Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

lunedì 31 marzo 2014

La UE dichiara guerra ai risparmiatori: approvato il prelievo forzoso

Fonte: http://www.imolaoggi.it/2014/03/28/la-ue-dichiara-guerra-ai-risparmiatori-approvato-il-prelievo-forzoso/



rapina-ue

28 mar – La scorsa settimana l’Unione Europea ha deciso sanzioni micidiali contro i proprio cittadini che, a differenza della Russia, non possono difendersi. Con il compromesso sull’Unione Bancaria raggiunto il 19 marzo, il Consiglio UE, la Commissione e il Parlamento Europeo hanno creato una macchina criminale che mira ufficialmente a confiscare i risparmi per mantenere in piedi le banche “zombie”.
L’accordo stabilisce che il Meccanismo di Risoluzione Unico (SRM), il cosiddetto “secondo pilastro” dell’Unione Bancaria, sarà operativo nel 2015; due terzi dei 55 miliardi di euro del Fondo di Risoluzione Unico (SRF) possono essere usati dall’inizio e il 70% dopo tre anni. Il fondo sarà finanziato dalle banche, ma non è chiaro se solo dalle 128 banche che fanno parte dell’Unione Bancaria o se da tutte. Le casse di risparmio e le banche cooperative hanno già messo le mani avanti perché non intendono sacrificarsi per salvare le grandi banche.
Il “primo pilastro” dell’UB, il Meccanismo di Supervisione Unico (SSM), come concordato precedentemente, sarà a regime già nel novembre di quest’anno.
L’intero sistema sarà indipendente dai governi nazionali. Il Consiglio sarà interpellato solo se lo decide la Commissione e solo nel caso che la Commissione disapprovi le decisioni prese dalla BCE e dal Consiglio del SRM (probabilità uguale a quella che gli asini volino).
Al cittadino viene spiegato che nel caso di una “risoluzione” (liquidazione) bancaria, verrà per primo utilizzato lo strumento del “bail-in”, e cioè del prelievo forzoso: vengono confiscati, nell’ordine, le azioni, le obbligazioni e i risparmi al di sopra dei centomila euro. Se questi non bastano si ricorre al fondo. Inoltre, i governi possono chiedere un prestito all’ESM, che naturalmente significa consegnarsi alla Troika.
Il Commissario per il Mercato Interno Michel Barnier ha definito l’accordo “il passo più importante (…) dopo l’Euro”. Il ministro del Tesoro tedesco Wolfgang Schaeuble ha ripetuto il mantra che col nuovo meccanismo i contribuenti non dovranno più sobbarcarsi il costo dei salvataggi bancari.
Due osservazioni. Primo, se salta una banca sistemicamente rilevante, la potenza di fuoco del nuovo meccanismo è del tutto insufficiente. Non miliardi ma migliaia di miliardi saranno necessari. Questo significa che i contribuenti non sono affatto al riparo. In secondo luogo, e ancor più importante, è che le nuove regole rovesciano il principio della fiducia su cui si basa ogni sistema di finanza e di credito, e cioè che il risparmio è protetto dalla legge. La maggior parte delle costituzioni nazionali lo afferma esplicitamente. Il nuovo accordo raggiunto dalle istituzioni UE, e che i parlamenti nazionali sono chiamati a ratificare, asserisce invece la supremazia della “stabilità del sistema finanziario” su ogni altro interesse o settore della società, compresi i risparmi.
Come abbiamo già denunciato, le norme di “risoluzione bancaria” affermano che i contratti derivati devono essere onorati se una loro sospensione minaccia “la stabilità del sistema”.
L’UE ha dichiarato ufficialmente guerra ai risparmiatori e così facendo ha gettato le basi per l’autodistruzione del sistema.

Lannutti: il signoraggio va restituito

giovedì 27 marzo 2014

Follia UE, in programma il Debt Redemption Fund: 1.000 euro all’anno di tasse per persona per 20 anni

Fonte: http://www.infiltrato.it/inchieste/follia-ue-in-programma-il-debt-redention-fund-1-000-euro-all-anno-di-tasse-per-persona-per-20-anni

Scritto da Andrea Succi |
Pubblicato Sabato, 22 Marzo 2014 10:09

L'INFILTRATO
 debt redemption fund

Alzi la mano quanti hanno sentito parlare dell’ultima, mostruosa, follia targata Unione Europea: il Debt Redemption Fund. I giornaloni nostrani, tutti protesi a contarci le gesta renziane, si sono “dimenticati” di svelare l’arcano. Potevano non sapere? No, perché persino il quotatissimo Financial Times, nel novembre 2011, descriveva “l’urgenza europea di creare un Debt Redemption Fund”. Ma tutti i nodi vengono al pettine e Marzo 2014 è il termine ultimo che il Gruppo di Esperti, incaricati da Bruxelles, si è dato per presentare il report finale su DRF. Cerchiamo, allora, di capire cos’è e perché (quasi) tutti ce lo tengono nascosto.


La migliore descrizione di quanto folle, stupida e pericolosa sia l’idea del Debt Redemption Fund l’ha data Alessandro Guzzini su Micromega.
“Si è fatta strada negli ultimi tempi l'idea di un Fondo di Redenzione come alternativa agli Eurobond. Ma se davvero fosse attuato, il 10% del PIL italiano dovrebbe, per 20 anni, andare al servizio (e all’estinzione) del debito: una follia per chiunque abbia una minima nozione di Macroeconomia e di Fiscalità.
Guzzini è amministratore delegato e presidente del comitato  investimenti di FinLABO Sim, società d’investimenti. Laureato con lode in ingegneria e diplomato al Master ISTAO in gestione di impresa, ha iniziato la sua carriera come consulente di direzione alla JMAC Europe. E’ socio AIAF (Associazione Italiana Analisti Finanziari) e membro del consiglio di amministrazione di Fimag Spa (Gruppo Guzzini), della IGuzzini Spa e di Finlabo Investments Sicav SA. 
Non è, quindi, un anti-europeista alla Grillo o un “complottista” alla Barnard, per capirci.
“L’idea dei tedeschi – continua Guzzini su Micromega - è di creare un fondo che acquisti il debito pubblico di ogni paese che ecceda il 60% del PIL dello stesso. Secondo i piani, il fondo dovrebbe avere una garanzia congiunta di tutti i paesi dell’Eurozona e dovrebbe finanziarsi emettendo titoli di debito sul mercato. (…) Il fondo andrebbe ammortizzato in 20 anni, quindi ogni anno ogni paese si dovrebbe impegnare a versare gli interessi (che rimarrebbero ugualmente elevati, non è previsto infatti una rimodulazione degli stessi essendo i titoli già emessi sul mercato) ed una quota del debito stesso. Facendo l’esempio dell’Italia quindi, il fondo acquisterebbe un ammontare di debito pubblico pari a circa il 65% del PIL (quindi circa 1000 miliardi): ogni anno l’Italia dovrebbe versare al fondo quindi circa 50 miliardi come rimborso del capitale ed altri 40 circa a titolo di interesse; in pratica al fondo andrebbe versato ogni anno quasi il 6% del PIL. Da notare che all’Italia poi rimarrebbe sempre in carico il 60% del proprio debito (sempre in rapporto al PIL): questo debito diventerebbe di fatto subordinato al primo ed è quindi evidente che i tassi di interesse sui nuovi titoli emessi salirebbero invece di scendere! È probabile quindi che per servire il debito che rimarrebbe in carico direttamente al paese l’Italia dovrebbe, con tutta probabilità, spendere circa un altro 3-4% del proprio PIL. In totale quindi il 10% del PIL italiano dovrebbe, per 20 anni, andare al servizio (e all’estinzione) del debito: chiunque abbia la minima nozione di Macroeconomia e di Fiscalità pubblica può capire come sia del tutto assurdo che ciò possa essere realizzabile!”
50 miliardi all’anno fa, less or more, circa 1.000 euro a testa all’anno, compressi vecchi in punto di morte e neonati.
Gli esperti, o presunti tali, che compongono il gruppo di lavoro sul Debt Redemption Fund sono undici: qui trovate tutti i nomi. Su cui spicca un nome in particolare, perché esaustivo del sistema alla base del DRF: parliamo di Beatrice Weder di Mauro, tecnocrate con un passato lavorativo prima al Fondo Monetario Internazionale poi alla Banca Mondiale. Oggi la signora siede nel board della ThyssenKrupp, l’azienda tedesca condannata al risarcimento danni per il rogo di Torino e la morte di 7 operai, ed nel board di Hoffman-La Roche, l’azienda svizzera accusata, insieme a Novartis, di disastro doloso per aver fatto “cartello” sui farmaci.
Ora, la domanda è questa: possono siffatti “esperti” decidere, senza condizionamenti, del destino di un’Europa intera?
La risposta la avremo a breve. E ci sarà poco da stare allegri.
- See more at: http://www.infiltrato.it/inchieste/follia-ue-in-programma-il-debt-redention-fund-1-000-euro-all-anno-di-tasse-per-persona-per-20-anni#sthash.PwCdvP5R.dpuf

