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Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

sabato 12 settembre 2015

Saba, Juncker e la partita doppia

E' giunta la risposta dell'ufficio di Juncker, Presidente della Commissione europea, alla lettera di Saba del 18 agosto (An Open Letter to Jean Claude Juncker) (1).

Saba in tale lettera  chiede l'opinione della Commissione europea sull'anomalia della contabilità bancaria che prevede di segnare la creazione monetaria come passivo/pagherò anche se tale moneta (bancaria/elettronica/banconote) non è più coperta dalle riserve auree e quindi non essendo convertibile in oro non costituisce più un pagherò/debito della banca; ravvisa una frode nella contabilità bancaria che fa coincidere l'atto di creazione monetaria dal nulla con la moneta segnata nei depositi dei clienti - come passivo della banca - e ribadisce che tale moneta "deposito" o elettronica andrebbe, come per le cassette di sicurezza o gli altri istituti finanziari, separata dalla contabilità bancaria trattandosi di asset/beni dei clienti. Questo il contenuto della lettera.
Del resto se le banche commerciali seguissero le regole IFRS (principi internazionali di informativa finanziaria), tale moneta creata dal nulla andrebbe forse segnata nei flussi di cassa del conto economico come entrata creata a vantaggio della banca (e poi prestata sempre a suo vantaggio), mentre la proprietà dei depositi dei clienti andrebbe tutelata in modo da non rientrare nella proprietà della banca, contrariamente a quanto sancito all'art 1834 del Codice civile (cfr. 2) che dichiara di proprietà della banca tutti i depositi (cfr. 3). (Ma la proprietà privata non doveva essere tutelata dalla Costituzione e non era un principio fondante delle nostre cosiddette democrazie capitaliste?) (cfr.4)







Essendo che la definizione di asset/attivo secondo quanto riportato da Michael Shemman, 2015 (cfr. 5), ma non solo, seguendo le norme IFRS è :
a) una risorsa controllata da un ente,
b) risultante da un avvenimento passato,
c) da cui si possono trarre flussi di utili futuri per l'ente

ed essendo che secondo i principi di contabilità dello IASB (Comitato per le norme contabili internazionali) (cfr. 6) un asset o un attivo non può risultare dalla promessa di un ente fatta a sé stesso, allora si può dire che un asset da promessa di pagamento (mutuo)  ottenuta a vantaggio della banca senza un avvenuto evento precedente che lo abbia creato non può rientrare nella definizione di asset/attivo secondo  le norme dell'IFRS, visto che manca l'avvenimento precedente poiché esso stesso è l'avvenimento: contabile. E a maggior ragione se tale promessa di pagamento non viene quasi mai onorata dalla banca (cfr. 7)

L'espressione di creare moneta dal nulla è quindi come dice Michael Shemman in Putting a Stop to Fictitious Bank Accounting (2015), esatto, e dovrebbe essere nullo l'attivo creato poiché non esiste alcun avvenimento - contabile- precedente la sua comparsa dal nulla. 

Ho già accennato intuitivamente all'origine della frode contabile ravvisandola nella contabilità della partita doppia del XIV (cfr. 8) quando i banchieri fiorentini, genovesi e veneziani, segnavano le colonne del dare e dell'avere e annullavano i debiti e i crediti ad ogni esborso o rimborso risolutorio. Già allora il vincolo era quello di pareggiare le colonne in modo da arrivare alla somma zero, ma tale vincolo aveva un senso fino a quando la partita doppia fu correttamente interpretata nel senso di estinguere il debito o il credito dello stesso ente nei confronti di altro ente o persona.

Anche Shemman sembra sostenere la tesi che il baco della contabilità bancaria sia proprio la creazione monetaria attraverso la contabilità della partita doppia che ne occulta la creazione a vantaggio dell'emittente quando scrive: "La creazione di moneta dal nulla attraverso la partita doppia usurpa il potere monetario del Congresso all'articolo 1, sezione 8 della Costituzione statunitense, cedendolo alle banche private in cambio di niente; lasciando solo il piccolo importo di moneta legale in circolazione, contante per 1 trillione di dollari al governo  mentre le banche creano tutto il resto. I contanti in circolazione sono quella quota di debito della nazione sul quale non vengono pagati gli interessi." [A differenza delle banconote europee, NdR] (cfr. 9).

Tale vincolo di pareggio generale e al momento della creazione monetaria non ha più senso secondo taluni autori per via della inconvertibilità della moneta in oro. Tale inconvertibilità è tuttavia ancora negata dalla BoE (cfr. 10) per quel che riguarda la moneta bancaria, definita da essa teoricamente un pagherò non già in oro ma in contanti sebbene essa stessa, affermando che i contanti costituiscono unicamente il 2% della M totale, si contraddica, constatandone l'inconvertibilità pratica e indicando, tra le righe, la possibilità inesplorata di dichiarare fallite, illiquide e insolventi tutte le banche commerciali, se le banche centrali ne avessero la forza e il coraggio, a riprova del fatto che esse stesse devono soggiacere alla prepotenza del cartello delle banche commerciali, e in particolare delle banche dealer (cfr.11). Sarà una questione di definizioni?

