questi applicabile; 
      m)  delibera  su   tutte   le   altre   questioni   concernenti
l'amministrazione   generale   della   Banca   che,   non   demandate
all'assemblea   dei   partecipanti,   il   Governatore   ritenga   di
sottoporgli. 
    4.  Il  Consiglio  viene  informato  dal  Governatore  sui  fatti
rilevanti concernenti l'amministrazione della Banca e in particolare: 
    - sugli indirizzi strategici aziendali; 
    - sul consuntivo annuale degli impegni di spesa; 
    - sui risultati degli accertamenti ispettivi interni; 
    - sugli impieghi delle disponibilita' dei  fondi,  delle  riserve
statutarie  e  degli  accantonamenti  a  garanzia   del   trattamento
integrativo di quiescenza del personale. 
 
                    COLLEGIO SINDACALE E CENSORI 
 
 
                              Art. 20. 
 
    1. Il Collegio sindacale e' composto da cinque membri  effettivi,
fra cui il  Presidente;  i  membri  supplenti  sono  due.  I  sindaci
rimangono in carica tre anni; i sindaci effettivi  sono  rieleggibili
non piu' di tre volte. 
    2. I membri effettivi e supplenti del Collegio  sindacale  devono
essere in possesso dei requisiti previsti dall'art. 16, comma 2. 
    3.   Il   Collegio   sindacale   svolge,   direttamente    presso
l'Amministrazione centrale e, direttamente o per  mezzo  di  censori,
presso   le   sedi   e   le   succursali,   funzioni   di   controllo
sull'amministrazione della Banca per l'osservanza della legge,  dello
statuto, del regolamento generale. 
    4. Verifica nel corso dell'esercizio  la  regolare  tenuta  della
contabilita' e la corretta rilevazione dei fatti  di  gestione  nelle
scritture contabili, esamina il bilancio, senza alcun pregiudizio per
l'attivita' svolta dal  revisore  esterno  di  cui  all'art.  44,  ed
esprime il proprio parere sulla destinazione dell'utile netto. 
    5. I sindaci intervengono alle riunioni del Consiglio superiore. 
    6. Il Collegio sindacale comunica, ove occorra, al Governatore le
proprie osservazioni e quelle eventualmente ricevute dai censori. 
    7. Ai  sindaci  viene  corrisposto  un  assegno  fisso  stabilito
dall'assemblea, oltre al rimborso delle spese. 
 
                              Art. 21. 
 
    1. I censori non possono essere piu' di quattro  presso  ciascuna
sede o succursale. 
    2. I  censori  prendono  contezza  dell'andamento  dell'attivita'
delle sedi e delle succursali presso le quali sono stati nominati. 
    3. Per incarico dei sindaci,  eseguono  verifiche  di  cassa  che
devono comunque essere effettuate in modo completo  da  due  di  essi
almeno una volta ogni trimestre. 
    4.  Riferiscono  al  Collegio   sindacale,   per   le   eventuali
comunicazioni al Governatore,  le  proposte  e  le  osservazioni  che
credono utili all'andamento dell'Istituto, dandone contemporaneamente
notizia al direttore della filiale e, nelle sedi, anche al  Consiglio
di reggenza. 
 
                             DIRETTORIO 
 
 
                              Art. 22. 
 
    1. Il Direttorio e' costituito  dal  Governatore,  dal  Direttore
generale e da tre Vice Direttori generali. 
    2. I membri del Direttorio durano in carica sei anni. Il  mandato
e' rinnovabile per una sola volta. 
    3. Al Direttorio spetta la competenza ad assumere i provvedimenti
aventi  rilevanza  esterna  relativi  all'esercizio  delle   funzioni
pubbliche attribuite dalla legge alla Banca o al Governatore  per  il
perseguimento delle finalita' istituzionali. 
    4. Spettano altresi' al Direttorio le competenze derivanti  dalla
partecipazione della Banca d'Italia al SEBC,  salvi  i  poteri  e  le
competenze del Governatore previsti dall'art. 25, comma 2. 
    5. Nell'ambito  delle  proprie  competenze,  il  Direttorio  puo'
rilasciare deleghe al personale direttivo della  Banca,  stabilendone
forme e modalita' di esercizio, per l'adozione di  provvedimenti  che
non  richiedono  valutazioni  di   carattere   discrezionale,   quali
acclaramenti, accertamenti e altri che comportino  mere  ricognizioni
di fatti, circostanze e requisiti. 
 
