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mercoledì 11 marzo 2015

PER (IL) DONO: LA PARABOLA DEL SERVO SPIETATO


I banchieri meriterebbero la stessa punizione del servo spietato che non condona i debiti. Poiché nel mondo, nel potere terreno, dovremmo essere NOI i SIGNORI essendo che "la sovranità appartiene al popolo", chiunque abbia la delega della produzione moneta dovrebbe essere al servizio di NOI SIGNORI/SOVRANI, e dovrebbe SERVIRCI non SERVIRSI e, soprattutto condonare tutti i debiti INDEBITI derivanti dal semplice potere di battere moneta; se i banchieri vogliono essere condonati DEL LORO DEBITO IMMANE NEI NOSTRI CONFRONTI, devono quindi per prima cosa cancellare il DEBITO FRAUDOLENTO che rivendicano da NOI SOVRANI e dagli STATI presuntamente SOVRANI.
Si legga a proposito la Parola di Matteo  18,21 e la parabola del servo spietato:


Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». 22E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.Parabola del servo spietato23A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. 24Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. 25Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. 26Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. 27Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. 28Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! 29Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. 30Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.31Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. 32Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. 33Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? 34E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. 35Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello».

Non vale forse la pena di ristabilire un po' di Paradiso in Terra, così in Cielo come in Terra?

N. Forcheri 11/03/2015 
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