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mercoledì 25 giugno 2014

La lunga serie di interventi militari francesi in Africa...

 TRADOTTO DA E. INTRA E S. GLIEDMAN
L’attuale intervento francese in Mali, ora noto come Operazione Serval, ha avuto inizio l’11 gennaio in risposta al tentativo dei gruppi islamisti del nord di conquistare la capitale. Accolta con sollievo da gran parte della popolazione locale e da molti osservatori esterni, la decisione è in netto contrasto con la politica di non intervento relativa al continente africano scelta finora dal neo Presidente  Hollande.

 
Analizzando il quadro generale, Francis d'Alençon si chiede come mai gli interventi militari francesi non vengano mai contestati dall’opinione pubblica internazionale:  

«Strano… L’intervento francese in Mali non interessa nessuno, mentre azioni simili da parte degli Stati Uniti avrebbero scatenato un putiferio di proteste… Non essere la nazione più potente del mondo ha i suoi vantaggi». 

Al proposito cita poi un articolo apparso su una testata ceca, Lidové Noviny:  

«Dal 1960 si sono avuti oltre 50 interventi francesi in Africa. Hanno combattuto in Ciad e nella guerra in Libia, hanno protetto dai ribelli il regime a Gibuti e quello della Repubblica Centrafricana; hanno sventato un golpe nelle Comore e si sono battuti nella Costa d’Avorio. Che fosse per conservare degli interessi economici o per proteggere i cittadini francesi, gli inquilini dell’Eliseo hanno spesso mostrato propensione verso le azioni unilaterali. Ma ... nessuno ha mai protestato. Se invece fossero ... gli Stati Uniti a muoversi in tale direzione, in Europa ci sarebbero centinaia di proteste. Le ambasciate americane verrebbero prese d’assedio da diplomatici infuriati, a cominciare proprio da quelli francesi». 


Carte de la rébellion touareg au Azawad, au nord de Mali indiquant les attaques des rebelles au 5 avril 2012
 

Ecco di seguito la cronologia delle missioni militari francesi in Africa (non proprio 50, ma certamente numerosissime), la maggior parte dei quali sui territori delle sue ex colonie  -- basata su due articoli online,  uno di   Nestor N’Gampoula per Oeil d'Afrique e l'altro di Jean-Patrick Grumberg per Dreuz Info.  

Nel 1964, truppe di paracadutisti francesi sventano un golpe a Libreville, in Gabon.  

Dal 1968 al 1972 l’esercito francese combatte contro i ribelli nella regione di Tibesti, nel nord del Ciad.  

Nel 1978 nello Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo), 600 legionari francesi vengono inviati aKolwezi per fronteggiare i ribelli.  

Nel 1979 nella Repubblica Centrafricana, l’imperatore Jean-Bedel Bokassa viene destituito dai paracadutisti francesi con l’ Operazione Barracuda.  

Nel 1983-84, parte l' Operazione Manta, dove 3.000 militari affrontano i ribelli armati sostenuti dalla Libia. Due anni più tardi, dopo un attacco anti-governativo, c'è un'ulteriore intervento francese basato soprattutto su attacchi aerei, l' Operazione Epervier.  

Nel 1989 nelle Isole Comore, dopo l'assassinio del Presidente Ahmed Abdallah e la presa del potere da parte del mercenario francese Bob Denard, arrivano circa 200 soldati francesi per costringere quest'ultimo e i suoi uomini ad andarsene.  

Nel 1990, Parigi invia truppe in Gabon, a Libreville e Port-Gentil, per dare man forte al contingente francese locale dopo che erano scoppiati violenti disordini. L'operazione permette l'evacuazione di circa 1.800 stranieri.  

Nel 1991 ancora nell'allora Zaire, le truppe belghe e francesi riescono a evacuare gli stranieri presenti nel Paese dopo lo scoppio di violenti disordini e saccheggi. 

