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lunedì 23 giugno 2014

Imprenditore vince la causa con Unicredit


Interessi elevati nel fido, il Tribunale sospende il decreto ingiuntivo di 28.500 euro
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    PRAMAGGIORE. «Sospensione della provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo per gravi motivi risultanti da addebitate commissioni di massimo scoperto in relazione alle quali non è ben chiara la base di calcolo». È quanto ha sentenziato il tribunale di Venezia a favore di Valter Biason, imprenditore di Pramaggiore che, assistito dall’avvocato Rosanna Conte, ha ottenuto la sospensione del decreto ingiuntivo imposto da Unicredit per un ammontare di 28 mila 500 euro. Biason, titolare dell’impresa Shoestyle, già nel 2011, sospettava di pagare interessi elevati nel fido faticando a pagare e, nonostante le richieste, non era riuscito ad ottenere spiegazioni.
    Dopo una raccomandata di rientro lui e la sua famiglia crollavano. «Non avevo alcuna stima di me stesso, il matrimonio era al limite della separazione e mio figlio non studiava più», racconta Biason, «ad aggravare tutto anche un decreto ingiuntivo con iscrizione di ipoteca; pensavo di morire. Poi la forza di farmi fare delle analisi dei conti e la conferma di quanto sospettavo». Poi una speranza. «Mi faccio coraggio, mi rivolgo all’avvocato e ad Ecaf per fare opposizione e a maggio 2014 la notizia che il Tribunale di Venezia accoglie il mio ricorso ritenendo fondate le argomentazioni». Nel ricorso Biason è stato appoggiato appunto da Ecaf, la società di analisi finanziaria sandonatese, nata per volontà del commercialista Maurizio Striuli che, dopo aver vinto a sua volta una personale battaglia contro le banche, dimostrando che gli venivano chieste somme non dovute, oggi aiuta gli imprenditori strangolata dall’usura bancaria. «Ora l’obiettivo», ha detto Striuli, «è andare avanti. Le banche non sono nostre nemiche, ma aziende fondamentali all’economia, vogliamo solo che come tutte le imprese siano un aiuto e un supporto».
    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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