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giovedì 30 luglio 2015

La doppia faccia della moneta, obbrobri del Codice Civile e conseguenze demenziali. NF

Ringrazio Fabio Conditi, e il dialogo con lui aperto qualche tempo fa, per avermi segnalato all'attenzione l'articolo 1834 del Codice civile che così recita: 


Dispositivo dell'art. 1834 Codice CivileFonti → Codice Civile → LIBRO QUARTO - Delle obbligazioni → Titolo III - Dei singoli contratti (artt. 1470-1986) → Capo XVII - Dei contratti bancari → Sezione I - Dei depositi bancari

Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla (1) nella stessa specie monetaria (2), alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l'osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi (3). Salvo patto contrario, i versamenti e i prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la quale si è costituito il rapporto (4).
Note(1) Si tratta di deposito irregolare, con il quale il depositario diviene proprietario del bene ed è obbligato alla restituzione del tantundem eiusdem generis. Di solito tali operazioni vengono eseguite in un conto corrente: si applicano, quindi, anche le relative norme (1852 ss., 1857 c.c.).
(2) La banca è debitrice del depositante: pertanto, se il deposito è fatto in valuta estera essa ha facoltà, alla scadenza, di liberarsi corrispondendo quanto dovuto nella moneta avente corso legale ovvero nella moneta estera depositata (1278 c.c.).
(3) Il preavviso costituisce un onere a carico del depositante.
(4) Quasi sempre, tuttavia, le parti si accordano per consentire i depositi ed i prelevamenti anche in filiali diverse da quella di conclusione del contratto.

Tale articolo è citato da alcuni economisti per sostenere la tesi che la moneta bancaria sia tutta un debito bancario nei nostri confronti mentre io sostengo invece, con Auriti e altri autori, che essa sia un falso debito o una falsa cambiale, falsamente registrato contabilmente, oltre ad assumere la funzione di strumento di pagamento ovverosia di moneta. Così come dopo la fine del golden standard, con le banconote "pagabili a vista al portatore", esse smisero di essere un debito in oro della banca al portatore, così la moneta bancaria presto non sarà più un debito della banca al depositante, essendo che le banche sono già insolvibili in contante, che rappresenta unicamente il 2% della moneta totale. 

Se è un falso debito, significa che vi è falso contabile e quindi truffa. Costoro invece, pur volendo strappare l'emissione monetaria alle banche si ostinano a non riconoscere o a non vedere la citata truffa.

Una truffa già spianata dall'articolo del cc che riconosce la banca già "proprietaria" del deposito dei nostri (?) soldi che non può che portare come logica demenziale conseguenza alle soluzioni di confisca dei conti come a Cipro, o come oggi in Grecia, o come fece Amato e come succederà apertamente a breve sui nostri conti  con il bail e in quel che succede tutti i giorni occultamente con commissioni nascoste, anatocismo e altra usura, in caso delle "finte" difficoltà o indotte dal sistema piramidale bancario...

Quindi la banca diventa PROPRIETARIA dei nostri depositi, e lo stesso codice specifica che trattasi non già di una "proprietà irregolare" bensì è il deposito a essere irregolare (sic!!!): attraverso il solito rovesciamento di valori, il nostro codice dimentica che un deposito regolare è per definizione proprio quello che va restituito su semplice richiesta del depositante. Qua dal deposito si passa alla proprietà. Siamo nel paradosso che pur di non dichiarare la proprietà della banca "irregolare" viene dichiarato il legittimo regolare deposito "irregolare".  Una difesa spudorata e viscerale della banca. Un articolo che andrebbe subito corretto in senso di sovranità popolare e di tutela del diritto di proprietà privata dei depositanti, ossia di tutti i cittadini e nel senso della difesa indefessa dell'istituto del deposito il quale non può trasformarsi in proprietà del depositario.

Ma per chi insiste, come costui o come Cobraf alias Zibordi nel video di ieri (cfr. http://www.byoblu.com/post/2015/07/28/la-creazione-del-denaro-marco-saba-vs-giovanni-zibordi.aspx- a dire che la moneta bancaria/creditizia è tutta un debito della banca, rispondo che continua a negare la duplice natura della moneta odierna, che è sì un titolo di debito o pagherò della banca ma solo contabilmente,  ma è anche e soprattutto uno strumento di pagamento ossia moneta a tutti gli effetti. Costoro continuano a confondere il contratto di deposito con il contratto di mutuo - esattamente come fa il sistema bancario per truffarci -  e in particolare il momento del deposito dei soldi del cittadino in banca - messo a repentaglio dall'articolo di cui sopra - con il momento di erogazione del prestito della moneta (bancaria) coincidente con la creazione monetaria/erogazione allo Stato e allo società attraverso rispettivamente lo swap-scambio di titoli del debito dello Stato e l'ipoteca dei nostri beni per la creazione/erogazione monetaria individuale in banca.  Che poi anche i titoli del debito pubblici sono un'ipoteca sui nostri beni, pubblici e privati, dalla riscossione certa e assicurata per il sistema bancario.