Ma vi è un'altra ragione per cui tale vincolo di pareggio nella partita doppia è fonte di fallimento generale d'ufficio ed è che essa è stata mal interpretata. Le banche hanno smesso ad un certo punto di segnare e pareggiare i rimborsi dei propri debiti nei confronti di altri, e viceversa, nonché le riscossioni dei propri crediti nei confronti di altri, e viceversa, per cominciare a "compensare" debiti e crediti tra di loro: ogni debito e ogni credito ha preso vita a sé stante, staccato dalla sua riserva d'oro, il segno contabile stesso è diventato moneta - inficiando la balla della moneta merce dal valore estrinseco e oggettivo - per andare alla compensazione tra banca e banca. Nacque così la fratellanza e l'autoreferenzialità bancaria?
 (cfr. 12) Compensazione bancaria di segni contabili monetari che quando rappresentano debiti non sono coperti dalla banca, e se non sono coperti dalla banca da chi allora saranno coperti? Domanda retorica.



(tratto da  
 Geoffrey Allan Lee, The Development of Italian Bookkeeping)
Un'altra anomalia della partita doppia adottata dalle istituzioni bancarie è che essa nacque per e nelle piccole aziende mercantili che dovevano segnare le vendite e gli acquisti di merce, i costi e i ricavi, gli aumenti e le riduzioni di patrimonio. Era una contabilità quindi che pareggiava anche con le merci, e che mescolava beni reali con valori monetari. Alla base dell'obbligo di pareggio, infatti, risiede la nozione di copertura dell'ideale con il reale, del valore astratto con la merce. Lo stesso sistema, però, applicato alle banche dove la merce (oro) in realtà fu messa a riserva uscendo dal circuito, ed attualmente è sostituita da fuffa ossia dagli stessi simboli contabili, avrebbe dovuto far venir meno il vincolo di pareggio del sistema bancario perché è come estinguere invece di moneta con merce, moneta con fuffa, promesse non mantenute. Tale vincolo però permane perché è proprio tale finzione della copertura mercantile dei valori monetari con il pareggio a garantire l'occultamento del guadagno del sistema bancario e della sua "regalità" o "sovranità" rubata alla società e/o al Re nei dettagli di una contabilità fittiziamente basata sul pareggio di una partita doppia che si attaglia alle aziende mercantili e non ad istituti la cui produzione "mercantile" non è merce ma i segni contabili stessi. Donde la presunta produzione o l'aumento patrimoniale coincidono con la misura contabile stessa di tale aumento patrimoniale arbitrariamente deciso dai proprietari degli istituti di emissione, ossia le banche.

Dalla digressione intuitiva su alcuni cenni della partita doppia alla breve risposta della Commissione europea alla lettera di Saba il salto è breve, se non brevissimo (cfr. 13): poche laconiche frasi in cui pur negando apertamente la frode contabile, si ammette la regalità/prerogativa delle banche nella creazione di moneta bancaria/elettronica proprio grazie al paravento della succitata malintesa partita doppia (trad mia):



L'attuale gestione contabile nella creazione monetaria da parte delle banche è consolidata e riflette gli accordi contrattuali sottostanti che determinano i termini e le condizioni del rapporto con la controparte in oggetto. Ad esempio, quando una banca eroga un mutuo a un cliente, riconosce il debito del cliente in un conto, segnato come attivo della banca e governato da un accordo di mutuo, e accende un conto deposito del cliente, o un conto corrente considerato passività della banca, e governato anch'esso da un accordo. Il saldo del conto corrente fluttuerà nel tempo a mano a mano che il cliente spenderà i fondi. Nell'UE la prerogativa di tale creazione elettronica monetaria è delle istituzioni di credito sottoposte a requisiti prudenziali che ne limitano l'attività.