Banca centrale Cina (?) si prende più del 2% di Eni ed Enel

A proposito ENI ed Enel vedono la compartecipazione agli utili, la People's Bank of China. 
Sono esterrefatta perché la notizia è di oggi ma io l'ho scoperta andando a verificare alla Consob se vi fosse ancora BNP Paribas come massimo azionista estero di ENI. Ed ho trovato al suo posto la People's Bank of China. 

di redazione Blitz

MILANO – La banca centrale cinese, la People’s Bank of China, si prende più del 2% di Eni ed Enel, precisamente il 2,102% di Eni e il 2,071% di Enel. Lo si apprende dagli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti.


E’ un segnale positivo circa l’interessamento di investitori stranieri sul mercato italiano. Mercoledì Jp Morgan si è espressa favorevolmente sul debito pubblico di Italia e Spagna i cui tassi potrebbero scendere ancora di 25-30 punti base. Intanto il Tesoro ha raccolto 7,5 miliardi emettendo BoT a 6 mesi.

Conversione DDL Bankitalia: i vizi che la rendono nulla, conferenza di M5S + Lannutti



Ricordate la rivalutazione delle quote di Bankitalia che ha regalato 7,5 miliardi di euro di patrimonio intangibile pubblico alle banche private? Il Movimento 5 Stelle porta in Senato la clamorosa scoperta dei legali di Adusbef che stanno per impugnare di fronte alla Corte Costituzionale il decreto 133/2013 del governo che permetterebbe di annullare l’assemblea “carbonara” di Bankitalia del 23 dicembre 2013.
Parteciperanno alla conferenza stampa che potrete seguire dalle 11 in diretta streaming.
Elio Lanutti, presidente Adusbef
Lucio Golino,vice presidente Adusbef
Francesco Molinari, cittadino al Senato della Repubblica Movimento 5 Stelle
Sebastiano Barbanti, cittadino alla Camera dei Deputati Movimento 5 Stelle

La guerra delle monete -- La Cina e il nuovo ordine mondiale



Da notare che De Gaulle fece nel 1956 quello che Mussolini aveva fatto nel 1936: nazionalizzare la Banca centrale. Ma Mussolini fu detto un dittatore sanguinario e fascista, mentre De Gaulle divenne un eroe nazionale che imponeva gentilmente alle colonie francesi la tassa coloniale del signoraggio che affamava tutti quei paesi. Si noti anche che l'oro dei tedeschi dopo la guerra andò in parte fisicamente alla Federal Reserve e in parte alla Banque de France, e che parte di quell'oro era stato rubato alla fine della guerra dai tedeschi in Italia (da verificare). Alla Germania è stato rifiutato di andare a verificare lo stato del suo oro a Fort Knox, perché tale oro, come afferma anche Karen Hudsen, è scomparso. 

N. Forcheri 

Fonte:http://www.agoravox.tv/actualites/international/article/la-guerre-des-monnaies-la-chine-et-44175  Traduzione a cura di N. Forcheri 

Potete ascoltare qua sotto la trasmissione radiofonica del 28 febbraio 2014 di Méridien zéro. Bisogna segnalare che nella notte seguente alla trasmissione, il locale che ospitava la radio "pirata", è stata totalmente saccheggiata da un incendio. I danni ammontano a varie migliaia di euro. 
L’origine del sinistro rimane attualmente indeterminato ma la constatazione della scomparsa di parte del materiale radiofonico (pc, microfoni, materiale di incisione) non rivenuto nei detriti, porta chiaramente a pensare che si tratta di un furto in seguito a un incendio, atto malevolo per non dire criminale.

I militanti del MAS e di Méridien Zéro esortano tutte le persone attaccate alla libertà di espressione e alla lotta sociale a esprimere la loro solidarietà di fronte a questa vile aggressione.

La trasmissione

 Gli intervenuti parleranno di un libro che racconta la storia di una grande cabala monetaria che ha forgiato il mondo da oltre duecento anni, dalla costituzione della dinastia dei Rothschilds fino alla fine del 18° secolo fino alla crisi del 2008 e di una guerra spietata perpetrata dietro le quinte del potere, sull'asse City/Wall Street che tenta di stabilire a tutti i costi un nuovo ordine mondiale a vantaggio di una oligarchia finanziaria. No, non si tratta di  « capire l'impero  » d’Alain Soral, buon tentativo bensì di « Currency Wars » edito in Francia con il titolo « La guerra delle monete - La Cina e il nuovo ordine mondiale » venduto per oltre 2 milioni di copie in Cina e che apparentemente è diventato il Libro prediletto dei membri del Comitato centrale del partito comunista e dei banchieri cinesi.
L’autore del libro è un ricercatore cinese in economia che si chiama Song Hongbing.
I media francesi hanno scritto qualche articolo a proposito, ad esempio ecco che cosa ne dice  « Marianne » : « Finalmente i cinesi possono pregustare l'antisemitismo. L'articolo analizza la ricetta del best seller assoluto della Cina attuale: una denuncia della finanza internazionale, delle banche che la manipolano e... degli ebrei che dirigono il tutto ».

Niente meno. Un complottista paranoico avrebbe tendenza a pensare che il fatto che il rogo che ha distrutto i locali della radio sia avvenuto la notte della diffusione della trasmissione non sia pura coincidenza. Naturalmente gli consiglieremo di andare a farsi vedere da uno psichiatra.

Scherzi a parte, « La guerra delle monete » è la storia del progetto di  « governo mondiale », amministrato dai banchieri cosmopoliti e la cui costruzione richiede la distruzione delle nazioni e dei popoli sovrani. In questa guerra economica, che è anche una guerra dell'informazione, i paesi non allineati e i BRICS, di cui fa parte la Cina, stanno armandosi e riarmandosi per rispondere all'offensiva dei banksters mondialisti. Il saggio pubblicato durante la crisi del 2007-2008 fa parte dell'arsenale.

Ricco di una somma impressionante di riferimenti preziosi, nei vari capitoli l'autore ci fa scoprire molti scrittori essenziali, poco noti in Francia o mai tradotti in francese. Ma Song Hongbing non si accontenta di riprendere le grandi linee di questi autori indispensabili, decifra anche gli scritti di Henry Kissinger o di Geroge Soros, due attori inevitabili delle maggiori crisi, sia nello scatenare la guerra al Vietnam sia nella speculazione monetaria che ha investito l'Est asiatico nel 1997. 

L’opera si conclude in forma di raccomandazioni alle autorità cinesi e traccia le grandi linee che la Cina dovrebbe adottare per stabilire la sua moneta nazionale, il renminbi come futura valuta di riserva mondiale. Sembra che sette anni dopo la comparsa di questo primo capitolo della Guerra delle Monete, Song Hongbing sia stato effettivamente ascoltato, poiché la Cina non ha cessato di accumulare riserve d'oro: oggi è classificata quinta dopo la Francia e prima della Svizzera con 1054 tonnellate d'oro. 

A marzo 2013, la Cina si è dichiarata disposta a reagire in caso di "guerra delle monete": la quota dello Yuan negli scambi commerciali è passata dall'1,89 % a gennaio 2012 all' 8,55 % a ottobre 2013.

