Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

sabato 31 maggio 2014

La geopolitica (del signoraggio)

La geopolitica è uno studio che poco ha a che fare con le nuove teorie newageist, ma molto a che fare con le tecniche della manipolazione, pnl e mitologia: è lo studio dei rapporti di forza tra fantasmi giuridici chiamati stati entro i cui recinti le popolazioni sono plagiate e indotte a credere ad alcuni miti per far loro accettare lo status quo e dietro i quali si nasconde il cartello dei burattinai psicopatici che hanno bisogno di cure ma che hanno corrotto il mondo per indurlo a pensare che sono un modello di vita, dèi in terra, baciati dalla fortuna per qualche legge dell'attrazione, per qualche ricompensa di Dio o per meriti personali di nascita e/o di bravura (e qua il new ageism contribuisce a far credere ai suoi adepti sta minchiata).
Quindi basta studiare i miti inculcati ai popoli per renderli docili (tipo l'antifascismo inculcato, il senso di inferiorità per il popolo italico), le parole menzognere degli apparati politico/mediatici/giuridici (peace keeping per guerra, mercato per oligopolio ecc ecc), per sviscerare i veri ricatti dietro le quinte, incrociando questi dati con le reali superiorità militari e i privilegi e le eccezioni accumulati nei trattati internazionali (cui prodest?) ricordando sempre che gli stati sono fantasmi giuridici che nascondono gli psicopatici.
Ad esempio la Cina che stampa moneta ha un fondo sovrano la China Investment Fund nel cui International Advisory Board siedono i pesci grossi di Bilderberg, Google, Citibank, Crédit Suisse and co...
Una stampa moneta in capo allo Stato dev'essere quindi controbilanciata d una vera democrazia e ciò è possibile unicamente con il metodo del pugno di ferro nei confronti degli psicopatici - che vanno internati e curati, con terapie umane - con i quali non bisogna scendere ad alcun compromesso a meno che... il tarlo del falso in bilancio faccia il suo percorso presso la massa di semi zombi non psicopatici a servizio dei burattinai per seminare il caos.. tra di loro..
Ordo ab chaos ahahahahahah
N. Forcheri 31 maggio 2014

La geopolitica

La geopolitica è uno studio che poco ha a che fare con le nuove teorie newageist, ma molto a che fare con le tecniche della manipolazione, pnl e mitologia: è lo studio dei rapporti di forza tra fantasmi giuridici chiamati stati entro i cui recinti le popolazioni sono plagiate e indotte a credere ad alcuni miti per far loro accettare lo status quo e dietro i quali si nasconde il cartello dei burattinai psicopatici che hanno bisogno di cure ma che hanno corrotto il mondo per indurlo a pensare che sono un modello di vita, dèi in terra, baciati dalla fortuna per qualche legge dell'attrazione, per qualche ricompensa di Dio o per meriti personali di nascita e/o di bravura (e qua il new ageism contribuisce a far credere ai suoi adepti sta minchiata).
Quindi basta studiare i miti inculcati ai popoli per renderli docili (tipo l'antifascismo inculcato, il senso di inferiorità per il popolo italico), le parole menzognere degli apparati politico/mediatici/giuridici (peace keeping per guerra, mercato per oligopolio ecc ecc), per sviscerare i veri ricatti dietro le quinte, incrociando questi dati con le reali superiorità militari e i privilegi e le eccezioni accumulati nei trattati internazionali (cui prodest?) ricordando sempre che gli stati sono fantasmi giuridici che nascondono gli psicopatici.
Ad esempio la Cina che stampa moneta ha un fondo sovrano la China Investment Fund nel cui International Advisory Board siedono i pesci grossi di Bilderberg, Google, Citibank, Crédit Suisse and co...
Una stampa moneta in capo allo Stato dev'essere quindi controbilanciata d una vera democrazia e ciò è possibile unicamente con il metodo del pugno di ferro nei confronti degli psicopatici - che vanno internati e curati, con terapie umane - con i quali non bisogna scendere ad alcun compromesso a meno che... il tarlo del falso in bilancio faccia il suo percorso presso la massa di semi zombi non psicopatici a servizio dei burattinai per seminare il caos.. tra di loro..
Ordo ab chaos ahahahahahah
N. Forcheri 31 maggio 2014

La Banca centrale del Portogallo protesta contro la BCE

DALLA BANCA CENTRALE PORTOGHESE UN MISSILE CONTRO LA BCE: POICHE NON GARANTISCE I DEBITI SOVRANI, E UN DISASTRO - I fatti e le opinioni del Nord - ilnord.it

venerdì 30 maggio 2014
LISBONA - La Banca centrale del Portogallo, in una nota ripresa da Jornal del Negocios, scrive come l'Unione bancaria europea potrebbe non raggiungere nessuno degli obiettivi che si è prefissata. 
Secondo la banca centrale di Lisbona, infatti, molte debolezze dell'impalcatura creata non permettono di rompere il legame tra il rischio del debito sovrano e quello delle banche, dimostratosi così pericoloso durante la crisi.  
Le banche, secondo la nota, rimarranno altamente dipendenti dalle economie nazionali, in una situazione in cui le crisi finanziarie hanno generato una concentrazione addizionale del debito pubblico dei paesi nei sistemi bancari dei paesi in difficoltà.
La Bce, infine, poichè non sarà un prestatore di ultima istanza, i rischi continueranno ad essere associati con i debiti sovrani. "L'Unione non ha i mezzi per evitare i problemi di free riding dei legislatori nazionali e permetterà a questi di emettere leggi favorevoli ai loro sistemi finanziari, facendo pagare i costi ai contribuenti o alle banche di altri paesi", ha concluso.
La presa di posizione della Banca centrale del Portogallo - che fa parte del board della BCE - è di una gravità inedita nello scenario della direzione della Banca Centrale Europea. E questa dura delegittimazione della BCE, giudicata incapace proprio da uno dei membri della direzione della stessa BCE, non a caso arriva giorni dopo la travolgente vittoria del Partito Socialista del Portogallo alle elezioni europee e alla cocente sconfitta della coalizione di partiti che sorreggono l'ormai traballante governo filo-UE e filo-Troika.
Infatti, PSP ha nel proprio programma la fine immediata della politica recessiva imposta dalla UE al Portogallo e per conseguenza la fine dell'euro. Il "segnale" è stato dato oggi dalla Banca Centrate portoghese. Ed è un segnale di guerra alla UE degli oligarchi di Bruxelles. 
Redazione Milano. Si ringrazia L'Antidiplomatico per la notizia. a

Asta bund tedeschi deserta, interviene Bundesbank - Finanza e Borsa - InvestireOggi.it

Asta bund tedeschi deserta, interviene Bundesbank - Finanza e Borsa - InvestireOggi.it