La conseguenza logica di tale asserzione, è semplicemente la negazione del reddito monetario dell'emittente e della sovranità scippata ai popoli dalle banche perché se all'origine della creazione della moneta bancaria vi fosse veramente - secondo la concezione dei vari finti riformatori - lo scambio di un vero debito bancario (la moneta bancaria) con un debito di Stato (i titoli di Stato), allora vorrebbe dire che i due debiti si annullerebbero e alla restituzione i numeri si cancellerebbero e la banca intascherebbe unicamente gli interessi, teoria sposata anche dai vari MMT, keynesiani vari e altri finti specialisti della moneta.

Tutto giusto tranne per un piccolo neo: che la società li sborsa veramente quei soldi sudati, il capitale, quindi i vari specialisti ignorano la natura convenzionale del valore della moneta, valore indotto per accettazione, per dirla con Auriti, poiché i simboli scritturali della moneta acquisiscono valore solo perché li accettiamo come un contratto sociale giuridico di cui possiamo prevedere l'utilizzo futuro  come strumento di pagamento/moneta dal potere di acquisto più o meno sicuro. Quindi mentre la banca emette solo i simboli numerici con un click, dietro ai titoli del debito a copertura di detti simboli vi è il nostro debito vero e i nostri beni reali, materiali e anche immateriali, frutto del nostro lavoro e del nostro valore umano. Così mentre i titoli di stato sono veramente coperti dalla nostra ricchezza, la moneta bancaria si può dire che è coperta solo dalla nostra promessa a rimborsarne il (finto) debito bancario. 

Scegliere di dichiarare la moneta bancaria unicamente debito della banca significa quindi fare il gioco della banca in quanto tale debito non viene mai da essa rimborsato, tranne occasionalmente e per l'esempio del contratto di deposito in cui essa è tenuta a "rimborsarlo", o a restituirci quello che ci dovrebbe appartenere, in qualsiasi momento. Tale obbligo di messa a disposizione dei "nostri" soldi in deposito che per l'articolo di cui sopra sono entrati nella proprietà della banca, varrà per i contanti ancora per poco poiché tutti sappiamo che il sistema bancario non ha la copertura in contanti per rimborsarlo essendo che il contante rappresenta unicamente il 2% della M totale, secondo il rapporto della BoE di febbraio scorso.

Il progetto di moneta elettronica che è in atto punta proprio a questo: all'appropriazione indebita di tutta la nostra moneta e ai nostri "valori" da parte del sistema bancario in modo che esso non sarà più costretto a rimborsare neanche in contanti i nostri depositi esattamente come non fu più costretto a rimborsare in oro le banconote.


Quando si dice debito bisogna specificare il debitore e il creditore, e sempre nell'ipotesi univoca di codesti finti rivoluzionari (che seguono come la bibbia i manuali contabili delle banche) secondo cui la moneta bancaria sarebbe un vero debito bancario nei confronti della società, ci si trova quindi nella situazione bizzarra di un debito bancario scambiato con un debito dello Stato, e appurato secondo la detta ipotesi che il debitore di tale debito bancario sia la banca, il creditore dello stesso invece chi  sarebbe? Non risulta essere lo Stato, visto che lo Stato non solo non può farsi rimborsare tale debito ma tale debito anzi se lo deve acquisire con altri titoli del debito (e se lo deve acquisire non già perché è solo debito ma è anche strumento di pagamento cioé moneta). Apparentemente non siamo neanche noi, anche se lo dovremmo essere, ma stiamo parlando del sistema attuale di moneta, e se noi fossimo i creditori ce ne accorgeremmo, mentre quello che noi sappiamo è che siamo per nascita e per definizione, in questo sistema truffa, i debitori/pagatori di ultima istanza.