Dal punto di vista formale si crea un credito e si crea un debito, ciascuno disciplinato da un accordo distinto, ma correlativi nel pareggio. L'ufficio di Juncker asserisce che il debito della banca cala con la spesa dei fondi da parte del cliente, ma non dice assolutamente che il credito della banca permane. Quindi la banca ha estinto il suo "debito" in quanto ha messo a disposizione - neanche consegnati! (cfr. 14) - i segni contabili creati dal nulla ma il suo credito lo deve ancora riscuotere!! E lo riscuoterà con soldi che il povero cliente non creerà dal nulla ma dovrà sudare con fatica, costanza e sacrificio, quando ci riuscirà.
Oltre il fatto che non essendo quasi mai consegnato tutto l'importo del mutuo in contanti al cliente, potrebbe valere la nullità del contratto di mutuo in virtù del principio che una cosa non consegnata non va rimborsata, cancellare la creazione monetaria bancaria tramite la partita doppia e il finto pareggio iniziale costituisce una priorità assoluta per arrestare l'iniquità e l'impoverimento generale della massa della popolazione, in una percentuale equivalente grosso modo a quella della moneta bancaria: il 98%. Non è sicuramente un caso.

Nicoletta Forcheri 12 settembre 2015

Note




La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

(5) Putting a Stop to Fictitious Bank Accounting, with a Plan to Redeem the UE and Euro Area National Debts, Michael Shemman, 2015 


(6) International Accounting Standards Board Conceptual Famework Asset Definition in Michael Shemman, 2015, ib


(7) N. Forcheri, L'eccezione, maggio 2015


(8) N. Forcheri, L'origine dell'imbroglio monetario attuale?, Maggio 2015

(9) Shemman, ib: "La Federal Reserve crea la sua moneta con alto potere di acquisto esattamente come le 6000 banche commerciali statunitensi creano i loro depositi: con una scrittura contabile doppia. La sola differenza è che la moneta centrale è l'unica moneta legale nel paese mentre la moneta surrettizia delle banche commerciali dipende unicamente dalla fede nel valore dell'attinità bancaria e nient'altro, tranne che la fiducia nella gestione prudenziale delle banche è stata massicciamente tradita con la creazione delle bolle bancarie seguite da crolli e panico da oltre tre secoli, e non accennano a finire."

(10) Bank of England Quarterly, Money Creation in the Modern Economy, February 2014

N. Forcheri, Pagherò o passività: le mezze verità della Bank of England, 21 marzo 2014

(11) Sulle banche dealer e relativo cartello, cfr http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=banche+dealer

(12) N. Forcheri, Alchimia contabile, 20 agosto 2015

(13) Second Reply to my letter to Juncker, 11 Settembre 2015

(14) N. Forcheri, L'Eccezione, 7 maggio 2015

venerdì 11 settembre 2015

Avv Viguier: La Francia arma il terrorismo in Siria e provoca le deportazioni




LA FRANCIA ARMA I TERRORISTI DELL'ISIS e AIZZA LA GUERRA CIVILE, è scritto in una sentenza di un tribunale amministrativo 

L'avvocato Damien Viguier ci parla del processo in appello di lunedì 7 settembre dove su richiesta di 14 vittime siriane dei terroristi Daesh ha denunciato il ministro FR degli Esteri Fabius davanti alla corte amministrativa d'appello di Parigi per i suoi atti nella vicenda siriana.

"Appartengo a un collettivo di avvocati incaricato da civili siriani di chiedere riparazione per i danni subiti. Sono persone che hanno perso famiglia, figli, congiunti, nonni, cugini, fratelli sorelle in massacri sconvolgenti sempre gli stessi. L'attacco avviene sempre dopo la prima preghiera dell'islam, verso le 4 o le 5 del mattino, arrivano nel paese, a casa vostra orde di persone armate di kalaschnikov, drogate, che massacrano, che rompono tutto, che violentano, che rapiscono. Abbiamo 14 civili querelanti, in un primo tempo avevamo inoltrato una denuncia davanti alla corte di giustizia della Repubblica perché Laurent Fabius annunciando come ha fatto che il fronte al nusrah, che è una filiale di al qaeda, faceva un buon lavoro in Siria e lanciando promesse di consegna di armi ai ribelli "moderati", una moderazione che consiste nel massacrare, crocefiggere ecc, e tutti si ricordano di quando ha detto questo: "Sono consapevole della brutalità di ciò che sto dicendo ma Assad non meriterebbe di essere sulla faccia della Terra"... Queste parole devono essere esaminate da magistrati perché ci dicano se costituiscono una provocazione e induzione a commettere omicidi e se la risposta è si, allora la sua è complicità perché tale provocazione è stata seguita dai fatti. Al giorno d'oggi in cui basta a un umanista mettere sulla bacheca di facebook "sono charlie ma sono anche coulibalis" per ritrovarsi condannato in prigione - e ce ne sono state decine di persone imprigionate - non penso che sia completamente fantasioso ritenere che sia ragionevole pensare che sia una questione fondamentale quella di sapere se Fabius sia complice o meno dei jihadisti in Siria,  dal punto di vista strettamente giuridico. La Corte di giustizia della Repubblica, come altre istituzioni promettenti che costituiscono l'orgoglio delle nostre democrazie, contiene dei filtri per mantenere un controllo, filtri costituiti da magistrati che hanno archiviato la denuncia.