Asta bund tedeschi deserta, interviene Bundesbank

Domanda la più bassa di sempre per decennali tedeschi

NOTIZIE SU:  Titoli di Stato esteri
ASTA BUND E’ UN FLOP E LA BUNDESBANK COSTRETTA A COPRIRE L’INVENDUTO – I primi effetti della crisi si stanno facendo sentire anche a Berlino, finora l’unica capitale dell’Eurozona effettivamente a uscire non solo indenne, ma addirittura vincitrice dal crollo dei mercati dei bond governativi. Il risparmio per il governo tedesco è notevole, in termini di minori rendimenti sui nuovi titoli di stato emessi quest’anno, grazie alla fuga degli investitori dagli altri mercati, in direzione della Germania, considerata affidabile e sicura più di tutti gli altri.
Ma ieri qualcosa non ha funzionato. Il governo avrebbe dovuto collocare 6 miliardi di Bund decennali, ma la domanda è stata così scarsa che soltanto 3,5 miliardi sono stati coperti, mentre i restanti 2,5 miliardi sono stati comprati dalla Bundesbank, che ha dovuto intervenire, per evitare di lasciare l’asta scoperta. Un fatto molto grave, perchè denota la perdita di attrazione dei titoli tedeschi. Ieri, i decennali erano stati collocati al tasso dell’1,98% e la questione gira proprio intorno a questo dato.
E’ noto, infatti, come le aste, cioè il mercato primario o di emissione dei bond, si adeguino lentamente alla situazione del secondario, quest’ultimo soggetto a una maggiore volatilità, per il fatto che le negoziazioni qui avvengono quotidianamente e per tutti i segmenti temporali.
Ora, negli ultimi mesi, mentre stati come Italia e Spagna (ma ultimamente anche Francia e altri) hanno dovuto emettere i loro titoli a rendimenti crescenti e persino sproporzionati (i BoT a un anno a oltre il 6%), la Germania ha vissuto il processo inverso, battendo asta dopo asta rendimenti sempre minori. Si pensi che la settimana scorsa, gli Schatz a due anni sono stati collocati al rendimento minimo record dello 0,39%.
Già in quell’occasione, ma così come anche per le precedenti, si era registrata una domanda molto bassa, dati i tassi poco allettanti. Ma forse Berlino non avrebbe mai pensato che un suo collocamento sarebbe rimasto scoperto per circa il 35% del valore di emissione, un fatto che ha parecchio preoccupato i tedeschi, i quali già all’inizio dell’anno avevano fatto i conti con un’asta Bobl non totalmente coperta dalla domanda, ma per una percentuale molto più contenuta e tale da non destare timori.
Quello che è accaduto ieri ci suggerisce un dato interessante. Gli stessi investitori considerano sopravvalutati i Bund, mentre la loro presenza molto folta alle aste periferiche ci induce a pensare che i rendimenti da queste esitate siano ritenuti forse abbastanza alti dal mercato stesso. Se questo processo dovesse proseguire, la Germania sarebbe costretta a offrire rendimenti maggiori sui suoi titoli, interrompendo la serie dei ribassi. Ciò porterebbe a un restringimento del differenziale, a meno che gli altri stati dell’Eurozona non continuino a esitare rendimenti in crescita alle loro aste, cosa che avverrebbe solo con l’aggravarsi della crisi.

LA CONTRADDIZIONE DELL’INTERVENTO DELLA BUNDESBANK. GERMANIA RISCHIA CREDIBILITA’ – Che quanto accaduto ieri abbia conseguenze sul piano della politica tedesca in Europa lo si comprende dal fatto che l’asta sia stata coperta solo grazie all’intervento della banca centrale tedesca, la Bundesbank. Ma questo fatto si pone in netta contraddizione con la politica sostenuta dalla Germania, ossia di un non intervento della BCE sia sul mercato primario che su quello secondario dei titoli di stato.
In sostanza, i tedeschi rimproverano da mesi l’Eurotower di sostenere i titoli italiani e spagnoli con acquisti sul secondario, calmierando in modo artificioso i loro rendimenti e creando una sorta di “azzardo morale” per i rispettivi governi, che sarebbero disincentivati a risanare il deficit, grazie all’aiuto di Francoforte.
E la contrarietà più vigorosa dei tedeschi si ha in questi giorni proprio sulla proposta della Francia per un ruolo attivo della BCE, che essa cioè possa acquistare i bond dell’Eurozona direttamente all’asta.
Il cancelliere Angela Merkel, il suo ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, nonchè il governatore della Buba, Jens Weidmann, hanno sostenuto che sarebbe inconcepibile che una banca centrale stampi moneta per sostenere i titoli di stato, ma è grosso modo quello che hanno fatto ieri, con gli acquisti diretti sul primario da parte della Bundesbank.
Questa contraddizione, frutto certamente di un’eccezione, tuttavia, indebolisce notevolmente la posizione tedesca, che ora avrà armi spuntate contro chi vorrebbe che la BCE potesse acquistare titoli direttamente all’asta.
Anche i tedeschi, infatti, al primissimo scricchiolio, avrebbero dimostrato di fare ricorso alla facile soluzione dell’intervento centrale, anzichè adeguare i rendimenti alla situazione del mercato. Insomma, Berlino ha infranto le regole del mercato, aggirandole con la “manina salvifica” della sua banca centrale e con ciò avendo adesso palesato non già una volontà di difendere un principio di politica monetaria, quanto questioni di interessi economici nazionali.
Che poi ciò sia vero o meno, ormai poco importa. Da oggi, la Germania rischia di essere meno credibile e di lasciare maggiore spazio anche a soluzioni di corto respiro e poco avvedute di quanti, come la Francia, sono colti dalla disperazione di evitare un ennesimo attacco speculativo.

L’eccezione tedesca nel collocamento dei titoli di stato | Economia e Politica

L’eccezione tedesca nel collocamento dei titoli di stato | Economia e Politica 
1. L’esito della recente asta dei titoli pubblici tedeschi ha sollevato un interessante dibattito intorno alle specificità del meccanismo di collocamento dei titoli pubblici che sembrano distinguere la Germania dagli altri paesi dell’eurozona. Il dibattito prende spunto dai dettagli presenti nel resoconto ufficiale della procedura d’asta, laddove si comunica che sono stati emessi tutti i 6 miliardi di euro di titoli inizialmente previsti dal governo, ma al contempo si afferma che – di questi – solamente 3,6 sono stati collocati presso investitori privati. Si tratta dunque di capire esattamente cosa è successo a quei 2,4 miliardi di euro di titoli residui, che sono stati dichiarati emessi, ma non sono stati sottoscritti dai partecipanti all’asta.
Il resoconto ufficiale dell’asta definisce quella particolare quota dell’emissione come “Ammontare messo da parte per operazioni sul mercato secondario”. Dunque il 40% dei titoli emessi è stato trattenuto con lo scopo di essere successivamente venduto sul mercato secondario: una quota consistente dei titoli è stata, in altri termini, emessa ma non collocata presso gli investitori privati. Una simile operazione sembra possibile solamente qualora si ammetta l’intervento della Bundesbank, che avrebbe sottoscritto una parte della nuova emissione – come suggeriscono numerosi commentatori[1]. Ciò significherebbe che la Germania opera al di fuori delle regole comuni dell’eurozona[2], ossia in deroga a quegli stessi principi che hanno impedito, ad esempio, alla Banca Centrale Greca di intervenire a sostegno dei titoli pubblici ellenici tra il Dicembre 2009 ed il Maggio 2010, quando la spirale nei tassi di interesse pretesi dai mercati finanziari internazionali in sede d’asta ha di fatto costretto Atene a ricorrere ad un prestito istituzionale, vincolato all’adozione delle cosiddette misure di austerità. L’“eccezione tedesca” alle regole europee sull’emissione di titoli del debito pubblico appare ancora più significativa se si considera che la pratica di trattenere una quota (anche consistente) dell’emissione “per operazioni sul mercato secondario” non costituisce affatto un’anomalia nelle ordinarie operazioni di collocamento dei bund, ma ne rappresenta piuttosto il regolare funzionamento: come illustrato dal seguente grafico, la Germania trattiene regolarmente una quota delle emissioni, esattamente come accaduto in quest’ultima, discussa, asta di bund decennali.
 