                              Art. 23. 
 
    1. Il Governatore o, in caso di sua  assenza  o  impedimento,  il
Direttore generale, convoca il Direttorio,  stabilendo  l'ordine  del
giorno, ogni qualvolta lo ritenga necessario o ne  sia  richiesto  da
uno dei componenti  con  domanda  motivata  contenente  l'indicazione
degli argomenti da trattare. 
    2. Le riunioni del Direttorio sono presiedute dal Governatore  o,
in caso di sua assenza o impedimento, da chi lo sostituisce secondo i
criteri previsti dagli artt. 26 e 27; per la validita' delle riunioni
e' necessaria la presenza di tre membri. 
    3. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei  presenti;  in
caso di parita' prevale il voto del Governatore. Delle riunioni viene
redatto un verbale. 
    4.  Su  ogni  altro  aspetto  concernente  lo  svolgimento  delle
riunioni il Direttorio decide con delibera. 
    5. I provvedimenti del Direttorio sono emanati con atto  a  firma
del Governatore ovvero di uno degli altri membri secondo i criteri di
sostituzione previsti dagli artt.  26  e  27,  con  riferimento  alla
delibera collegiale che contiene la motivazione del provvedimento. 
    6. Nei casi di necessita'  e  urgenza,  i  provvedimenti  di  cui
all'art. 22 possono essere presi dal Governatore, ovvero da uno degli
altri membri secondo i criteri di sostituzione previsti  dagli  artt.
26 e 27. Tali provvedimenti  vengono  sottoposti  alla  ratifica  del
Direttorio nella prima riunione utile. 
 
                              Art. 24. 
 
    1. Il Direttorio puo', con delibera, individuare i  provvedimenti
o le categorie di provvedimenti, fra quelli di cui all'art. 22, comma
3, da assumersi mediante approvazione di proposte scritte, secondo le
modalita' previste ai commi successivi. 
    2. Per l'assunzione di tali provvedimenti, le  competenti  unita'
organizzative della Banca consegnano contestualmente a ciascun membro
del Direttorio proposte di decisione definite e motivate. 
    3. Se approvati in forma scritta da tutti i membri  entro  cinque
giorni  da  quello  della  consegna,  i  provvedimenti  si  intendono
adottati dal Direttorio alla data dell'ultima approvazione. 
    4. In mancanza, o a seguito di  espressa  richiesta  di  uno  dei
componenti,  l'assunzione   dei   provvedimenti   e'   rimessa   alla
discussione e alla decisione in sede di riunione collegiale. 
    5. Dei provvedimenti presi con le suddette modalita' deve  essere
fatta menzione nel verbale della prima riunione utile. 
 
                             GOVERNATORE 
 
 
                              Art. 25. 
 
    1. Il Governatore rappresenta la  Banca  d'Italia  di  fronte  ai
terzi in tutti gli atti e contratti e nei giudizi. 
    2. Ha  le  competenze  e  i  poteri  riservati  ai  membri  degli
organismi decisionali della BCE previsti dal Trattato e dallo statuto
del SEBC. 
    3. Dispone, sentito il Direttorio, le nomine, le  promozioni,  le
assegnazioni, i trasferimenti e gli incarichi del personale di  grado
superiore e nomina i direttori nelle sedi e nelle succursali. 
    4. Sottopone al Consiglio superiore le proposte  di  decisione  e
fornisce al medesimo le informazioni previste dall'art. 19. 
    5. Al Governatore e' rimesso  tutto  quanto  nella  legge  o  nel
presente  statuto  non  e'  espressamente  riservato   al   Consiglio
superiore o al Direttorio. 
 
