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lunedì 27 ottobre 2014

Gli svizzeri tentano di liberarsi dal giogo della moneta debito

Fonte: http://www.testelibere.it/blog/gli-svizzeri-tentano-di-liberarsi-dal-giogo-della-moneta-debito

Di Filippo Riportella e Federico Musso
Da giugno di quest’anno (2014) è stata avviata in Svizzera una raccolta firme per indire un referendum (propositivo) costituzionale avente come oggetto l’emissione monetaria a livello federale. Questa operazione è denominata “INITIATIVE VOLLGELD” cioè “INIZIATIVA MONETA INTERA”.
Che cosa chiedono i promotori di questo referendum?


In pratica chiedono:


• che tutta l’emissione monetaria, anche quella elettronica, sia riservata alla Banca Nazionale (mentre attualmente essa ha il monopolio solo sulla moneta metallica e cartacea). In questo modo verrebbero superate tutte le questioni riguardanti l’emissione di moneta creditizia, da parte delle banche private, mediante il sistema della riserva frazionaria (“signoraggio secondario” secondo alcuni autori);


• che tutta la moneta di nuova emissione non sia gravata da debito. Infatti nel testo della scheda destinata alla raccolta delle firme si legge all’Art. 99a, punto 3: “[La Banca nazionale svizzera] Nell’ambito del suo mandato legale, mette in circolazione denaro nuovamente emesso, non gravato da debito, tramite la Confederazione, i Cantoni, oppure tramite la distribuzione diretta ai cittadini.......”
Ma procediamo con ordine. Nel foglio illustrativo “L’INIZIATIVA IN 3 MINUTI” leggiamo ritrovabile sul sito ufficiale :
“ [ ..... ] L’emissione della moneta é da sempre stata un’importante questione pubblica e una fonte di reddito statale. Per secoli i cantoni hanno pagato parte delle loro spese coniando moneta propria. Nel 1848 il diritto di coniatura passò alla Confederazione. Da allora esiste il franco svizzero. Circa dal 1870 le banche scoprirono però la redditizia emissione propria di moneta e stamparono sempre più banconote incontrollatamente. Per questo motivo l’elettorato svizzero proibì alle banche la stampa di banconote e trasferì il diritto di stampare banconote alla Confederazione, la quale fondò la Banca Nazionale Svizzera (BNS). Una saggia decisione. Dal 1907 quindi la BNS presta le banconote alle banche, e annualmente fluiscono così tra 1 e 2,5 miliardi d’interessi nella cassa pubblica. Se in futuro la Banca Nazionale creasse anche tutta la moneta bancaria e, come la moneta, la mettesse in circolazione senza debito, cioè senza prestarla, noi cittadini e cittadine avremo a disposizione ulteriormente circa 300 miliardi.


MA I SOLDI NON PROVENGONO TUTTI DALLA BANCA NAZIONALE?


No, la BNS crea, per il nostro utilizzo, solo i soldi contanti. Questi costituiscono però soltanto il 10% dei soldi esistenti, mentre il 90% sono moneta bancaria sui nostri conti. Sono in molti a non sapere da dove questi soldi provengono. In realtà sono le banche che li creano, tramite crediti o investimenti. Ciò non avviene principalmente inoltrando i soldi dei risparmiatori, bensì le banche creano nuova moneta bancaria, - per così dire dal “niente”, cioè senza che prima questi soldi esistessero. Un buon affare.


Per tutti coloro che stentano a crederci, ecco alcune cifre ufficiali: dal 2003 al 2012 la massa monetaria (quantità di soldi in circolazione) ammontava a ca. 340 miliardi di franchi. Di questi, 40 miliardi provenivano dalla Banca Nazionale, mentre i rimanenti 300 miliardi furono emessi dalle banche come moneta bancaria.


Noi cittadini e cittadine abbiamo così lasciato alle banche un’importante fonte di reddito statale. Abbiamo dimenticano di adattare la costituzione. Oggigiorno il monopolio sulla banconota del 1891 non è più sufficiente, è invece urgentemente necessario ampliarlo anche alla moneta bancaria.”
Fino a qui i fatti. Ma non si può fare a meno di esprimere alcune considerazioni.
La prima riguarda l’assetto costituzionale svizzero che dà la possibilità di apportare modifiche costituzionali tramite una iniziativa popolare. Per noi italiani è come assistere ad un film di fantascienza: la nostra costituzione (per quanto apprezzabile sotto tutta una serie di aspetti) non ci dà questa possibilità.
La seconda considerazione riguarda il merito della questione monetaria: il popolo svizzero, già baciato in fronte dalla fortuna per non dover subire l’euro-cappio al collo, si ritrova fra le mani l’opportunità di eliminare la moneta-debito portandosi all’avanguardia a livello mondiale.


Anche qui in Italia c’è un grande fermento su questo tema da parte di economisti, giuristi, storici e semplici cittadini che si sono informati e appassionati alla materia. La differenza è che qui da noi siamo ancora a livello di “Carboneria monetaria”: questi temi sono completamente ignorati dai mass-media e relegati agli scantinati del web.
Mentre dalle nostre parti si fatica a far capire il nesso fra la moneta unica e la macelleria sociale a cui stiamo assistendo, il popolo svizzero può trovarsi a navigare in acque in cui la stessa MMT non ha mai osato inoltrarsi. L’assetto monetario che si profilerebbe sarebbe, a mio avviso, di tipo auritiano (anche se qui non si fa uso del concetto di “proprietà popolare della moneta”). Sarà comunque compito degli auritiani ortodossi esprimere un giudizio in merito, marcando le eventuali differenze fra questa impostazione e quella del prof. Auriti.
In conclusione, per quanto noi non si sia mai stati particolarmente esterofili, non riesciamo ad evitare di porci una domanda: COME POSSIAMO DIVENTARE ATTIVI E PROPOSTIVI COME GLI SVIZZERI?


Evidentemente dovremmo modificare la nostra Costituzione in modo da favorire maggiormente la partecipazione diretta dei cittadini più attivi e responsabili (referendum propositivo, abolizione del Quorum ecc.); ma prima ancora dovremmo cambiare la classe dirigente che, sotto questi aspetti, ha dato prova di voler agire sulla Costituzione in senso diametralmente opposto, cioè riducendo ulteriormente le già scarse possibilità di iniziative popolari.
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