La trasmissione è condotta da Jean-Louis Roumégace con i seguenti invitati : 
 
François Sainz, gestore delle pubblicazioni "Le retour aux sources" " 
 
- Jean-François Goulon : Autore ("Le conflit israélo-palestinien - des origines cananéennes de la Palestine à sa demande d’adhésion à l’ONU"), traduttore di numerosi saggi presso "Le Retour Aux Sources" (di cui "I Segreti della riserva federale" de Eustace Mullins), Direttore della Redazione del sito Questions Critiques (Sito specializzato in geopolitica) 
 
Lucien Cerise : conferenza sulle problematiche di ingegneria sociale, autore di "Oliganarchy" & "governare con il caos" 
 
Antony Bonamy : collaboratore delle edizioni "le retour aux sources", Specializzato in Cina e agente dell'autore Hongbing Song 

Altri riferimenti:
http://www.scribd.com/doc/214664695/Currency-Wars

http://fr.scribd.com/doc/214638786/La-Politica-Monetaria-Del-Fascismo-1982


mercoledì 26 marzo 2014

Putin giustiziere del popolo

Fonte: http://www.informarexresistere.fr/2014/03/14/ecco-come-si-comporta-putin-altro-che-i-politici-italiani/

Vladimir #Putin viene messo a conoscenza del fatto che migliaia di operai, che non ricevevano stipendio da mesi, stanno per essere licenziati e la loro fabbrica chiusa da quegli stessi dirigenti che ne avevano tratto profitti milionari. (*le happy merchant*)
Il Presidente russo saputo della cosa va ad occuparsi personalmente della faccenda: convoca immediatamente Padroni e Oligarchi responsabili dell’ondata di licenziamenti, che con la loro avidità ed incompetenza, stavano per mandare in mezzo ad una strada migliaia di famiglie e li affronta uno per uno, facendogli un cazziatone memorabile! Esigendo le loro dimissioni immediate e concludendo il discorso con la frase: “Il termine ultimo per il pagamento degli stipendi arretrati, È OGGI !”.
Nelle successive 4 ore vengono pagati 40 milioni di dollari di stipendi arretrati e gli unici licenziamenti sono quelli dei padroni.
Estratto dal documentario integrale 
http://www.vplay.ro/watch/ygirq4jf/ 

Lannutti: la delibera di Bankitalia di modifica allo Statuto è nulla o annullabile

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 mar - La delibera con la quale l' assemblea dello scorso 23 dicembre di Bankitalia ha approvato modifiche allo Statuto secondo i legali di Adusbef "e' nulla o annullabile". Lo riferisce il Movimento 5 stelle in un comunicato in cui preannuncia una conferenza stampa congiunta domani in Senato insieme all' Associazione presieduta da Elio Lannutti. La modifica dello Statuto, si ricorda nel comunicato, e' legata alla rivalutazione delle quote della Banca d' Italia prevista da un decreto legge che Asdubef ha intenzione di far arrivare all' attenzione della Corte Costituzionale "Quell' assemblea straordinaria - si legge nel comunicato di M5S - convocata in tutta fretta il 23 dicembre scorso, a due giorni dal Natale, con l' ordine del giorno firmato da Ignazio Visco con un laconico 'Approvazione di modifiche allo statuto di Banca d' Italia', senza neppure la previsione delle classiche 'varie ed eventuali', non fa alcun riferimento all' aumento di capitale, nonostante lo Statuto dell' istituto di Via Nazionale prevede che negli ordini del giorno vadano indicate tutte le proposte da discutere. Secondo i legali di Adusbef bisogna applicare la normativa prevista per le assemblee delle Spa e quindi quella delibera di fine anno 'e' nulla o annullabile'". com-nep (RADIOCOR) 25-03-14 17:41:04 (0517) 5 NNNN.


martedì 25 marzo 2014

GRECIA: IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA INCITA IL POPOLO ALLA RIBELLIONE: ''ROMPIAMO L'ACCERCHIAMENTO DELLA TROIKA!''

Fonte: http://www.ilnord.it/c-2726_GRECIA_IL_PRESIDENTE_DELLA_REPUBBLICA_INCITA_IL_POPOLO_ALLA_RIBELLIONE_ROMPIAMO_LACCERCHIAMENTO_DELLA_TROIKA

ATENE - Gli sforzi della Grecia per rompere l'accerchiamento dei suoi creditori, il Fondo monetario internazionale e l'Unione europea, saranno "vittoriosi". Lo ha detto oggi il Presidende dela Repubblica greco, Karolos Papoulias. "Il nostro popolo ha iniziato la lotta per rompere l'accerchiamento dei suoi creditori", ha dichiarato alla stampa il leader 84enne in occasione della parata militare annuale che si svolge ad Atene per commemorare la guerra d'indipendenza contro l'Impero ottomano. le sue parole sono incendiarie, contro la Troika.

"La nostra storia dimostra che questa lotta sapra' anche tradursi in una vittoria", ha aggiunto Papoulias, ex membro della resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale. La Grecia non riesce a riemergere da un piano di austerita' profondamente impopolare adottato nel 2010 in cambio di prestiti dell'Fmi e della UE strutturati secondo i dettami delle oligarchie finanziarie europee a cui i membri della Commissione sono asserviti. Il Paese quindi e' nella morsa della recessione, la disoccupazione e' salita alle stelle negli ultimi quattro anni, e non si intravedono vie d'uscita, se non la ribellione che addirittura il Presidente della Repubblica ellenica in persona incita con queste sue parole.
GRECIA: IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA INCITA IL POPOLO ALLA RIBELLIONE: ''ROMPIAMO L'ACCERCHIAMENTO DELLA TROIKA!''

Guerra monetaria continua: Putin scaccia Mastercard e Visa

SECONDA MOSSA DA SCACCO MATTO DI PUTIN: VISA E MASTERCARD ESPULSE DALLA RUSSIA, NASCE IL CIRCUITO ''PRO100''
martedì 25 marzo 2014
MOSCA - Altra straordinaria mossa da scacco matto di Putin, dopo quella di usare la valuta cinese e non più l'euro o il dollaro americano come valuta di riserva: l'intera Russia esce dal circuito Visa - Mastercard e si organizza per avere le proprie carte di credito! Questa decisione - finanziariamente vantaggiosissima per la Russia - produce un danno clamoroso ai colossi americani del pagamento con carta di credito: perdono in un colpo solo 100 milioni di clienti. La decisione di Putin nasce perché Obama ha dato ordine a Visa e Mastercard di bloccare le trasazioni in Russia. Solo che, questa decisione si è rivoltata come un boomerang contro i colossi amerciani che non si aspettavano che al Russia fosse pronta - in pochi giorni - a sostituirli.
Ne scrive il sito economico in lingua inglese rt.com
L'articolo:
"La decisione dai sistemi di pagamento internazionali Visa e MasterCard di bloccare il loro uso in Russia ha innervosito alcune imprese russe. Nel frattempo, Mosca afferma che il proprio sistema di pagamento elettronico nazionale può diventare pienamente operativo entro pochi mesi. (Ma già da ora alcune grandi banche l'hanno messo in atto)
La scorsa settimana MasterCard e Visa bloccarono i pagamenti elettronici di alcune banche russe, il che ha mostrato come il mercato russo fosse monopolizzato dagli operatori internazionali. E sebbene i sistemi di pagamento avessero poi ripreso le operazioni con la russa SMP Bank (di domenica!) si stima che clienti abbiano ritirato circa 111 milioni dollari dai loro conti in soli due giorni.
Dopo anni di retorica sulla necessità di avviare un sistema di pagamento elettronico nazionale in Russia, adesso (dopo questo episodio) potrebbe diventare presto una realtà.
Infatti: "Il sistema di pagamento PRO 100 è tecnologicamente pronto per fornire un servizio nazionale nel prossimo futuro. Stimiamo ci vorranno un paio di mesi, tuttavia le principali banche russe che rappresentano oltre il 40 per cento del mercato interno sono già collegate al sistema di pagamento PRO 100"  ha dichiarato Andrey Nesterov, direttore delle comunicazioni aziendali presso la Card Elettronica Universale RT .
Lanciato come "pilota" nel 2010, il progetto universale di carta di credito elettronica prevede sia utilizzabile in ogni ufficio di governo,nei servizi municipali e commerciali, via internet e nei bancomat di tutta la Russia. L'applicazione bancaria elettronica della nuova carta di credito è basata sul sistema di pagamento "scheda elettronica universale" con il logo PRO 100.
Quattro grandi banche russe sono tecnicamente pronte per utilizzare il sistema di pagamento russo: Sberbank , Uralsib , BAR AK e Mosca Industrial Bank".
Con questo, Putin ha tagliato fuori Visa e Mastercard da un quarto del pianeta terra, creando anche una valida alternativa ai colossi americani del credito elettronico, nel caso qualcuno volesse farne a meno. Anche in Europa...
max parisi

