Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

martedì 15 dicembre 2015

Trasferimento blog

IL BLOG SI E' TRASFERITO ALL'INDIRIZZO
HTTPS://NICOLETTAFORCHERI.WORDPRESS.COM
QUESTO SITO RIMANE APERTO COME ARCHIVIO DEGLI ARTICOLI E DELLA SELEZIONE DI ARTICOLI DI NICOLETTA FORCHERI DAL 2007  AD OGGI
NFORCHERI 15/12/2016

venerdì 4 dicembre 2015

La guerra della NATO contro l'Europa

La guerra della NATO contro l'Europa «L’arte della guerra» 

Missile contro il gasdotto di Manlio Dinucci http://www.voltairenet.org/article189486.html 

Rete Voltaire | Roma (Italia) | 1 dicembre 2015  
Il missile Aim-120 Amraam lanciato dall’F-16 turco (ambedue made in Usa) non era diretto solo al caccia russo impegnato in Siria contro l’Isis, ma a un obiettivo ben più importante: il Turkish Stream, il progettato gasdotto che porterebbe il gas russo in Turchia e, da qui, in Grecia e altri paesi della Ue. Il Turkish Stream è la risposta di Mosca al siluramento, da parte di Washington, del South Stream, il gasdotto che, aggirando l’Ucraina, avrebbe portato il gas russo fino a Tarvisio (Udine) e da qui nella Ue, con grandi benefici per l’Italia anche in termini di occupazione [1]. 

Il progetto, varato dalla russa Gazprom e dall’italiana Eni e poi allargato alla tedesca Wintershall e alla francese Edf, era già in fase avanzata di realizzazione (la Saipem dell’Eni aveva già un contratto da 2 miliardi di euro per la costruzione del gasdotto attraverso il Mar Nero) quando, dopo aver provocato la crisi ucraina, Wa-shington lanciava quella che il New York Times definiva «una strategia aggressiva mirante a ridurre le forniture russe di gas all’Europa». 

Sotto pressione Usa, la Bulgaria bloccava nel dicembre 2014 i lavori del South Stream affossando il progetto [2]. Contemporaneamente però, nonostante Mosca e Ankara fossero in campi opposti riguardo a Siria e Isis, la Gazprom firmava un accordo preliminare con la compagnia turca Botas per la realizzazione di un duplice gasdotto Russia-Turchia attraverso il Mar Nero. 

Il 19 giugno Mosca e Atene firmavano un accordo preliminare sull’estensione del Turkish Stream (con una spesa di 2 miliardi di dollari a carico della Russia) fino alla Grecia, per farne la porta d’ingresso del nuovo gasdotto nell’Unione europea [3]. Il 22 luglio Obama telefonava a Erdogan, chiedendo che la Turchia si ritirasse dal progetto [4]. Il 16 novembre Mosca e Ankara annunciavano, invece, prossi-mi colloqui governativi per varare il Turkish Stream, con una portata superiore a quella del maggiore gasdotto attraverso l’Ucraina. Otto giorni dopo, l’abbattimento del caccia russo provocava il blocco, se non la cancellazione, del progetto. 

Sicuramente a Washington hanno brindato al nuovo successo. La Turchia, che importa dalla Russia il 55% del gas e il 30% del petrolio, viene invece danneggiata dalle sanzioni russe e rischia di perdere il grosso business del Turkish Stream. Chi allora in Turchia aveva interesse ad abbattere volutamente il caccia russo, sapendo quali sarebbero state le conseguenze? La frase di Erdogan «Vorremmo che non fosse successo, ma è successo, spero che una cosa del genere non accada più» implica uno scenario più complesso di quello ufficiale. In Turchia ci sono importanti comandi, basi e radar Nato sotto comando Usa: l’ordine di abbattere il caccia russo è stato da-to all’interno di tale quadro. 

Qual è a questo punto la situazione nella «guerra dei gasdotti»? Usa e Nato controllano il territorio ucraino da cui passano i gasdotti Russia-Ue, ma la Russia può fare oggi meno affidamento su di essi (la quantità di gas che trasportano è calata dal 90% al 40% dell’export russo di gas verso l’Europa) grazie a due corridoi alternativi. Il Nord Stream che, a nord dell’Ucraina, porta il gas russo in Germania: la Gazprom ora lo vuole raddoppiare ma il proget-to è avversato nella Ue dalla Polonia e altri governi dell’Est (legati più a Washington che a Bruxelles). Il Blue Stream, gestito alla pari da Gazprom ed Eni, che a sud passa dalla Turchia ed è per questo a rischio. La Ue potrebbe importare molto gas a basso prezzo dall’Iran, con un gasdotto già pro-gettato attraverso Iraq e Siria, ma il progetto è bloccato (non a caso) dalla guerra scatenata in questi paesi dalla strategia Usa/Nato. 

Manlio Dinucci 
Fonte Il Manifesto (Italia) 

 [1] “Come Vladimir Putin ha ribaltato la strategia della NATO”, di Thierry Meyssan, Traduzione Emilio M. Piano, Megachip-Globalist (Italia), Rete Voltaire, 8 dicembre 2014. 
 [2] “Chi ha sabotato il gasdotto South Stream”, di Manlio Dinucci, Tommaso di Francesco, Il Manifesto (Italia), Rete Voltaire, 10 giugno 2014. 
[3] “Greece to invest $2 bn in Turkish Stream, will sign memorandum asap - Energy Minister”, Russia Today, June 1, 2015. 
 [4] Queste informazioni non appare sulla stampa della Casa Bianca : “Obama’s Call with Turkish President Erdoğan”, The White House, July 22, 2015.

giovedì 3 dicembre 2015

Tasse, interessi e riserva frazionaria: trucchi di banche e stato prestigiatori

A lost century in economics: the conclusive evidence

http://leconomistamascherato.blogspot.it/2015/11/a-lost-century-in-economics-conclusive.html
Werner, R.A., A lost century in economics: Three theories of banking and the conclusive evidence, International Review of Financial Analysis
(2015)

 Abstract

How do banks operate and where does the money supply come from? The financial crisis has heightened awareness that these questions have been unduly neglected by many researchers. 


During the past century, three different theories of banking were dominant at different times: 

(1) The currently prevalent financial intermediation theory of banking says that banks collect deposits and then lend these out, just like other non-bank financial intermediaries. 

(2) The older fractional reserve theory of banking says that each individual bank is a financial intermediary without the power to create money, but the banking system collectively is able to create money through the process of ‘multiple deposit expansion’ (the ‘money multiplier’). 

(3) The credit creation theory of banking, predominant a century ago, does not consider banks as financial intermediaries that gather deposits to lend out, but instead argues that each individual bank creates credit and money newly when granting a bank loan. 

The theories differ in their accounting treatment of bank lending as well as in their policy implications. 

Since according to the dominant financial intermediation theory banks are virtually identical with other non-bank financial intermediaries, they are not usually included in the economic models used in economics or by central bankers. Moreover, the theory of banks as intermediaries provides the rationale for capital adequacy-based bank regulation. Should this theory not be correct, currently prevailing economics modelling and policy-making would be without empirical foundation. 

Despite the importance of this question, so far only one empirical test of the three theories has been reported in learned journals. This paper presents a second empirical test, using an alternative methodology, which allows control for all other factors. 

The financial intermediation and the fractional reserve theories of banking are rejected by the evidence. 

This finding throws doubt on the rationale for regulating bank capital adequacy to avoid banking crises, as the case study of Barclays Bank during the crisis illustrates. 

