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sabato 28 giugno 2014

Corte Europea: sentenze orchestrate con l’apparato politico, burocratico e giudiziario italiano.

 Fonte: http://www.signoraggio.it/corte-europea-sentenze-orchestrate-lapparato-politico-burocratico-giudiziario-italiano/

corte_europea2Marra: Cause Pinto: migliaia di ricorsi non fissati ad arte per anni a Roma e Perugia; sentenze europee illecitamente concordate con il governo italiano; studiate lungaggini e false disfunzioni giudiziarie e burocratiche; pagamenti dei decreti e delle ordinanze esecutive omessi dolosamente; norme ad situationem econtra personam; ovvero orchestrata disapplicazione della legge Pinto e della CEDU in concorso tra l’apparato politico, burocratico e giudiziario italiano e strasburghese. (VERSIONE INFORMALE DELLA DENUNZIA PENALE).
Gentile Sig, le scrivo per posta, a lei e ad ognuno dei destinatari indicati a tergo (qui non riportati), per farle da persona a persona richieste analoghe a quelle che ho formulato, ma con scarsa fiducia (salvo non improbabili cambiamenti dei tempi) anche in sede penale. Destinatari tutti consapevoli e alcuni anche partecipi, ancorché eterodiretti, delle responsabilità di questa vicenda.
Lei a cui dunque chiedo – che sia magistrato, funzionario, impiegato, cancelliere o commissario ad acta – di fare come può quel che può contro il complotto delle false disfunzioni, studiate lungaggini, pagamenti omessi ad arte, abusi, leggi illecite, sentenze concordate, che stanno usando per fermare la legge delle leggi: la legge Pinto.
Destinatari ai quali aggiungo i PM di Roma e Napoli, e in primis i dottori Pignatone e Colangelo, sperando di smuovere almeno un po’ le loro coscienze di rei essi stessi della nostra rovina, perché anche loro vengono giù apollinei «simìli a fosca notte»contro le violazioni di noi comuni mortali, ma eludendo i crimini che bisogna colpire per cambiare le cose: i crimini cioè del regime, quali quelli di cui a questo scritto, il signoraggio, quelli del bilderberg, e insomma i crimini sistemici delle banche.
Magistratura che si finge ignara di com’è facile far funzionare la giustizia e anzi la intralcia per tema che una giustizia gratuita e veloce interrompa la sua cuccagna, frutto di un ‘equilibrio’ fatto – per gli altri cittadini – di soprusi bancari, tariffari, fiscali, burocratici.
Legge Pinto che seguo da tanto con tanta veemenza non a caso, ma perché conduce all’inquadramento giuridico del tempo come elemento essenziale del diritto, ed è l’unico strumento per rendere veloce la giustizia e salvare così la società.
Né è un caso che questa gentaglia faccia in modo, da dietro le quinte – usando esempi certi perché mi riguardano – che non vengano fissati circa 4.000 ricorsi di miei clienti ex lege Pinto depositati a Roma e Perugia tra il 2011 e 2012, e farà poi in modo vengano fissati alle calende greche. Gentaglia che, a Roma, fa sì che non vengano pagati i decreti né le ordinanze esecutive contro il Ministero della Giustizia, queste ultime vecchie di cinque anni, perché abbiamo osato chiedere per esse gli interessi e le spese successive. Gentaglia che fa sì che occorrano nove mesi per il rilascio di un misero certificato di passaggio in giudicato dei decreti ai fini dei giudizi di ottemperanza, per di più richiedibili nel numero massimo di sei la settimana.Gentaglia che fa sì che non vengano pagate le cause ‘transatte’ (è un eufemismo: vedi di seguito) a Strasburgo.
False disfunzioni della Corte EDU contro le quali iniziai dai primi anni ‘90 una lotta che ne migliorò funzionamento e causò poi la legge Pinto, che ebbe, dove c’erano i miei ricorsi (per anni fui il solo a farli), effetti clamorosi, come a Napoli, dove la Corte d’Appello Lavoro ridusse da sette ad uno e mezzo gli anni a cui fissava le prime udienze.
Sennonché, da ultimo – mentre il mio contenzioso Pinto era diminuito a credo la metà di quello nazionale (finché, per le troppe persecuzioni, smisi di prendere quelle cause) – sempre più avvocati hanno iniziato a farle, creando il ‘rischio’ della generale velocizzazione della giustizia.
Senza però che neanche ciò inducesse i 300.000 avvocati italiani ad aiutarmi in questa lotta, perché una giustizia veloce guarisce la società ma elimina le cause, spingendo i cittadini a conciliare da sé i conflitti per evitare rapide condanne. Grave errore, quello degli avvocati, infatti sempre più marginali in una società sempre più povera, laddove avrebbero potuto essere centrali – anche senza le cause – in un società ricca.
Un complotto di cui è parte la anch’essa (non tutta, come vedremo) massonica e bilderberghina Corte EDU, che dapprima spinse la giurisprudenza italiana ad applicare la Convenzione EDU (CEDU), ma da ultimo, sotto l’impulso delle cosche predette, ha sostituito la sua giurisprudenza positiva con un’altra funzionale alle lungaggini che smentisce il suo ruolo. Ruolo che non è perseguire singole violazioni degli Stati, maobbligare le giustizie nazionali alla velocità affinché possano esse stesse controllarli.
Corte EDU «sospesa tra illegittimità e approssimazione» (vedi da marra.it il doc. 103, dell’11.1.2005, in cui ne descrivo le arcane procedure), la quale, in relazione a circa 6.500 ricorsi di miei clienti per pagamenti tardivi dei decreti Pinto, ha calpestato in un modo assurdo, pur di fermarli, la sua pluriennale giurisprudenza (sent. Simaldone contro Italia, e altre, specie dal 2006), con cui liquidava € 100 per ogni mese di ritardo nel pagamento dei decreti dal sesto mese in poi.