Allora abbiamo avviato un altro procedimento per chiedere di render conto allo Stato francese perché lo Stato  francese è responsabile delle azioni gravi e colpevoli compiute dai suoi agenti, secondo un principio amministrativo messo a punto da Leon Blum. Grazie a Leon Blum possiamo citare lo Stato per chiedergli un risarcimento in responsabilità per un  uno dei suoi agenti. La difesa molto articolata è stata espressa dallo stesso Laurent Fabius al tribunale amministrativo dove ha detto: "Non sono stato io, ma è stato lo Stato, quindi quando ho aizzato la guerra in Siria o quando ho dichiarato che al nusrah faceva un buon lavoro non ero io ma era il Ministro degli Esteri francesi."  Io quindi dico davanti alla corte amministrativa di appello che è un doppio crimine, non solo si crea il caos in Siria ma si attribuisce tale orrore all'entità Stato francese, cosa che non si può lasciar passare, perché la conseguenza di ciò è che quando si dice che sono atti che rientrano nella politica estera della Francia, negli atti diplomatici, automaticamente il giudice amministrativo non sarà più competente né la corte amministrativa perché un giudice amminsitrativo non può giudicare la politica estera della Francia. Quindi  due piccioni con una fava...Si respinge la domanda delle vittime civili che non capiscono la decisione e domani poi difenderemo i loro diritti.

Allo stato attuale della giurisprudenza della politica estera della Francia consistente nell'aizzare la guerra civile in Siria, e si noti che è scritto nero su bianco nel giudizio del tribunale amministrativo, si osserva   la fase B dell'operazione che non è neanche la distruzione della Siria ma la distruzione del  vecchio mondo, consistente in queste migrazioni di massa di popolazioni che si possono anche chiamare "deportazioni" perché sono persone che scappano dalla Siria scacciate dal terrore di Al Nusrah, sgozzando metà della popolazione, con un metodo che ricorda molto i metodi utilizzati in Palestina negli anni 40, con massacri  impressionanti mediatizzati per seminare il terrore e per fare in modo che le popolazioni limitrofi riflettano e scappino: così si liberano le terre, rompendo l'unità di nazioni storicamente  importanti, creando degli sradicati. Il problema non è lo sfollamento  ma la dislocazione di entità tradizionali, di famiglie, tribu, popolazioni dal 2011 che è quello che succede in Siria. Oggi vi dicono che intervengono contro lo stato islamico, ma non è vero che si vuole agire sull'ISIS, perché se fosse vero sarebbero già intervenuti da tempo. In realtà questa guerra continua con i peggiori mezzi, Questa è la fase A.

Quindi la fase B è l'immigrazione, un problema di profughi che esiste dal 2011 e faccio una parentesi: abbiamo l'arroganza di dire che oggi i profughi scappano da Al Assad mentre è il colmo dell'ignonimia perché lui è l'unico rifugio da cinque anni contro lo scatenarsi della barbarie e dal caos totale in Siria.

I profughi in Turchia hanno una posizione difficile perché sono controllati da reti jihadiste. La stesssa cosa in Giordania, Non parlo neanche di chi osasse andare in Golan, gli unici che possono andare nel Golan occupato da Israele sono i jihadisti di Al Nusrah dove hanno le loro retro basi, sono curati negli ospedali israeliani da cui poi vengono inviati in Siria a seminare il terrore. Ho un cliente siriano che vive nel Golan che è stato imprigionato per avere detto di avere visto delle ambulanze in Israele che trasportavano terroristi di AL Nusrah in ospedali israeliani per curarli. In Libano ci sono profughi dal 2012 che hanno votato per l'80%  Assad quindi non si può dire che scappano da Assad.

