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sabato 16 maggio 2015

Iniziativa parlamentare svizzera per l'Istituzione dell'assegno universale

10.422 – Iniziativa parlamentare 


Depositato da
Data del deposito
18.03.2010
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato delle deliberazioni
Liquidato
 

Testo depositato

In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:
La Confederazione istituisce un assegno universale o reddito di esistenza sufficiente versato incondizionatamente, ossia senza giustificazione di risorse, a ogni individuo, dalla nascita alla morte, per il solo fatto che esiste.

Motivazione

L'assegno universale designa il versamento di un reddito unico a tutti i cittadini di un Paese, a prescindere dalle loro entrate, dal loro patrimonio o statuto professionale. Tale reddito permetterebbe a ognuno di soddisfare i propri bisogni primari (nutrimento, abitazione, vestiario o taluni beni culturali di base) e lascerebbe l'individuo libero di condurre la sua vita come meglio crede.
Questo assegno dovrebbe permettere a ogni persona di perseguire le sue attività non commerciali nell'ambito della vita associativa e di creare ricchezze non valutabili in termini monetari, utili alla ricomposizione del tessuto sociale, ossia a stabilire un rapporto non commerciale con i suoi simili.
Per quanto riguarda il singolo cittadino, questo reddito di base assegnato a ogni individuo per il solo fatto che esiste, calcolato sulla base della ricchezza prodotta dal Paese e cumulabile con gli altri redditi da attività lucrativa, si sostituirebbe ai redditi di trasferimento esistenti.
Per la collettività, questo nuovo modo di distribuzione del reddito, perfettamente trasparente e semplice da applicare e da controllare, assicurerebbe un'uguaglianza perfetta fra tutti i cittadini. Ne concretizzerebbe l'appartenenza alla comunità umana ed esprimerebbe il riconoscimento della dignità di qualsiasi persona. La sua accumulazione con gli altri redditi sopprimerebbe lo svantaggio delle soglie di povertà senza peraltro costituire un disincentivo al lavoro, dato che qualsiasi attività remunerata genererebbe un reddito supplementare.
La collettività riconoscerebbe in tal modo il valore economico e sociale del lavoro gratuito, di quello domestico in particolare, e per di più esonerebbe la società da importanti costi per infrastrutture e servizi particolarmente onerosi da fornire alle persone.
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