Dopo avere infatti dichiarato irricevibili circa 1.250 dei 6.500 ricorsi con pretesti indegni, ne ha ‘accolti’ 475 (con la sentenza Gaglione, del 21.12.2010, ribadita dalla Grande Camera), liquidando (udite udite!), per ogni ricorrente, 200 euro, più 21 euro per spese..
Sentenza Gaglione in base alla quale il Ministero dell’Economia e Finanze, ‘di concerto’, mi ha estorto una transazione alle stesse condizioni per i rimanenti ricorsi minacciando le pronunzie di irricevibilità della Corte EDU. Transazione firmata solo da circa 2.200 dei 6.500 miei clienti, e per di più non pagata.
Per cui ci sono oggi 2.575 ricorsi pendenti, da decidere, più i 2.200 ‘transatti’, non pagati, sul destino dei quali non so che dire perché il bilderberg, attraverso questi governi di suoi scherani, ha soppresso lo Stato di diritto.
Tanto più che bisognerà vedere come la Corte userà in questo caso le lungaggini, perché, quando non se la cava con le irricevibilità (istituto vergognoso per una magistratura degna di questo nome), abusa in maniera estrema dei tempi, nel senso che, secondo dove vuole arrivare, snocciola le sentenze più o meno presto o dopo lustri.
Sentenza Gaglione illecita perché, o quei giudici sono degli psicopatici, o è stata concordata con il governo per spingere la magistratura italiana a calpestare la legge Pinto garantendo la copertura della Corte EDU.
Corte EDU però, ecco un argomento che lascia un po’ sperare, spaccata tra giudici per bene e giudici filo-governativi, che equivale a bilderberghini, visto che, compresi Monti, Letta, Renzi, Hollande e Obama, sono massoni deviati (occulti) e bilderberghini di fatto o formalmente quasi tutti i capi di Stato occidentali.
Si osservi infatti innanzitutto che la decisione di liquidare 200 euro più 21 è stata assunta a maggioranza, perché due dei sette giudici, cioè i giudici Ireneu Cabral Barreto, e Dragoljub Popovic, non solo hanno messo per iscritto in sentenza il loro«profondo disaccordo» contro le liquidazioni di cui sopra, ma hanno addirittura fatto il lavoro di calcolare, per tutti i 475 ricorrenti, in una tabella nel corpo della sentenza, le giuste liquidazioni, cioè basate su 100 euro per mese di ritardo, indicando persino, singolarmente, le spese in misura ragionevole.
Un orientamento della maggioranza bilderberghina del collegio che sembrava poi essere divenuto egemone nell’intera Corte, perché dopo la sentenza Gaglione tutte le altre si erano uniformate al criterio dei 200 euro + 21 di spese, da ultimo divenuti 30.
Sennonché, il 3.6.2014 la Corte, giudici András Sajó (Présidente), Helen Keller e Robert Spano, in una materia affine (durata eccessiva della causa presupposta, della causa Pinto e del tempo del pagamento) ha pronunziato la sentenza Salvatore + 5.
Sentenza in cui, i giudici Sajo/Keller/Spano, ribadito che i decreti Pinto vanno pagati entro sei mesi e i giudizi Pinto non devono durare più di due anni e mezzo complessivi nei due gradi, condannano l’Italia a pagare, non i 200 euro fissi + 21 liquidati nelle mie cause, ma somme ognuna diversa per una media di 3.979 euro +1.833 per spese per ogni causa.
Sentenza Sajo/Keller/Spano che mi lascia rabbioso per l’incredibile, illecito trattamento riservato nella sentenza Gaglione ai miei clienti e me, ma speranzoso che la parte non bilderberghina dei giudici non intenda farsi prevaricare.
Sentenza Sajo/Keller/Spano che infatti, oltre a tornare alle sanzioni adeguate per i ritardi nei pagamenti, ribadisce la fondatezza delle ‘equa su equa’ (cause per lungaggini nelle cause per lungaggini), che a questo punto si dovranno fare, come impone l’interesse dei clienti, anche in relazione ai 4.000 ricorsi non ancora fissati dal 2011/2012 a Roma e Perugia, visto che i due anni e sei mesi previsti per i due gradi sono passati o stanno per passare senza che si sia nemmeno iniziato.
Equa su equa che non cessano però di preoccuparmi, perché le scellerate reazioni normative (abrogazione di fatto), giurisprudenziali e burocratiche contro la legge Pinto e contro le mie cause si sono scatenate proprio quando la Cassazione ha accolto le domande di indennizzo per le ‘equa su equa’, sventando così una delle strategie che stavano usando contro la velocizzazione, cioè rendere lunghissimi proprio i giudizi Pinto.
Giudici dunque, sperando di non essere smentito, alcuni dei quali encomiabili, tra cui anche la Corte Costituzionale, la quale, purtroppo de relato, ha dato un importante segnale in favore della legge Pinto dichiarando illegittime tout court le ‘leggine’ con le quali i bilderberghini Monti e Letta l’hanno abrogata di fatto senza che il bilderberghino Renzi parli di ripristinarla.
Una situazione la cui evoluzione credo sarà positiva perché dopo Monti e Letta fallirà anche Renzi, e la società e la magistratura capiranno l’assurdità del tentativo di farsi salvare da quella stesso bilderberg che ci ha rovinati.
Nel ringraziarla per l’attenzione, la saluto e resto a sua disposizione per ogni chiarimento o iniziativa.
26.6.2014,     Alfonso Luigi Marra
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