Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

martedì 29 luglio 2014

Il trucco delle multinazionali svelato da Auriti e l'inganno della borsa

Fonte http://www.quieuropa.it/il-trucco-delle-multinazionali-svelato-da-auriti-e-linganno-della-borsa/

- di Sergio Basile -
Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Diritto societario, Società, Azioni, borsa valori, mercato azionario, multinazionali, la lezione di Giacinto Auriti, TTIP, Accentramento globale, società per azioni o – per meglio dire – di gruppi di società anonime, moneta sottovalutata, sistemi valutari, sistemi monetari, incorporare i valori monetari, Wall Street e la City of London 
Il trucco delle multinazionali svelato da Auriti e
l'inganno della borsa
Cosa sono davvero le multinazionali? Cosa sono le azioni?
Chi ha in mano i pacchetti azionari? Chi controlla il mondo?
Ecco come funzionano la borsa e il diritto societario: 
capirlo è essenziale, per smontare gli ingranaggi
del parassitismo bancario

di Sergio Basile
Borsa - Azioni - Giacinto Auriti
 Oltre le apparenze – Cosa sono le multinazionali?                                          
Milano, Londra, New York - L'accordo di libero mercato transatlantico (TTIP) stipulato tra Usa e Ue, come abbiamo visto in diverse sedi, non è altro che un nuovo grande passo verso lo smantellamento indotto delle nazioni e la cinesizzazione dell'Italia (vedi qui La lezione di Auriti e i pericoli degli accordi di libero mercato Usa-Ue e qui Semestre Italiano Ue: Ulisse Renzi e la distruzione di Troia). I Paesi asserviti al progetto mondialista – come la Cina – sicuramente ringrazieranno. Ma a ringraziare saranno soprattutto le grandi multinazionali americane e le banche Usa d'estrazione ebraico-sionista. Per comprendere l'enorme vantaggio che questa arma impropria di distruzione di massa darà alle grandi lobby, è bene indagare "l'universo delle multinazionali" e gli assurdi meccanismi (astronomici) che ne regolano il funzionamento. Ma cosa sono le multinazionali?