The finding indicates that advice to encourage developing countries to borrow from abroad is misguided. 

The question is considered why the economics profession has failed over most of the past century to make any progress concerning knowledge of the monetary system, and why it instead moved ever further away from the truth as already recognised by the credit creation theory well over a century ago. 

The role of conflicts of interest and interested parties in shaping the current bank-free academic consensus is discussed. A number of avenues for needed further research are indicated.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521915001477

 Appendix 1: Original audited balance sheet of Raiffeisenbank Wildenberg e.G., 2013.
http://www.sciencedirect.com/science/MiamiMultiMediaURL/1-s2.0-S1057521915001477/1-s2.0-S1057521915001477-mmc1.pdf/272090/html/S1057521915001477/04c868adc7a27fbb4cb9ffc84f7a0db5/mmc1.pdf

Appendix 2: 2013 Balance sheet of Raiffeisenbank Wildenberg e.G. after test adjustment.
http://www.sciencedirect.com/science/MiamiMultiMediaURL/1-s2.0-S1057521915001477/1-s2.0-S1057521915001477-mmc2.pdf/272090/html/S1057521915001477/324d81eaee5b3ee7dd33723beb52febc/mmc2.pdf

Tumori che scompaiono in soli 30 min grazie a questa tecnica

   http://www.dionidream.com/tumori-che-scompaiono-in-soli-30-min-grazie-a-questa-tecnica/ 

sandro-rossi-brucia-un-tumore-al-pancreas
Un tumore endocrino al pancreas è stato distrutto in una donna anziana con sole tre sedute da 10 minuti ciascuna all’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia.
La nuova tecnica è molto meno invasiva, dolorosa e senza effetti collaterali rispetto alle cure tradizionali, che prevedono interventi chirurgici, radioterapia, chemioterapia, e non sempre ottengono risultato portando pesanti ripercussioni al corpo.
Si chiama termoablazione per via percutanea ha permesso di rimuovere completamente la massa del tumore: si inserisce un ago sottile su cui viene trasmessa una energia elettromagnetica che produce calore riuscendo a bruciare il tumore.
Questo è avvenuto nel 2009 e non se n’è più sentito parlare. I medici più all’avanguardia conoscono il potere delle frequenze e di come esse abbiano un’enorme efficacia in tutti i campi.
Il medico italiano che ha usato questa tecnica è il Dott. Sandro Rossi che dal 2002 al 2009 l’ha usata con successo su migliaia di pazienti facendo scomparire con successo tumori al fegato, colon, reni, polmoni e pancreas. Come mai non ne sappiamo nulla?
Ecco il video in cui il medico descrive la tecnica
Informazioni e contatti
IRCCS POLICLINICO SAN MATTEO
viale Camillo Golgi 19, 27100 Pavia
Centralino telefonico: 0382.5011
CUP – Centro Unico Prenotazioni: 0382.503 878 e 0382.503 879
Informazioni: 0382.503 151
Diffondiamo questa notizia!

mercoledì 2 dicembre 2015

Saba da Salvo: auguri per il referendum svizzero di Moneta sovrana

Saba: L'incredibile scoperta della pratica bancaria

di Marco Saba, IASSEM, 1 dicembre 2015

L'ultimo testo del professor Richard Werner, che apparirà pubblicato nel prossimo numero della Rivista Internazionale di Analisi Finanziaria (1), s'intitola: “Un secolo perduto nell'economia: tre teorie bancarie e la prova conclusiva”.

Riportiamo la traduzione del sommario tradotta in italiano per la comodità del lettore:

“Come operano le banche e da dove arriva la provvista di denaro? La crisi finanziaria ha sollevato la consapevolezza che queste domande sono state inopportunamente sottovalutate da molti ricercatori. Nel secolo passato, in periodi differenti, hanno dominato tre differenti teorie sulla pratica bancaria:

1) La teoria bancaria correntemente prevalente dell'intermediazione finanziaria dice che le banche raccolgono i depositi e poi li prestano, proprio come gli altri intermediari finanziari non bancari.

2) La vecchia teoria bancaria della riserva frazionaria dice che ogni banca individualmente è un intermediario finanziario che non ha potere di creare moneta, ma che il sistema bancario nel suo insieme è capace di creare moneta attraverso il processo della “multipla espansione dei depositi” (il moltiplicatore monetario).

3) La teoria bancaria della creazione del credito, predominante un secolo fa, non considera le banche come intermediari finanziari che raccolgono depositi per poi prestarli, ma invece argomenta che ogni banca individualmente crea credito e moneta nuova ogni volta che la banca effettua un prestito.

Le teorie differiscono nel loro trattamento contabile del prestito bancario e anche per quanto riguarda le implicazione procedurali.

Poiché secondo la teoria dominante dell'intermediazione finanziaria le banche sono virtualmente identiche agli altri intermediari finanziari non bancari, queste non sono incluse nei modelli economici usati nell'economia o dai banchieri centrali. Inoltre, la teoria che vede le banche come intermediari ci procura il razionale per la regolazione bancaria basata sull'adeguatezza del capitale. Se questa teoria non fosse corretta, la corrente modellazione prevalente nell'economia e le politiche di regolazione sarebbero senza fondamento empirico.

Nonostante l'importanza della questione, finora solo una prova empirica delle tre teorie è stata riportata nelle riviste scientifiche. Questo documento presenta una seconda prova empirica, ricorrendo a metodi alternativi, che permette il controllo di tutti gli altri fattori. Le teorie bancarie dell'intermediazione finanziaria e della riserva frazionaria vengono rifiutate dalle prove presentate. Questa scoperta mette in dubbio le motivazioni per la regolamentazione dell'adeguatezza patrimoniale della banca al fine di evitare le crisi bancarie, come viene illustrato nel caso di studio di Barclays Bank durante la crisi. La scoperta indica che consigliare e incoraggiare i paesi in via di sviluppo a prendere in prestito dall'estero, è fuorviante. La trattazioneconsidera qual'è il motivo per cui gli economisti hanno fallito per gran parte del secolo scorso nel fare progressi per quanto riguarda la conoscenza del sistema monetario, e perché invece si sono spostati sempre più lontano dalla verità, come già era riconosciuta dalla teoria della creazione di credito ben più di un secolo fa. Viene trattato il ruolo dei conflitti di interessi delle parti interessate nel plasmare l'attuale consenso accademico che non tiene conto delle banche. Viene indicata una serie di percorsi per le ulteriori necessarie ricerche.”

E poi Werner, dopo aver analizzato il bilancio della Banca Raffeisen ed aver dimostrato empiricamente la validità dellla teoria della creazione del “credito”, e che questo credito è denaro, conclude:

“(quanto sopra) rinforza la necessità di una nuova agenda di ricerca interdisciplinare sul ruolo delle banche e della banca centrale in particolare, e del sistema monetario in generale, che dovrebbe essere saldamente radicata nella metodologia della ricerca empirica e induttiva per produrre economia scientifica. Mentre molti autori hanno proclamato un offuscamento continuo della divisione tra le banche e le istituzioni finanziarie non bancarie, l'autore ha mostrato esattamente quello che consente alle banche di creare denaro (e capitale) dal nulla, mentre le non-banche non sono in grado di farlo. E' quindi richiesto un lavoro interdisciplinare con i ricercatori in politica, diritto, contabilità, gestione, ricerca operativa, informatica, ingegneria e sistemi di ricerca per assicurare che l'economia e la finanza per conto proprio non possano continuare ad ignorare la realtà empirica e si avviino in un altro secolo persa per le scienze economiche .”

