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martedì 5 agosto 2014

Bin Ladin e l’illusione dell’11 settembre: Deutsche Bank e Blackstone


Dean Henderson 27/07/2014
Nello stesso momento in cui una squadra di Navy Seal [reparto d'elite della marina Americana] scendeva sul complesso di Abbottabad che ospitava il presunto Usama bin Ladin, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti citava in giudizio la Deutsche Bank. Bin Ladin era un discepolo del capo dei Fratelli musulmani Abdullah Azam. Abbottabad prende il nome dall’ufficiale inglese Sir James Abbott. 

Nella causa civile presentata alla corte federale di Manhattan, il procuratore Preet Bharara richiedeva il risarcimento danni per le perdite nell’emissione di mutui ipotecari della Deutsche Bank sostenuti dai contribuenti statunitensi tramite l’HUD. La seconda banca al mondo, in maggioranza proprietà della dinastia Warburg che finanziò Hitler, deve anche rispondere del suo ruolo nell’11 settembre.


(Estratti dal Capitolo  20: 911: Big Oil & Their Bankers…) 
911-dollar-backLa Deutsche Bank a corto
Giorni dopo l’11 settembre, il presidente della SEC di Bush, Harvey Pitt, poi costretto a dimettersi per la sua patetica risposta a una serie di scandali societari, apparve alla CNN per rivelare un modello di volumi insolitamente pesanti di vendite allo scoperto di azioni di compagnie aeree e società di riassicurazioni la settimana precedente l’11 settembre. Pitt promise di seguire tali traffici, ipotizzando che al-Qaida potesse esserne coinvolta. Fu l’ultima volta che qualcuno dell’amministrazione Bush ne parlò. 

Secondo l’Istituto Politico Internazionale Herzliyah, un’organizzazione anti-terrorismo israeliana, il responsabile del giro di tali titoli era Deutsche Bank Alex Brown. Un articolo su Barons corrobora questo fatto. American e United Airlines, e i giganti delle riassicurazioni statunitensi che coprivano il WTC - Munich RE, Swiss RE e la francese Axa - furono specificamente presi di mira. Il 10 settembre, il giorno prima degli attacchi, i rapporti put/call di questi titoli fu senza precedenti. Un put è un’opzione futura che scommette sul crollo del titolo, mentre una call è l’opzione futura che scommette sul rialzo del titolo.

Il 10 settembre 2001 presso il Chicago Board Options Exchange c’erano 4516 put su American Airlines e solo 748 call. United Airlines fu presa di mira con 4744 put in contrapposizione a 396 call. I dati sulle compagnie di riassicurazione erano altrettanto sbilanciati. Il maggiore trader di opzioni fu Deutsche Bank Alex Brown, ramo commerciale statunitense della Deutsche Bank, che aveva comprato nel 1999 la tradizionale cassaforte delle ricchezze delle Otto famiglie e il maggiore azionista bancario dei Quattro cavalieri, la Banker's Trust, per diventare la prima banca del mondo con 882 miliardi di dollari di asset. 

Nel 2001 il senatore Carl Levin (D-MI) del comitato bancario, accusò la Banker’s Trust di essere il principale protagonista del riciclaggio di narcodollari. Il 28 agosto, appena due settimane prima dell’11 settembre, il dirigente di Deutsche Bank Kevin Ingram fu dichiarato colpevole di riciclaggio dei proventi dell’eroina e dell’organizzazione della vendita di armi statunitensi in Pakistan e Afghanistan. Il 15 giugno 2001 un articolo del New York Post disse che Usama bin Ladin ne era il probabile acquirente.

Ingram è un caro amico del Segretario al Tesoro di Clinton e insider di Goldman Sachs, Robert Rubin, ultimamente diventato membro della direzione di Citigroup. Ingram aveva lavorato per Goldman Sachs e Lehman Brothers. 

Banker’s Trust acquistò la crescente banca d’investimento Alex Brown nel 1997, prima che si fondessero con Deutsche BankAlex Brown prende il nome dal fondatore AB “Buzzy” Krongard, che ne fu presidente fino alla acquisizione nel 1997 della Banker’s Trust. Krongard poi divenne il 3° uomo della CIA. Il 15 settembre, quattro giorni dopo l’11/9, il New York Times riferì che il presidente di Deutsche Bank Global Private Banking, Mayo Shattuck III, si era improvvisamente dimesso. Muhammad Atta e altri due presunti dirottatori avevano i conti presso la sede della Deutsche Bank di Amburgo.


