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Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

domenica 24 agosto 2014

“La spendibilità dei Sardex? Io mi sto facendo casa.” | Sardex.net

>Fonte:http://www.sardex.net/2014/07/la-spendibilitaa-dei-sardex-io-mi-sto-facendo-casa/
Qualcuno talvolta ci domanda quanto siano realmente spendibili i crediti Sardex e, non essendoci miglior risposta che quella dei fatti, riportiamo un fresco esempio su ciò che avviene all’interno del Circuito di Credito Commerciale Sardex.net.
Sono partiti da circa una settimana i lavori di una Ditta Edile – di cui tacciamo il nome per rispetto della privacy dei nostri iscritti – commisionati da un altro Iscritto al Circuito per un valore totale di 60.000 euro, dei quali il 60% verranno pagati in Sardex, ovvero il corrispondente di ben 36.000 euro.
Nello specifico, un iscritto sta costruendo il Secondo Piano di un Immobile pagandolo il 60% in Sardex, dando lavoro ad un’ altra azienda del Circuito che potrà a sua volta riutilizzare i crediti per le proprie spese correnti, acquisti ed investimenti risparmiando liquidità in euro ed aumentando il proprio fatturato.
Oltre che, non dimentichiamoci, evitare di lasciare a casa i propri dipendenti.
In Svizzera, dove il Circuito Wir – molto simile aSardex.net -  è presente da ottantanni, oramai è del tutto naturale costruire e/o vendere immobili in moneta complementare, come raccontammo in un precedente articolo,>Sardex.net, forti delle positive esperienze avute, alcuni imprenditori stanno cominciando ad operare questo tipo d’investimenti con tutto ciò che ne consegue, ovvero il rilancio di un settore importantissimo per il tessuto economico e sociale dell’Isola, quello Edile,  fra i più colpiti dalla crisi che ha investito l’Europa.
Proprio per via dell’alto tasso di operai edili presenti in Sardegna questo è un settore che ci sta particolarmente a cuore, e queste iniziative, al di là di provare ulteriormente quanto il Circuito Sardex.net possa essere utile e vantaggioso per le imprese e la comunità, ci fanno ben sperare per un futuro dove sempre più persone ed imprese capiscano le opportunità e le potenzialità del Sardex come strumento di rilancio economico.
In conclusione, è doveroso un ringraziamento all’area broker che ogni giorno, in prima linea, lavora con serietà e professionalità al servizio degli iscrittiSardex.net al fine di soddisfare le esigenze personali di ognuno conciliandole con quelle del gruppo, compiendo un minuzioso e delicato lavoro affinché il Circuito mantenga il suo equilibrio e nessuno rimanga mai indietro.
Perchè la vera forza del Circuito è, e sarà sempre, la capacità di saper essere un Gruppo; un Gruppo Unito, coeso, consapevole degli innumerevoli vantaggi che l’unione e la cooperazione in se recano, con gli occhi rivolti al futuro: il futuro d’una Nuova Isola, d’una Sardegna che non subisce più ma stupisce, finalmente con sorrisi di speranza da affiancare  a quest’eterno incantevole sole.



 http://www.repubblica.it/next/2014/06/23/news/dalla_sardegna_al_resto_d_italia_sardex_inventa_la_moneta_complementare_abbiamo_ripensato_l_economia-89771112/

Dalla Sardegna al resto d'Italia. Sardex inventa la moneta complementare. "Abbiamo ripensato l'economia"

Viaggio nelle start up in gara al 'Next' di Siena. Tra le cinque eccellenze c'è Sardex, una moneta complementare capace di affiancarsi a quella tradizionale. "Le aziende dell'isola hanno la possibilità di sostenersi a vicenda, finanziandosi reciprocamente senza interessi". Così Carlo Mancosu racconta Sardex, che conta duemila imprese aderenti e sette circuiti avviati in Italia





Sono partiti dalla Sardegna e stanno approdando in ogni angolo d'Italia. Progetto ambizioso e rivoluzionario: ridefinire  le relazioni tra i vari soggetti economici, anche molto diversi tra loro. Un progetto che sta scalando l'interesse delle comunità  -  a cominciare da quella sarda  -  e dei media. Il tutto amplificato da una crisi economica che colpisce indistintamente tutto il territorio nazionale, ma che in fondo vede molte difficoltà concentrarsi in aree specifiche del Paese. E tra queste si segnala la Sardegna.

Ecco allora Sardex, un circuito economico e qualcosa di più. "Siamo una fucina sempre attiva, un laboratorio in cui immaginare insieme l'isola di domani, un nuovo modello di cooperazione appositamente pensato per le comunità locali", racconta Carlo Mancosu, trentaquattrenne cagliaritano e uno degli ideatori nel 2009 di Sardex. net, anche se l'intuizione è ascrivibile alla seconda metà del 2007. "E' proprio in quel periodo che avevamo cominciato a guardare con una certa apprensione a ciò che stava accadendo Oltreoceano. Il fatto che la crisi partisse proprio dal sistema finanziario ci ha portato a riflettere sulle inevitabili ricadute di quest'ultima sull'economia reale. Eravamo però consapevoli già da allora che si trattava di una crisi finanziaria e non di una crisi produttiva", ricorda Mancosu, che attualmente nella start up ricopre il ruolo di responsabile della comunicazione.