Nello studio precedente (2) Werner affermava che la legalità o meno del modo con cui le banche gestiscono la parte contabile necessita di una ulteriore ricerca legale al di là degli scopi dell'autore, tuttavia rimane aperta la questione contabile: le banche registrano l'operazione del prestito NON evidenziando la creazione di nuovo denaro ma lasciando supporre all'osservatore che esse utilizzino il denaro contenuto nei depositi, mentre, come empiricamente dimostrato, nella pratica si comportano in tutt'altro modo. Le conseguenze di questa tenuta contabile difforme dalla realtà dei fatti sono state da me evidenziate nel corso di varie assemblee degli azionisti presso le più importanti banche italiane nel 2014 e 2015.

In pratica, non contabilizzando nell'attivo di cassa il denaro creato ex novo, si simula una situazione passiva dell'istituto che non corrisponde a verità ma che influisce sulla nostra realtà visto l'affannarsi delle autorità nel cercare continuamente metodi per rimpinguare le casse delle banche, come l'esempio della recente legge sul BAIL-IN ben ci dimostra.

Si cerca cioè continuamente di riempire un falso buco contabile attingendo alle tasche dei cittadini, direttamente o indirettamente, perché non si vuol riconoscere l'enorme guadagno non contabilizzato che le banche ottengono creando soldi dal nulla e pretendendo di farseli restituire con gli interessi.

L'entità della grave situazione che così si crea è sotto gli occhi di chiunque. Basta andare in Grecia, o vivere in Italia aprendo gli occhi. per scoprire la realtà della miseria assurda e non necessaria che creano continuamente queste politiche bancarie di offuscamento contabile dell'abbondanza possibile dei mezzi monetari, e quindi della fattibilità immediata di un reddito di sussistenza per tutti, per capire che viviamo nella caverna di Platone.

Il vero problema oggi è che il sistema bancario è fuori controllo, ma non solo, c'è anche il fatto drammatico che il mostro di Bankenstein si è impadronito di tutto il resto. Autorità di controllo comprese, oltre a tutta l'ostentata ignoranza e indifferenza mostrata dai media col silenzio assordante su questo problema.


Note:

1) Werner, R.A., A lost century in economics: Three theories of banking and the conclusive evidence, International Review of Financial Analysis (2015)
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521915001477

2) “Whether the Client Money Rules were designed for this purpose, and whether it is indeed lawful for banks to reclassify general ‘accounts payable’ items as specific liabilities defined as ‘customer deposits’, without the act of depositing having been undertaken by anyone, is a matter that requires further legal scrutiny, beyond the scope of this paper.”
In: Werner, R.A., How do banks create money, and why can other firms not do the same? An explanation for the coexistence of lending and deposit-taking, International Review of Financial Analysis, Volume 36, December 2014, Pages 71–77
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521914001434

Galloni da byoblu: come hanno cercato di bloccare le democrazie

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L'economista Nino Galloni, il "funzionario oscuro che fece paura a Kohl", torna su Byoblu.com per mostrare il vero volto dell'enfasi sulla ripresa economica, per raccontare una storia molto "diversa" sulla nascita dell'ambientalismo e sui veri scopi dell'allarme sui cambiamenti climatici, per spiegare come i Brics abbiano acquisito potere commerciale proprio al fine di limitare lo sviluppo e l'eccessivo benessere, che avrebbe ridotto il controllo e il flusso finanziario dei neo-conservatori, per raccontare cosa c'è dietro all'ascesa e all'uscita di scena di Yanis Varoufakis e, soprattutto, per tracciare una strada non capitalistica per il futuro dell'economia.







Come hanno cercato di bloccare le democrazie... di byoblu

sabato 14 novembre 2015

Il filo "argenteo" degli attentati di Parigi


Charlie Hebdo era stata pesantemente infiltrata da due personaggi di cui Richard Malka, avvocato di Clearstream, e Philippe Val - questa è sin da subito stata una mia opinione poi confermata dalle analisi del giornalista di indagine su Clearstream Denis Robert (1) - che hanno dato un'impronta guerrafondaia nei confronti dell'islam, esasperandone la caricatura di guerra di religione, le satire anti cristiane e anti islam, andando a gettare olio sul fuoco dei pregiudizi tra le due religioni. In pratica ne hanno snaturato l'intento e lo spirito iniziali. E questa è solamente la copertura, il primo strato dell'analisi. Tutto fumo negli occhi per farci perdere le tracce dell'argent, della moneta.

Quello che mi aveva colpito sin da subito dei precedenti due attentati in Francia o alla Francia, quello del CEO di Total (2) - secondo la Russia assassinato dalla Cia a luglio del 2014- e poi Charlie Hebdo, è appunto la strana coincidenza dell'avvocato di Clearstream che è stato ed è tuttora l'avvocato di Charlie Hebdo, amico per la pelle dell'ex direttore di CH, Philippe Val, poi diventato direttore di France Inter. Prima coincidenza.

Total fina elf erg, il cui CEO è rimasto ucciso nell'incidente aereo privato mentre si recava a commerciare in Russia a luglio del 2014, guarda caso fa parte di quel colosso che fa capo ad Albert Frère, prestanome di Edouard Rotschilds (3). 

Seconda coincidenza proprio quell' Edouard de Rothschilds che padrone di Libération, ha ospitato dapprima l'equipe di Charlie Hebdo, dopo l'attentato, e poi l'ha comprato, assumendosi le azioni di Bernard Maris (4), economista impertinente che sbraitava contro il cartello delle banche parlando di rinchiudere i piagnucolosi banchieri.

Altra coincidenza strana è che il blog di Bernard Maris, secondo maggiore azionista di Charlie Hebdo, blogger antibanche ucciso nell'attentato, è finito sparito dentro al sito di France Inter di cui proprio Philippe Val era diventato direttore. No, ma dico, non sarebbe stato un tributo e un rendere onore a un caduto per la République ripristinarne il sito? Ma Val attento vigila perché ciò non accada.

Tutta l'affaire clearstream è stata dirottata dai servizi verso un finto scandalo politico che ha coinvolto Sarkozy, ma che ulteriore coincidenza! il grande amico di Malka e Val (5). Il tutto per dirottare l'attenzione del grande pubblico lontano dal tema del presente articolo, l'argent, o meglio la moneta di cui Clearstream... Quindi in questi attentati, di cui questi di ieri sono il seguito, nessuno ha seguito la traccia monetaria e o bancaria, il filo argenteo.

A me quello che impressiona veramente è che quel Edouard de Rotschilds è proprio l'uomo a capo, ma uomo a sua volta di qualcun altro, di quella galassia che mi sono tanto adoperata a studiare: BNP, Suez Gaz de France, Total, ecc Questo lega Malka a Clearstream, e la galassia Suez Total BNP all'infiltrazione di Charlie Hebdo che ha tanto mestato nel torbido dell'odio tra religioni.



da https://en.wikipedia.org/wiki/Albert_Fr%C3%A8re

Poi l'altra coincidenza strana è la data, venerdì 13/11 che mi aveva fatto azzardare un pronostico su facebook: chissà che false flag ci preparano per venerdì 13 o per martedì 17?

Si perché chi organizza tali attentati con tanto di "sacrifici" è un gruppo di persone che non segue nessuna delle grandi religioni, ma solo una: qualche superloggia (6), satanismo da adoratori del male accomunati dal culto per cifre, simboli e doppi giochi di parole, seguitori dell'OTO.