Lo stesso anno, le truppe francesi con sede nella Repubblica di Gibuti aiutano i ribelli Afar a disarmare le truppe etiopi che avevano attraversato il confine, in seguito al rovesciamento del Presidente etiopeMengistu Haile Mariam.  

Nel 1994, mentre gli Hutu del Ruanda massacravano centinaia di migliaia di Tutsi in quello che è stato definito uno dei genocidi peggiori della storia, i soldati francesi e belgi riescono a far rimpatriare gli europei. Sempre quell'anno, circa 2.500 soldati francesi, sostenuti da truppe africane, lanciano l'Operazione Turquoise, un impegno umanitario nello Zaire e nella parte orientale del Ruanda.  

Nel 1995, un migliaio di uomini coinvolti nell' Operazione Azalea sventano un altro tentativo di colpo di Stato contro il presidente delle Isole Comore, Said Mohamed Djohar, sempre da parte di Bob Denard.  

Nel 1996 nella Repubblica Centrafricana, l' Operazione Almandin garantisce la sicurezza degli stranieri e l'evacuazione di 1600 persone dopo che l'esercito si era ammutinato contro il Presidente Ange-Félix Patassé. L'anno seguente, dopo l'uccisione di due suoi soldati, la Francia autorizza un'intervento contro i ribelli nella capitale Bangui.  

Sempre nel 1967, circa 1.200 soldati salvano la vita a diversi espatriati francesi e africani trovatisi nel mezzo degli scontri tra l'esercito congolese e i sostenitori del leader militare Denis Sassou Nguesso, attuale Presidente della Repubblica del Congo.  

Nel 2002, le forze francesi intraprendono l' Operazione Licorne per aiutare gli occidentali intrappolati in una rivolta militare che ha poi effettivamente diviso la Costa d'Avorio in due regioni.  

Nel 2003, l' Operazione Artemis, nella regione Ituri dello Zaire, pone fine ai massacri in corso. In seguito sono state inviate 2.000 truppe per il mantenimento della pace, l'80% dei quali francesi.  

Nel 2004 la Francia distrugge la piccola aviazione ivoriana dopo che le forze governative avevano bombardato una base francese. 

Nel 2008 un nuovo intervento rafforza il regime del presidente del Ciad, Idriss Deby, e organizza l'evacuazione degli stranieri, mentre i ribelli del vicino Sudan attaccano. 

A marzo 2011 le forze aeree francesi sono le prime a bombardare i miliziani di Gheddafi dopo l'autorizzazione da parte delle Nazioni Unite per l'intervento a tutela dei civili coinvolti nella ribellione contro il dittatore libico. 

Nel 2011, durante le guerra in civile in Costa d'Avorio, le forze francesi e le Nazioni Unite si schierano a favore di Ouattara. La guerra è scoppiata dopo il rifiuto da parte di Laurent Gbagbo di dimettersi e accettare il verdetto delle elezioni, da cui Alassane Ouattara risultava Presidente. 

La Francia decide poi di porre fine al suo ruolo di "Polizia dell'Africa", rifiutandosi di intervenire nuovamente nella Repubblica Centrafricana, dove François Bozizé (ex capo dell'esercito salito al potere rovesciando il presidente eletto Ange-Félix Patassé il 15 marzo 2003) era alle prese con la rivolta dei ribelli. Gli ultimi sviluppi in Mali hanno però rilanciato gli interventi militari francesi -- come conclude  un altro articolo su Dreuz Info:  

«A inizio 2013 in Mali, i francesi bombardano i ribelli islamici dopo che questi ultimi hanno cercato di espandere la loro base di potere verso la capitale Bamako. La Francia aveva precedentemente messo in guardia sul fatto che il controllo del nord del Mali da parte dei ribelli poteva rappresentare una minaccia per la sicurezza dell'Europa. 

Contemporaneamente viene organizza un'operazione di commando per salvare un ostaggio francese trattenuto dai militanti di al Shabaab, in Somalia, alleati tra l'altro di al-Qaeda. L'ostaggio è stato poi uccisodai sequestratori».  

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