            DIRETTORE GENERALE E VICE DIRETTORI GENERALI 
 
 
                              Art. 26. 
 
    1. Il Direttore generale coadiuva il  Governatore  nell'esercizio
delle sue attribuzioni  e  lo  sostituisce  nel  caso  di  assenza  o
d'impedimento, circostanze delle quali la sua firma  fa  piena  prova
nei confronti dei terzi. 
    2. Attua le decisioni del Consiglio  superiore  e  gli  indirizzi
della  Banca  e  sovrintende  alla  gestione   e   all'organizzazione
dell'Istituto; in tale ambito emana la  normativa  interna,  dispone,
sentito  il   Direttorio,   le   promozioni,   le   assegnazioni,   i
trasferimenti e gli incarichi del personale quando cio'  non  sia  di
competenza del Governatore, e ha la competenza generale per gli  atti
di ordinaria amministrazione. 
    3. Nell'ambito delle sue attribuzioni ha la rappresentanza  della
Banca; puo' delegare al  personale  della  Banca  la  conclusione  di
contratti e il compimento di singoli atti o categorie di atti. 
 
                              Art. 27. 
 
    1. Nell'esercizio delle sue attribuzioni il Direttore generale e'
affiancato dai Vice Direttori generali, che lo sostituiscono in  caso
di assenza  o  impedimento.  Ciascuno  di  essi  puo'  sostituire  il
Governatore e il Direttore generale in  caso  di  loro  contemporanea
assenza o impedimento. 
    2. La firma di uno dei Vice Direttori generali fa piena prova  di
fronte ai terzi dell'assenza o dell'impedimento del Governatore e del
Direttore generale. 
 
                             TITOLO III 
 
 
                         FILIALI DELLA BANCA 
 
 
                                SEDI 
 
 
                              Art. 28. 
 
    1. In ciascuna sede vi e' un Consiglio di reggenza. 
    2.  I  reggenti  sono  scelti  tra  le  persone  aventi  profonda
conoscenza dell'economia locale e in possesso dei requisiti  previsti
dall'art.  16,  comma  2.  Il   loro   numero   varia,   in   ragione
dell'attivita' delle  singole  sedi,  da  sette  a  quattordici.  Del
Consiglio fa parte il direttore della sede. 
    3. I reggenti delle sedi devono essere domiciliati nella  Regione
dove sono chiamati a esercitare il loro ufficio. 
    4. I reggenti sono nominati dal Consiglio superiore, su  proposta
del Governatore, per sei anni e scadono per meta' ogni triennio. Essi
sono rieleggibili. 
    5. I membri del Consiglio superiore  sono  di  diritto  reggenti,
oltre quelli di cui al comma secondo, presso le sedi ove  sono  stati
eletti. 
    6. Ogni Consiglio nomina fra i reggenti, per un  periodo  di  tre
anni, un presidente e un segretario, i quali possono essere rieletti. 
 
                              Art. 29. 
 
    1. Il Consiglio di reggenza si riunisce di regola una volta  ogni
due mesi e tutte  le  altre  volte  che  il  presidente  lo  giudichi
necessario o tre reggenti ne facciano domanda. 
    2. Per la validita' delle deliberazioni e' necessaria la presenza
della maggioranza dei reggenti in carica, con  esclusione  di  quelli
aventi funzioni di censore, che intervengono con voto consultivo. 
    3.  Le  deliberazioni  sono  prese  a  maggioranza  assoluta  dei
votanti. In caso di parita' prevale il voto del presidente o  di  chi
ne fa le veci. 
    4. Le votazioni riguardanti persone sono fatte per voto segreto. 
 
                              Art. 30. 
 