Alla luce poi di quanto sappiamo su ISIS/Daesh che è una costola di Alqaeda finanziato dalla CIA come non pensare che sia per coprire azioni di soldati addestrati per seminare il terrore su di noi, per farci ragionare non con la testa e non con il cuore, ma con la paura... ? (7)




E poi sappiamo pure che Clearstram è la scatola nera dell'occultamento e della dispersione del reddito monetario o dei fondi neri delle banche derivanti dalla creazione di moneta dal nulla i cui utili poi devono venire dirottati in quei conti neri.

Evidentemente i banchieri sono disperati e non sanno più come fare per nascondere il segreto di pulcinella che per dire la verità le masse ancora ignoranti non sanno: tutta la moneta creata più gli interessi è loro, ed è L'ORO. Con tale strumento si possono saziare di potere e di SACRIFICI, perché il potere non gli sfugga bisogna che controllino la moneta globale e per fare ciò ci vuole il  MICROCHIP, tanto sono terrorizzati che i loro piani non funzionino. (L'altro progetto è di piombarci in una bella guerra nucleare per ridurre la popolazione, perché nei loro piani siamo troppo numerosi.)

In realtà dovrebbero essere terrorizzati da qualcos'altro, dal giudizio di Dio e dalla perdita della loro anima, ma come dicevo sopra, non credono in Dio, bensì in chi invidioso vorrebbe essere Dio


Nforcheri 14/11/2015


(1) Denis Robert ha appena pubblicato un libro sulla storia del fondatore di Charlie Hebdo, Cavanna http://blogs.lexpress.fr/media/2015/11/10/charlie-hebdo-la-charge-de-lavocat-georges-kiejman-contre-le-livre-de-denis-robert/ dove parla del ruolo di questi due personaggi, ed è appena stato intimato da un avvocato di Charlie Hebdo a non pubblicare il libro con gli estratti in cui si parla degli stessi. Il libro è venduto non censurato:
Traduzione a cura dell'autrice:
A riprova del clima teso che continua a circondare Charlie Hebdo, Georges Kiejman ha rivolto il 23 settembre scorso ai dirigenti di Editis, casa madre delle edizioni Julliard, una lettera minatoria per impedire la pubblicazione del libro del giornalista Denis Robert -[lo scrittore che ha rivelato al mondo Clearstream] sulla storia del giornale Mohicans. Nella lettera l'avvocato di Philippe Val e Richard Malka [rispettivamente ex direttore e avvocato di Charlie Hebdo, gli "infiltrati", NdTr] - due personaggi storici del settimanale satirico, scriveva: "Voglio richiamare l'attenzione sulla vostra responsabilità nel caso in cui da editore e diffusore Editis pubblicaste le accuse che Denis Robert formula nelle sue lettere ai Signori Val e all'avvocato Malka". Diffida rimasta senza alcun effetto, questo libro indagine, severo nei confronti dei due personaggi sopra, è stato pubblicato senza ritocchi né tagli.


(2) Cristophe de Margerie, noto per essere un anti petrodollaro, preconizzava relazioni commerciali con la Russia. E' stato ucciso con un falso incidente del suo aereo privato caduto in volo secondo la Russia provocato dalla CIA
http://www.direct.cd/actu/societe/2015/10/24/revelation-la-russie-revele-que-le-pdg-de-total-a-ete-assassine-par-la-cia.html
http://www.globalresearch.ca/anti-petrodollar-ceo-of-french-energy-giant-total-dies-in-freak-plane-crash-in-moscow/5409146


(3) http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2013/10/incroci-parallelismi-e-subordine.html
http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=albert+fr%C3%A8re



(4) http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=Bernard+Maris
http://leconomistamascherato.blogspot.it/search?q=Bernard+Maris

http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=bernard+maris,+bnp

(5) https://en.wikipedia.org/wiki/Clearstream_affair

(6)  Tra le ipotesi: http://www.ilmoralista.it/2015/01/08/leccidio-parigino-e-lombra-lunga-della-ur-lodge-hathor-pentalpha/

(7) https://www.youtube.com/watch?v=rTZNz0EsmWc
http://www.byoblu.com/post/2015/02/22/ecco-da-dove-arrivano-tutte-le-cose-che-sappiamo-dellisis-chi-e-rita-Katz.aspx
http://www.byoblu.com/post/2015/11/15/generale-francese-lisis-creato-dagli-usa.aspx


domenica 8 novembre 2015

La definizione di moneta legale per l'UE


Regolamento




La definizione di moneta legale per la normativa UE comprende le banconote denominate in euro - le quali sono "le uniche banconote aventi corso legale in tutti gli Stati membri partecipanti" - e le monetine ma limitate a non più di 50 pezzi, tranne che per gli enti emittenti e le filiali della banca centrale.

Alla luce di quanto sopra significa sicuramente che:

1. solo le banconote in euro sono moneta legale nei paesi aderenti UE, quindi ciò significa che i biglietti di stato denominati in altro potrebbero essere moneta legale, in quanto non sono banconote, o gli assegni e le cambiali denominati in altro e girabili idem, e qualsiasi altra moneta fiduciaria emessa dagli enti pubblici e locali o dalla tesoreria dello Stato ai sensi del tanto galvanizzato principio di sussidiarietà

2. Idem per le monete, ancorché il loro valore liberatorio legale sia de facto limitato.

3. la moneta bancaria non è prevista come moneta legale nei testi ma lo è diventata o lo sta diventando nei fatti - con la politica del fatto compiuto - essendo che i trattati UE costringono gli Stati a rifornirsi di moneta - elettronica/bancaria - presso il cartello delle banche dealer, e costringendoci  a "incassare" il mutuo in moneta bancaria dalle banche private....

A parte l'ipocrisia di considerare moneta legale quello che non lo è - monetine - e di non considerare moneta legale quello che nei fatti ci è forzosamente imposto come tale - la moneta bancaria - niente nei trattati VIETA un popolo sovrano a crearsi una moneta fiduciaria ANCHE NON LEGALE cioè non obbligatoria cioè FACOLTATIVA, non coperta da riserve, per assolvere i pagamenti di transazioni, tasse, multe e quant'altro, impieghi, opere pubbliche, sussidi sociali e quant'altro.

Per fare questo bisogna che gli enti locali RICUPERINO la gestione della LORO TESORERIA. Gli enti locali SIAMO NOI...

Nforcheri
http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX%3A31998R0974&from=IT Regolamento del 3 maggio 1998

MONETA POSITIVA ITALIA sulla contabilizzazione della moneta bancaria


La cosa più perniciosa di Fabio Conditi è che egli sposa la teoria della banca per baggianarci e cioè che la moneta bancaria sarebbe un vero SUO debito; ricorre all'articolo 1834 del codice civile come se non ci fosse nessun paradosso del mentitore in esso e nessuna contraddizione insita nel fatto di dichiararsi sia debitrice sia proprietaria, e continuando su questa falsariga nega assolutamente la rendita monetaria, che tanti prima di noi hanno comunque provato. Tutto il suo argomentare da anni è tutto dedicato da anni alla strenua difesa delle banche nel negare a spada tratta la rendita monetaria.

Il fatto che Shemman e Werner non indichino la soluzione di Saba non vuol dire che quest'ultima non sia un degno compromesso e soprattutto un modo di EVIDENZIARE gli enormi guadagni da SIGNORAGGIO all'emissione monetaria e soprattutto al suo rientro, fatto che Conditi vuole a tutti i costi evitare.