Una volta che si è dislocata la società siriana formando individui atomizzati, vengono trasportati in Europa con un doppio specchietto: il primo, la promessa delle sovvenzioni sociali, sussidi familiari, non voglio parlare male dei profughi siriani ma funziona bene sugli immigrati africani, ecc ecc. Ma c'è un altro richiamo, tipico del "gran capitale" anche se è un'espressione un po' datata, la battaglia tra Merkel e Hollande con Calais ecc è di chi ne prenderà di più perché si sa benissimo che queste popolazioni sradicate permetteranno di far ridurre i salari, di aumentare gli affitti, di alimentare un movimento, si ottengono due piccioni con una fava, si spezza la società siriana e poi con il dramma dello sfollamenti e delle deportazioni, in treno in Germania!, con questo dramma, si dislocano anche le popolazioni occidentali. Quindi c'è una doppia trappola, in cui non bisogna cadere, si cerca in questo movimento di attacco pilotato contro la vecchia Europa, si cerca di rigiocare il vecchio film di  accecare le sensibilità identitarie proiettandole nell'estrema destra, stigmatizzata come poco generosa, aggressiva, piena di odio, razzista, nascondendole gli altarini e risvegliando un istinto di sopravvivenza del tutto legittimo perché molti si rendono conto che siamo aggrediti e in guerra da decenni. Quindi tentano di accecare questa sensibilità per farle assumere il ruolo di estrema destra stupida e orientarne l'odio non già verso i responsabili come  Holllande che dicono che bisogna neutralizzare Assad ma verso i migranti e per provocare negli animi non direi più generosi ma più ingenui e beoti una sorta di riflesso di accoglienza idiota che diventa complice di menti machiavelliche - con tutto il rispetto per Machiavelli -  che si prefiggono di dislocare società occidentali per produrre più utili con una manodopera a buon mercato. Ecco il fenomeno, non ho la presunzione di fare un'analisi completamente documentata ma sorveglio grazie al mio ruolo di difensore dei siriani vittime in Siria del caos, paese dove mi reco a fine mese, sorveglio il loro messaggio che è sempre stato di dire che non è solo la Siria sotto attacco, ma  che è un attacco dalla portata come minimo continentale per non dire mondiale e che siamo presi di mira da questa offensiva anche noi.
Traduzione a cura di Nforcheri 9/11/2015

mercoledì 9 settembre 2015

Siria come Serbia


Cari amici 
Sono qua oggi davanti a voi, fiera cittadina siriana, per descrivervi la situazione del mio paese, che è anche importante per la Serbia.

Siamo sempre stati un popolo amato e rispettato. Prima della guerra la nostra preoccupazione maggiore era la Palestina. Volevamo risolvere i nostri piccoli problemi  rispetto a quelli di oggi, come la corruzione e la burocrazia; non conoscevamo ingiustizia, terrorismo o criminalità. Abbiamo lavorato molto negli ultimi dieci anni e abbiamo fatto grossi progressi. E la cosa più importante è che prima di questa guerra non avevamo profughi siriani.

Avevamo una forte identità nazionale. Quelli che vedete nelle strade di Belgrado diretti verso la Germania o l'Olanda non sono veri siriani. Non fraintendetemi, amo il mio popolo, ma quello che lotta per la Siria, per la nostra patria. 

Si, questi profughi soffrono, ma chi non ha sofferto durante questa guerra? Perché gli altri siriani rimangono e resistono? Se fossero veri profughi sceglierebbero il primo luogo sicuro da raggiungere e non di andare a lottare con la polizia ungherese per raggiungere la Germania. 

Io vi chiedo: se l'occidente non vuole i profughi o non vuole che anneghino in mare, perché non sospende le sanzioni contro il popolo siriano? Un embargo che è già costato alla Siria 143 miliardi di dollari?

Se non è nel programma occidentale [questa immigrazione di massa], perché allora non aiuta i siriani a rimanere a casa aiutando l'esercito siriano a sbarazzarsi dei terroristi e a mettere in sicurezza la Siria? Perché l'occidente non ci aiuta a ricostruire le nostre case distrutte con i soldi che spende per i profughi? Hanno portato via le persone che avrebbero potuto ricostruire il paese. Vogliono spezzare la Siria e il suo popolo. Da una parte, vogliono rubare i dottori siriani e i loro migliori studenti provocando una fuga di cervelli. Dall'altra, le multinazionali vogliono forza lavoro a buon mercato in modo da potere abbassare i salari. 

Ad oggi abbiamo perso 100000 soldati nella lotta contro gli estremisti, ma non vedo l'occidente impietosirsi per loro, per chi ha  dato l'anima per difendere una nazione abbandonando famiglie fiere che hanno bisogno di essere aiutate, invece piange per chi sta cercando di scappare abbandonando il paese, molti dei quali sono jihadisti, per di più pagati migliaia di euro.

Lasciatemi dire che i soldi che una famiglia di cinque persone paga per raggiungere l'Europa è sufficiente per comprare una casa in un'area sicura della Siria, ricominciare una nuova attività e vivere bene. Non sono profughi, sono immigranti motivati economicamente. Dopo 5 anni di guerra la nostra forza navale sta ancora adempiendo ai compiti internazionali. Le nostre coste sono ben difese e non una sola barca con immigranti abbandona le coste. Un'altra tendenza in questi giorni è di far scappare i cristiani dalla Siria, svuotando una delle prime terre cristiane di cristiani...In Siria quello che succede è simile a ciò che è successo in Serbia. Stanno prendendo di mira la nostra identità, la nostra unità e la nostra sovranità.

