Il commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia ha deciso di non proseguire l'indagine che aveva avviato sul provvedimento del governo Letta che rivalutava il capitale della Banca d'Italia, con notevoli benefici contabili per le banche azioniste ma anche per i conti pubblici che beneficiano dell'imposta sostitutiva versata dagli istituti di credito plusvalenza.
«La Commissione ha attentamente esaminato le informazioni inviate dalle autorità italiane sul decreto legge del 30 novembre 2013. Sulla base delle informazioni ricevute e tenuto conto del fatto che la Banca d'Italia è una banca centrale ed ha una struttura proprietaria molto specifica, la Commissione non investigherà la questione sotto il profilo delle norme europee sugli aiuti di Stato» ha dichiarato il portavoce del commissario Almunia.
L'annuncio, giunto alla vigilia delle elezioni europee, permette al governo italiano di tirare un sospiro di sollievo. Dal gettito ottenuto dall'operazione, infatti, dipende una parte delle coperture per il bonus Irpef di 80 euro che nei prossimi giorni circa 10 milioni di lavoratori dipendenti riceveranno in busta paga. Il Governo Renzi ha elevato dal 12 al 26% l'aliquota dell'imposta sostitutiva che le banche dovranno versare in unica soluzione (prima erano tre rate) entro metà giugno.
Proprio sull'aumento dell'aliquota il servizio bilancio del Senato ha sollevato dubbi di costituzionalità. Il gettito, stimato in 1,794 miliardi di euro, è stato destinato a coprire parte delle spese per l'erogazione del bonus di 80 euro che costerà complessivamente 6,7 miliardi per gli 8 mesi compresi tra maggio e dicembre di quest'anno.