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Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

giovedì 7 agosto 2014

Il Codice Camaldoli

Qualcuno conosce il Codice di Camaldoli?
Manifesto del dopoguerra che permeò la politica economica e sociale della DC sulla scia della dottrina sociale della Chiesa, definiva la funzione dello Stato come (da http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_di_Camaldoli):

"...promozione del bene comune, cioè a cui possono partecipare tutti i cittadini in rispondenza alle loro attitudini e condizioni; bene che i singoli e le famiglie non sono in grado di attuare, giacché lo Stato non deve sostituirsi ai singoli e alle famiglie [...]" e il "bene comune" come "quelle esterne condizioni le quali sono necessarie all’insieme dei cittadini per lo sviluppo della loro qualità e dei loro uffici, della loro vita materiale, intellettuale e religiosa, in quanto da un lato le forze e le energie della famiglia e di altri organismi, a cui spetta una naturale precedenza, non bastano, dall’altro la volontà salvifica di Dio non abbia determinato nella Chiesa un’alta universale società a servizio della persona umana e dell'attuazione dei suoi fini religiosi".

Prevedeva e legittimava persino la possibilità di disobbedienza civile: "Qualora lo Stato emani una legge ingiusta, i sudditi non sono tenuti a obbedire, ma possono essere tenuti ad attuare quanto la legge dispone per motivi superiori. Se l'oggetto della legge è immorale, cioè lede la dignità umana o è in aperto conflitto con la legge di Dio, ciascuno è obbligato in coscienza a non obbedire"

Prevedeva anche di frenare l'eccessivo arricchimento, e l'obbligo di solidarietà.
I risultati furono tra gli altri, il "piano Fanfani-casa", la Cassa per il Mezzogiorno, opere per le aree depresse del Centro-Nord, la riforma agraria, la costituzione e gestione di enti a partecipazione statale (come l'Eni, l'Efim, l'IRI), riforme della previdenza sociale, infrastrutture (piano autostradale) e la nazionalizzazione delle fonti di energia (come per l'elettricità, con la nascita dell'Enel). VI SEMBRA POCO. Un patrimonio immenso giorno dopo giorno distrutto.
Era il 1943 e vi parteciparono tra gli altri Fanfani e Andreotti.
N. Forcheri 6/8/2014
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