Voglio sottolineare che la nazione siriana e quella serba sono sempre state amiche, abbiamo una grande e rispettata comunità ortodossa, la Siria non ha riconosciuto l'indipendenza del Kossovo e abbiamo molti nemici comuni. Dovreste sapere che lottando contro i politici che promuovono il nuovo ordine mondiale, gli interessi USA e l'immigrazione di massa, si salvano molte vite e il loro futuro. Siamo più che connessi, gli stessi terroristi albanesi che combattevano in Kossovo oggi uccidono civili in Siria e ciò è permesso dagli stessi politici corrotti negli USA, i loro alleati europei e i loro seguaci in Serbia, e sappiate che questa ondata di migrazione tornerà in Serbia. 

Cari amici, vi chiedo oggi di alzarvi assieme a noi per difendersi mentre ci difende. Di stare dalla parte del nostro esercito per la nostra causa giusta perché se perdiamo la guerra i jihadisti non si fermeranno in Siria. Insieme resisteremo fino alla vittoria.

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Dear friends I am here today infront of you as a proud syrian citizen, to tell you about situation in my contury, that is also important to Serbia. We used to be loved and respected people. Before this war our biggest issue was Palestine . We wanted to solve our small problems compared to what we have today ( Bureaucracy and Corruption in some sectors. ) we didn't know injustice, terrorism or criminality. We worked hard the last 10 years before this war and we made big steps. The most important thing that before this war we didn't have syrian refugees.

We had strong national identity. Those who you see out in the streets of belgrade on their way to germany or holand , they are not the real syrian. Don't miss understand me , i love my people , but my people those who are fighting for Syria for our homelands.

Yes those refugees suffered but who didn't suffer through this war? Why the rest of the syrian are staying and resisting? If they are really refugees they would choose for the first safe place that they can reach and not fight with the Hungarian police cause they want to reach germany. Let me ask you if the west doesn't want those refugees or doesn't want them to die in the sea, why it doesn't stop the sanctions on syrian people? That already costed syria 143 billion dollars?

If it is not the west agenda why it doesn't help those syrian to stay by supporting the syrian army to get rid of the terrorist and make syria safe again? Why they don't help to rebuild the destroyed houses of the people with the money that they spend on refugee? They took away the people who can rebuild this country. They want to break syria and the syrian people. They want to steal Syrian doctors and their best students on one hand. This will cause a braindrain. On the other hand multinationals want cheap labours so they can lower the wages.

We lost 100.000 soldiers fighting against extremists till now, I don't hear the west crying on them , those who gave their souls to defend a nation leaving behind them proud families deserve to be helped, on the other side they cry on person died trying to run away and leave there country, many of them are jihadists, and even more they are paid thousands of euros for this.

Let me tell you that the money a family of 5 persons will pay to reach Europe is enough to buy a house in a safe area of Sirya, start a new job and live good. They are not refugees they are economicaly motivated immigrants. After 5 years of war our navy still for-filling its international duties. Our coast is well guarded and not a single boat with immigrants leaves from there. Another trend those days is to take christians out of Syria . Emptying one of the first Christian lands from Christians...What we have today in Syria is similar to what you had in Serbia before. They target our identity our unity and our sovereignty.

I want to underline that the Syrian nation and Serbian nation were always friends, we have big and respected orthodox community, Syria didin`t recognize independence of Kosovo and we have many mutual enemies. You should know that as you fight against politicians who promote new world order, USA interests and mass imigration, at the same time you are saving many peoples lives and there future. We are more then connected, same Albanian terrorists that were fighting in Kosovo, are today killing civilians in Syria, and this is allowed by same corrupted politicians in the USA, there alies in EU, and there falowers here in Serbia, and be aware that wave of migration will return to Serbia.

Dear friends all i ask you today is to stand by us as a people defending you in the same time as we defend our selves. Stand by our army by our right cause, because if we lost this war jihadists won't stop in Syria. Together we will ressist until victory.

6 Settembre 2015

L’8 settembre e l’osceno concepimento

Fonte: http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/l8-settembre-e-losceno-concepimento-29932/
Aggiunto da Redazione il 8 settembre 2015.


Roma, 8 sett – Con la resa incondizionata e la fuga ignobile delle gerarchie militari e politiche, nasce una nuova Italia le cui conseguenze sono davanti agli occhi di tutti, ed i nipotini dei precursori del tradimento continuano tuttora a tramare e a sostenere la sua dissoluzione.

Questa creazione abnorme è stata fecondata artificialmente da due precisi dispositivi: l’internazionalismo e la mafia.