Cercheremo di dimostrare che la Bundesbank sostiene attivamente il collocamento dei titoli pubblici tedeschi, esercitando un’influenza dominante sul prezzo dei titoli di nuova emissione, senza però ricorrere alla sottoscrizione degli stessi sul mercato primario, ma articolando il proprio intervento in modo tale da aggirare i divieti imposti dal Trattato di Maastricht, e praticare di fatto il finanziamento diretto del debito pubblico tedesco.
2.Iniziamo col dire che il dibattito sull’asta dei titoli tedeschi ha il grande pregio di restituire il meccanismo di emissione dei titoli pubblici – fatto di regolamenti, prassi e rapporti di forza tra governi, banche private nazionali e internazionali – ad un contesto istituzionale più complesso di quella ‘forma di mercato’ che gli viene attribuita dalle istituzioni europee, e che giustifica il divieto di acquisto dei titoli pubblici imposto alle banche centrali, chiamate appunto a non interferire con il regolare funzionamento del mercato del credito.
Vogliamo capire come sia possibile che un titolo pubblico venga emesso, ma non collocato. Precisiamo innanzitutto cosa si intende per collocamento: un titolo si definisce collocato quando viene sottoscritto per la prima volta. L’ufficio governativo responsabile dell’emissione dei titoli del debito pubblico tedesco è l’Agenzia per il debito (Finanzagentur), la quale gestisce le procedure d’asta e poi trattiene i titoli non collocati presso quella platea di investitori privati che hanno l’accesso riservato al mercato primario, platea costituita da una quarantina di banche e società finanziarie tedesche ed internazionali. L’idea, suggerita da molti commentatori, che i titoli non collocati vengano di fatto sottoscritti dalla banca centrale tedesca è stata immediatamente contestata, poiché sembra scaturire da una errata interpretazione del particolare ruolo svolto da quest’ultima all’interno del processo di emissione dei titoli. Come vedremo, sebbene sia effettivamente possibile confutare la tesi secondo cui la Bundesbank sottoscrive i titoli pubblici tedeschi direttamente sul mercato primario, la banca centrale tedesca può contare su altri e diversi canali per intervenire sui titoli di nuova emissione, con risultati assolutamente equivalenti all’azione diretta sul mercato primario.
La Bundesbank agisce per conto dell’Agenzia per il debito tedesca in qualità di “banca custode e non di prestatore di ultima istanza”, come sostiene Isabella Bufacchi sul Sole 24 Ore del 26 Novembre 2011: i titoli trattenuti risultano in sostanza congelati presso la banca centrale tedesca, senza che questa corrisponda al governo alcuna somma di denaro in cambio, ossia senza che quei titoli risultino effettivamente sottoscritti. Spiega ancora la Bufacchi: “L`agenzia del debito tedesco riprende poi quei titoli invenduti e li ricolloca in tranche sul secondario, nell`arco di qualche giorno o in casi di mercati ostici di qualche settimana.” Dunque sembra, a prima vista, che la Germania non stia procedendo alla cosiddetta ‘monetizzazione’ del debito pubblico. A confermare questa interpretazione interviene anche la prestigiosa rivista The Economist, pubblicando sul proprio sito l’articolo Fun with bunds in cui, “per evitare che i bloggers passino molto tempo immersi nei meccanismi d’asta delle obbligazioni europee”, si affida la soluzione al dilemma alle parole di un rappresentate della PIMCO, una delle più importanti società private di investimento a livello internazionale: “La Finanzagentur ha emesso solamente 3,6 miliardi in cambio di liquidità. Loro hanno collocato 3,6 miliardi sul mercato ed hanno trattenuto 2,4 miliardi sui loro libri contabili. In futuro potranno vendere l’ammontare trattenuto sul mercato secondario, ottenendo la corrispondente liquidità. Potreste aver letto che la Bundesbank ha acquistato la quota dell’emissione che non è stata collocata in asta; ciò non è corretto. La Bundesbank non sta finanziando la Germania; opera semplicemente come un’agenzia per la Finanzagentur.”
La pratica dell’Agenzia tedesca per il debito, consistente nel trattenere una quota dell’emissione, viene dunque presentata, molto semplicemente, come un metodo per procrastinare il collocamento di quei titoli, in attesa di più favorevoli condizioni sui mercati finanziari: una mera questione di tempo, poiché i titoli emessi ma non anche collocati saranno, prima o poi, effettivamente collocati.
3. Dopo aver “passato molto tempo immersi nei meccanismi d’asta delle obbligazioni europee”, è forse possibile mettere in discussione la validità di questa lettura del problema, ed incentrare l’interpretazione del particolare meccanismo di emissione dei titoli pubblici tedeschi non tanto sul ‘quando’ i titoli trattenuti verranno sottoscritti, quanto piuttosto sul ‘dove’ quei titoli verranno poi, effettivamente, collocati.
La struttura istituzionale conferita generalmente agli odierni processi di emissione dei titoli del debito pubblico si fonda su una netta distinzione tra il mercato primario, dove i governi collocano i titoli di nuova emissione, ed il mercato secondario, dove i titoli già emessi possono essere liberamente scambiati. Tale distinzione è rilevante, all’interno della cornice istituzionale dell’eurozona, poiché il Trattato di Maastricht (comma 1 art. 101[2]) vieta esplicitamente alle banche centrali dell’eurozona l’acquisto di titoli del debito pubblico dei paesi membri solamente sul mercato primario: la BCE e le banche centrali dei paesi membri sono dunque lasciate libere di acquistare titoli del debito pubblico dei paesi membri dell’eurozona sul mercato secondario, e siamo certi che stiano operando in questo senso quantomeno a partire dal Maggio 2010, nel contesto del Securities Markets Programme[4]. Si noti come la chiara distinzione tra mercato primario e mercato secondario, ovvero la regola per cui sul mercato secondario possono essere scambiati solamente titoli già emessi sul mercato primario, sia il presupposto della logica seguita dalle istituzioni europee, le quali prevedono contemporaneamente il divieto imposto da Maastricht, che si riferisce al mercato primario, ed il Securities Markets Programme, che limita al mercato secondario la libertà di intervento delle banche centrali. Nelle parole dell’allora Governatore della BCE Trichet: “le nostre azioni sono pienamente conformi al divieto di finanziamento monetario [del debito pubblico] e dunque alla nostra indipendenza finanziaria. Il Trattato vieta l’acquisto diretto, da parte della BCE, dei titoli del debito emessi dai governi. Noi stiamo acquistando quei titoli solamente sul mercato secondario, e dunque restiamo ancorati ai principi del Trattato”.[5]