SECONDA MOSSA DA SCACCO MATTO DI PUTIN: VISA E MASTERCARD ESPULSE DALLA RUSSIA, NASCE IL CIRCUITO ''PRO100''

Rischio enorme per Blackrock: la restituzione del signoraggio


Fonte: http://seigneuriage.blogspot.it/2014/03/rischio-enorme-per-blackrock-la.html

ATTN: BlackRock Investment Management (UK) Limited
Succursale Italiana
Via Brera 5
20121 - Milano

Banche italiane: il rischio del signoraggio sovrano

Egregi,

Vi segnalo che l'acquisto di pacchetti di banche italiane vi espone all'enorme rischio di dover presto restituire il signoraggio sovrano sull'aggregato di denaro e credito legale creato in EURO, come già evidenziato nel nostro post:
http://centralerischibanche.blogspot.it/2013/09/rendita-monetaria-una-torta-da-100.html

Cordiali saluti,

Marco Saba
Direttore della ricerca
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org

Allegato: segnalazione all' INTERNATIONAL ORGANIZATION OF SUPREME AUDIT INSTITUTIONS
http://leconomistamascherato.blogspot.it/2014/03/to-intosai-giant-black-hole-is.html

Sgarbi sgama la tronfia retorica del PUB (Partico unico bancario)

La Fabbrica dei dollari

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/03/23/la-fabbrica-dei-dollari.html

ROMA
Per tredici mesi, dal marzo 2008 all’aprile 2009, un cittadino italiano ha attraversato l’inferno della prigionia in Cambogia. In una caserma, quindi in un ospedale lager, infine nel campo di concentramento di Prey Sar, alle porte di Phnom Penh. Chi lo aveva spinto in quell’abisso — «uomini dell’intelligence americana» che lo consegnano ai servizi cambogiani con «un’accusa farlocca» di riciclaggio, racconta lui — aveva deciso che non dovesse uscirne vivo e che il «segreto» che aveva scoperto se ne andasse con lui. Un segreto — spiega oggi — chiamato «Supernotes», banconote da 100 dollari «vere ma false», stampate con macchine e clichet «autorizzati» niente di meno che in Corea del Nord, con cui l’intelligence americana paga clandestinamente ciò che l’opinione pubblica non può e non deve conoscere. Regimi canaglia, narcotrafficanti e tutto ciò che si può e si deve pagare al mercato nero della sicurezza nazionale.
Sentite un po’. «Le zecche americane del Bureau of Engraving and Printing che stampano banconote non sono due, ma tre. La terza — macchina, carta e tutto il resto, inclusi i rarissimi marcatori — non si trova sul territorio statunitense, bensì in Corea del Nord. Il Paese del dittatore pazzo che gioca con l’atomica. Delle esecuzioni di massa. Delle minacce e della censura. Lo Stato canaglia nemico degli Usa. Talmente canaglia che nessuno può andare a ficcarci il naso. Sono americani quelli che fanno girare le ruote del dollarificio. Sono loro a gestire il traffico di valuta. A utilizzarne i proventi colossali. Americani. Quale che sia la loro sigla. Quale che sia il cappello che si mettono per l’occasione. La struttura per la stampa dei dollari è localizzata nei dintorni di Pyongsong, una città di centomila abitanti a nord-est della capitale Pyongyang. La chiamano “la città chiusa”. Gli stranieri non possono entrarvi. La struttura fa parte della Divisione 39 dei servizi segreti nord-coreani. La Divisione 39 gestisce i fondi riservati del leader coreano. Una dotazione stimata in circa cinque miliardi di dollari». Insomma, «il dittatore nord-coreano minaccia gli Usa e nel frattempo incassa una robusta percentuale nella produzione di Supernotes. Dal canto loro, Cia, Nsa e le altre agenzie finanziano le proprie attività con fondi che i bilanci statali non potrebbero mai garantire».
Ebbene, di questo cittadino italiano, del buco in cui è finito e del segreto che dice di custodire, per tredici mesi, nessuno sembra voglia davvero occuparsi con convinzione. La sua storia non affaccia nelle cronache. Il suo caso semplicemente non esiste. L’allora ministro degli Esteri Franco Frattini scrive una lettera ai familiari in cui genericamente li rassicura sull’impegno della nostra diplomazia nel risolvere quello che viene classificato come l’arresto di un cittadino italiano residente all’estero in forza di un provvedimento di altro Paese straniero (gli Usa) per riciclaggio e reati fiscali. Il «cittadino» deve dunque cavarsela da sé. Dalla sua, ha un’avvocatessa caparbia, Barbara Belli, una donna che lo ama, Patty, e un’anziana madre che vive a Firenze, grazie alle cui rimesse in contanti attraverso Money Transfer («Alla fine, circa 250mila euro versati in più tranches», dice mostrando le ricevute di pagamento), compra la propria sopravvivenza nel lager in cui è rinchiuso e dove viene regolarmente pestato a sangue. Perché quel denaro, per i suoi aguzzini cambogiani, è una fortuna a cui non si possono voltare le spalle. Poi — è appunto l’aprile del 2009 — il nostro riesce a evadere dal suo inferno e a raggiungere l’Italia. Dove, tuttavia, lo attende un mandato di cattura per un’accusa di bancarotta fraudolenta. Si costituisce nel carcere di Regina Coeli, a Roma, dove resta per quattro giorni e viene interrogato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Francesco Ciardi («Capaldo era convinto che fossi al centro dei misteri d’Italia»). Una volta scarcerato, si esilia in una casa di campagna dove getta in un baule il diario sporco di sangue e sudore della sua prigionia, si mette a coltivare gli ulivi, apre una palestra di arti marziali frequentata da ex appartenenti a corpi militari di élite, si tiene in allenamento con qualche lancio in paracadute, diventa padre di una bambina e trascorre notti insonni inseguito dagli incubi di ciò che ha attraversato e dal fantasma del suo passato. Fino a quando non cerca e rintraccia un giornalista che si era occupato di lui, Luigi Carletti. Gli racconta la sua storia, ora scritta in un libro su cui la la Mondadori scommette molto: Supernotes. Quel cittadino italiano nel suo libro di memorie si fa chiamare “Agente Kasper”. È un uomo controverso e la sua storia promette di suscitare un vespaio.
In una palazzina liberty di Roma, in un ufficio illuminato dal primo sole della primavera, Kasper, 55 anni, sorride fasciato da una tshirt aderente blu e pantaloni verde cachi dalle ampie tasche che ne disegnano il corpo massiccio e atletico. Sul bicipite destro fa mostra di sé una grande tatuaggio. Un gladio coronato dal motto unus sed leo. All’anagrafe, Kasper ha un nome e un cognome. Che Repubblica conosce bene per essere stato all’onore delle cronache negli anni ’90 e ancora nei giorni della sua permanenza a Regina Coeli nel 2009. Un nome e un cognome che Kasper e la Mondadori chiedono che non venga reso pubblico. «Il mio nome non ha importanza — dice lui —. La mia vita è cambiata. Sono diventato padre. Con quel mondo ho chiuso. Mi importa solo che un giorno mia figlia, digitando su Google, non pensi che suo padre è stato quello che hanno scritto di lui i giornali. Cose del tipo, “un ex di Avanguardia nazionale che negli anni della militanza studentesca andava in giro con un dobermann” e che certa magistratura ha fatto pensare che fossi, infilandomi anche in golpe da operetta. Mentre la verità è solo che da ragazzo io ero di destra e da adulto ho fatto una vita che non poteva essere raccontata. In fondo, il libro serve a svelare una verità che altrimenti sarebbe morta con me». Quel mondo è il luogo delle ombre e degli specchi che chiamiamo intelligence. Dove nulla è fino in fondo vero o falso. E dove, soprattutto, nulla è mai ciò che appare. Una regola che vale anche per Kasper.
Dice di sé: «Ho lavorato per il mio Paese come agente sotto copertura dall’inizio degli anni ’80, subito dopo essermi congedato da carabiniere. Prima per il Sismi, poi per il Ros. Il mio lavoro di copertura era pilota di aereo per compagnie civili. L’Ati prima, L’Alitalia poi, fino al ’98. Per il mio operato ero stato proposto per una medaglia al valor civile che non mi è stata mai consegnata». Agente sotto copertura, dunque. E tuttavia, assolutamente irregolare. Kasper non risulta sia mai stato incardinato nel nostro Servizio mi-litare, né nel Ros dei carabinieri, per il quale ha comunque partecipato a due operazioni contro il narcotraffico (“Pilota” e “Sinai”) istruite dall’allora procuratore di Firenze, Pierluigi Vigna, e di cui è traccia documentale in sentenze passate in giudicato. «Nulla di più, nulla di meno. Dall’operazione Sinai in poi, il Ros non ha più avuto rapporti operativi con Kasper. Nei carabinieri Kasper ha svolto il servizio di leva e i carabinieri sono un organismo di polizia giudiziaria che opera su direttiva della magistratura, non sono un Servizio segreto», dicono oggi al comando del Raggruppamento speciale dell’Arma. «Non potevo che essere un irregolare — osserva lui — perché certe cose possono farle solo gli irregolari. Né ho mai manifestato l’intenzione di diventare effettivo alla nostra intelligence. Sarei finito a marcire dietro una scrivania. E non era quella la vita che volevo».
La vita che Kasper voleva la racconta nel suo Supernotes. Roba da arditi. Pistole, stupefacenti, agenti della Cia, del Fbi o semplicemente ex spioni che nella Ditta sono stati per poi mettersi in proprio e diventare free-lance dell’intelligence. Volti e gesti stravolti dall’adrenalina nei diversi angoli del globo. Un plot in cui il lettore non ha molta scelta. Credere o meno a ciò che legge. Che i dollari della vergogna, falsi ma veri, esistano («Li ho visti con i miei occhi»), che il governo abbia abbandonato questo suo cittadino perché scomodo. Non fosse altro perché dagli atti ufficiali della nostra magistratura e della nostra diplomazia risulta un racconto capovolto che suona così: Kasper viene arrestato su richiesta dell’Fbi perché accusato di frode informatica, uso di documenti falsi e di aver riciclato quattro milioni di dollari, viene assistito dalla nostra ambasciata a Bangkok anche attraverso il console a Phnom Pehn, visitato e monitorato nel periodo della sua prigionia e quindi regolarmente rilasciato dalle autorità cambogiane con un visto in uscita che gli ha consentito di raggiungere Vienna in aereo.
Luigi Carletti, il giornalista che di Kasper ha raccolto le memorie, dice: «Si può pensare quel che si vuole della storia che mi ha raccontato. Ma un fatto è certo. Tutti i procedimenti contro di lui sono improvvisamente evaporati. Non se ne sa più nulla. In Italia, in America, in Cambogia. Nessuno lo ha più cercato. Forse perché quelle accuse erano strumentali. O no?». Kasper sorride. «Voglio pensare che devo la mia vita alla buona sorte e a un amico come l’ex comandante del Ros, il generale Ganzer. Che ci sia stato lui dietro la mia fuga da Prey Sar». Ganzer, oggi in pensione, schiarisce la voce: «Nel ’98, dissi a Kasper che essendo stato esposto a un grosso rischio con le operazioni Pilota e Sinai, la sua collaborazione con il Ros doveva ritenersi conclusa per sempre. Da allora, in modo del tutto autonomo, Kasper si è prima messo nei guai con agenti del Nocs e della Finanza. Poi ha aperto un bar in Cambogia, dove è finito in carcere su rogatoria americana. In quei tredici mesi, l’unica cosa che feci, fu attivare la nostra Direzione Centrale dei Servizi Antidroga perché l’addetto a Bangkok e il nostro console in Thailandia si sincerassero di quanto stava accadendo. Ho visto Kasper l’ultima volta quando si è costituito al Ros nel 2009 per essere accompagnato a Regina Coeli. Mettiamola così. Kasper è un uomo intelligente ma anche molto avventuroso».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
DISEGNO DI GIPI PER
REPUBBLICA
Carlo Bonini