Perché quello che negano questi finti attivisti è che al rimborso del mutuo si crea un vero e proprio flusso di cassa, una entrata nel conto economico, comprovabile dal fatto che quella porzione di mutuo rimborsata in banconote rimane comunque di proprietà della banca - CAPITALE E INTERESSI. Quindi perché per la moneta bancaria non dovrebbe essere la stessa cosa?

Altra cosa che negano questi finti attivisti è che le securities, cioé i titoli di credito delle banche derivanti dai mutui, sono sia strumenti di pagamento tra banche sia beni vendibili e che infatti con le cartolarizzazioni vengono continuamente vendute, scambiate, compensate, collaterizzate ecc come fossero moneta da cui estrarre utili e profitti, INTERESSI E CAPITALE.

Inoltre sempre Conditi nega che se la moneta bancaria è composta da pagherò della banca, tali pagherò sono assolutamente non coperti e nulli in quanto NON ESISTE il contante totale sufficiente a rimborsarli: quindi si dovrebbero dichiarare nulle  e fallite tutte le banche private. Questo argomento non l'ho mai sentito sventolare, eppure sarebbe la conseguenza logica del suo tanto argomentare e gettare polvere negli occhi.

Insisto nel dire che ricordo bene Fabio Conditi, era colui che nella piattaforma dei 5S aizzava tutti a non credere nell'esistenza di un utile da signoraggio, primario, secondario o terziario che fosse, appropriato dalla banca all'emissione monetaria, e ancora di più al rimborso, bloccando tutti coloro che come noi argomentavano in senso contrario.

E' colui che fa circolare la balla che le banche arriverebbero fino a CANCELLARE le banconote ricevute in rimborso di un debito, oltre che ad azzerare la moneta bancaria, francamente una farneticazione.

Quindi la posizione di Conditi e accoliti è quella di farci credere che accentrando la facoltà di emettere moneta alle banche centrali ma senza correggerne minimamente la contabilità, si risolverebbe il problema perché la rendita monetaria, secondo lui, non esiste, esisterebbero solamente gli interessi. La nostra posizione è invece quella di mettere in evidenza tali enormi guadagni nascosti e occulti alla società, che permettono alla mano invisibile di corrompere tutti i politici, i media, i libri di testo e in genere di renderci tutti schiavi a nostra insaputa di un ente occulto e monopolista composto dali enti di emissione, comprese le banche private, in specie le dealer, e comprese le banche centrali. Se tale facoltà viene accentrata dalle banche centrali senza correzione contabile, la situazione rimane uguale, il sottobanco esce dalla contabilità ufficiale e ci si ritrova nella stessa situazione in cui una mano invisibile comanda.

Infine che ne è del fatto, obbrobrioso, che quand'anche la Banca d'Italia accentrasse l'emissione monetaria essa è e rimane sputtanatamente privata??

Questo è il mio commento a caldo. Mi riservo in una risposta più dettaliata e argomentata

Nforcheri 8/11/2015

PS per dire che si può anche non essere d'accordo con la soluzione proposta da Saba, le banche continuano a creare moneta dal nulla ma pagandoci le tasse, ma è totalmente fuorviante e in malafede non accettare le premesse da cui prende spunto tale proposta e cioé che le banche segnando falsamente al passivo la moneta creata se ne intascano valore nominale + interessi

di Marco Saba

Quando l'utopia si mette d'accordo con la realtà dell'evasione fiscale

L'ing.Fabio Conditi scrive a Carlo Sibilia:

Caro Carlo,

questo argomento ci interessa e riteniamo fondamentale evitare di fare disinformazione su un argomento, quello monetario, dove ce n’è già molta e dobbiamo evitare di farne anche noi, oltre al fatto che si farebbe un enorme regalo alle banche e non mi sembra il caso (nei suoi interventi alle assemblee lo dice anche Marco Saba che gli azionisti della banca guadagnerebbero molto di più!).

[Nota: Marco Saba chiede che la banca contabilizzi nei suoi bilanci la creazione di nuovo denaro effettuata durante l'esercizio in modo che i benefici risultanti siano condivisi anche dall'erario (IRES + IRAP) e poi dall'azionariato. Non contabilizzando tale creazione di moneta, la banca sottostima le attività e simula costantemente una situazione contabile molto diversa della realtà]

Il tuo intervento di ieri alla Camera mi era enormemente piaciuto quando hai parlato del referendum svizzero, indetto da Moneta Intera sulla scia delle teorie di Positive Money che noi sosteniamo avendo fondato l’Associazione Moneta Positiva in Italia, ma poi sei scivolato sull'evasione fiscale delle banche, dimostrando, secondo me e molti altri che studiamo questo tema, una scarsa conoscenza tecnica di come funziona il sistema bancario e soprattutto di non conoscere la proposta svizzera.

[Nota: Conditi insinua che Sibilia abbia una scarsa conoscenza tecnica della materia dimenticando che l'interrogazione di Sibilia alla Camera, sul tema del signoraggio, giace NON risposta dal governo dal 21 maggio 2013. Sibilia quindi ha dimostrato che chi è in difficoltà nella materia, semmai, è proprio il governo italiano...Ma le illazioni di Conditi arrivano ad affermare che Sibilia non conoscerebbe nemmeno la proposta svizzera, la quale invece va proprio nella direzione di far percepire alla Confederazione i benefici derivanti dalla creazione del denaro che oggi vanno alle banche]

L'art. 1834 del nostro Codice Civile dice espressamente che "Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, … a richiesta del depositante, …”, per cui la moneta bancaria, essendo un debito della banca nei confronti del cliente, deve essere messa al passivo di bilancio ed annullata quando il prestito viene restituito, altrimenti la banca ci rimette il suo capitale.

[Nota: Conditi fa confusione e qui parla dei versamenti effettuati dai clienti alla banca, e non già del passo precedente, ovvero della creazione iniziale del denaro che la banca versa poi nel conto del cliente. Sono evidentemente fattispecie diverse e la sua considerazione si riferisce ad un periodo successivo all'azione di cui si contesta la mancata contabilizzazione]

Le banche non possono e non devono iscrivere la moneta creata dal nulla all'attivo, altrimenti si approprierebbero del signoraggio relativo, con enormi vantaggi per le banche stesse.

[Nota: qui casca l'asino. Infatti, contabilizzando la creazione di denaro all'attivo, la banca si approprierebbe anche contabilmente del signoraggio di cui già si appropria coi fatti, cioè ne renderebbe palese tale appropriazione e dovrebbe risponderne fiscalmente, oltreché redistribuirne i relativi dividendi agli azionisti. Rendendo palese l'appropriazione del signoraggio, la banca avrebbe a risponderne fiscalmente e questo, secondo l'ingegnere, sarebbe un enorme vantaggio per la banca. In realtà il vantaggio sarebbe solo di restaurare l'immagine di correttezza della banca stessa agli occhi del pubblico e di regolarizzare la sua funzione di creatrice di moneta a corso legale di fatto. I profitti relativi ne sarebbero diminuiti dal conseguente pagamento delle tasse.]

La soluzione di tassare il denaro creato dal nulla dalle banche, mettendolo all’attivo di bilancio, è equivalente ad uno Stato che facesse pagare le tasse ai falsari di banconote, permettendogli di iscrivere le banconote create nel loro attivo di bilancio. Una follia!

[Nota: la funzione di contabilizzare quello che nella realtà avviene davvero non ha niente a che vedere con la legalizzazione di produzione di denaro falso, come invece insinua l'ingegnere. Lo Stato senz'altro chiede ai falsari di restituire il maltolto, ovvero sequestra i frutti del reato, niente a che vedere con il concetto di tassazione. Si insinua forse che le banche commettano reato creando moneta falsa e che tutta questa moneta elettronica dovrebbe essere sequestrata dallo Stato ?]