La monarchia è sempre stata legata a doppio filo sentimentale e mercantile con alcune precise potenze straniere, grazie agli apolidi e massonici circoli di corte. A suo sostegno corse con ambivalente interesse e prospettiva quella sinistra che per natura ha sempre avversato tutto ciò che si identificasse con l’idea di Nazione, nella sua grandezza storica e nel suo orgoglioso retaggio. In aggiunta, una Chiesa cosmopolita per vocazione, dedita al pacifismo e al compromesso quando incapace di perpetrare il terrore e la sottomissione forzata.

Tutti uniti a sostenere il capitalismo armato statunitense il quale, già con il suo apparentemente incongruo intervento nella Prima Guerra Mondiale, aveva già identificato l’Europa quale terreno di vendicativa conquista.

Ma tra il 25 luglio e l’8 settembre viene mantenuta in incubazione quella perversa creatura generata dal rapporto immorale tra lo Stato tradito e la mafia. Perché è da decenni ampiamente documentato che la Resistenza era metastatizzata dalla mafia e i mafiosi erano antifascisti.

Come attestato da Aldo Santamaria nel saggio I padrini della patria, Charles Poletti – il primo italo-americano a ricoprire la carica di Governatore – ebbe il contatto iniziale con la criminalità organizzata italiana in America, tanto da costituire il brodo di coltura delle successive inseminazioni. A dimostrazione della buona riuscita dell’operazione, Poletti assunse come suo aiutante ufficiale Vito Genovese, luogotenente di Lucky Luciano, durante il periodo di stanza come responsabile a Napoli.

Negli Stati Uniti, uno degli anelli di collegamento essenziali tra politica e mafia nella collaborazione per l’invasione dell’Italia fu l’avvocato ebreo Moses Polakoff, difensore di Salvatore Lucania, proprio quello che prese il nome d’arte di Lucky Luciano. Carlo Maria Lomartire, in La prima trattativa Stato-mafia, offre un approfondito e incisivo quadro degli avvenimenti dell’epoca.

Lo stesso Moses, nonostante fosse l’avvocato di fiducia del capomafia, disse testualmente a proposito della lotta alla criminalità siciliana condotta del Prefetto Mori “a giudicare dai risultati sei costretto a riconoscere che certi metodi non saranno accettabili in democrazia ma contro la mafia pare che funzionino”.

Gli Stati Uniti mal sopportavano queste presenze delinquenziali particolarmente organizzate, soprattutto un Luciano, considerato a soli 34 anni “il più potente boss criminale del Paese”. Però, ad un certo punto, visti gli atti di sabotaggio alle navi americane e la condizione belligerante con l’Italia, gli organismi giudiziari e politici americani si resero conto di una opportunità: “per vincere questa guerra, con ogni mezzo, anche scendendo a patti con la mafia”.

Fu così che al di fuori di ogni legalità furono pianificati incontri con Luciano ed altri mafiosi in carcere, e così con alte sfere militari e responsabili della giustizia per definire una collaborazione del boss mafioso. Il concetto era chiaro, come specificò il procuratore distrettuale di Manhattan Frank Hogan: “[…] in Sicilia capi della mafia siano tendenzialmente antifascisti perché il Duce ha ingaggiato una lotta senza quartiere alle cosche isolane”. E questa iniziale ipotesi venne confermata dallo stesso Luciano tramite il suo avvocato: “Faccia presente ai suoi amici dell’intelligence che le prigioni siciliane sono piene di antifascisti, uomini d’onore, perché gli uomini d’onore sono per forza antifascisti”.

A quel punto l’accordo era fatto e prendeva inizio l’Operazione Underworld, collaborazione “fra la Marina degli Stati Uniti e la mafia di New York”.

Ecco, quindi, il concepimento dell’8 settembre. Lucky Luciano, “un pluriomicida con un curriculum criminale unico nella storia, il più pericoloso gangster”, Frank Costello, gestore degli affari di Genovese nonché capo dell’“Anonima Omicidi”, ufficiali, dirigenti dei servizi segreti, governatori e procuratori americani concordarono che “la collaborazione con la mafia fu totale”. Il resto, dopo lo sbarco di occupazione, fu tutto un percorso in discesa. Vito Genovese, Calogero Vizzini, Genco Russo, Michele Navarra, contribuirono a guidare le truppe di invasione, a sistemare i notabili mafiosi nei posti di potere politico dalla Sicilia a Roma, a mettere in rete le forze criminali che avrebbero gestito l’Italia da allora ai giorni nostri.

Se il 25 luglio sancì la morte della Patria, come documentato da Galli Della Loggia, l’8 settembre ratificò la nascita di una nuova Italia, concepita dall’oscena orgia tra massoneria, corte reale, traditori nazionali e doppiogiochisti indigeni, alimentata dai nemici interni della Nazione e dall’indecente connivenza tra l’alleanza capitalista e il comunismo suo servo sciocco e masochista, battezzato da un’organizzazione criminale e dal suo stile mafioso di intendere relazioni e potere.