Alla luce di quanto detto circa la pratica – operata negli anni dalla Germania – di destinare una quota rilevante delle emissione ad operazioni sul mercato secondario, risulta evidente che, quando consideriamo il mercato dei titoli pubblici tedeschi, la distinzione tra mercato primario e mercato secondario si fa quantomeno labile: tramite la quota di titoli di nuova emissione regolarmente trattenuta dall’Agenzia del debito, infatti, la Germania è in grado di collocare i propri titoli del debito pubblico direttamente sul mercato secondario. Ciò è rilevante perché se il mercato primario dei titoli pubblici è esplicitamente riservato, in tutti i paesi dell’eurozona, ad un gruppo di investitori privati, sul mercato secondario operano – accanto agli investitori privati – anche le banche centrali dei paesi membri. Questo significa che il tasso di interesse che si determina sul mercato primario può essere spinto al rialzo da una carenza di domanda di titoli che non ha ragione di esistere sul mercato secondario, laddove l’azione della banca centrale implica una domanda potenzialmente infinita per i titoli pubblici: sul mercato primario, dove non operano le banche centrali, può sussistere una situazione di eccesso di offerta di titoli che conduce ad un rialzo nei tassi di interesse, quale quello osservato in Grecia nei primi mesi del 2010, ed in Italia a partire dall’Agosto 2011, mentre sul mercato secondario l’intervento della banca centrale ha il potere di creare tutta la domanda necessaria a spingere al ribasso il rendimento dei titoli pubblici. Pertanto, il semplice fatto che il collocamento dei bund di nuova emissione avvenga, in parte, direttamente sul mercato secondario ha un impatto significativo sul tasso di interesse dei titoli pubblici tedeschi, garantendo alla Germania un minor costo dell’indebitamento pubblico, a prescindere dalla possibilità (pure presente) che i titoli di nuova emissione collocati sul mercato secondario vengano sottoscritti direttamente dalla Bundesbank. La particolare struttura istituzionale del processo di emissione dei titoli pubblici tedeschi sopprime di fatto la distinzione tra mercato primario e mercato secondario, aprendo lo spazio per il finanziamento del debito pubblico tramite la banca centrale – spazio negato agli altri paesi membri dell’eurozona.
Il complesso meccanismo di emissione dei titoli pubblici appena descritto consente alla Germania di proporre, in asta, un tasso dell’interesse molto basso, come avvenuto il 23 Novembre: se gli investitori privati si rifiutano di sottoscrivere i titoli del debito pubblico tedeschi a quei tassi, giudicati poco remunerativi, lo Stato trattiene la quota dell’emissione non collocata e procede, successivamente, al collocamento di quei titoli sul mercato secondario, dove l’azione della banca centrale è in grado di orientare i livelli del tasso dell’interesse vigente, o addirittura di tradursi in un intervento diretto, con la Bundesbank che sottoscrive i titoli del debito non collocati sul mercato primario. In assenza di un simile meccanismo, i governi sono costretti ad accettare il tasso di interesse che gli investitori privati pretendono sul mercato primario, laddove la loro disponibilità a sottoscrivere i titoli pubblici rappresenta l’unica possibilità che lo stato ha di finanziare il proprio debito. L’“eccezione tedesca” può essere concepita come un metodo che permette di aggirare i divieti imposti dal Trattato di Maastricht, e viene da chiedersi per quale motivo gli altri paesi dell’eurozona non si siano dotati di un simile dispositivo, capace di arginare le pretese dei mercati finanziari internazionali sui rendimenti dei propri titoli pubblici.
[1] Alesina e Giavazzi sul Corriere dela Sera del 24 Novembre 2011 affermano che “l’asta dei Bund è stata sottoscritta solo grazie alla Bundesbank che ha acquistato il 40% dei titoli offerti da Berlino.”. Lo stesso giorno, simili affermazioni compaiono sui più importanti quotidiani. Sul Sole 24 Ore Bufacchi sostiene che: “va scartata la maxi-quota, pari al 39% dei 6 miliardi, che è stata sottoscritta dalla Buba [Bundesbank] per essere rivenduta sul secondario per via del peculiare meccanismo usato fin dagli anni 70 nelle aste dei titoli di Stato tedeschi.”; Quadrio Curzio commenta che “senza l’intervento della Bundesbank poteva andare anche peggio” sul Messaggero; Tabellini afferma, sul Sole 24 Ore, che: “la Bundesbank di fatto continua ad agire come prestatore di ultima istanza quanto meno in via temporanea nei confronti dello Stato tedesco. I titoli non venduti in asta infatti sono stati assorbiti dalla Bundesbank, che da sempre svolge questo ruolo per garantire la liquidità dei titoli tedeschi.”
[2] “La banca centrale tedesca ha subito assorbito tutti i titoli invenduti. È esattamente ciò che la Bundesbank stessa non vuole che la BCE faccia con Italia e Spagna. […] ha comprato direttamente dal governo, un comportamento in apparenza illegale ai termini del trattato: finanziamento monetario del deficit.” Fubini, Corriere della Sera del 24 Novembre 2011.
[3] “È vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della BCE o da parte delle Banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate “Banche centrali nazionali”), a istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle banche centrali nazionali.” (Cfr. Versione consolidata del Trattato che istituisce la Comunità Europea, Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, 24/12/2002, corsivo nostro).
[4] “Nei termini definiti in questa Decisione, le banche centrali dell’Eurosistema possono acquistare […] sul mercato secondario titoli di debito […] emessi dai governi centrali o da enti pubblici dei Paesi Membri e denominati in euro.” (Cfr. Decision of the European Central Bank of 14 May 2010 establishing a securities markets programme, Official Journal of the European Union, 20/05/2010, corsivo nostro).
[5] Cfr. Speech by Jean-Claude Trichet, President of the ECB, at the 38th Economic Conference of the Oesterreichische Nationalbank, Vienna, 31 May 2010.