    1. Il Consiglio di reggenza cura  l'amministrazione  della  sede,
nei limiti stabiliti dal presente statuto, il servizio  dell'apertura
e chiusura delle sagrestie e  le  verifiche  di  cassa,  per  la  cui
effettuazione stabilisce i turni del caso. 
    2. Al reggente di turno  avente  l'attribuzione  dell'apertura  e
chiusura di  cassa  viene  consegnata  una  delle  tre  chiavi  della
sagrestia.  A  sua  volta  il  detto  reggente  consegna  la   chiave
direttamente nelle mani del proprio  collega  subentrante.  Di  dette
operazioni si redige apposito verbale firmato dagli intervenuti. 
    3. Il Consiglio di reggenza vigila affinche' siano  osservate  le
prescrizioni e le istruzioni dell'Amministrazione centrale. Esamina e
approva il preventivo delle spese di amministrazione della sede. 
 
                             SUCCURSALI 
 
 
                              Art. 31. 
 
    1. In ciascuna succursale vi sono da quattro a dieci consiglieri,
in  numero  variabile  in  ragione   dell'attivita'   delle   singole
succursali. I consiglieri sono nominati dal Consiglio  superiore,  su
proposta del Governatore,  tra  persone  in  possesso  dei  requisiti
previsti dall'art. 16, comma 2. Essi durano in carica  sei  anni,  si
rinnovano per meta' ogni triennio e sono rieleggibili. 
    2. I consiglieri devono essere  domiciliati  nella  Regione  dove
sono chiamati a esercitare il loro ufficio. 
    3.  I  consiglieri,  sotto  la  presidenza  del   direttore,   si
riuniscono almeno due volte ogni anno. 
    4. I consiglieri aventi funzioni di censore svolgono il  servizio
di apertura e chiusura  delle  sagrestie  con  le  modalita'  di  cui
all'art. 30, comma 2. 
 
                              DIRETTORI 
 
 
                              Art. 32. 
 
    1. La direzione degli uffici e delle operazioni di ciascuna  sede
e succursale della Banca e' esercitata da  un  direttore  sulla  base
delle disposizioni interne emanate dall'Amministrazione centrale. 
    2. I direttori rappresentano la Banca di fronte ai terzi sia  nei
giudizi, sia negli atti e contratti che riguardano la rispettiva sede
o succursale. 
    3. Hanno la firma per la corrispondenza e per tutte le operazioni
della filiale e  possono  delegare  tali  firme  agli  addetti  della
rispettiva  sede  o  succursale,  secondo  quanto   stabilito   dalle
disposizioni interne. 
    4. Ai direttori delle filiali possono essere  attribuiti  compiti
di  coordinamento  dell'attivita'  di   piu'   filiali,   in   ambiti
territoriali e con  modalita'  e  limiti  stabiliti  dai  regolamenti
interni dell'Istituto. 
 
                              Art. 33. 
 
    1. In caso di improvvisa assenza o impedimento del  direttore  di
una sede, il presidente del Consiglio di reggenza o chi ne fa le veci
provvede, la' dove non vi sia un vice  direttore,  alla  sostituzione
provvisoria, assumendo egli stesso  la  direzione  o  delegandovi  un
altro reggente e dando immediato avviso all'Amministrazione centrale. 
    2. Se le ipotesi previste  nel  comma  precedente  si  verificano
nelle succursali, assume la direzione provvisoria il piu' anziano  di
nomina e, a parita' di nomina, di eta' dei consiglieri presenti,  che
ne riferisce immediatamente all'Amministrazione centrale. 
 
                              Art. 34. 
 
    1. Il Governatore ha facolta' in ogni caso di  delegare,  sentito
il Direttorio, un ispettore o  un  altro  impiegato  della  Banca  ad
assumere temporaneamente la direzione di sedi o succursali. 
    2.  I  reggenti,  i  consiglieri,  gli  impiegati  delegati   dal
Governatore e i vice direttori, che sostituiscono  temporaneamente  i
direttori delle sedi e delle succursali, hanno tutte le  attribuzioni
e le facolta' di questi. 
 
                              TITOLO IV 
 
 
                       OPERAZIONI DELLA BANCA 
 
 
                              Art. 35. 
 