Vi furono segnalazioni secondo cui la famiglia bin Ladin aveva appena comprato una grossa quota di Deutsche Bank, con l’aiuto del consulente finanziario della Carlyle Group, George Bush Sr. I bin Ladin investirono 2 milioni di dollari nel Carlyle Group. Avevano anche acquisito grosse partecipazioni in Microsoft eBoeing, e avevano grossi contratti di affari con Citigroup, GE, Merrill Lynch, Goldman Sachs e Fremont Group, recentemente scorporata dalla Bechtel

A 20 giorni dall’11 settembre, Deutsche Bank allontanò, silenziandolo efficacemente, il principale inquirente della SEC Richard Walker, il cui compito principale era di approfondire il misterioso giro dei titoli di compagnie aeree e assicurazione prima dell’11 settembre. Deutsche era collegata alla LJM dell’Enron e al partenariato Chewco. Enron assunse funzionari della SEC, mentre reclutava parecchio personale della CIA per le sue operazioni di sicurezza globali. Alcuni ipotizzano che il vasto pool monetario che scomparve nello scandalo Enron fosse un fondo nero per il breve sciacallaggio sull’11 settembre, o anche per l’operazione stessa.

I Quattro cavalieri, ora di proprietà maggioritaria della Deutsche Bank attraverso Banker’s Trust, ebbero la desiderata presenza militare statunitense in Asia Centrale per gentile concessione dell’11 settembre. Con l’occupazione  dell’Afghanistan e nuove basi USA che dilagavano in Asia centrale, la bambagia petrolifera sul Mar Caspio divenne lo sport preferito delle guardie finanziate dai contribuenti statunitensi. Il direttore di BP Amoco, Zbigniew Brzezinski, nel suo libro del 1997 La Grande Scacchiera…definisce l’Asia centrale la chiave del potere globale e individuò l’Uzbekistan come nazione chiave nell’Asia centrale.

Una volta che gli Stati Uniti iniziarono a bombardare l’Afghanistan con il pretesto di catturare bin Ladin, nessun Paese ricevette più visite dei funzionari degli Stati Uniti dell’Uzbekistan, governato da ex-comunisti e il cui governo risultava “ammorbidito” da anni di destabilizzazione CIA/al-Qaida. Tutto smise improvvisamente con l’11 settembre. Gli Stati Uniti installarono una base militare in Uzbekistan così come in Pakistan, Kirghizistan e Tagikistan.

Nel gennaio 2002, dopo che fu installato a Kabul il governo dell’ex-negoziatore di Unocal, Hamid Kharzai, il dirigente di Unocal Zalmay Khalilzad fu nominato inviato di Bush per l'Afghanistan.[1] Il primo punto all’ordine del giorno dell'agenda Karzai/Khalilzad era di rivivificare l'impresa Centgas di Unocal di costruire il gasdotto dei Quattro cavalieri da Dauletabad, Turkmenistan, attraverso l’Afghanistan al porto di Karachi sull’Oceano Indiano, dove era prevista una base navale degli Stati Uniti sul terreno in precedenza ceduto al sultano dell’Oman. Nel 2005 Chevron acquistò Unocal.

I 400 miliardi di dollari annui provenienti dal narcotraffico mondiale, importante motore economico delle Otto famiglie, esplose dopo l’11 settembre, quando i talebani posero un giro di vite sulla produzione di oppio, nel 1999, con una mossa che contribuì a suggellarne il destino (dei talebani). Un articolo del 21 novembre 2001 sul London Independent s’intitolava “Coltivatori di oppio felici  della sconfitta dei talebani“. Il 25 novembre l’Independent pubblicò un altro pezzo intitolato “I signori della guerra vittoriosi apriranno le cateratte dell’oppio“. L’articolo descrive come i signori della guerra alleati con gli USA, dopo la disfatta dei talebani incoraggiarono i contadini afghani a piantare “più oppio possibile”. Asia Times Online riferisce che gli Stati Uniti liberarono dal carcere il re della droga Ayub Afridi per organizzare una squadra per conto della CIA da 200000 dollari/anno, assumendo teppisti afghani che riavviarono la produzione di oppio.