- See more at: http://www.economiaepolitica.it/index.php/primo-piano/leccezione-tedesca-nel-collocamento-dei-titoli-di-stato/#.U4j-RZ6P2B8

venerdì 30 maggio 2014

Sibilia intervistato da Luke Rudkowsi



Nel video Luke Rudkowski descrive come i tre deputati italiani si sono mostrati al Bilderberg 2014 per consegnare una lettera ufficiale per trasparenza. Sono Carlo Sibilia, Paolo Bernini e Claudio Cominardi..

Il governatore della Banca d'Inghilterra: è la fine del capitalismo, se scompare l'etica

Mark Carney avanza critiche del comportamento della City e avvertte contro la sensazione crescente che il contratto sociale è infranto
Traduzione a cura di Nicoletta Forcheri di un articolo del The Guardian, Mercoledì 




  • http://www.theguardian.com/business/2014/may/27/capitalism-critique-bank-of-england-carney?CMP=EMCNEWEML6619I2

  • Mark Carney
    'We simply cannot take the capitalist system for granted,' says Carney. Photograph: Andy Rain/EPA
    Il capitalismo è a rischio di autodistruggersi se i banchieri non si rendono conto di avere l'obbligo di creare un società più giusta, ha avvertito il governatore della Bank of England.

    Mark Carney ha dichiarato che i banchieri avevano operato un sistema del tipo "mors tua vita mea". Quindi si è chiesto se gli operatori finanziari rispettino le basi dell'etica e ha dichiarato che chiunque non abbia rispettato gli elevati standard professionali, dovrebbe affrontare l'ostracismo.
    A una conferenza della City, il governatore della Banca  ha detto che sta aumentando la sensazione che il contratto sociale di base al centro del capitalismo stia spezzandosi in mezzo alle iniquità crescenti. "Non possiamo semplicemente prendere per scontato il sistema capitalista, che produce così tante e svariate soluzioni. La prosperità richiede non solo investimenti nel capitale economico ma anche nel capitale sociale."
    In una accesa critica del comportamento della City nel provocare la crisi finanziaria, Carney dice che liberismo sfrenato e regolamentazione blanda hanno minato il capitalismo equo, mentre gli scandali come le manovre sui mercati del Libor avevano debilitato la fiducia nel sistema finanziario.

    "Così come ogni rivoluzione mangia i suoi figli, il fondamentalismo del libero mercato senza controlli può divorar il capitale sociale essenziale per la dinamicità a lungo termine del capitalismo stesso. Per contrastare  tale tendenza, gli individui e le loro aziende devono avere un senso delle responsabilità per un sistema più ampio."
    Carney ha detto ai delegati alla conferenza sul "capitalismo inclusivo" a Londra, in cui partecipava l'ex presidente USA Bill Clinton, che le grandi banche avevano agito in una logica di "mors tua vita mea", con l'avido inseguimento da parte dei banchieri di guadagni personali.
    "Tutte le ideologie sono affini agli estremismi. Il capitalismo perde il senso della misura quando la credenza nel potere del mercato entra nel regno della fede. Nei decenni precedenti la crisi, tale radicalismo arrivò a dominare le idee economiche e divenne un modello di comportamento sociale."
    Il governatore ha aggiunto che i politici e i regolatori in GB e altrove stavano affrontando le possibili soluzioni per rendere il sistema più equo e per limitare la probabilità nel futuro di crisi finanziarie attraverso le riforme.
    Ma ha evidenziato che vi è un grosso onere sulle banche e i banchieri per assumersi le loro responsabilità. Riferendosi ai cambiamenti in corso, dopo gli scandali nei redditi fissi, nei mercati dei cambi e delle commodities, ha detto: "Questi cambiamenti sono vitali ma non possono anticipare tutti gli eventi o disciplinare tutti i miscredente.
    Gli scandali sottolineano un malessere nella finanza che dev'essere risolto. Molte banche hanno giustamente sviluppato codici etici e principi di business ma ne hanno assorbito il significato tutti gli operatori finanzieri?

    "Bisognerebbe esaminare lo sviluppo di principi di mercato equi, codici di condotta per mercati specifici e persino obblighi normativi entro questa cornice. Si dovrebbero prevedere chiare conseguenze, ivi compreso l'ostracismo professionale se non si adempiono a questi standard".
    Ha detto che i leader del G20 e i regolatori internazionali del Financial Stability Board si stanno adoperando per risolvere il tema degli istituti finanziari che sarebbero "troppo grossi per fallire", un problema che lascia ai contribuenti un enorme onere da pagare all'inizio della crisi nel 2008.
    "Questo è l'anno per completare quel lavoro" ha detto. "Forse il colpo peggiore alla fiducia pubblica è stata la rivelazione che vi erano decine di istituti finanziari troppo grandi per fallire attivi nel cuore della finanza. I banchieri hanno guadagnato somme enormi nel periodo precedente la crisi, e sono stati spesso supercompensati  dopo la crisi. In cambio i contribuenti si sono dovuti sobbarcare solo i loro fallimenti."
    Carney ha detto che una politica monetaria ultra sciolta in Gran Bretagna aveva evitato una generazione perduta di disoccupati a lungo termine, e aveva migliorato le prospettive di mobilità sociale a lungo termine.
    Ha aggiunto che i nuovi poteri e le responsabilità assegnati alla Banca di George Osborne dovrebbero contribuire a ridurre l'incidenza delle crisi finanziarie.
    Ha detto che una delle lezioni della crisi era che i programmi di compensazione che hanno attribuito bonus enormi per i rendimenti a breve termine avevano incoraggiato le singole persone  a prendere troppi rischi a lungo termine. "In breve, il presente è stato sopravvalutato e il futuro pesantemente scontato."



