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martedì 2 dicembre 2014

Per un pugno di debiti

Di Alberto Micalizzi

Qualcuno sa spiegare queste tre contraddizioni? 1) Le privatizzazioni (anni ’90) e l’Euro dovevano rendere la nostra economia moderna ecompetitiva, mentre l’azienda Italia è tecnicamente fallita (debito pubblico quasi 1,4 volte il PIL). 2) La BCE regala soldi alle banche (al tasso dello 0,05%) ma le aziende continuano a cadere come mosche e la gente è costretta a vendere oggetti personali per sopravvivere.
3) I prezzi delle case sono crollati (-35% in 2-3 anni) ma le borse di Wall Street e di Francoforte sono alle stelle.
Dunque, l’economia sta collassando nell’era della rivoluzione tecnologica, e nel bel mezzo di una marea di liquidità e di forza lavoro a buon mercato…..COME SI SPIEGA QUESTO? E’ abbastanza semplice. Le banche centrali stanno coordinando - a rotazione - una mega iniezione di liquidità a debito a livello globale. Ha iniziato la FED (dal 2008 in poi), poi la Banca d’Inghilterra (2009-2010), poi la banca centrale Cinese e Giapponese (2012-2014) , ora toccherà di nuovo alla BCE (fine 2014-2015) e poi a seguire riprenderà la FED e così via….. Non vi è più alcun nesso razionale tra sfera finanziaria (massa monetaria e titoli derivati) e sfera reale dell’economia (valore dei beni e servizi). SE INTERROMPONO LA SOMMINISTRAZIONE DI “NARCOTICI” IL PAZIENTE SI SVEGLIA E SI ACCORGE DEL GRANDE BLUFF.
Grazie a questo gioco perverso, sono solo le banche a ricevere la liquidità che usano per comprare debito pubblico ed estrarre ricchezza reale dai Paesi attraverso gli interessi passivi pagati da Governi fantocci per farsi stampare moneta dal nulla.
Cosi facendo:
- I tassi di interesse restano bassi perché sono calcolati all’interno del sistema finanziario…dove appunto vi è abbondanza di narco-liquidità
- L’economia è in deflazione cronica in quanto non c’è domanda domestica di beni e servizi dato che la gente non può più spendere (e le esportazioni sono schiacciate dalla forza relativa dell’Euro)
- La disoccupazione crea ulteriori pressioni al ribasso sui salari contribuendo a diminuire i costi e quindi, di nuovo, i prezzi
- Il PIL si contrae ma ciò non interessa le banche, anzi è la garanzia che il valore della LORO moneta resti alto e stabile nel tempo…
Ecco spiegato il paradosso di un enorme trend deflattivo che attanaglia l’economia reale (specchio di un’Italia in fallimento controllato) che affianca una iper-inflazione nell’economia finanziaria (borse alle stelle).
Chi aspetta che le borse crollino, che scoppi la III guerra mondiale, che le folle assaltino i palazzi, che fallisca una banca centrale è solo un povero e tenero illuso.
Il sistema bancario non ha patria, non ha etica, non ha divisioni ideologiche interne, e non ha altro obiettivo se non quello del profitto, dell’estrazione di ricchezza dall’economia reale attraverso il debito come sistema di governo. Per giunta, il sistema bancario gode di ottima salute, ha mezzi e maggiordomi dislocati ovunque e ben addestrati… con tanto di piani di emergenza per fallimenti bancari, per crolli borsistici e persino per insurrezioni popolari.
Che gli illusi continuino a votare per qualche partitello pseudo-rivoluzionario, che continuino a sentirsi ribelli dal salotto di casa facendo zapping tra gli studenti di Hong-Kong e i guerriglieri ucraini, che diano sfogo alla propria frustrazione bannando una decina di amicizie su Face book…..i banchieri tremeranno per tutto questo….ma di risate!
Per tutti gli altri, per quelli che credono che se proprio bisogna crepare (e io non penso che creperemo…) sia più dignitoso farlo guardando negli occhi i propri carnefici, per quelli che il destino coglierà sempre forti e degni ci sono i corto-circuiti, le azioni giudiziarie contro l’usura bancaria, la denuncia dell’evasione fiscale bancaria, il ricorso contro la non costituzionalità dei trattati europei, la difesa (anche fisica) della prima casa come luogo inviolabile ed impignorabile, la riappropriazione della moneta come strumento di pagamento di proprietà popolare, prima ancora che statale, e quindi senza debito, la contestazione di illegittimità di tasse ed imposte che gravano iniquamente sulla popolazione produttiva, la difesa del territorio dalla barbarie di ogni specie e genere, le azioni dimostrative anche eclatanti per creare nella comunità nazionale un rigurgito di orgoglio e di desiderio di azione.
Per partecipare ai corto-circuiti non occorre chiedere permesso a nessuno. Occorre anzitutto recuperare il rispetto per sé stessi, alzarsi in piedi ed unirsi agli italiani che hanno deciso di non arrendersi.
Alberto Micalizzi
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