Il loro piano sembra aver funzionato. Il 4 gennaio 2002 il Christian Science Monitor riportava un'esplosione nel sud della Florida del traffico di eroina e cocaina che non si vedeva dall’apogeo dei contra/mujahadin degli anni ’80. Fu una coincidenza che le forze militari colombiane e i loro capi oligarchici, che gestiscono il narcotraffico nel Paese, lanciassero una grande offensiva contro le FARC nel febbraio 2002? Utilizzarono anche loro la copertura della guerra per inviare cocaina nel sud della Florida? Nel 2005 la produzione di oppio afgano era esplosa.

Come lo studioso e dirigente del Forum Tiers Monde in Senegal, Samir Amin,  dichiarò, “… non possiamo fare a meno di notare che gli eventi dell’11 settembre si sono verificati proprio nel momento giusto per consentire agli Stati Uniti d’installarsi nell’Asia centrale ricca di petrolio, una regione che consente per l’ennesima volta di operare la viziosa geo-strategia occidentale per circondare Russia, Cina e India, obiettivo strategico apertamente proclamato dagli Stati Uniti da oltre dieci anni. Sadam Husayn fu la giustificazione per installare basi militari statunitensi permanenti nel Golfo. Usama bin Ladin poté esserlo per la politica degli Stati Uniti in Asia centrale. Non si può escludere l’ipotesi che la CIA e il suo fedele alleato Mossad possano esservi coinvolti in qualche modo“.[2]

I sospetti di Amin sono confermati da rapporti su internet secondo cui 20000 sacchi per cadaveri furono improvvisamente consegnati dal dipartimento della Difesa a Camp Floyd Benet nel Queens, tre settimane prima l’11 settembre. Un militare dell’US Navy di stanza su una portaerei, telefonò alla famiglia prima dell’11 settembre, per avvertirli che “qualcosa di grosso” sarebbe accaduto in una grande città degli Stati Uniti. Disse anche alla famiglia che la sua nave fu dirottata dalla precedente missione dirigendosi  verso la costa orientale degli Stati Uniti, preparandosi a tale evento.[3]

Seguire il denaro del Carlyle Group
carlyle-group-logoUsama bin Ladin fu sostenuto finanziariamente dal defunto sceicco miliardario saudita Qalid bin Mahfuz. Bin Mahfuz era rappresentato negli Stati Uniti dallo studio legale Akin, Gump, Strauss, Hauer & Feld di Washington DC, la stessa società che rappresentava la Fratellanza musulmana della Casa dei Saud e il più grande ente islamico caritativo, la Fondazione mondiale per lo sviluppo e il soccorso in Terra Santa.

Akin – Gump difese bin Mahfuz, partner di Chevron Texaco in Asia centrale, quando esplose lo scandalo della BCCI. Tre soci di Akin, Gump sono amici intimi del presidente George W. Bush. [4] Un audit del governo nel 1999 rilevava che la saudita National Commercial Bank di bin Mahfuz aveva trasferito quell’anno oltre 3 milioni di dollari ad Usama bin Ladin tramite enti di beneficenza. [5] Non si può certo affermare che Bin Mahfouz mancò di lealtà verso la loro famiglia visto che era il cognato di Usama.

Il fratello di bin Ladin, Salim, fu uno stretto associato d'affari dell’agente della CIA James Bath, la cui Skycraft Airways affittava aerei a bin Mahfuz, quando lo sceicco riciclava i narcodollari del Cartello di Medellin attraverso la filiale alle Caymane della BCCI, assieme al capo dell’intelligence saudita Qamal Adham. Salim era anche  investitore dell’Harken Energy che George W. Bush e Dick Cheney avviarono come Arbusto Energy con i 50000 dollari dati dal padre miliardario di Usama, Muhammad bin Ladin. Salim e Muhammad sono morti in misteriosi incidenti aerei.

Mentre i due jumbo jet si schiantavano sul World Trade Center, l’11 settembre, un altro dei fratelli di Usama, Shafiq bin Ladin, andava alla conferenza annuale degli investitori del Carlyle Group a Washington DC.