    Salvo Mandara da Copenhaghen per il Bilderberg, Sibilia ecc

    Salvo Mandarà da Copenaghen intervistato da Paragone e notizia da Infowarsw



    Francesco Amodeo, da Copenaghen:
    Reporter a Copenaghen
    Tre e mezza di notte. Dura prendere sonno. Adrenalina e paura. Si paura. Intesa come consapevolezza di cio che potrebbe accadere. Non voglio fare l eroe. Nessun eroe ha mai scritto di aver paura. Ma oggi grazie all obiettivo dell infaticabile Alessandro Carluccio siamo riusciti addirittura ad immortalare un cecchino sul tetto del Marriott hotel che aveva fisso un arma puntata verso i manifestanti. Non ve lo avrei raccontato se non fossi stato in grado di dimostrarvelo, ma lo vedrete.
    Abbiamo visto agentii di polizia seguire con una cinepresa ogni nostro spostamento ed uomini in borghese seguirci fin sotto l albergo.
    Qui si vive un grande fratello dove in nomination sono finiti i popoli, le democrazie partecipative e le costituzioni. Saranno chiamati a lasciare la casa uno dopo l altro nel silenzio assoluto. Insieme a Carluccio siamo riusciti a fotografare l entarta di Mario Monti e quella della giornalista Monica Maggioni direttrice di rai news 24. Siamo riusciti ad immortalare i cecchini sui tetti e le berline dai vetri oscurate che si apprestavano all entrata. Abbiamo ripreso anche i luoghi appositamente allestiti per chi e venuto a protestare e a far sentire la propria voce.
    Un recinto di terra e polvere transennato da grosse grate di ferro con un paio di wc prefabbricati e tanti agenti a monitorare ogni spostamento dei rappresentanti del popolo.
    E l emblema del loro progetto che vede l umanita relegata in piccoli spazi d azione, dove tutto e sotto il controllo dei potenti. In quello spazio ridotto ti fanno credere di poter esprimere il tuo dissenso, di essere sovrano e artefice del tuo destino invece ti tengono sotto tiro, se metti un piede fuori perdi tutto. Liberta e dignita.
    Abbiamo atteso l arrivo di tre parlamentari Cinquestelle giunti a Copenaghen per consegnare una lettera su carta intestata della Camera dei Deputati al presidente del Bilderberg nella quale chiedevano trasparenza sull evento. Utopia. Un po come chiedere ai capi mafia di inserire il racket nella propria dichiarazione dei redditti. Apprezzo il gesto. Non voglio fare polemica, ne lottare contro tutti. Applaudo il loro sforzo e le buone intenzioni. Avrei voluto chiedere agli amici parlamentari di abbassare il tiro e provare almeno ad avvicinarsi all obiettivo. Avrebbero potuto consegnare, tutti insieme, una denuncia ai magistrati italiani per la violazione della legge Anselmi quella che vieta gli incontri e le associazioni private che possono avere impatto sulle scelte di governo. Di prove contro il Bilderberg ne abbiamo a iosa e sarebbe stato un gesto piu concreto. Se ci tenevano a cominciare con una lettera, avrebbero potuto indirizzarla al loro collega Mario Monti, Senatore della Repubblica italiana e pretendere che relazionasse sulla riunione in corso o ancora meglio avrebbero potuto fare appello a Roberto Fico del loro stesso Movimento a capo della vigilanza Rai per chiedere come mai la Tv di stato non stesse dando copertura mediatica di un evento di tale rilevanza ed esponenti di quel calibro mettendo in risalto il fatto che la stessa direttrice di rai news 24 era presente alla riunione.
    Sono venuti, invece, con una lettera indirizzata all intoccabile ed inavvicinabile Presidente del Gruppo Bilderberg. Le guardie all entrata non hanno potuto fare altro che sorridere e rispedirla al mittente dopo aver dato una pacca sulla spalla dei nostri volenterosi rappresentanti.
    La mia non vuole essere una critica. Ho imparato ad apprezzare i piccoli gesti e non mi pongo neanche piu il dubbio che potrebbero essere semplicemente gesti di facciata. Io avrei agito in maniera diversa, con 160 parlamentari avrei organizzato un azione compatta senza muovermi dall Italia ma dal forte impatto mediatico e rivolta in primo luogo alla magistratura. Ne ho parlato con il deputato Bernini, gli ho illustrato la mia strategia, mi ha scoltato, mi ha chiesto di ricontattarlo, si e mostrato disponibile. Io questi ragazzi non posso e non voglio criticarli, ma non riescono a farmi sentire le spalle coperte quindi continuo da solo e con l aiuto di pochi a cercare una soluzione alternativa.
    L infaticabile Salvo Mandara ha avuto anche un collegamento in diretta radio con il duo Parenzo, Cruciani. Non voglio esprimermi sul primo dei due, e un coglione, si comporta da tale e dimostra coerenza. Il secondo e invece una persona estremamente intelligente ma ha creato un format dove fingersi coglione e una conditio sine qua non e quindi recita la sua parte sacrificando la verita sull altare dell audience. Immagino che debba essere frustrante insultare la propria intelligenza e quella di milioni di italiani per inseguire dei numeri e so bene che la storia sara spietata con tutti quelli che hanno scelto di farlo. Per il momento pero prendo atto che mentre loro riescono a mettere lla testa sul cuscino e dormir, io alle 4 del mattino sono ancora qui a cercare uno sfogo...Ma ho imparato ad attendere...mi siedo sulla riva del fiume e continuo ad aspettare...
    Conosceremo la verita e la verita ci rendera liberi...
    Chiedo anche stanotte scusa per la mancanza di apostrofi e accenti e per la scarsa punteggiatura utilizzata. Domani prometto di farmi spiegare dalla reception dell hotel come riuscire ad utilizzare questa tastiera di difficile interpretazione...
    Francesco Amodeo

    Collegamento permanente dell'immagine integrata

    Il CEO di Google al Bilderberg (da inforwars.info)



    Infowars ha filmato e fotografato la massa di documetni del membro del Bilderberg  durante un incidente della sicurezza, quando non riusciva a ritrovare il suo pass per entrare al Marriott. Il grosso volume dei dossier fa a pugni con la nozione che il Bilderberg è una semplice riunione per chiacchierare.



    Il bilderberghino Ed Balls incontrato durante la riunione segreta mente quando dichiara di non essere un ministro non soggetto al codice ministeriale nonostante abbia giurato il rispetto delle leggi dello Stato quando divenne deputato USA nel 2005.






    Durante la copertura della riunione del Bilderberg 2014 a Copenaghen, Danimarca, il reporter di Infowars.com Josh Owens è stato arrestato dalla polizia danese dopo che qualcuno ha chiamato la polizia denunciandolo per "porto di telecamera". 



    Salvo, Checco Amodeo e Sibilia a Copenhaghen, per seguire il Bilderberg







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    Saba: Il falso bilancio delle banche

    mercoledì 28 maggio 2014

    BCE: bolle finanziarie in vista

    Siamo in bolla finanziaria permanente a partire dal momento in cui i paesi si quotano in una borsa che è  "il cartello delle banche dealer" emettendo titoli del debito per procurarsi la moneta di cui hanno bisogno per funzionare.N. Forcheri


    BCE: IL DEBITO PUBBLICO POTREBBE RIVELARSI INGESTIBILE

    Fonte: http://www.vincitorievinti.com/2014/05/bce-il-debito-pubblico-potrebbe.html
    Lo afferma la BCE nel rapporto sulla stabilità finanziaria. Non aggiungo nulla di mio lasciandovi al comunicato della Reuters che riporta la notizia, limitandomi a  farvi osservare che, vista la performance dei titoli di stato italiani, il mercato percepisce che il debito dei paesi falliti del Sud Europa, alla fine della fiera, verrà garantito dalla Bce. Oppure, in mancanza, dalla ricchezza degli italiani  appositamente tosati a dovere.
    Perché mai un investitore dovrebbe comprare Bund tedeschi che rendono nulla, quando ha la possibilità di trarre un maggior vantaggio acquistando  BTP?
    Ecco spiegato il flop dell'asta tedesca e il pienone di quella italiana. Quindi, perché sorprendersi?
    Da qui in poi il comunicato della Reuters
    FRANCOFORTE, 28 maggio (Reuters) - La ricerca di profitti più elevati da parte degli investitori potrebbe generare nuove bolle di mercato.
    L'allarme arriva dalla Bce, che esplicita i propri timori per la forza del recente rally dei mercati.
    "Con l'intensificarsi della ricerca dei rendimenti, si intensificano anche le preoccupazioni riguardo l'emergere di squilibri e la possibilità di un ampio e disordinato cambio di direzione dei recenti flussi di investimento" si legge nel rapporto semestrale della Bce sulla stabilità finanziaria.
    Francoforte avverte che i debiti pubblici, a livelli record in 18 paesi della zona euro, potrebbero rivelarsi ingestibili in un contesto di stallo delle riforme e di bassa crescita economica. La domanda di debito pubblico da parte degli investitori potrebbe dunque dimostrarsi "volubile", spiega la Bce, e risultare esposta alle conseguenze del rallentamento economico cinese e della crisi ucraina.
    "La sfida che abbiamo davanti (...) è di assicurare che non riemergano le condizioni della crisi" prosegue la banca centrale, segnalando inoltre la situazione del mercato immobiliare, dove si è assistito ad un boom dei prezzi degli immobili commerciali, con un numero di transazioni che ha raggiunto i massimi dal 2008.
    Banche, assicurazioni e fondi pensioni, aggiunge Francoforte, devono approntare "cuscinetti di sicurezza sufficienti per affrontare la normalizzazione dei rendimenti".

    Che cosa è la moneta?