 Gruppi anonimi – Il gioco sporco delle multinazionali nel libero mercato 
Si tratta, come noto, di grandi società per azioni o – per meglio dire – di gruppi di società anonime che operano (orbitano) contestualmente su differenti mercati in posizione di assoluta preminenza. "Tant'è vero – come notava l'indimenticato professor Giacinto Auriti – che il fenomeno si è imposto all'attenzione dei legislatori oltreché della dottrina e della giurisprudenza". E ciò (come ricorda lo stesso professore – vedi video giù in allegato) per "tentare di arginare l'enorme potenzialità di conquista dei mercati" al di fuori di ogni fenomeno di libera e trasparente "concorrenza".
Borsa - Azioni - Giacinto Auriti
 Il trucco delle multinazionali svelato da Auriti                                                
Secondo Auriti, in particolare, "la vera ragione della maggior vitalità di questi gruppi di imprese sta nel fatto che, potendo operare su mercati di diversa nazionalità e sotto differenti sistemi monetari, sono in condizione di sfruttare le favorevoli congiunture monetarie ad esempio incentivando la produzione e l'esportazione nei paesi con moneta sottovalutata, e disincentivando i procedimenti produttivi – e promuovendo l'importazione - nei paesi con moneta sopravvalutata (…). La  loro potenza economica è data dunque dal fatto che sulle loro vele soffia sempre il vento favorevole dei rapporti di cambio delle monete, cui va aggiunto il privilegio di una disponibilità praticamente illimitata di finanziamenti. E' ovvio che ciò è possibile perché sono controllate dalle medesime società strumentalizzanti il sistema monetario".
 S.p.a. borsa e speculazione                                                                                      
Un altro interessante passaggio del professor Auriti  - di seguito riportato - ci aiuta a comprendere un aspetto altrettanto deleterio ed anti-concorrenziale delle multinazionali (e più in generale  delle stesse s.p.a.) nel gioco sporco del libero mercato.  Esso riguarda la borsa, cui speculazioni finiscono per ripercuotersi prepotentemente a danno dei popoli.
Borsa - Azioni - Giacinto Auriti
 Le azioni sono dei valori puramente convenzionali                                       
Auriti, uscendo dall'inganno del miraggio dei mercati azionari, si chiede come si possa aumentare il valore dei pacchetti azionari partendo dai capitali conferiti da una società, premesso che i capitali conferiti possono essere – come noto – denaro, beni, immobili macchine, strutture, brevetti e beni reali. Se noi dovessimo commisurare il valore dei pacchetti azionari ai valori dei capitali reali - secondo Auriti – il ragionamento sarebbe ridicolo e non reggerebbe affatto: ciò perchè la maggior differenza (o surplus) tra il valore del capitale reale e i valori dei pacchetti azionari quotati in borsa è una misura puramente simbolica ed artefattaun valore fittizio o convenzionale, cioè creato dalla convenzione/gioco-accordo degli operatori di borsa.
 Cos'è davvero l'azione?                                                                                             
Ma allora cos'è l'azione o titolo azionario? Che cosa diventa? Auriti risponde a questi interrogativi fondamentali notando come l'azione non sia altro che un "simbolo nel quale vengono incorporati anche valori monetari che si aggiungono ai valori reali". Una  convenzione che ricorda molto i "simboli-strumento" del passato.
Borsa - Azioni - Giacinto Auriti
 A chi appartengono i pacchetti azionari? Alle banche!                                  
Nei secoli le collettività per consuetudine monetaria usarono vari mezzi (oggetti o strumenti) per incorporare i valori monetari: oggetti come conchiglie, pelli, oro, argento erano considerati, per convenzione, simboli nei quali veniva incorporato il potere d'acquisto. Ad un certo punto tali strumenti convenzionali furono sostituiti e surrogati dalle monete… ed infine gli economisti e i fondatori del diritto societario moderno crearono gli strumenti dell'azione e del "pacchetto azionario": strumenti (convenzionali) dotati delle stesse caratteristiche di incorporabilità dei valori monetari. Auriti, in considerazione di ciò si interrogò sulla "bontà", sul funzionamento e sui reali benefi e beneficiari di questo meccanismo. In pratica egli si chiese chi fosse il proprietario "reale" e finale del pacchetto azionario. Questa la conclusione della sottile analisi auritiana: il pacchetto (e la ricchezza reale che esso rappresenta) in ultima istanza finisce nellemani delle banche, legittimando un irrefrenabile processo di concentrazione delle ricchezze planetarie nelle mani di pochissimi individui che a loro volta governano i gruppi bancari. Si pensi ad esempio allo strapotere della famiglia di banchieri Rothschild: proprietari di gruppi bancari che a loro volta controllano nultinazionali che a loro volta controllano grandi s.p.a. e così via…
 Borsa – un meccanismo anti-concorrenziale                                                           
Infatti il professor Auriti (vedi video giù in allegato) a supporto di questa tesi notò come le banche fossero diventate le maggiori azioniste di tutte le società quotate in borsa. Quindi il luogo di orientamento e destinazione di tali quote azionarie, chiamato "borsa", non era altro che un sistema (o luogo funzionale agli interessi dell'élite bancaria) ben congegnato all'interno del quale si creava un aumento di valore indotto con il semplice click di un PC al fine di permettere lo spossessamento reale delle ricchezze aziendali e societarie a vantaggio dei "pesci più grossi", che nell'oceano del libero mercato non avevano (e non hanno) alcun problema a divorare i pesci piccoli rappresentati dalle società. Altro che concorrenza dunque! Tutto il contrario! Alla luce di queste osservazioni, dunque, ci si accorge come interi manuali di economia e diritto societario andrebbero letteralmente distrutti e riscritti…