In fondo Sardex è una moneta complementare e supplementare, capace di affiancarsi a quella tradizionale. "Di fatto ne ha controbilanciato almeno in parte la caduta. Perché si tratta di un circuito in cui le aziende dell'isola, attraverso l'utilizzo di una unità di conto digitale, hanno la possibilità di sostenersi a vicenda, finanziandosi reciprocamente senza interessi". Non un'alternativa pura e semplice, ma un'opportunità in più. I numeri oggi raccontano il coinvolgimento di una comunità: duemila imprese aderenti, trentacinquemila operazioni e oltre ventidue milioni transati negli ultimi dodici mesi in Sardegna. E poi, dettaglio non trascurabile, ben sette circuiti avviati in Italia nell'ultimo anno. Dal 2011 è entrata nella start up  DPixel, con un investimento seed, e in fondo con la consulenza per la definizione di modello scalabile e replicabile. Sardex vive di connessione, di scambio costante, di reti: "Il nostro legame con le nuove tecnologie? Nel mio paese la banda larga è arrivata nel 2009 e nello stesso anno è nata Sardex. Come si può facilmente immaginare non si tratta affatto di una coincidenza".

Cosa rappresenta oggi Sardex ?
"Dal mio punto di vista è prima di tutto un modo nuovo di pensare le relazioni ed i rapporti tra i soggetti economici. Siamo partiti dalla Sardegna e in fondo stiamo  nell'isola. Non solo un circuito economico ma anche un sistema in grado di generare, accanto ai risultati economici, coesione sociale, di ritessere la trama relazionale all'interno delle nostre comunità, rafforzando i legami fiduciari preesistenti e contribuendo a crearne di nuovi".

Da cosa nasce questa intuizione? E come si arriva alla creazione di una vera e propria impresa? 
"Era necessario trovare il modo di introdurre un nuovo strumento econometrico capace di sostenere gli scambi ed al contempo di fornire alle imprese un canale di finanziamento supplementare ed aggiuntivo. Uno strumento che andasse a svolgere, almeno in parte, alcune delle funzioni che, per via della crisi, gli strumenti tradizionali avrebbero faticato a svolgere con efficacia. E così abbiamo fatto".

Da quali modelli siete partiti?
"Certamente ci siamo ispirati alle teorie economiche di Proudhon, Gesell, Polany, Fischer, Kohr e Keynes. E poi alla oramai ottantennale esperienza del circuito svizzero WIR, che conta 65.000 imprese aderenti ed un giro d'affari in WIR di oltre 2 miliardi all'anno".

Che tipo di pubblico intercetta?
"Le comunità in senso lato: imprese, professionisti, lavoratori, associazionismo e terzo settore e molto presto i cittadini".

Gli ingredienti per il successo di un'idea di questo tipo?
"Innanzitutto l'eterogeneità tra le nostre personalità e competenze, una grande determinazione e tenacia. E poi tantissimo studio e duro lavoro. In ultimo, ma non meno importante, il tempismo: spesso infatti non conta arrivare per primi ma arrivare al momento giusto".

Qual è l'elemento 'wow' di questa moneta complementare?
"Sono senza dubbio le imprese, i professionisti e gli operatori del terzo settore che, insieme a noi, partecipano giorno dopo giorno a Sardex. net. Sono loro la piccola rivoluzione silenziosa, la vera anima di Sardex. Senza il loro entusiasmo e la loro voglia di cambiamento il circuito non esisterebbe".

Cosa rappresenta fare oggi in Italia una start up?
"Direi smettere di lamentarsi e fare. Significa provare ad essere artefici del proprio destino. Significa non aspettare di subire il cambiamento ma di divenirne parte attiva".

Cosa vi spinge ad andare avanti?
"La convinzione che quello che stavamo facendo non solo era giusto ma anche necessario, non solo per noi ma anche per le nostre comunità. La certezza che Sardex. net, pur non rappresentando la soluzione alla crisi economica e sociale che stiamo vivendo, possa comunque rappresentare una parte importante di essa".

Le prossime sfide?
"Puntiamo all'ingresso dei singoli cittadini nella rete, al rafforzamento del network nella penisola con l'apertura di almeno altri cinque circuiti entro il 2014 e all'avvio della sperimentazione con la Pubblica Amministrazione. A questo proposito siamo parte di un progetto finanziato dalla Unione Europea che prevede, oltre alla nostra, l'avvio di altre due sperimentazioni. Una in Catalogna e l'altra a Bristol".

Un consiglio ai giovanissimi che vorrebbero provare a misurarsi su un'esperienza di start up? 
"Il primo suggerimento è provateci. Nella vita gli errori non commessi pesano di più di qualsiasi fallimento. Il secondo è di pensare fuori dalla scatola e di non farsi condizionare. E poi il terzo è di non dimenticare mai che le persone vengono prima di qualsiasi algoritmo".
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