    Articolo |

    Senza una chiara terminologia, senza una giusta definizione della Moneta non si può esprimere neppure la più rudimentale idea economica. Senza definire il problema centrale dell’economia, non si può costruire una scienza. Questo problema non è altro che quello di fare mangiare e vivere bene un popolo intiero, come una buona massaia fa mangiare e vivere bene la sua famiglia, cioè di adoperare i mezzi esistenti e di supplire alle deficienze.”
    Ezra Pound, 1937.
    Citato da M. Saba, Bankenstein, 2006.

    Propongo questo articolo, nell’ambito del laboratorio tematico su Moneta e Signoraggio, per fare il punto sullo stato delle nostre conoscenze in campo monetario, cercando di dare spazio alle voci che compongono il dibattito e cercando di evitare atteggiamenti dogmatici. So che dentro PBC ( e fuori) queste conoscenze non mancano come non manca la coscienza di quanto sia importante questo tema: intendo rivolgermi prima di tutto a chi non è esperto, senza temere di dire cose che possono apparire banali e scontate; la mia esperienza mi ha insegnato come si possa passare rapidamente da ciò che appare banale a ciò che invece divide impostazioni mentali diverse: l’importante è affrontare laicamente queste divisioni dando la priorità al confronto delle varie argomentazioni e tenendo presente che tutto ciò che fa parte delle discipline sociali è estremamente complesso. Sono ben poche le verità e le certezze a nostra disposizione; in realtà non possiamo fare altro che utilizzare schemi/modelli interpretativi che, per quanto approssimati, hanno lo scopo di essere utili nel fornire interpretazioni attendibili dei fatti sociali a cui assistiamo.

    CHE COSA E’ LA MONETA ?
    Per quanto questa domanda possa sembrare banale (data la nostra confidenza nel maneggiarla), ci stupiremo di quante risposte diverse ne vengano fornite. Ecco un esempio:
    1. “La moneta è la misura del valore” ( Aristotele );

    2. “La moneta è la misura del valore e il valore della misura” ( Auriti );

    3. “La moneta è ciò che consente il pagamento dei debiti” ( Luca Fantacci- La moneta);

    4. “La moneta è un IO VI DEVO” ( Modern Monetary Theory );

    5. “LA MONETA È MISURA DEL VALORE E VALORE DELLA MISURA, RICONOSCIUTA (= principio e ragione di accettazione) DA UNA PRECISA COMUNITÀ SOCIALE (= principio e luogo di circolazione) E FORMALMENTE DEFINITA DA UNA LEGGE (= principio e fondamento della fiducia).”  G. Passali nel sito “La moneta complementare” (La natura della moneta, parte 3) ad integrazione della definizione di Auriti;

    6. Secondo A. Graziani (La teoria del circuito monetario – 1996 Jaka Book):
    Affinché il mezzo di pagamento usato sia vera moneta, esso deve rispondere a tre requisiti:
    1. non dovendo essere una merce, il mezzo di pagamento deve essere una moneta segno;
    2. l’uso di tale moneta segno non deve costituire una semplice promessa di effettuare un pagamento in avvenire (promessa tipica dell’economia di credito), ma deve dare luogo ad un pagamento definitivo;
    3. l’uso della moneta, ancorché si tratti di moneta segno, deve essere regolato in modo da non concedere ad alcun soggetto “privilegi di signoraggio” ( e cioè: sebbene tutti paghino con una moneta priva di valore intrinseco, nessuno deve ottenere merci senza dare in cambio altre merci aventi valore di mercato equivalente).
    E queste sono solo alcune delle risposte! Come si vede queste definizioni mettono l’accento su aspetti diversi e rispondono anche ad esigenze diverse dei vari autori. Le prime tre sono squisitamente funzionali, mentre si distacca da questo aspetto la definizione MMT: La moneta è un “IO VI DEVO” emesso dallo Stato per i cittadini. Secondo Paolo Barnard (“Il più grande crimine” pag.9 e pag.11) ciò significa che lo Stato, in cambio della sua moneta, ci deve il nostro diritto di saldare tutto ciò che gli dobbiamo, usando quella stessa moneta.
    Però, a mio avviso, la domanda (“che cosa è la moneta”) posta in questo modo comporta prioritariamente una definizione ontologica (cioè: che tipo di ente è? Qual’è la sua natura?):

    7. LA MONETA E’ UNO STRUMENTO.
    Questo significa che la moneta non si trova in natura, non è una fantasia, non è un puro oggetto linguistico, ma è un oggetto creato (inventato) dall’uomo per gli uomini. Fa parte di quell’insieme di cose che Popper cataloga come “Mondo 3”, cioè tutte quelle idee/invenzioni che nascono nella mente degli uomini, poi si concretizzano in oggetti che acquistano una realtà fisica autonoma: le monete di metallo (che troviamo negli scavi archeologici anche se tutti gli uomini che le hanno usate non ci sono più), le banconote cartacee, gli assegni bancari ecc. Secondo i filosofi Maurizio Ferraris e Maria Grazia Turri, essa fa parte degli oggetti sociali cioè di quella tipologia di oggetti che esistono perchè esiste l’uomo (diversamente dall’albero che sarebbe esistito anche senza la nostra comparsa ).
    Le definizioni funzionali sottindendono la dimensione ontologica strumentale e non sono in contraddizione con essa. Infatti, ad esempio, quella di Aristotele può essere tranquillamente letta come: “ La moneta è quello strumento che ha la funzione di misura del valore”, senza alterarne la sostanza.
    Comunque, in letteratura, ove ci si chieda quali siano le funzioni della moneta, la risposta tende ad essere articolata su tre aspetti: la moneta svolge le funzioni di
    1. MISURA DEL VALORE;
    2. MEZZO DI SCAMBIO;
    3. RISERVA DI VALORE.
    Alcuni autori specificano una quarta funzione:
    1. STRUMENTO DI PAGAMENTO.
    A questo punto si può porre una seconda questione: Qual’è LA FONTE del valore della moneta?
    Secondo Miclavez-Della Luna Euroschiavi (pag. 59):
    “....Dipende dal fatto che ci siano una domanda ed una offerta di Euro, e che queste abbiano fra loro determinati rapporti. Esse sono in parte dovute al fatto stesso che la legge, un atto imperativo (e non una convenzione), stabilisce che l’Euro sia la valuta legale. Inoltre è la legge a stabilire che esso abbia corso forzoso — ossia lo Stato si impegna ad accettarlo in pagamento dei propri crediti, a usarlo per il pagamento dei propri debiti, a imporlo sul proprio territorio come mezzo di pagamento legale in via giudiziaria. L’accettazione dell’Euro è quindi coatta, non convenzionale — beninteso, all’interno dei territori degli Stati dell’Eurozona.
    Tale comportamento da parte dello Stato induce una circolazione monetaria in quanto:
    a) fa sì che ci sia una disponibilità, ossia una offerta, di Euro, dato che li mette in circolazione;
    b) fa sì che ci sia una certa domanda–accettazione di Euro, dato che li esige per il pagamento di tributi, sanzioni ecc.
    Quindi stimola una circolazione dell’Euro anche in rapporti nei quali lo Stato stesso non è parte, .... Io accetto di ricevere Euro o altra valuta in pagamento dei miei crediti, delle mie prestazioni, in quanto so, mi aspetto, confido che la potrò usare per comperare ciò che mi serve.
    E questa confidenza deriva dall’uso abituale e diffuso, dal comportamento degli altri. È un fatto di consuetudine e imitazione, integrazione sociale........”
    Questa impostazione coincide sostanzialmente con quella della MMT mentre diverge da quella di G. Auriti:
    “......il valore è il rapporto tra il momento della previsione ed il momento previsto. Anche la moneta ha valore perché ognuno è disposto a cambiare merce contro moneta perché prevede di poter dare a sua volta moneta contro merce. Quindi la previsione del comportamento altrui come condizione del proprio, è la fonte del valore convenzionale monetario. Ciò posto, ci si rende conto che anche l'oro ha valore di moneta, non perché sia oro, ma perché ci si è messi d'accordo che lo abbia.” L’ordinamento internazionale del sistema monetario. Versione PDF, pag.21.
    Secondo voi queste due impostazioni sono incompatibili fra loro? Al sottoscritto non sembra: direi che esse sono entrambe veritiere pur mettendo l’accento su aspetti diversi. Ad esempio quella auritiana (a differenza di quella “MMT”) riesce a spiegare perfettamente il fenomeno delle monete complementari e alternative, la cui accettazione non è certo spiegabile con la potestà statale.
    Filippo Riportella