Borsa - Azioni - Giacinto Auriti
 Borza ed azioni – I due piani del parassitismo bancario                                
Il liberismo economico (supportato nei secoli dallo stesso socialismo - o social-comunismo che dir si voglia - che non ha mai di fatto denunciato questa realtà, ma ha anzi provveduto allaprivatizzazione delle banche centrali laddove ha potuto - vedi ad es.: la privatizzazione della Banca Centrale di Russia attuata da Stalin tra il 1935 e il 1937) è quindi tutt'altro che rispettoso e garante della libera concorrenza e dei popoli, considerati al pari di meri osservatori passivi e succubi di tali sistemi.  Auriti vide, a ragione, nella borsa e nei suoi meccanismi l'ultima frontiera del parassistismo bancario. Questo parassistismo si manifesta e concretizza ancora oggi su due piani o prospettive basilari: 1) sul piano prettamente finanziario: permettendo ai monopolisti del denaro (le banche che creano denaro e valori monetari dal nulla) di acquisire mediante il controllo dei pacchetti azionari la ricchezza reale delle nazioni; 2) sul piano monetario: in quanto le stesse azioni (controllate dalle mega-banche) incorporano valori monetari sottraendo gli stessi alla carta-moneta e quindi alla collettività, che viene privata della disponibilità degli stessi valori monetari, in una sorta di grande esproprazione legalizzata. Ecco le ragioni per cui Giacinto Auriti sostenevacome i valori indotti devessero essere rappresentati solo attraverso la carta-moneta (e non attraverso il fantasma giuridico dell'azione – vedi qui per approfondimenti Modello Blackrock e Accentramento Mondiale – La Profezia di Giacinto Auriti) e come – tuttavia – questa carta-moneta dovesse essere attribuita al singolo cittadino a credito e non a debito (come invece avviene oggi: vedi qui – Dialogo tra Banchieri, Surreale ma non troppo, sulla più grande truffa di tutti i tempi).
 La morale dell'analisi – i mali di liberal-capitalismo e social-comunismo 
Auriti ci insegna – anche attraverso questa analisi - come il denaro deve essere di proprietà dei cittadini e, nello specifico, "non deve essere più attribuito valore monetario agli azionisti". Ciò perchè attribuire valore monetario alle singole azioni equivale – come dimostrato – ad attribuire, in ultima istanza, valore monetario aggiuntivo direttamente alle solite élite che già controllano il sistema bancario. Il liberal-capitalismo e il social-comunismo omettendo di denunciare nel tempo questo grandissimo inganno a danno dei popoli e delle nazioni, hanno dimostrato di essere complici e speculari l'uno all'altro. Essi, così facendo, hanno di fatto fovorito l'accentramento globaledelle ricchezze nelle mani dell'èlite bancaria di cui sopra, creando sul fronte opposto immense sacche di povertà, disperazione e desolazione in tutto il mondo e non solo nell'Est Europa, Cina, Russia, India, Brasile, Africa, paesi dell'America Latina e del Medioriente, in generale. Ma anche nel resto dell'Europa "democratica" e in paesi apparentemente più "avanzati" e ricchi come gli Stati Uniti, il Giappone e il Regno Unito: nazioni dove i debiti aumentano di pari passo con la diminuzione della liquidità dei cittadini e delle imprese di modeste entità, l'aumento delle ore di lavoro, la riduzione del tempo libero e delle ferie e la riduzione degli stipendi. Basta ricordare gli effetti disastrosi della Reaganomics negli Usa o della stessa Perestroika in russia, per capire questa realtà troppo spesso occultata o – volutamente – distorta dai media (appartenenti agli stessi gruppi bancari in questione).
Borsa - Azioni - Giacinto Auriti
 I Santuari del Nuovo Ordine Mondiale                                                              
Insomma l'inganno della borsa alimentato in santuari del "Nuovo Ordine" quali Wall Street e la City of London hanno finito per accelerare il sorgere di un unico villaggio globale che somiglia sempre più – e in tutti i sensi – ad un unico grande villaggio cinese. Solo restituendo dignità agli uomini mediante la proprietà popolare della moneta e – nel caso specifico - attraverso la ridefinizione del diritto societario sarà possibile invertire questa assurda deriva mondialista: e sarebbe il caso che le forze politiche cosiddette anti-casta gettino la maschera e inizino a non sfuggire più a tali scomodissime argomentazioni. Altrimenti sarebbe meglio per loro eclissarsi definitivamente e smetterla di vendere fumo agli italiani. E ciò, evidentemente, prima che le grandi banche e multinazionali adoratrici di "Mammona" acquisiscano il controllo finale di tutte le risorse globali della Terra (vedi qui I nuovi Baroni dell’Acqua: le mega banche di Wall Street comprano l’acqua del mondo).

Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)
Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com
Posta un commento

Disclaimer

AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi.

I testi pubblicati dal sito mercatoliberotestimonianze.blogspot.com possono essere liberamente distribuiti alle seguenti condizioni:
1) i testi e i titoli devono rimanere nel loro formato originale;
2) la distribuzione non deve essere finalizzata al lucro;
3) deve essere citata la fonte e l'autore e l'indirizzo web da cui sono stati tratti.