Riferimenti: http://associazionemelablu.org/545/supernotes-quegli-strani-dollari-falsihttp://www.globalresearch.ca/north-korea-and-the-supernote-enigma/8919

domenica 23 marzo 2014

La storia di Arrigo Molinari, ex questore che aveva denunciato la BCE

La storia di Arrigo Molinari, ex questore che aveva denunciato la BCE


A cura di Redazione Informatitalia

Il nome Arrigo Molinari non dice niente alla maggioranza degli italiani.
Mentre il prof. Giacinto Auriti è (giustamente) spesso ricordato dai blog liberi, e le sue attività sono note almeno a coloro che si informano sul web e conoscono questioni come il signoraggio bancario ed il reale funzionamento del sistema monetario, di Arrigo Molinari non ne parla mai nessuno.

A lui nessuno dedica "link" sui social network, nessuno spende due parole per ricordarlo, almeno il giorno dell'anniversario della sua morte, accoltellato nella propria abitazione, pare, da un ladro!

Arrigo Molinari è stato un questore e ha prestato servizio in diverse scuole di Polizia. Aveva denunciato Bankitalia e la BCE per il signoraggio, ma all'udienza non ci è mai arrivato; è stato assassinato da un ladro il 27 Ottobre 2005, a pochi giorni dall'udienza che si sarebbe tenuta il 5 Ottobre 2005.

Una settimana prima del suo omicidio aveva rilasciato questa intervista a Il Giornale.

Per conoscere meglio Arrigo Molinari e la sua "battaglia contro l'euro" leggete il materiale pubblicato su questo forum. Le sue iniziative che aveva assunto contro Bankitalia e la BCE sono ben illustrate qui

DIVULGATE QUESTO ARTICOLO SUI SOCIAL NETWORK, CONDIVIDETE IL VIDEO E RENDIAMO "VIRALI" LE IMMAGINI DEDICATE AL CASO, createne di nuove se ne avete le capacità (e magari inviatecele tramite messaggio alla nostra pagina Facebook, così le condividiamo)

FACCIAMO CONOSCERE IL QUESTORE ARRIGO MOLINARI A TUTTI !!!

Il suo coraggio e le sue battaglia NON POSSONO E NON DEVONO CADERE NEL DIMENTICATOIO!

Redazione Informatitalia


Guarda il video: 



https://www.facebook.com/photo.php?v=591432254281011

Grillo intervistato da Mentana

Il riflusso bancario per i non-iniziati


[Traduzione a cura di Marco Saba - Testo originale in FRANCESE e testo originale in INGLESE]


