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giovedì 6 marzo 2014

Convegno: ”La povertà dell`Italia”


Conferenza a Pescara sull`incostituzionalità dei Trattati europei

Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23101

     
Nella storia dei popoli e delle nazioni vi sono talvolta degli eventi che possono essere definiti “epocali”: una sconfitta bellica, l’acquisizione o la perdita di territori, una rivoluzione, il rovesciamento violento di un regime, sono tra questi. Eventi – nel bene o nel male - traumatici, che assurgono alle pagine dei libri di storia, vengono legati a date precise, si impongono alla memoria collettiva.
Esistono poi eventi più evanescenti, che si perdono nei meandri delle cronache o delle analisi specialistiche, che spesso sfuggono ai non addetti ai lavori, che vengono tenuti volutamente nascosti agli occhi del popolo. Sono accadimenti che segnano comunque (pur se caratterizzati da una lunga durata) un passaggio, una rottura, una discontinuità che non possono essere lasciati al loro destino, relegati nell’oblio.
In Italia, ad esempio, nell’arco di un ventennio, dai primi anni Novanta fino al 2011, contestualmente alla “rivoluzione colorata” di “tangentopoli” e alla campagna di privatizzazioni, sono state adottate delle misure legislative, sono stati sottoscritti trattati internazionali e sono state ratificati dei desiderata eurocratici volti a limitare, se non ad annullare, la sovranità politica ed economica della nazione in favore di un potere sovranazionale di matrice bancaria e burocratica. Dal Trattato di Maastricht a quello di Lisbona, dall’adozione della moneta unica al patto di stabilità, dal Mes a ognuno dei migliaia di adeguamenti normativi che hanno allineato la legislazione nazionale previgente alle imposizioni di Bruxelles.
Un aspetto che non deve essere assolutamente tralasciato di questi provvedimenti è il fatto che operino in palese contrasto e in evidente antagonismo con il dettato di una Carta costituzionale che – pur formalmente – è tuttora vigente. Cosa può aver spinto una nazione con una storia e una civiltà giuridica millenarie a violare gli stessi principi fondamentali che si era posta come fondamento del proprio vivere civile?
Anche di questo si parlerà nel convegno organizzato per il prossimo sabato 8 marzo presso la sede della Provincia di Pescara dall’Associazione “Terra Nostra” e dalla Scuola di Studi Giuridici e Monetari “Giacinto Auriti”. Nel corso dell’importante evento, che conferma nuovamente il ruolo di “avanguardia”  dell’Abruzzo nello studio di tali tematiche, interverranno il dott. Mauro Di Sabatino, presidente della Scuola Auritiana, il dott. Luciano Barra Caracciolo, presidente di Sezione del Consiglio di Stato e autore, tra l’altro, dell’ottimo saggio “Euro e (o?) democrazia costituzionale”, il dott. Gennaro Varone, sostituto procuratore della Repubblica, unico (o quasi) membro della magistratura ad aver apertamente denunziato, oltre il funzionamento anti-giuridico dell’eurosistema, anche gli stessi meccanismi di emissione monetaria, la truffa della moneta-debito e la natura usuraia del Tasso ufficiale di sconto; interverrà inoltre il professor Ezio Sciarra, docente di sociologia presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara e Chieti.
La natura stessa del convegno e l’altissima levatura dei relatori non potranno che orientare il tema della conferenza del capoluogo adriatico non solo verso l’analisi della connotazione anti-giuridica del “ce lo chiede l’Europa”, ma anche nel senso di una approfondita analisi della scaturigine più intima del problema: quella relativa ai meccanismi di emissione della moneta e dell’indebitamento perenne che ne deriva. Di qui verrà presentata l’unica e risolutiva soluzione al problema della schiavitù da debito, al tumore sociale della disperazione da insolvenza, al dramma dell’impoverimento generalizzato di una nazione, e cioè quella (da affiancarsi alla denuncia dei trattati europei) della sovranità popolare della moneta, della disponibilità per i cittadini del mezzo monetario necessario per scambiarsi i beni e la ricchezza che essi stessi producono e che oggi sono costretti a far transitare attraverso una moneta presa in prestito a interesse dalle banche di emissione.
“Il denaro – dice il moralista – non fa la felicità”. Vero. Ma il denaro prestato, di contro, non può che generare disperazione, povertà, morte. Partecipando al convegno pescarese si avrà modo di approfondire questa tesi, di verificarne la veridicità, di “arrabbiarsi” e di chiedere che la grande truffa cessi davvero, di tornare alle proprie case, al proprio lavoro, alla propria famiglia, con una consapevolezza in più, con la certezza che sia necessario battersi contro l’usura bancaria e, soprattutto, che la vittoria o la sconfitta in questa battaglia coincidono con la vita o con la morte di un intera nazione.

“LA POVERTA’ DELL’ITALIA – Tra Euro e incostituzionalità dei Trattati europei”. Sabato 8 marzo dalle ore 16 presso la Sala Tinozzi del Palazzo della Provincia di Pescara. Il convegno sarà trasmesso in diretta su www.abruzzolive.tv.


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