Uno dei relatori alla conferenza DC sarebbe stato George Bush Sr., che lavorava come consulente finanziario del Carlyle Group controllato dalla famiglia Mellon e presieduto da Frank Carlucci, Segretario alla Difesa di Reagan e Bush e presidente del Consiglio di Sicurezza Nazionale  di Reagan.

Carlucci collaborò con i mafiosi, nel 1961, nell’assassinio per opera della CIA del Primo ministro congolese Patrice Lumumba. Fu compagno di stanza a Yale di Donals Rumsfeld, Segretario alla Difesa di Bush Jr. Incontrarono a Yale James Baker e George Bush Sr., membro della Skull & Bones, anche conosciuta come Confraternita della Morte e l’Ordine, nome condiviso dagli antichi terroristi afghani Roshaniya.

Il Carlyle Group fu fondato da David Rubenstein, l’assistente di Carter, nel 1987. È un fondo di private equity specializzato nel riciclaggio dei petrodollari degli sceicchi del Golfo Persico, ritornati nelle banche e società delle Otto famiglie. Fino al novembre 2001, Carlyle fu consulente finanziario del più ricco magnate delle costruzioni in Arabia Saudita, lo sceicco Muhammad bin Ladin. Attraverso Carlyle, lo sceicco bin Ladin fece grandi investimenti nella Citigroup, nel colosso bancario olandese ABN AmroNortelMotorola e GE.

In particolare, secondo delle segnalazioni la famiglia bin Ladin avrebbe acquisito, attraverso il Carlyle Group, una grrossa fetta della Deutsche Bank, il cui ex-presidente JH Binford Peay siede nel CdA di Carlyle con George Bush Sr. e James Baker.[6] 

L'azienda legale della famiglia Baker, Baker Botts, ha uffici a Riyadh. L’ex partner di Baker Botts, Robert Jordan, difese George W. nello scandalo Harken Energy, e divenne poi l’ambasciatore di Bush in Arabia Saudita. Baker Botts rappresentò BPAmoco in Asia centrale e fu  consulente legale di Carlyle Group. I Baker sono da generazioni gli uomini di paglia dei Rockefeller.

Il presidente Bush Sr. una volta intervenne a nome dei monarchi sauditi, che avrebbe poi consigliato nel Carlyle, in una causa legale dei cittadini statunitensi contro re Fahd e la polizia saudita per l’accusa di torture. Poco dopo l’11 settembre, Bush Sr. incontrò il principe ereditario saudita Abdullah a Riyadh, mentre James Baker si unì a un gruppo di banchieri internazionali al Lanesborough Hotel di Londra. Baker Botts rappresentava la famiglia reale saudita nella causa che le famiglie delle vittime dell’11 settembre le intentarono.[7]

Bush, Baker e Peay di Deutsche Bank si ritrovavano nel CdA di Carlyle in qualità di amministratori con l’ex primo ministro inglese John Major, l’ex-presidente della SEC Arthur Levitt, il direttore del budget di Reagan Richard Darman e l’ex-presidente del Joint Chiefs of Staff generale John Shalikashvili. L’ex-presidente filippino Fidel Ramos, capo dell’intelligence del regime di Marcos, un ex-primo ministro thailandese, l’ex primo ministro sudcoreano Park Tae Joon e il direttore dell’Abu Dhabi Investment Authority on Asia, contaminata dalla BCCI, fanno parte dell’Advisory Board della filiale asiativa di  Carlyle.[8]

Carlyle acquistò la società immobiliare Coldwell Banker dalla Sears nel 1989 e la vendette alla Fremont Group della BechtelCarlyle  acquistò anche Caterair, il principale servizio di ristorazione delle linee aeree al mondo, dalla MarriottCaterair gode di un accesso senza precedenti alla flotta mondiale aerea commerciale. Il presidente George Bush Jr. è stato alla guida della Caterair fino al 1994.


Poco dopo essere diventato governatore del Texas, la società fallì. La Carlyle piombò a comprarne i resti a un prezzo stracciato. Bush supervisionò un investimento da 10 milioni di dollari dall’Università del Texas alla Carlyle, mentre era governatore.