Fu una rivelazione che influenzò profondamente la mia vita intellettuale. Una delle mie figlie seguiva un corso di economia a livello secondario. Avevo acquistato il libro di testo “Capire l’economia canadese” (di W. Trimble, edizioni Copp Clark Pittman) e poiché mia figlia sembrava poco intenzionata a leggerlo, decisi di leggerlo io per non sprecare i soldi dell’acquisto.
Non avevo mai avuto il minimo interesse verso la scienza economica ma questo cambiò quando, giunto al sesto capitolo, “Moneta e tecnica bancaria”, ho letto le seguenti frasi:
“I soldi più importanti sono il credito. Il credito più importante è il credito creato dal nulla dal sistema bancario. L’ottanta percento del volume d’affari in Canada usa questa moneta che in realtà non esiste. Le banche lo affittano, proveniente dal nulla, alle persone, e quando rientra ritorna nel nulla”.  
Fu una rivelazione che mi ha portato ad uno studio più approfondito dell’economia. Ma fu solo qualche tempo dopo che mi accorsi che il libro dedicava molte pagine al meccanismo di creazione di denaro dal nulla, ma non c’erano indicazioni su come questo denaro ritornasse nel nulla una volta ripagato.
Ho cercato in lungo e in largo per l’informazione mancante. Ho guardato in testi accademici come ad esempio in “Money, Banking and the Canadian Financial System”, di H. H. Binkhammer, e in “Economics of the Canadian Financial System”, di Sharer, Chant e Bond, ma non ho trovato nulla che spiegasse come la moneta creata dalle banche ritornasse nel nulla. Finalmente sono giunto alla conclusione che le banche traggono il loro reddito principalmente dal riflusso di questo denaro fabbricato, mentre l’interesse che prendono non è che la ciliegina sulla torta.
Per capire il riflusso bancario uno deve capire il principio della contabilità doppia:
quando prendete a prestito 1.000 euro da una banca, questa iscrive 1.000 euro nel vostro conto cosicché, in effetti, crea mille euro che prima non esistevano. Questa somma è un asset per voi poiché potete spenderlo, ma un passivo per la banca poiché deve darvelo a richiesta (o attraverso un prelievo o tramite un assegno). Considerando che questa banca garantisce migliaia di prestiti all’anno, è ovvio che tutte queste esposizioni manderebbero presto in bancarotta la banca se non ci fosse una controgaranzia per il passivo. Questa garanzia è il patrimonio che è di proprietà della banca. Quando prendete a prestito 1.000 euro quindi, la banca li crea due volte: una volta per voi – come esposizione della banca – ed una per sé stessa, il prestito – che è un attivo per la banca ed un passivo per voi. (A livello contabile, il prestito è già di proprietà della banca, ancor prima di essere rimborsato. Questo spiega perché, se non riuscite a pagare le rate del mutuo, la banca vende la vostra casa e si prende l’ammontare del prestito).
Ora, ovviamente non avete preso in prestito questi mille euro per lasciarli fermi sul conto. Facciamo l’esempio che acquistiate della merce dal Sig. X e che paghiate con un assegno. Il Sig. X depositerà l’assegno in banca. La banca aggiungerà 1000 euro sul conto del Sig. X, un passivo per la banca, e creerà 1000 euro per sé, un patrimonio che viene aggiunto alla sua riserva. Ma la vostra banca è stata appena alleggerita di una esposizione di mille euro (da quando l’assegno è registrato) quindi il sistema bancario nel suo insieme non perde né guadagna. Quello che è semplicemente uno spostamento di un passivo da una banca all’altra viene presentato come fosse un nuovo passivo. La vostra banca dovrebbe cancellare mille euro dal suo attivo una volte per tutte, per essere in regola coi principi della contabilità doppia. Non ho trovato nessuna traccia del fatto che lo faccia e sono convinto che nessun ente di supervisione o auditing lo vada a controllare.
(NdT: ecco perché in Italia la banca centrale ci tiene così tanto a mantenere i poteri di controllo e vigilanza sul sistema bancario… Cane non morde cane.)
Se noi fondiamo mentalmente tutte le banche come se fossero una sola banca – la Grande Banca – il riflusso bancario diventa semplice e facile da comprendere: Per fare sì che la scrittura doppia sia integra, i cambiamenti nella colonna dell’attivo e quelli nella colonna del passivo devono sempre combaciare. I due devono aumentare e diminuire insieme e della stessa entità.
Quando una somma viene sottratta dal passivo della Grande Banca (il sistema bancario aggregato) per via del pagamento attraverso assegno o carta di credito, un ammontare equivalente di attivo deve abbandonare il sistema.
Non succede così!
Testo del seminario
I prestiti e il riflusso bancario
di Pierre Parisien
Permettetemi di iniziare dandovi un breve scorcio del mio documento: le banche “chartered” (e le banche commerciali al di fuori del Canada) creano dal nulla la moneta che prestano e poi recuperano la maggior parte del capitale cosicché quello che guadagnano con gli interessi non è che la ciliegina sulla torta. Dimostrerò come il sistema delle clearing-house bancarie (stanze di compensazione) è strumentale al processo di recupero (quello che io chiamo il riflusso bancario). Quindi suggerirò alcuni cambiamenti che potrebbero rendere il sistema più equo e razionale.
Ma innanzitutto facciamo una breve analisi del concetto di prestito. Vi sono principalmente due tipi di prestiti: prestiti distributivi e prestiti generatori. Quando prestate la falciatrice ad un amico o quando una associazione di credito cooperativo presta il denaro, qualcosa di preesistente viene temporaneamente ridistribuita, da qui la definizione di prestito distributivo; ma quando una banca commerciale accorda un prestito, essa fabbrica il denaro dal niente. Il denaro non proviene dalle risorse della banca, né dai depositi che le vengono affidati dalla clientela: viene dall’inchiostro della penna del banchiere (o da una scrittura effettuata in un computer). Questi li chiamo prestiti generatori.
Se c’è gente tra voi che fa fatica a credermi, vi suggerisco di leggere il sesto capitolo intitolato "Commercial Banks as Creators of Money", in "Money, Banking and the Canadian Financial System" di H.H. Binhammer. Vorrei anche citare "Economics of the Canadian Financial System" di Sharer, Chant e Bond: “Mentre anche altre istituzioni finanziarie creano denaro, la nostra analisi dimostrerà che, a causa della loro posizione dominante nel sistema dei pagamenti, le banche commerciali sono il cuore di questo processo”.
La capacità di una banca di creare moneta non è tuttavia infinita. E’ limitata dal suo capitale. Le linee direttive dell’ufficio del sovrintendente delle istituzioni finanziarie limitano la totalità dei prestiti di una banca a 20 volte il suo capitale (NdT: oggi, 2005, siamo a 50 volte, con una riserva frazionaria del 2%) così come viene definito nel documento al capitolo A, "Capital Adequacy Requirements," capoverso 1, sezione 1-1. Queste regole seguono le linee guida del “Capital Accord” del 1988, raggiunto sotto l’egida della BRI, la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea (BIS – Bank of International Settlements).
Bene! Siamo ora pronti ad affrontare il cuore della mia presentazione, il riflusso bancario, ovvero il ritorno alla banca del capitale creato dalla banca emettendo un prestito.
Ma prima di studiare il meccanismo del sistema bancario, permettetemi di andare direttamente ad un esempio che permetterà di presentare il mio punto evitando le complicazioni tecniche. Supponiamo che voi siate proprietari di una impresa e che voi prendiate in prestito un milione di euro da una banca per mettere sul mercato un nuovo prodotto. La banca crea dal nulla il milione di euro e si premunisce di una garanzia – una proprietà, un magazzino di prodotti o anche un immobile privato.
Supponete che un concorrente metta sul mercato un nuovo prodotto che rende desueto il vostro e vi mette alle corde, in più siete in ritardo col vostro primo pagamento. La banca immediatamente richiede indietro il prestito ma poiché voi ne avete già speso la maggior parte, non potete ripagarlo. A quel punto la banca vi espropria della vostra attività o di qualsiasi cosa voi abbiate messo a garanzia, e recupera il valore del prestito.
Questo succede continuamente e dimostra il fatto che le banche hanno titolo al capitale che esse stesse creano con l’atto del prestarlo.
I difensori di questo sistema ammettono che le banche creano il denaro che prestano, ma sostengono che il denaro prestato verrebbe “distrutto” gradualmente col ripagamento del prestito e che la banca profitterebbe del solo interesse che impone. Per rifiutare questa spiegazione, dobbiamo entrare nel poco chiaro mondo della contabilità doppia, l’attuale forma predominante di tenuta della contabilità. (Immagino che molti di voi siano già familiarizzati con questo argomento, ma vi chiedo indulgenza perché altrimenti peccherei nei confronti di quanti non lo conoscono).
Ogni volta che voi depositate contanti o assegni nella banca, la banca accredita il vostro conto. Questa somma è un attivo dal vostro punto di vista, ma per la banca è un passivo, poiché voi siete liberi di prelevare la somma a volontà. La banca deve dunque accreditarsi di un attivo di egual valore che viene chiamato riserva (di fatto, un'aggiunta alle sue riserve).
E’ una concezione errata il credere che le riserve siano delle somme messe da parte in previsione di tempi duri. Solamente una piccola percentuale di ciò che viene chiamata la riserva della banca, viene effettivamente accantonato. Nell’antichità, queste riserve erano mantenute in deposito presso la banca centrale del Canada, ma dopo che la legge bancaria venne modificata nel 1992 per eliminare questa esigenza, le banche commerciali non tengono in cassa che le riserve di denaro contante che esse stesse ritengono necessario o prudente. Questa somma non supera il 10% dei loro attivi, poiché viene considerata sufficiente a rispondere alle richieste del pubblico di biglietti di banca.
Allora, che se ne fanno le banche del denaro che rimane? Esse lo investono, se ne servono per sostenere e giustificare altri prestiti, per pagare gli stipendi ed i premi ed anche per pagare i dividendi ai loro azionisti (secondo delle limitazioni imposte dalla “Loi sur les banques”, articolo 129, paragrafo 4). Le riserve di una banca non sono un tesoro conservato in una cassaforte, ma piuttosto una corrente di denaro che attraversa un portone e così facendo diventa proprietà della banca.
Talvolta questa proprietà (un attivo) è equilibrata da un’obbligazione (un passivo) e talvolta invece no. Per comprendere appieno il bilancio di una banca, dovremmo rimpiazzare mentalmente il termine “riserva” con il termine “proprietà della banca”.
Quando una banca accorda un prestito, essa accredita il cliente di un deposito corrispondente e simultaneamente crea un accredito a sé stessa di un attivo equivalente al prestito. Un tale deposito, creato dal nulla, viene chiamato deposito secondario, o deposito derivato. I depositi che non vengono creati dalle banche vengono chiamati depositi primari. (E’ un peccato che questi termini non siano più adottati, perché mettevano in evidenza una distinzione importante). E’ la relazione tra i depositi primari e quelli secondari che rende possibile il riflusso bancario – il ritorno alla banca del capitale creato con i prestiti.
Facciamo un esempio per dimostrare il meccanismo implicato:
Giovanni prende a prestito 1000 euro dalla Banca A che noi consideriamo una banca-monopolio, ovvero la sola banca del paese [NdT: questo è l’effetto pratico raggiunto attraverso il meccanismo del clearing interbancario]. Quest’ultima crea il denaro dal nulla e inserisce la somma come deposito sul conto di Giovanni e, in contropartita, come aggiunta alle proprie poste attive. (Per semplificare le cose, non terremo conto degli interessi e delle spese).
Il giorno seguente, Giovanni si serve del suo deposito per emettere un assegno di 500 euro a favore di Enrico che lo deposita nel suo conto alla Banca A. Questo è un deposito primario che aggiunge automaticamente altri 500 euro ai fondi della riserva della banca.
Il secondo giorno, Giovanni emette un assegno di 500 euro a Teodoro che lo deposita allo stesso modo nel suo conto alla Banca A. Scriviamo le tre transazioni sul bilancio:  
Iscrizioni nel bilancio della Banca A
ATTIVO
PASSIVO
Prestito
1000 euro
Deposito secondario
1000 euro
Riserva
500 euro
Deposito primario
500 euro
Riserva
500 euro
Deposito primario
500 euro
Attivo totale
2000 euro
Passivo totale
2000 euro
L'ultima linea dimostra che l'attivo totale e il passivo totale sono uguali ed opposti, si annullano mutuevolmente. La banca pretenderà dunque che il denaro creato emettendo il prestito (un passivo, dal suo punto di vista) è stato compensato dall'attivo del prestito rimborsato e che solamente l'interesse rappresenta un guadagno proveniente da questa transazione.