Se volete approfondire l'argomento tecnico, oltre al libro che ho scritto, c'è questo mio articolo dettagliato per capire come funziona la moneta bancaria:
http://moneta5stelle.blogspot.it/.../la-moneta-bancaria.html

[Nota: e qui si fa capire chiaramenhte cosa si intendeva per disinformazione...]

Vi rimando anche la stesura definitiva della puntuale contestazione del discorso fatto da Marco Saba all’assemblea del Credito Emiliano con la tua delega, e pregherei sia te che Alessio di avviare un confronto con noi su questo tema, in modo da arrivare ad una posizione condivisa, che penso sia possibile perchè il tema è tecnico e non politico e se ci dimostrate tecnicamente che avete ragione, non abbiamo problemi a cambiare idea, ma vi posso assicurare che abbiamo sviscerato il problema in tanti e facciamo fatica a comprendere questa tesi “dell’evasione fiscale” ed ancora meno la soluzione di tassare proposta.

[Nota: la contestazione al discorso di Marco Saba viene presentata a terzi senza nemmeno informare o coinvolgere direttamente l'interessato in modo da sfuggire al diritto di replica dello stesso. Si teme il confronto e lo si chiede a terze parti senza coinvolgere l'autore dell'intervento nell'assemblea bancaria. L'ingegnere fa fatica a capire la questione poiché non ha la preparazione necessaria per capirla, quindi la vuole insegnare a Sibilia e Villarosa, divertente!]

I problemi del sistema bancario sono altri, sono il fatto che quasi tutta la moneta che usiamo (93%) è creata dalle banche in questo modo percependo interessi sia dallo Stato, attraverso il Debito Pubblico, che dai privati, attraverso il Debito Privati, per un ammontare complessivo di più di 200 mld di euro all’anno (il 12% del PIL). Negli 15 anni dell’euro hanno lucrato qualcosa come 3.000 mld di euro legalmente. Queste sono le cifre vere e dimostrabili che dobbiamo andare a contestare, impedendo alle banche private la creazione di denaro dal nulla e non certo reagolarizzando questa loro pratica con la tassazione.

[Nota: qui si ripete tra le righe la storiella che viene raccontata al pubblico, ovvero che le banche guadagnerebbero non dalla creazione stessa del capitale, ma dagli interessi che successivamente riuscirebbero a lucrare sopra. Come se un falsario non guadagnasse dalla spesa in circolazione del denaro falso creato dal nulla, ma solo dagli eventuali interessi che riuscisse a lucrare...]

Spero che tu comprenda che non è un fatto personale e che la nostra insistenza è motivata solamente dalla volontà davvero di cambiare questo sistema e di aiutare il Movimento 5 Stelle a farlo nel modo giusto e migliore.

[Nota: altra dichiarazione falsa di Conditi. Marco Saba era entrato nella lista di Moneta Positiva Italia, ma ne è stato espulso alla chetichella dal Conditi dopo che aveva fatto rilevare l'importanza di rettificare la contabilizzazione della creazione di denaro da parte delle banche. In Svizzera invece, Saba compare nella pagina degli scienziati sostenitori dell'iniziativa MONETA INTERA e la sua tesi viene pubblicata assieme alla foto. Qui: http://www.iniziativa-moneta-intera.ch/scienziati/

Come vi ho sempre detto, siamo disponibili a venire a Roma a parlarne personalmente con voi, considerato che ciò che diciamo ha prodotto un libro con una proposta, sottoscritto da n.23 gruppi certificati e meetup del M5S di tutta Italia.

[Nota: si chiede un incontro privato e personale quando l'intera questione dovrebbe essere pubblicizzata al massimo se non addirittura oggeto di una apposita commissione parlamentare d'inchiesta, complimenti !]

Se non volete incontrarci a Roma potete venire da noi che organizziamo un incontro-dibattito su questo tema, come ne abbiamo il 6 novembre a Castelfranco Emilia in provincia di Modena ed un altro il 9 novembre a Rimini.
Siamo disposti a cambiare opinione se ci dimostrate che la vostra posizione è corretta e condivisibile per il bene dei cittadini.

[Nota: non è vero che loro sono disposti a cambiare opinione di fronte ad una dimostrazione, anzi, come nel caso di Marco Saba ed altri, espellono dalla loro organizzazione chi non si alllinea alla loro proposta. Vediamola: Moneta Positiva propone una riforma dove, senza cambiare minimamente la pratica di non contabilizzare la creazione di denaro, tutto il potere di creare nuovo denaro elettronico viene sottratto alle 600 banche italiane e attribuito gratis direttamente a... la privata BANCA CENTRALE EUROPEA ! E tutte le tasse evase sinora con la creazione di euro dal nulla non contabilizzata? Questo sì che è un regalo enorme al cartello bancario privato !]

Scusate l’insistenza e la lunghezza, ma riteniamo questa sia una questione cruciale per il M5S.

[Nota: questa è una questione cruciale per il PAESE. Nel tempo che occorrerà per discutere ed attuare la LUNGIMIRANTE riforma di attribuire tutto il potere di creazione di denaro esentasse alla banca centrale privata, le banche continueranno a falsare i bilanci e a non pagare le tasse, che ammontano ad oggi a qualcosa come 600 miliardi di euro di tasse evase all'anno ! No comment.]

Ciao
Fabio

sabato 7 novembre 2015

IASSEM: Messaggio a Marco Scurria sulla risposta di Draghi

sabato 7 novembre 2015

IASSEM: Messaggio a Marco Scurria sulla risposta di Draghi

Salve,

ho letto la risposta di Draghi alla Sua interrogazione: "...il Consiglio direttivo della BCE ha deciso che le passività associate al valore totale dei biglietti in euro emessi sono attribuite alla BCE e alle banche centrali nazionali in base allo schema di distribuzione delle banconote"

Vedi:
http://www.marcoscurria.eu/wp-content/uploads/2013/07/risposta-draghi-a-scurria.pdf

E' importante perché tale decisione contabile viene stabilita NON da organismi contabili internazionali, ma per così dire "in casa".

La postazione al passivo del controvalore facciale delle banconote ha senso solo se la tesoreria del corpo sovrano, dall'altra parte, posta una voce all'attivo del tipo: "Signoraggio sull'emissione monetaria della banca centrale" CHE DEVE CORRISPONDERE alla voce passiva della banca centrale, ma ciò non avviene.

Altrimenti, come evidenziato da Wilelm Buiter (2007) si tratta di false passività a cui evidentemente corrispondono profitti occultati.

Vedi:
Seigniorage, Willem H. Buiter, NBER Working Paper No. 12919, February 2007, JEL No. E4,E5,E6,H6
http://www.nber.org/papers/w12919.pdf

Nella fattispecie, tali profitti occultati da parte di Bankitalia sull'emissione di banconote in euro assommano ad oggi a 170 miliardi di euro (170.306.028.370 al 30 settembre 2015)

Vedi:
http://sdw.ecb.europa.eu/quickview.do?SERIES_KEY=195.BKN.M.U2.NC10.B.ALLD.AS.S.E

Cordialmente,

Marco Saba, Istituto di Alti Studi sulla Sovranità Economica e Monetaria - Via Bartolomeo Eustachi 31 20129 Milano Tel +3902 868 801 Cell. 331 334 1239

Per la moneta bancaria legale, ci stanno eliminando gli spiccioli

Incredibile ma vero

Le banche italiane dovrebbero sottostare a un obbligo di verifica della contraffazione delle monetine, che in alcuni casi rischia di essere troppo caro (ai sensi della normativa in GU http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/06/11/15A04476/sg;jsessionid=Ue38DB2Iz-76oOKgAg-k6A__.ntc-as1-guri2a che Gianluca Monaco​ ha trovato e ringrazio).