Carlyle detiene una grossa fetta della divisione aerospaziale della Ford nonché Harasco, produttore di veicoli militari. Carlyle è l’11mo maggiore appaltatore della difesa degli Stati Uniti. Per il 20% appartiene ala Mellon Bank ed è controllata dal potente Blackstone Group, che si rimpinzò a buon mercato delle carcasse saccheggiate delle casse depositi e prestiti vendute con la Resolution Trust Corporation di Bush padre. 

Blackstone, potenza finanziaria controllata dai Rothschild e il cui presidente Peter Fischer fu presidente del Council on Foreign Relations, deteneva anche Bioport, l’unico produttore di vaccini contro l’antrace negli Stati Uniti. Nell’ottobre 2001 i tabloid della Florida, i principali media e i deputati iniziarono a ricevere letali pacchetti di antrace, più tardi identificato come ceppo “Ames”.

I tabloid, tra cui SunNational Enquirer e Weekly World News, storicamente operano per la disinformazione e diversione della CIA.[9] Il 12 ottobre gli scienziati del laboratorio veterinario dell’Iowa State University, USDA, ad Ames, con la benedizione dell’FBI, incenerirono 100 fiale di culture di antrace risalenti al 1928, distruggendo deliberatamente le prove materiali per le indagini sull’antrace.[10]

Il futuro di BioPort sembrava brillare sempre di  più. Il suo principale azionista era Fuad al-Hibri, ricco uomo d’affari saudita vicino alla famiglia bin Ladin. Al-Hibri era capo delle fusioni e acquisizioni di Citigroup. Il Pakistan News Service riportò il 1 dicembre 2001 che numerosi documenti della BioPort furono trovati in covi di al-Qaida a Kabul. L’ammiraglio William Crowe, membro del CdA di Chevron Texaco ed ex-membro del Joint Chiefs of Staff, acquisì una quota del 22% della Bioport al prezzo molto speciale di 0 dollari. Il ruolo di Crowe nel patto era di promuovere il vaccino contro l’antrace della Bioport presso l’esercito statunitense. Molti azionisti della BioPort facevano parte dell’oligarchia inglese di Porton Down.

Il caro amico di Henry Kissinger, Lord Jacob Rothschild sedeva nel consiglio consultivo internazionale di Blackstone, proprietaria di Bioport.

Il colosso farmaceutico tedesco Bayer, nato dalla combine nazista IG Farben finanziata dalla Deutsche Bank, vide le vendite del suo antibiotico Cipromyacin balzare del 1000% per effetto della paura dell’antrace, mentre i cittadini statunitensi si precipitavano ad acquistare forniture di vaccini contro l'antrace per 60 giorni al prezzo di 700 dollari. La Bayer era sull’orlo del fallimento prima dell’11 settembre.

Secondo Michael Davidson di From the Wilderness Publications, non meno di dodici microbiologisti di fama mondiale morirono in circostanze misteriose dopo l’11 settembre. Il Dr. Don Wiley dell'Istituto medi di Harard  Howard Hughes fu trovato annegato nel fiume Mississippi, giorni dopo che la sua auto abbandonata venisse trovata sul ponte I-40 a Memphis, non lontano dall’arena Pyramid. Memphis prende il nome da un’antica capitale egizia, di grande importanza per la Fratellanza.

Diversi importanti microbiologisti russi e israeliani si trovavano sul volo  Air Sibir 1812, abbattuto da un missile ucraino andato fuori rotta per oltre 100 miglia, il 4 ottobre 2001. Molti altri microbiologisti importanti erano su un volo Swiss Air che si schiantò mentre tentava di atterrare a Zurigo, il 24 novembre 2001. A parte i miliardi guadagnati da Bioport, Bayer e dall’industria farmaceutica controllata dai Rockefeller grazie al panico pubblico indotto sull’antrace, Davidson vide in questa misteriosa sfilza di scienziati uccisi, una trama più oscura per scatenare un nuovo massiccio programma di spopolamento globale.