Questo ragionamento è fallace, si tratta di capire il gioco delle tre carte. Il trucco consiste nel sommare il passivo dei depositi primari al passivo del deposito secondario.

Quando Enrico, nel nostro esempio, mette all'incasso l'assegno da 500 euro di Giovanni, quest'ultimo perde 500 euro dal suo deposito secondario. Quando Teodoro deposita l'altro assegno di 500 euro di Giovanni, questi perde il restante del deposito creato col prestito: ha speso il suo prestito. Il passivo della banca di 1000 euro verso Giovanni è stato rimpiazzato con due passivi di 500 euro verso Enrico e Teodoro - ma Giovanni deve sempre 1000 euro (più gli interessi) alla banca. In seguito, ogni volta che Giovanni effettuerà un pagamento sul suo prestito, il pagamento verrà iscritto come attivo per la banca (aggiungendolo alle riserve), ma non ci sarà un passivo come contropartita. Il pagamento sarà dunque un guadagno in conto capitale per la banca.

Il passivo della banca viene dunque correttamente iscritto nel nostro bilancio come 2000 euro (il prestito di 1000 euro più due aggiunte di 500 euro alle riserve), ma il passivo dovrebbe essere iscritto solamente nella misura di 1000 euro. PERCHE'?
Perché i due depositi primari rappresentano uno spostamento di passivo piuttosto che una aggiunta al passivo originale di 1000 euro. Poiché le riserve sono di proprietà della banca, nel nostro esempio, la banca si è in effetti creata 1000 euro dal niente. L'interesse è semplicemente la ciliegina sulla torta (Ndt: probabilmente nel sistema bancario islamico questo non avviene - e questo spiegherebbe lo scontro epocale tra il sistema bancario occidentale e quello islamico, erroneamente attribuito a fattori religiosi. Infatti, nelle tre religioni cristiana, ebrea e musulmana, l'usura viene condannata comunque. Quando si pensa che le banche occidentali stanno disperatamente cercando di "globalizzare" queste truffe, si capisce la resistenza tenace da parte di altre culture meno corrotte).

Questo ritorno di capitale creato attraverso il prestito è quello che chiamo il riflusso bancario. Alcuni diranno che nessuna banca-monopolio avrebbe l'audacia di praticare uno stratagemma così evidente e che, nei fatti, una singola banca non procede a questo modo quando si tratta di contabilizzare lo scambio di assegni tra due clienti che hanno i conti presso la medesima succursale. Consiglio a questi scettici di considerare il mio esempio come un espediente euristico che ci aiuterà a comprendere un punto che tratteremo tra poco.

Notate comunque che se Enrico e Teodoro avessero insistito per incassare i loro assegni in contanti, la Banca A sarebbe stata costretta ad attingere dalle riserve per soddisfare la domanda. Questo pagamento avrebbe annullato le riserve create attraverso il deposito dei loro assegni e, in questo caso, la banca non avrebbe potuto beneficiare che dell'interesse sul prestito.

Il denaro contante, poiché cortocircuita il riflusso, è il nemico mortale delle banche. Felicemente per queste, la maggior parte degli assegni vengono depositati piuttosto che incassati e la maggioranza delle transazioni avvengono su computer piuttosto che attraverso lo scambio di contanti da mano a mano.

Ovviamente, nella realtà reale dove non esistono banche-monopolio, Enrico e Teodoro avrebbero probabilmente depositato i loro assegni in un'altra banca ed in questo caso la Banca A avrebbe perso delle riserve a favore della banca ricevente. Gli assegni, tuttavia, non vengono compensati uno a uno. Vengono gestiti quotidianamente attraverso l'intermediazione di una camera di compensazione (clearing house) dove la Banca A presenta alla Banca B tutti gli assegni che ha ricevuto e che sono stati emessi sui conti della Banca B, e quest'ultima fa lo stesso nei confronti della Banca A. Se, diciamo, la Banca A riceve 800.000 euro in assegni della Banca B, e quest'ultima riceve 700.000 euro in assegni della Banca A, allora la Banca B perderà 100.000 euro di riserve a vantaggio della Banca A. L'indomani, tuttavia, potrebbe essere la Banca A a perdere a vantaggio della Banca B.

Questo processo viene ripetuto ogni giorno tra tutte le banche. Solo la differenza viene attualmente trasferita dalle riserve di una banca alle riserve di qualsiasi altra banca. Poiché tutte le banche hanno un conto presso la banca centrale, i trasferimenti avvengono semplicemente spostando delle cifre da un conto all'altro. Alla lunga, tutte le banche finiscono più o meno alla pari con questi trasferimenti. Dunque, di fatto, non perdono delle riserve tutte le volte che uno dei loro clienti scrive un assegno che verrà deposto in un'altra banca. Grazie a questo procedimento, il meccanismo che si applica a una banca-monopolio (come nel mio esempio euristico) si applica, grosso-modo, all'insieme del sistema bancario così come alle singole banche.

In breve, ci sono due modi possibili di compensare gli assegni tra le banche:

1. una operazione diretta, da banca a banca e assegno per assegno, cosa che sarebbe pratica con i mezzi informatici ed elettronici disponibili;

2. una operazione di camera di compensazione come ho descritto.

