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venerdì 22 agosto 2014

Clamorosa protesta dei profughi che bloccato una strada per chiedere 100 € al giorno, casa, donne, telefono e auto. Però niente lavoro! | Ripuliamo l'Italia

Fonte: http://ripuliamolitalia.wordpress.com/2014/08/13/clamorosa-protesta-dei-profughi-che-bloccato-una-strada-per-chiedere-100-e-al-giorno-casa-donne-telefono-e-auto-pero-niente-lavoro/

Caerano San Paolo – Più di 1000 extracomunitari “ospiti” del Caro di Lei in provincia di Messina, hanno occupato questa mattina all’alba la strada statale, bloccando il traffico. Per protestare contro il ritardo, dopo l’ottenimento dello status di asilo, nella consegna del denaro per poter partire. Tafferugli si sono verificati tra alcuni degli immigrati e la polizia. Da un gruppo di dimostranti è partita una sassaiola contro i mezzi delle forze dell’ordine, che hanno risposto con il lancio di lacrimogeni. Gli immigrati hanno scagliato grosse pietre con fionde, balestre e un trabucco anche contro alcuni giornalisti politicamente schierati.
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Nel CIE e nei dintorni vivono circa 20.000 clandestini, ma a protestare sono soltanto quelli ai quali è imposto l’obbligo di soggiorno, che sono approssimativamente un migliaio. Tra i motivi del loro malcontento, anche il fatto di non aver ricevuto il pagamento dell’indennità di 500 euro prevista per la loro particolare condizione.
Non bastano loro 45€ al giorno, vogliono la ‘tredicesima’, o definitela come vi pare, ma la sostanza è questa. Chiedono 100 euro al giorno per vivere degnamente perché il costo della vita è alto.
Non solo, pretendono pure una casa con giardino e doppi servizi in centro per un rapporto di 80 mq a persona. Alcuni di loro si sono spinti nelle pretese addirittura chiedendo una casa al mare e una in montagna per andare in vacanza.
Già noto al grande pubblico il servizio telefonico con ricariche da 30 euro al mese per ogni telefono “regalato” ai migranti. Bisogna dire che i telefoni non sono proprio all’ultima moda, ma modelli del 2013 e dunque oltre ad un aumento delle ricariche esigono smart phone di ultima generazione.
Sono stanchi anche del fatto di girare in autobus o a piedi, “C’è puzza e non riusciamo ad andare in giro quando vogliamo” dichiara un eritreo “Dateci un’auto a testa tipo BMW o Mercedes, vogliamo andare a donne nei locali, quindi niente Fiat per favore!”.
Molte Onlus si sono adoperate per accogliere le richieste dei profughi che nel giro di pochi mesi potrebbero garantire questi servizi in cambio di un occupazione lavorativa di 40 ore settimanali nei palazzi delle provincie e regioni italiane con contratti a tempo determinato di 24 mesi sovvenzionati dagli enti pubblici. La proposta è stata respinta in toto dai profughi e questa sembra sia stata la scintilla che ha scatenato la reazione violenta per le strade. “Queste persone non lavoravano nei loro paesi d’origine, perché dovrebbero farlo qui?” esclama un signore anziano che assiste alla protesta.
Di una cosa potete stare certi: non andrà in onda nei TG nazionali
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