Quindi si rischierà di trovare sempre di più avvisi di questo genere DI RIFIUTO DEL CONTANTE.

Ma qua dovrebbe sorgere una questione di diritto:

I contanti non sono moneta legale? E la moneta legale non è quella moneta che non si può rifiutare per l'estinzione di un debito o un pagamento?

Quindi le banche con quale diritto si permettono di rifiutare le monetine, che come abbiamo viste sono coniate dallo Stato a un valore di conio già strozzinato dalla BCE rispetto a tutti gli altri paesi UE tranne la Grecia ?(cfr.http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=CONIO+MONETINE)

e i cui costi di conio e di stoccaggio sono già molto elevati, e il cui valore nominale è messo al passivo finanziario dello stato patrimoniale dello Stato (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2015/11/conio-monetine-al-passivo-finanziario.html )?

Questa è la prova provata che il sistema bancario italiano ci sta strozzinando, sicuramente per conto di altri, quelli che ci stanno comprando.

COLPEVOLI E CRIMINALI, NON ESITANO A INFRANGERE LA LEGGE.

Come non pensare che ciò faccia parte del piano di enforcement o imposizione del corso forzoso della moneta bancaria che è già DE FACTO, moneta legale, in quanto:

1. lo Stato DEVE accettarla in pagamento dei suoi bond
2. le banche non ti pagano mai tutto il mutuo in contante anzi te lo pagano in deposito

Chi decide cos'è la moneta legale? Ho spulciato un po' i testi legislativi, di cui i trattati UE, ma non ne risulta alcuna definizione univoca, anzi l'argomento è lasciato in sospeso se non "sottinteso". Il perché è facile intuirlo: perché si preferisce la politica del fatto compiuto, poi le definizioni giuridiche e gli atti politici SEGUIRANNO.

Lo scopo è quello di farci sparire il contante, poco tracciabile, per metterci nudi e crudi nelle fauci della grande banca, con microchip sottocutaneo incluso, e un bel vaccino per preventivamente demograficamente controllarci.

Questo è il piano, troppo facile da vedere per chi ha occhi per vedere. Non voglio innervosire nessuno ma da anni voglio unire perché noi siamo il potere, noi abbiamo il potere, ci addormentano per farcelo dimenticare, ci abbindolano con la semantica, i sofismi, la retorica e la paura.


Nforcheri 7/11/2015

Il miracolo della Madonna dei debitori: una Banca onesta e il perdono de...

Conio monetine al passivo finanziario del Conto dello Stato

Nel rendiconto del Conto del Bilancio e del Conto del Patrimonio dello Stato, anno 2014, trovo la prova che anche per le monetine - di cui adesso sappiamo che sono ingiustamente e iniquamente razionate all'Italia dalla BCE (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=conio+monetine )
la cui decisione di conio valore non è proporzionale né alla demografia del paese, né al suo PIL, né tanto meno alla sua partecipazione nel capitale della BCE ma soltanto alla volontà degli strozzini di strozzinarci - valgono le stesse prassi contabili che per banconote e moneta bancaria: le monetine sono segnate al passivo dello stato patrimoniale, esattamente come le banconote, esattamente come la moneta deposito o moneta bancaria.




Scopro che vi sono costi di stoccaggio non indifferenti:







Nforcheri 7/11/2015

Riferimenti

https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/1004/1018/html/index.it.html


giovedì 5 novembre 2015

Carlo Sibilia (M5S): "Le Banche sono i veri evasori di questo paese"





Intervento dell'On. Carlo Sibilia in occasione della Ratifica ed esecuzione del Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, con Protocollo aggiuntivo, conclusa a Roma il 9 marzo 1976, così come modificata dal Protocollo del 28 aprile 1978, fatto a Milano il 23 febbraio 2015. (C. 3331)

Camera dei Deputati, 4 novembre 2015 http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0515&tipo=stenografico#sed0515.stenografico.tit00070.sub00030.int00120 (...)   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Sibilia. Ne ha facoltà.   

CARLO SIBILIA. Grazie, Presidente. Diciamo che questo sistema del debito e dell'interesse oggi ci porta ad avere l'Italia a 2.274 miliardi di euro di debiti, 107 miliardi soltanto di interesse annuo: questi numeri sono i numeri dell'economia guidata dal mercato, la politica che si assoggetta al mercato e che muta proprio i concetti base dell'economia, facendo diventare risorsa ciò che risorsa oggi non è.
Se non vi è acqua, l'acqua è una risorsa, e quindi vi è una crisi idrica e siamo al cospetto di una crisi. L'acqua è una risorsa. Se non vi è aria, siamo al cospetto di una crisi, perché l'aria è una risorsa; se la inquiniamo e c’è sempre meno aria salubre, siamo al cospetto di una crisi. Se vi è poco suolo, vi è una crisi; vi è consumo di suolo fatto dell'uomo e vi è una crisi. Quando c’è poca moneta, non vi è una crisi, perché la moneta è uno strumento che viene creato. Quindi, non è possibile che si abbia una crisi economica dettata dalla poca circolazione di moneta, visto che la moneta viene creata dall'uomo, non è una risorsa naturale.  
 Quindi, quello che mi piace sottolineare è che spesso di questi argomenti non si parla e, quando siamo davanti a questo genere di ratifiche, viviamo quel sistema di silenzio assordante che è quello dei media di regime, italiani, chiaramente, perché sia la Reuters sia il Corriere del Ticino hanno dato notizia che il 31 ottobre scorso, avendo raccolto le 100 mila firme necessarie, la Svizzera terrà un referendum avente per oggetto l'iniziativa popolare federale «Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale svizzera (Iniziativa Moneta Intera)».   

Questo referendum che dovrà tenersi entro i prossimi cinque anni prevede di togliere alle banche commerciali il potere di creare moneta elettronica dal nulla, concentrando tale facoltà alla Banca centrale svizzera, in modo che il relativo profitto derivante da tale emissione vada a vantaggio dei cantoni invece che dei banchieri privati come oggi avviene esentasse (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Infatti, voglio ricordare che in molteplici assemblee di primari istituti bancari alle quali ho personalmente partecipato, sia nel 2014, che nel 2015, ho avuto modo di ascoltare interventi ben documentati e finalizzati alla richiesta della contabilizzazione nell'emissione di denaro bancario secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS, ovvero che il denaro, all'atto di emissione, fosse contabilizzato nell'attivo di cassa, prima di essere impiegato, in modo tale da poterne tassare il relativo profitto cioè la rendita monetaria effettiva che deriva dal creare denaro gratis.
Succede questo oggi: le banche private, quando vi concedono un prestito, creano questa moneta, nel momento in cui la creano la logica vuole che all'interno dei loro bilanci bancari questa voce venga considerata all'attivo, ma nelle banche, nei bilanci bancari, questa voce non c’è ! Soldi spariti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)  ! I soldi spariscono ! Vi starete chiedendo cosa c'entra con questa ratifica ? Questo problema riguarda direttamente anche gli Accordi bilaterali sull'imposizione fiscale, perché la domanda sorge spontanea signori: le banche del Paese estero che hanno filiali nel nostro Paese, in Italia, dove dovranno pagare la tassazione sulla creazione di denaro che avviene nel nostro Paese prima che tale potere venga centralizzato dalle rispettive banche centrali ? Viceversa se le nostre banche creano danaro dal nulla nelle filiali o nelle partecipate estere, dove si tasseranno i relativi profitti ? Allora, stiamo parlando del vero sommerso, signori, altro che le cooperative di Buzzi e Carminati, con questo giochetto le banche private occultano una roba di 800 miliardi all'anno. Questi sono i grandi evasori e di questi che ci dobbiamo occupare. Questo è il vero accordo bilaterale. La vera lotta all'evasione va fatta nelle banche perché loro sono i veri evasori di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Banche private che non vengono controllate. Abbiamo persone come Visco che hanno ricevuto degli avvisi di garanzia, c’é gente come Vegas della Consob che non vigila assolutamente da nessuna parte altrimenti non avremmo degli scandali come quello del Monte dei Paschi di Siena. Quindi, oggi possiamo raccontarcela in tutte le salse, cari signori, che stiamo abolendo le doppie imposizioni, che siamo agevolando la lotta all'evasione fiscale, ma non è così. Finché non attaccheremo il potere delle banche di poter creare la moneta dal nulla, e non ce la prenderemo noi cittadini per poter utilizzare questi soldi tassati per il benessere dello Stato, quindi con il reddito di cittadinanza, con il finanziamento alle piccole e medie imprese, non andremo mai da nessuna parte. Noi affronteremo il problema e voi, sicuramente, non lo state facendo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