    martedì 27 maggio 2014

    Strambe continuità storiche. N. Forcheri

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    Diciamo che dalla bolla papale del 1493 che decretava che chiunque appartenesse a una delle tre religioni monoteiste avesse scoperto una terra "vergine" seppur abitata da indigeni, poteva appropriarsene e dichiararla sua (fu l'inizio delle colonie e della tratta degli schiavi), le cose non sono cambiate molto. Potete immaginare che cosa succedette agli indigeni, massacrati, esiliati, schiavizzati per secoli... un po' come succede oggi in Palestina dove il papa, coerente con i suoi predecessori, rende omaggio al fondatore di Israele..(By the way, qual è la moneta utilizzata dalo "stato" palestinese???). 

    Un po' come succede oggi in Africa dove 15 Stati africani sono di fatto ancora di proprietà della Francia attraverso una moneta e la presunta superiorità della razza bianca, un po' come succede ancora oggi quando le multinazionali massacrano o espropriano indigeni dalla giungla....O quando legiferano che per la normativa della proprietà intellettuale e dei brevetti, chiunque scoprirà un elemento di materia viva (vegetale o animale) "non conosciuta" potrà brevettarla, disconoscendo in ciò completamente la conoscenza degli indigeni, sempre per la vecchia nozione di una loro presunta "inferiorità" derivante dalla bolla del 1493 che li definisce nei fatti come esseri inferiori non godendo degli stessi diritti degli altri. Non esiste infatti vegetale o animale non noto agli indigeni, ma le multinazionali non solo non li considerano ma non esitano a cacciarli dalle loro terre e a minacciarli di estinzione.

    UNA SONORA RISATA LI SEPPELLIRA'
    N. Forcheri 26 maggio 2014

    Le Pen in Francia: orgasmo per conto terzi per gli italioti. N. Forcheri

    Fonte: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/05/le-pen-in-francia-orgasmo-per-conto.html

    La crescita del nazionalismo francese con Marine Le Pen, di cui tanti italioti esultano entusiasti quasi per procurato orgasmo per conto terzi, non avendo il coraggio di godere in prima persona unendosi in un fronte comune per contestare tutto il contestabile dell'Europa, contrariamente  a ciò che pensano tanti dei miei contatti dovrebbe solo preoccupare gli animi nostrani. 

    Infatti, la bella Marine Le Pen dietro al suo discorso accattivante perché chiaro e viscerale, nasconde una difesa razzista delle frontiere per ciò che riguarda la presunta superiorità francese ma sfracella tutte le altrui frontiere per quel che riguarda l'esercizio della "grandeur de la France"* quando si tratta di utilizzare gli altrui paesi come pattumiera e o riserva di ingenio: prova ne sia la zona franco e il ruolo arraffato più con le cattive che con le buone di "guida" del mediterraneo, scippato all'Italia;  la ritrovata supremazia in Libia dopo gli attacchi NATO francesi al paese e il massacro criminale psicopatico satanista in diretta del suo leader umanista Gheddafi, il tutto a DISCAPITO delle aziende italiane a vantaggio delle quali Berlusconi aveva siglato un accordo; per non parlare di quei paesi come Mali, Cote d'Ivoire, Comore, Ghana e tutti gli altri che facenti parte grazie al "fascistissimo" De Gaulle della zona franco devono subire il saccheggio quotidiano delle loro risorse attraverso l'imposizione di una moneta coloniale, o CFA, stampata, prestata e usurata dal Tesoro francese alle sue colonie, pena l'invasione militare del paese, o il golpe organizzato dalla Légion étrangère, per conto dell'Esagono, il quale diventerà sempre più protezionista per le SUE frontiere, scacciando a Ventimiglia gli stessi poveracci provocati dalla sua politica imperialista violenta e razzista in Africa mentre pretenderà sempre di più l'apertura totale delle frontiere altrui, come quando ci COMPRA LA BANCA CENTRALE ITALIANA, PARMALAT, GUCCI, ERG, GLI ATO PER L'ACQUA, MPS, INTESA, LA GRANDE DISTRIBUZIONE TUTTA, LE CENTRALI ELETTRICHE, GLI INCENERITORI, I RIGASSIFICATORI, LE TRIVELLE E FRACKING OVUNQUE per non parlare DELLA DISCARICA MORTALE E CRIMINALE NELLA TERRA DEI FUOCHI.


    Posso sbagliarmi, ma non ho sentito una parola contro questa situazione di cui la Francia approfitta in pieno, e non da oggi. Anzi, visto che il suo discorso è tutto teso a ripristinare la superiorità della Francia, temo appunto che non ne sentiremo una parola. Non penso proprio che il nazionalismo lepeniamo si impietosirà delle sue povere vittime africane sfruttate e massacrata dalla psicopatica "grandeur" francese, quindi a maggior ragione non sarà assolutamente suo cruccio liberare dal suo stesso giogo gli africani d'Europa, affettuosamente chiamati "maiali"*, i suoi vantati cugini* d'oltralpe (parentela ostentata più dai francesi che dai ritals* stessi a dire il vero), dalle grinfie delle sue stesse banche misto pubblico privato e delle sue stesse multinazionali misto pubblico privato grazie al cui saccheggio la Francia galleggia e si pavoneggia nella sua putrida grandeur psicopatica.

    L'ascesa dell'euroscetticismo proprio nei due paesi più imperialisti d'Europa (manca l'Olanda) fa proprio parte del disegno globalista... che richiede comunque la complicità di alcuni Stati la cui garanzia passa attraverso l'immondo trade off*, eufemismo che sta per spartizione del bottino attorno al cadavere, tra il Cartello bancario e le elite di tali Stati. 

    N Forcheri 27 maggio 2014
    Altri riferimenti: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/05/alcune-considerazioni-sulle-elezioni-n.html

    http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/05/compartecipazione-agli-utili-vs.html

    http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/02/la-zona-franco.html

    http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/05/la-zona-franco-perpetuazione-del-patto.html

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