    1. Per il perseguimento degli obiettivi e per lo svolgimento  dei
compiti propri del SEBC la Banca d'Italia  puo'  compiere  tutti  gli
atti e le operazioni consentiti dallo statuto del SEBC, nel  rispetto
delle condizioni stabilite in attuazione dello stesso. 
 
                              Art. 36. 
 
    1. Fermo restando quanto previsto ai precedenti articoli 1 e  35,
la Banca puo' altresi'  compiere  tutti  gli  atti  e  le  operazioni
connessi  o  strumentali  allo  svolgimento  dei  compiti   ad   essa
attribuiti, nonche',  nel  rispetto  di  eventuali  limiti  derivanti
dall'applicazione del capo IV dello statuto del SEBC,  alla  gestione
del patrimonio e all'amministrazione del personale in servizio  e  in
quiescenza. In particolare, essa puo': 
    - emettere titoli al portatore; 
    - emettere vaglia cambiari e assegni bancari; 
    - ricevere depositi a custodia,  a  cauzione,  o  in  altro  modo
vincolati; 
    - ricevere somme  in  conto  corrente,  con  o  senza  interesse,
rimborsabili a vista o a termine; 
    - negoziare e gestire strumenti finanziari; 
    - acquistare e alienare beni mobili; 
    - costruire, acquistare e alienare beni immobili; 
    - riscuotere per conto di terzi  titoli  esigibili  in  Italia  e
all'estero e, in generale, svolgere il servizio di cassa per conto  e
a rischio di terzi. 
 
                              Art. 37. 
 
    1. La Banca d'Italia esercita  il  servizio  di  tesoreria  dello
Stato secondo speciali convenzioni. Puo' svolgere altri  servizi  per
conto dello Stato. 
 
                              Art. 38. 
 
    1. Alle operazioni di anticipazione contro  pegno  erogate  dalla
Banca  d'Italia  non  si  applicano  le  disposizioni  relative  alla
revocabilita' degli atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie,  nei
casi di procedure concorsuali. 
    2. I titoli, valori o merci dati in pegno garantiscono  qualsiasi
ragione o diritto che, nei confronti della persona o societa' che  ha
costituito il pegno, spetti alla Banca anche in dipendenza  di  altre
operazioni. 
    3. Le garanzie  pignoratizie  a  qualsiasi  titolo  costituite  a
favore della Banca d'Italia garantiscono altresi'  di  pieno  diritto
con l'intero loro valore qualsiasi altro credito diretto e  indiretto
della Banca verso chi le ha costituite, anche se il  credito  non  e'
liquido ed esigibile ovvero e' sorto anteriormente o  successivamente
alla operazione garantita. 
 
                              TITOLO V 
 
 
           BILANCIO D'ESERCIZIO E RELAZIONE SULL'ATTIVITA' 
 
 
                              Art. 39. 
 
    1.  Ogni  anno  deve  essere  redatto  il  bilancio  d'esercizio,
corredato della relazione sulla gestione. 
    2. Le risorse patrimoniali e  la  destinazione  dell'utile  netto
devono assicurare presidi coerenti con l'indipendenza della Banca. 
    3. Il Consiglio superiore approva, su proposta del  Direttorio  e
sentito il Collegio sindacale, il progetto di bilancio e la relazione
sulla gestione e ne delibera l'invio per l'approvazione all'assemblea
dei partecipanti, cui  vengono  presentate  anche  la  relazione  del
Collegio sindacale e quella prevista al comma seguente. 
    4. Il revisore o la societa' che esercita  la  revisione  esterna
esprime con apposita relazione un giudizio sul  bilancio  d'esercizio
secondo quanto stabilito dall'art. 27 dello statuto del SEBC. 
 
                              Art. 40. 
 