Secondo il Dott. Len Horowitz, l’antrace militare è disponibile quasi esclusivamente presso l’American Type Culture Collection (ATCC) di Rockville, MD, guidata dal Dr. Joshua Lederberg che è presidente della Rockefeller University. Nel 1994 Don Riegle affermò al Congresso che l’ATCC aveva inviato 19 pacchetti di bacillo di antrace in Iraq, nel 1978-1988.[11]

Il crociato e gli spettri
northrop grummanPoco dopo l’11 settembre, il presidente Bush iniziò a usare la parola “crociata” nel malcelato tentativo di evocare le antiche Crociate, dove società segrete cristiane guidate dai cavalieri templari collaboravano con gli Assassini dei  Fratelli musulmani per attaccare i musulmani nazionalisti saraceni.

Il 26 settembre, due settimane dopo l’11 settembre, le United Defense Industries (UDI) del Carlyle Group firmarono un contratto da 66,5 milioni di dollari con il Pentagono per completare l’avanzato sistema di artiglieria Crusader. I titoli UDI salirono alle stelle. Il 14 dicembre Carlyle vendette le sue nuove azioni per 237 milioni dollari in un solo giorno. Il giorno prima il Congresso aveva approvato il bilancio della difesa di Bush, che finanziava il contratto UDI con l’esercito statunitense. [12] Nel maggio 2002, una volta che i proprietari Blackstone della Carlyle avevano incassato, il segretario della Difesa Donald Rumsfeld, ex compagno di stanza a Yale di Carlucci,  annunciò la cancellazione del programma Crusader.

La Carlyle è proprietaria della BDM federale a McLean (VA), proprio lungo la strada per Langley. Gli uffici sauditi della BDM sono anonimi. Il suo ruolo nel Regno riguarda l’addestramento dei militari sauditi nei sistemi d’armi made in USA e l’ammodernamento della Guardia nazionale saudita. BDM ebbe un contratto da 50 milioni di dollari per supervisionare l’aeronautica saudita dal  1995 al 1997. Ha ricevuto un appalto  da 44,4 milioni di dollari per costruire alloggi presso la base militare Qamis Mushayt. Parte dei sei statunitensi uccisi nel 1996 con un’autobomba in una base militare statunitense in Arabia Saudita, erano impiegati della BDM.[13] Nel 2000 BDM ricevette un appalto da 65 milioni di dollari per mantenere la flotta di F-15 dell’aeronautica saudita.

Nel 1998 la Carlyle vende BDM alla TRW, produttore leader di satelliti spia della NSA, la cui sede si trova sulla giustamente denominata Savage Road, a Ft. Meade, MD e le cui attività europee sono dirette dal palazzo della IG Farben a Francoforte. La NSA ha collaborato con IBM negli anni ’70 nel progetto Lucifero, producendo una macchina per cifratura delle dimensioni di un microchip.[14]

Dalla simbolica sede centrale a forma di piramide, a San Francisco, TRW è una delle tre agenzie di informazioni statunitensi che raccolgono continuamente informazioni su tutti gli statunitensi. Uno dei più sofisticati satelliti della NSA si chiama Pyramider. Nel luglio 2002 Northrop Grumman acquistò TRW per 7,8 miliardi di dollari divenendo il secondo maggiore appaltatore della difesa statunitense dopo Lockheed MartinNorthrop vanta un fatturato annuo di 26 miliardi di dollari e ha 123000 dipendenti.

TRW ha creato Vinnell Corporation, ora al 26mo anno di “modernizzazione” della Guardia Nazionale saudita in collaborazione con l’esercito statunitense. La Guardia saudita è divisa in due unità. Una protegge il Regno dalle minacce esterne. Le altre guardie sorvegliano le installazioni petrolifere Aramco dei Quattro cavalieri, per proteggerle dal popolo saudita. Nel 1998 Vinnell intascò un contratto da 831 milioni di dollari dalla Casa Saudita.

Un precedente contratto di tre anni da 163 milioni di dollari vede il cognato del principe ereditario Abdullah come junior partner. Prima di venire in Arabia Saudita, Vinnell fece centinaia di milioni di dollari costruendo basi statunitensi durante la guerra del Vietnam, poi fece ancora più soldi distruggendo quelle basi, quando le forze USA si ritirarono. Un funzionario del Pentagono descrisse una volta Vinnell su Village Voice come “il nostro piccolo esercito mercenario“.