martedì 3 novembre 2015

La moneta bancaria: dal valore indotto al valore autoreferenziale



Con tutto il rispetto rimasto intatto di chi scrive per il professore Giacinto Auriti, dobbiamo constatare che la ricerca è andata avanti e che dalla sua teoria del valore indotto della moneta(1), adesso possiamo distinguere la moneta bancaria - quella virtuale dei depositi - dal resto della moenta, per la sua particolarità di non essere solo misura del valore (unità di conto) e valore della misura (riserva di valore) ma anche registrazione - contabile - di tale valore e nel contempo tale stesso valore !!!

Fino a oggi tutti hanno sostenuto che la moneta ha valore a prescindere dal suo supporto - cartaceo, metallico, plastico, elettronico - e che tale supporto non cambiava niente al valore indotto della moneta di cui parla Giacinto Auriti​.

Ma io aggiungo in realtà che la moneta bancaria ha questa peculiarità: che è anche contabilità di sé stessa, contrariamente alla banconota, alla monetina, all'assegno.

Questa particolarità la chiamerei la caratteristica riflessiva o autoreferenziale della moneta bancaria, per di più emessa con il gioco contabile della partita doppia dalle banche private e dalle banche centrali.

Quella della partita doppia è altro aspetto sottaciuto: secondo me è alla base della truffa, poiché la moneta nasce con un pareggio di bilancio - falso - derivante da una partita doppia in pareggio mal interpretata, giacché non azzera più i debiti e i crediti con i relativi rimborsi e incassi, ma un finto debito - il deposito - con un vero credito - il (finto) mutuo, mentre il mutuatario, che sia il cittadino o lo Stato, avrà un vero debito (e un finto credito), da rimborsare tutto, sempre in una finta partita doppia a somma negativa. Tale effetto si ottiene con il falso contabile che mette al passivo la creazione monetaria di cui abbiamo parlato in altri articoli (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=falso+contabile) e di cui peraltro Auriti era ben consapevole.

Secondo la mia opinione, laddove i seguaci di Auriti ripetono che il valore della moneta nasce per accettazione - verissimo, sia pur accettazione forzosa e forzata - e che quindi bisogna dichiarare la moneta proprietà del portatore, essi dimenticano che anche per Auriti il fatto contabile era importante e omettono quindi di dire che se il fatto contabile non combacia con la dichiarazione giuridica di proprietà al portatore, ciò non servirà a rendere la moneta veramente proprietà del portatore.

Comunque sia oramai siamo nell'evidente situazione paradossale di proprietà giuridicamente dichiarata della moneta bancaria alla banca, con l'articolo 1834 che dichiara la banca proprietaria dei nostri depositi - e relativi conseguenti logici bail-in - ma di cui contabilmente la banca si dichiara debitrice, al passivo, un debito che ci presta a noi: ma essendo il prestare prerogativa del proprietario, come diceva Auriti, la banca non dovrebbe potere  accumulare la qualità di proprietaria e di debitrice della cosa prestata contemporaneamente, a meno di imporci la situazione del paradosso del mentitore, quel paradosso cioè in cui una dichiarazione non può essere definita né falsa né vera poiché chi la enuncia ad esempio è incluso nel paradosso. Dichiarandosi la banca sia debitrice - contabilmente - sia proprietaria - giuridicamente - della moneta emessa/deposito siamo vicini a quella situazione descritta da Aristotele quando si chiede se sia possibile giurare di rompere il giuramento che si sta prestando od ordinare di disobbedire all'ordine che si sta impartendo, si tratta cioè di quelle dichiarazioni paradossali che confondono tra uso e menzione, un paradosso di tipo autoreferenziale in cui chi fa la dichiarazione non può fare fede e la cui veridicità andrebbe annullata, non accettata.

La banca mettendo al passivo la moneta prestata quando dichiara di erogare un prestito di tale moneta è quindi come quando io dico: Io sto mentendo. Non è possibile sapere se è vero o falso perché tale dichiarazione è autoreferenziale.   Lo stesso dicasi per il mutuo erogato da una banca che dichiara di prestarti i soldi mentre tali soldi non li ha, ma te li deve, per definizione contabile: quindi le dichiarazioni di mutuo di una banca, per dirla con Crisippo sulle frasi paradossali (cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_mentitore)  "non si deve dire che esse dicono il vero e (neppure) il falso; né si deve congetturare in un altro modo, cioé che lo stesso (enunciato) esprima simultaneamente il vero e il falso, bensì che esse sono completamente prive di significato" ovvero sia giuridicamente NULLE. 

Per chiarire il paradosso bisognerebbe distinguere le due cose e scegliere: o la banca non è proprietaria ma vera debitrice, in tal caso le banche sono tutte fallite, o è proprietaria vera e finta debitrice, in tal caso le banche sono tutte falsarie.

Per chiarire il paradosso bisognerebbe anche esplorare ed operare la distinzione tra chi tiene la contabilità da chi emette/crea la moneta, e poi soprattutto separare le scritture contabili stesse dalla moneta stessa, la scrittura contabile andrebbe cioè non considerata moneta come lo è attualmente. 
  
Alla luce della teoria del valore indotto della moneta si capisce anche facilmente che tale valore che le banche ci prestano segnandolo come un loro (falso) passivo in realtà lo succhiano da chi accetta tale falsa moneta, perché siamo noi con il nostro valore intrinseco e prodotto ad avvalorare tale falsa moneta. Una prassi che deriva dallo slittamento di una concessione - la concessione dell'emissione dei NOSTRI soldi - a quello di CESSIONE, la cessione della nostra sovranità monetaria e sovranità tout court.

Slittamenti semantici che avvengono a cascata a partire da quel paradosso del mentitore, con rovesciamenti dei significati o contraddizioni,  ed è così che l'agency/concessionario diventa il dominus, o che per dirne un'altra la corporazione diventa la Corporation.... e così via dicendo.

Nforcheri 3 novembre 201 5

(1) "valore indotto della moneta": il valore della moneta ha valore solo per accettazione, se la moneta non viene accettata rimane mero simbolo. Il fatto è che tale accettazione è forzata e imposta. 


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