    1. Il Consiglio superiore, su proposta del Direttorio  e  sentito
il Collegio sindacale, delibera il piano di  ripartizione  dell'utile
netto e la presentazione della proposta  di  destinazione  dell'utile
netto all'assemblea per l'approvazione. 
    2. L'utile netto e' cosi' destinato: 
      a) alla riserva ordinaria, fino alla misura massima del 20  per
cento; 
      b) ai partecipanti, fino alla misura massima del  6  per  cento
del capitale; 
      c) alla riserva straordinaria e  ad  eventuali  fondi  speciali
fino alla misura massima del 20 per cento; 
      d) allo Stato, per l'ammontare residuo. 
    3. La riserva ordinaria, se diminuita per  perdite,  deve  essere
reintegrata in misura  corrispondente  al  suo  precedente  ammontare
prima di dar luogo  alle  altre  destinazioni  previste  dal  secondo
comma. 
 
                              Art. 41. 
 
    1. Le riserve sono impiegate nei modi e nelle forme stabilite dal
Consiglio superiore. 
    2. I rischi derivanti dalla  complessiva  attivita'  della  Banca
sono presidiati da un apposito fondo da alimentare in relazione  alla
rischiosita' generale. 
 
                              Art. 42. 
 
    1. La Banca d'Italia trasmette al Parlamento  e  al  Governo  una
relazione sulla propria attivita' nei termini previsti dalla legge. 
 
                              TITOLO VI 
 
 
                        DISPOSIZIONI GENERALI 
 
 
                              Art. 43. 
 
    1. I componenti del Direttorio e tutti i dipendenti dell'Istituto
non possono svolgere attivita' nell'interesse di banche, intermediari
finanziari e altri soggetti vigilati, esercitare attivita' di impresa
commerciale, essere amministratori, institori o sindaci in  qualsiasi
societa',  partecipare  a  societa'  in  nome  collettivo   o,   come
accomandatario, in societa' in  accomandita.  Essi  si  attengono  al
rispetto di un codice etico approvato dal Consiglio superiore. 
    2.  Il  Consiglio  superiore  puo'  tuttavia  consentire  che  si
assumano funzioni di amministratore di  societa'  o  di  altri  enti,
quando riconosca che cio' sia nell'interesse della Banca. 
    3. Per gli stessi motivi, puo' anche consentire che  si  assumano
funzioni di sindaco da parte di dipendenti. 
    4. I componenti degli organi e i dipendenti della Banca osservano
la massima riservatezza  su  tutte  le  notizie  e  informazioni  che
acquisiscono in ragione del proprio ufficio. 
 
                              Art. 44. 
 
    1. La revisione dei conti e' esercitata da un revisore esterno  o
da una societa' di revisione esterna scelti ai  sensi  dell'art.  27,
comma 1, dello statuto SEBC. 
    2. Il revisore o la societa' di revisione, anche mediante  scambi
di informazioni con  il  Collegio  sindacale,  esprime  con  apposita
relazione il giudizio sul bilancio di  esercizio  previsto  dall'art.
39. 
    3. Il revisore o la societa' di revisione  ha  pieni  poteri  per
esaminare tutti i libri e i  documenti  contabili  e  riceve  e  puo'
chiedere ogni informazione utile alla revisione. 
 
                             TITOLO VII 
 
 
                  DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI 
 
 
                              Art. 45. 
 
    1. Anche al fine di facilitare l'equilibrata distribuzione  delle
quote fra i partecipanti ai  sensi  dell'art.  3,  comma  4,  per  il
periodo indicato dalla legge,  decorrente  dall'aumento  di  capitale
deliberato  dall'Assemblea  il  23  dicembre  2013,  alle  quote   di
partecipazione eccedenti la soglia indicata all'art. 3, comma 4, sono
riconosciuti i relativi dividendi, ferma  restando  l'esclusione  del
diritto di voto. 
 
                              Art. 46. 
 
    1. I requisiti previsti nell'art. 16  si  applicano  alle  nomine
successive all'entrata in vigore del presente Statuto. 
 
                              Art. 47. 
 
    1. Le disposizioni del presente statuto entrano in vigore  il  31
dicembre 2013.  

Nicoletta Forcheri 5/2/2014







Altri Riferimenti: http://www.lindro.it/politica/2014-02-05/117442-bankitalia-un-golpe-a-3-teste

  
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