Altri tre enti spettrali operativi in Arabia Saudita sono O’Gara Servizi di protezione, Booz Allen Hamilton e Science Applications International Group (SAIC). O’Gara fornisce la sicurezza alla Casa saudita e agli altri monarchi del Consiglio di Cooperazione del Golfo. La sicurezza della Casa saudita comprende anche molti mercenari statunitensi. Booz Allen  basata a McLean, VA, ebbe un contratto di 5 anni e da 21,8 milioni dollari per aggiornare la marina saudita nel 1995. Booz consiglia anche i marines sauditi e gestisce la scuola ufficiali delle forze armate saudite.[15] Nel 1990-1995 i sauditi spesero 62 miliardi di dollari in armi statunitensi. Alla fine del 2010 il Pentagono annunciò un affare da 60 miliardi di dollari di vendita di armi ai sauditi, uno dei maggiori affari mai avvenuti.

Secondo il Center for Public Integrity, Booz Allen iniziò a stipulare contratti sul programma Total Information Awareness della Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), prima dell’11 settembre. Booz ebbe 13 contratti con la DARPA, del valore di 23 milioni di dollari, superata solo dai 23 contratti della DARPA da 27 milioni di dollari concessi a Lockheed Martin. L’ex direttore della CIA e CEO della Dyncorp, James Woolsey, ora lavora per Booz Allen. Nel 2008 Carlyle Group ha acquisito la quota di maggioranza di Booz Allen per 2,54 miliardi di dollari.

SAIC ebbe due contratti dalla Casa dei Saud, alla fine degli anni ’90, da 166 milioni di dollari, per fornire veloci sistemi di comunicazione e comando alle Forze navali reali saudite. SAIC addestra spesso personale saudita nel suo quartier generale a San Diego. La CIA ha un contratto con SAIC per rivalutare la malattia della Guerra del Golfo tra le truppe statunitensi, attive nel conflitto del 1991. Nel 1995 SAIC assunse la Network Solutions, la società che assegna i nomi ai domini e che “sorveglia” Internet.

Il CdA di SAIC ha annoverato l’ex-vicedirettore della CIA ed allievo della Naval Task Force 157 Bobby Inman, il segretario alla Difesa di Nixon Melvin Laird, l’ex-generale Maxwell Thurman, il segretario alla Difesa di Obama Robert Gates, il direttore della CIA di Clinton e membro del consiglio di Citigroup John Deutch e il segretario alla Difesa di Clinton William Perry. SAIC gestisce l’Interstate Identification Index dell’FBI, un database con 30 milioni di fedine penali. Inoltre vanta contratti di indagine per 200 milioni di dollari con l’IRS.[16]

Note
[1] “Wolf Blitzer Reports”. CNN. 1-6-02
[2] “Political Islam”. Samir Amin. Covert Action Quarterly. Winter 2001. p.6
[3] UnwoToday
[4] “US Ties to Saudi Elite May be Hurtng War on Terrorism”. Jonathan Wells, Jack Meyers and Maggie Mulvihill. Boston Herald Online. 12-10-01
[5] “The White House Connection: Saudi Agents and Close Bush Friends”. Maggie Mulvihill, Jonathan Wells, Jack Meyers Boston Herald Online 12-11-01
[6] “Arms Buildup Enriches Firm Staffed by Hired Guns”. Mark Fineman. 1-10-92
[7] Dude, Where’s My Country. Michael Moore WarnerBooks New York 2003
[8] Fineman
[9] Spooks: The Haunting of America- Private Use of Secret Agents. Jim Hougan. William Morrow & Company. New York. 1978
[10] “Anthrax Terrorism: Investigative Muddle or Criminally Reckless Endangerment?” David Neiwart. Covert Action Quarterly. Winter 2001. p.36
[11] “The CIA’s Role in the Anthrax Mailings”. Len Horwitz. March 2002
[12] Fineman
[13] “Saudi Bombing Puts Spotlight on US Military Aid”. Washington Post. 11-13-95
[14] The Puzzle Palace: America’s National Security Agency and its Special Relationship with Britain’s GCHQ. James Bamford. Sidgwick and Jackson. London. 1983
[15] “Privatizing War: How Affairs of the State are Outsourced to Corporations Beyond Public Control”. Ken Silverstein. The Nation. 7-28/8-4, 1997.
[16] “Internet Users Spooked about Spies New Role”. Glenn Simpson. Wall Street Journal. 10-2-95
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