Essendo che laddove esiste un debito esiste ipse facto un credito e un creditore, ci troviamo di fronte a un creditore fantasma ma che noi possiamo asserire essere i controllori occulti delle banche emettitrici di tale debito/moneta che oltre a controllarne la quantità - prerogativa sovrana che dovrebbe essere del sovrano e o del popolo sovrano - ne incamera il valore. Perché come ci dice Auriti, la banca che ci presta il suo debito si comporta da proprietaria di tale presunto debito che poi al momento della restituzione è vera moneta (sonante!). 


Con l'ipotesi univoca della moneta bancaria in quanto (vero) debito si arriva al paradosso, ma non l'unico, che la banca sarebbe al tempo stesso debitrice e creditrice della stessa. Solo che visto che tale debito non viene mai rimborsato dalla banca, primo perché sebbene l'obbligo di rimborso del deposito sia sancito dall'articolo di cui sopra, tale  obbligo è invalidato dalla sua qualità di proprietaria sancito dallo stesso articolo, secondo perché la banca è illiquida per via della esigua percentuale di contanti esistenti rispetto alla MB, terzo perché tale debito, dopo acquisizione da parte dello Stato con i titoli viene da esso - da noi! - rimborsato con la retribuzione e il riscatto dei titoli del debito, si può tranquillamente affermare che tale debito della banca - per i depositi ma soprattutto per la creazione di moneta di stato - è un falso debito, annullandosi nello stato patrimoniale come debito (deposito) e credito (titolo di credito), e mai segnato come creazione ex nihilo nel conto economico. 

C'è ancora gente che non capisce che se la contabilità in origine è falsata, lo sarà anche al rimborso del debito dove apparentemente i conti si pareggiano e si annullano.

Ed è così che codesti finti riformatori, che vorrebbero far credere di appartenere al  M5S, un gruppo di una trentina di ricercatori, non ha appurato le basi logico-giuridiche della loro osservazione dei fatti, perché si basano sulla premessa sbagliata che la tecnica di contabilità bancaria poggi su principi corrispondenti alla realtà, che non è poiché la stessa contabilità non segna la creazione dal nulla di tale moneta (cfr. Werner http://leconomistamascherato.blogspot.it/2015/01/richard-werner-evidence-of-money.html?q=Werner).

E sapete perché?
Perché la contabilità bancaria si basa sul pareggio dei conti, la partita doppia (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2015/05/lorigine-della-contabilita-di-oggi.html e sull'assunto che la moneta dev'essere assolutamente coperta, come fosse ancora una moneta/oro, quindi non essendo più coperta dall'oro, tale copertura è stata sostituira contabilmente dal nostro debito rappresentato dai titoli sovrani e i nostri mutui. I quali rappresentano a tutti gli effetti una moneta scambiabile tra banche e strumento di pagamento - cioè moneta vera e non solo debito - in grado di comprarci - anzi espropriarci visto che non interviene la nostra volontà di cessione - il paese e tutto il patrimonio del paese. 

 Pertanto è falso affermare che la moneta bancaria sia un vero debito della banca nei nostri confronti in quanto è un falso debito da una parte e un vero strumento di pagamento - per convenzione - dall'altro. Un debito della banca acquisito a caro prezzo dalla collettività attraverso i titoli "sovrani" e da noi rimborsati alla banca stessa.

Quindi la moneta bancaria non è un debito bancario, ma un falso debito bancario, una truffa e un vero debito nostro. La moneta bancaria sta alla banconota come la vecchia banconota stava  all'oro. 

Non solo ma è altresì sbagliato basare la contabilità bancaria odierna sulla partita doppia che da una parte è stata interpretata ed è slittata verso la compensazione bancaria, dall'altra costringe alla "copertura" della moneta, copertura che trae origine dalla moneta oro, quando confondendo il mutuo e il deposito i banchieri crearono la banconota come debito in oro.

Ed è sbagliato perché trovandoci in teoria in un regime di moneta fiat, basata sulla fiducia e la convenzione, nonché sulla creazione senza riserva e copertura, è del tutto desueto e non pertinente contabilizzarla come se fosse moneta/oro, e l'unico criterio di creazione monetaria dovrebbe essere il valore umano che siamo, il valore umano che vogliamo creare e il nostro IMPEGNO a crearlo, cioé il nostro IMPEGNO a rispettare la PROMESSA che detta moneta dovrebbe rappresentare all'origine: la promessa di impegnarci a creare quel determinato valore incorporato simbolicamente in detta moneta (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2015/06/la-moneta-come-contratto-sociale-di.html)


Nicoletta Forcheri giugno-luglio 2015

Altri riferimenti
http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/05/delle-illegalita-nella-gestione-attuale.html

http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/09/il-sistema-del-fake-fiat-money-nf.html

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