Esiste una considerazione sottile ma importante da fare qui:
In una operazione di pagamento assegno per assegno, la banca pagante perde delle riserve per l'ammontare degli assegni e la banca ricevente guadagna lo stesso ammontare di riserve. (Occorre ricordarsi che le banche devono necessariamente accreditarsi di un ammontare uguale a ciascun deposito primario, somma che va alle riserve; altrimenti le singole banche fallirebbero rapidamente ed il sistema bancario crollerebbe). Ma in una operazione di camera di compensazione, poiché solamente la differenza quotidiana tra due banche qualsiasi viene trasferita, la maggioranza delle riserve della banca pagante rimangono protette. Alla lunga, quasi tutte le sue riserve rimangono protette, anche se le banche più grosse e/o meglio gestite possono avere un leggero vantaggio. Grazie al procedimento della camera di compensazione, due banche agiscono come due preti che si confessano l'un l'altro e si danno l'assoluzione.

"E allora?" è quello che mi sento troppo spesso chiedere quando parlo di questo argomento con dei membri della mia famiglia, con gli amici e, occasionalmente, con degli uomini d'affari. "Finché ottengo il credito di cui ho bisogno, quando ne ho bisogno, che m'interessa?" Permettetemi di dimostrare perché questa attitudine è nefasta.

Secondo il Council of Economic Advisors, la massa monetaria degli Stati Uniti è più che settuplicata tra il 1970 ed il 1994. Poiché tutti gli economisti, a sinistra e a destra, sono d'accordo sul fatto che le banche creano più del 95% della nuova moneta, è matematicamente evidente che una buona parte di questo denaro nuovo finisce per far parte della massa monetaria. Non ci sono - semplicemente - altre possibilità per spiegarne l'aumento.

Ma, ufficialmente, le riserve delle banche non sono incluse nella massa monetaria. Una ragione per cui ciò avviene è che, spesso, queste riserve sono in contropartita di un passivo bancario e quindi - contando sia il passivo che le riserve - la massa raddoppierebbe. Ma queste riserve possono essere spese ed investite - quindi sono moneta, che facciano o meno parte ufficialmente della massa monetaria. Questo spiega perché anche gli economisti della sinistra dicono spesso che la moneta creata dal prestito viene annullata nella misura in cui questo viene rimborsato: poiché le riserve non fanno parte della massa monetaria ufficiale, esse ufficialmente non esistono. Insisto che poiché esse possono essere spese ed investite, esse sono SOLDI! Il riflusso bancario esiste!

Si può argomentare che una parte dell'aumento settuplo è imputabile all'inflazione del credito: poiché la creazione del capitale non include gli interessi, sono sempre necessari nuovi prestiti per pagare i prestiti precedenti.

E' un'argomentazione plausibile ma - insisto - che non può spiegare tutto l'aumento della massa monetaria. Dopo tutto, il denaro contante nelle mani del pubblico è anch'esso aumentato di sette volte (più o meno) e questa moneta non è creata col credito. Mi pare che nella misura in cui le banche spendono ed investono il riflusso - comprando buoni del tesoro, tra le varie possibilità - il riflusso s'insinua nella massa monetaria ufficiale. Permettetemi di fare il punto: non è la moneta che crea la vostra ricchezza, ma piuttosto il passaggio della moneta attraverso le vostre mani. Le banche si sono arricchite ingiustamente con il procedimento sopra descritto.

Le banche sono la pietra angolare del settore finanziario. Tutta questa massa di denaro speculativo che gira sopra la nostra testa, fuori della nostra portata, e che è sconnessa dal mondo reale dei beni, dei servizi e del lavoro - tutto questo denaro - fu inizialmente creato dalle banche. E' controllando le banche che si può controllare il settore finanziario.

Esaminiamo qualche meccanismo di controllo che potrebbe essere messo in atto e cominciamo da uno che non necessiterebbe di alcun cambiamento radicale nel sistema esistente, poi procediamo con dei suggerimenti più rivoluzionari.

Si potrebbe cominciare con una politica fiscale che consideri qualsiasi aumento delle riserve di una banca come un guadagno in capitale soggetto ad imposte. (Forse ad un tasso speciale, più basso, poiché le banche occupano un posto molto speciale - e molto importante - nel nostro sistema economico).

Un altro metodo di controllo sarebbe l'imposizione di quella che io chiamo PCC - Proprio Come il Contante. Qualsiasi assegno depositato avrebbe lo stesso effetto sulle riserve di una banca come se l'assegno venisse cambiato per denaro contante. Qualsiasi banchiere che pretende che l'interesse è la sola fonte di profitto derivante dalle operazioni di prestito non dovrebbe avere alcuna obiezione. Il procedimento PCC - come legge o ordinamento - non farebbe che assicurare che il sistema attuale sia onesto e che funzioni come si dice che faccia. Se le banche possono compensare qualsiasi aumento del loro passivo con un eguale aumento del loro attivo, esse dovrebbero accettare che qualsiasi diminuizione del loro passivo venga compensata da un'uguale diminuizione del loro attivo.

Una procedura equivalente sarebbe di eliminare il sistema della camera di compensazione e di lasciare che le banche scambino tra di loro direttamente, da banca a banca e assegno per assegno. Grazie all'informatica e ai mezzi di comunicazione elettronica, credo che questo sarebbe possibile e pratico. La funzione principale della camera di compensazione, mi pare, è di proteggere le riserve delle banche, come ho dimostrato.

Per concludere, si arriva a una opzione che sarebbe un bello scarto in rapporto alle procedure correnti. Suggerisco che il governo federale eserciti il diritto esclusivo di creare tutta la nuova moneta, che sia in contanti o scritturale. La Banca del Canada avrebbe il mandato di soddisfare le esigenze di prestito delle banche commerciali fornendo loro il denaro a tasso zero. Queste ultime dovrebbero tuttavia ripagare il capitale dando così al governo tutto il vantaggio derivante dal riflusso.

Si potrebbe obiettare che le banche, private di questo guadagno in capitale, potrebbero dover aumentare i tassi di interesse e che questo a sua volta potrebbe rallentare l'economia. Questa tendenza, tuttavia, può essere contrastata introducendo il tasso d'interesse negativo che sarebbe sottratto, piuttosto che aggiunto, al debito verso la Banca del Canada.

Per esempio, un milione di euro presi in prestito ad un tasso negativo del 10% per finanziare un prestito dello stesso ammontare, verrebbe liquidato attraverso il pagamento di 900.000 euro. L'interesse negativo potrebbe, in effetti, essere un sussidio sia per il creditore che per il debitore ed agirebbe come un potente incentivo economico.

Il riflusso potrebbe generare una larga somma di denaro per il governo federale, che potrebbe essere utilizzata per migliorare i programmi sociali e per abbassare le tasse federali senza ridurre i servizi.

E' importante dire quello che si vuol dire in modo eloquente e chiaro, ma talvolta è anche importante sottolineare quello che NON si è detto. Io non ho negato che le banche siano delle istituzioni necessarie; non ho proposto che queste siano nazionalizzate; non ho negato che le banche private, nell'insieme, debbano fare profitti; non ho suggerito di eliminare gli assegni e le altre forme di moneta-non-contante - nonostante il potenziale abuso di queste forme di pagamento - poiché i mezzi di pagamento non in contanti sono troppo comodi e troppo inseriti nella nostra struttura sociale. Quello che io voglio dire è che i rappresentanti della gente debbono esercitare un controllo giudizioso sull'attività finanziaria poiché la sovranità risiede nel popolo, non nel mercato e non negli strumenti monetari.

Vorrei concludere la mia presentazione condividendo con voi la mia profonda speranza che un giorno, da qualche parte, qualche governo - perché non il nostro? - tenga una commissione d'inchiesta sulle attività bancarie di modo che la luce razionale e critica possa farsi strada in questo oscuro reame e far sì che le riforme, da gran tempo dovute, siano finalmente implementate. Grazie.

07/03/2005 : signet@work : sandro pascucci : www.signoraggio.com v.0.5
[http://www.signoraggio.com/signoraggio_riflussobancario.html]

Disclaimer

AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi.

I testi pubblicati dal sito mercatoliberotestimonianze.blogspot.com possono essere liberamente distribuiti alle seguenti condizioni:
1) i testi e i titoli devono rimanere nel loro formato originale;
2) la distribuzione non deve essere finalizzata al lucro;
3) deve essere citata la fonte e l'autore e l'indirizzo web da cui sono stati tratti.