Per chiunque parli di lotta alla mafia, di antistato, di contrasto alla cultura mafiosa vale la considerazione che Vladimir Bukovskij fece del comunista: o è un cretino o è in malafede, perché nessuna persona intelligente e in buona fede può negare che la mafia è antifascista, la mafia ha santificato questa repubblica resistenziale, la mafia è stata la levatrice e la madrina di questo sistema.

Adriano Segatori

lunedì 7 settembre 2015

LA PRIMA VOLTA DEI DERIVATI

Fonte: http://www.italia.attac.org/joom-attac/finanza-neoliberismo/finanza-pubblica-debito/10232-la-prima-volta-dei-derivati

PalazzoComunale_Prato.jpg
di Marco Bersani (Attac Italia)
Dopo più di quattro anni di processo, il Comune di Prato ha ottenuto l’annullamento dei contratti derivati sottoscritti fra il 2002 e il 2006 con Dexia Crediop. Nella sentenza dell’Alta Corte di Londra del 25 giugno scorso sono messe nero su bianco le motivazioni: i contratti sono nulli in quanto non contemplavano la facoltà di recesso in capo al Comune di Prato nei sette giorni successivi alla stipula. Per la corte, l'articolo 30, comma 7, del Dlgs 58/1998 costituisce una norma imperativa inderogabile dalle parti, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della Convenzione di Roma I sulle obbligazioni contrattuali, indipendentemente dal fatto che le parti abbiano scelto di assoggettare i contratti alla legge inglese, utilizzando i relativi modelli contrattuali predisposti dall'Isda (International Swaps and Derivatives Association).
Ed è questa la novità di questa sentenza rispetto a tutte le precedenti: il richiamo alla Convenzione di Roma I ricorda che quando le parti sottoscriventi un contratto sono italiane, la normativa italiana va comunque rispettata e non può essere by-passata anche se si è scelto un arbitrato estero.
Grazie a questa sentenza, il Comune di Prato non solo ha evitato il dissesto, ma si è anche aperto la porta alla richiesta di un risarcimento danni dell’ordine di 5 milioni di euro.
Viene così premiata la tenacia del Comune di Prato, che, a differenza di altri enti locali anche più grandi – il Comune di Milano, la Regione Piemonte- ha deciso di non transigere e di andare fino in fondo, ottenendo una sentenza che potrebbe modificare il quadro di moltissimi analoghi casi.
In Italia, gli enti locali non possono più sottoscrivere derivati, con l’unica eccezione dei contratti di protezione contro l’innalzamento dei tassi sui mutui contratti. Tale norma, introdotta sotto forma di sospensiva nel 2009, è diventata definitiva con la legge di stabilità 2014. Ma, come ha ricordato la Corte dei Conti nel rapporto presentato nel maggio scorso alla Commissione Finanze della Camera, ammonta a quasi 25 miliardi di euro –sui 160 complessivi dello Stato italiano- il valore nozionale dei contratti derivatisottoscritti dagli enti territoriali nel corso degli ultimi decenni.
Sono quindi moltissimi gli enti locali ancora imprigionati nella gabbia di contratti sottoscritti da amministratori irresponsabili e da banche in malafede, che hanno azionato vere e proprie truffe ai danni delle collettività territoriali, i primi per ottenere flussi di cassa immediati (pregiudicando il futuro delle comunità amministrate), le seconde per poter estendere il casinò finanziario anche agli enti locali.
E, poiché il contratto stipulato fra il Comune di Prato e Dexia Crediop è un contratto internazionale standard, è prevedibile che molti altri contratti stipulati fra comuni e banche siano analogamente annullabili.
Non ci sono motivazioni sufficienti affinché tutti i Comuni in analoga situazione procedano sulla stessa falsariga del Comune di Prato? Sarebbe l'occasione per trasformare un caso specifico in una battaglia generale, ovvero quella della riappropriazione di enorme risorse collettive espropriate alle comunità territoriali e regalate alla banche e alla finanza.
E se i gli enti locali continuassero a nicchiare, la sentenza dell'Alta Corte di Londra non può divenire un moltiplicatore di energie per le comunità locali affinché si mobilitino e, scoperchiando bilanci e contabilità dei propri Comuni, pretendano la restituzione del maltolto e la sua destinazione ad obiettivi sociali e ambientali collettivamente individuati?

venerdì 4 settembre 2015

Putin elimina il dollaro e l'euro nel nuovo progetto di legge

Tradotto dall'inglese http://www.visiontimes.com/2015/09/01/putin-eliminates-us-dollar-and-the-euro-in-newly-drafted-law.html

Il presidente russo Putin ha redatto una nuova legge che eliminerà fondamentalmente la facoltà di commerciare in dollari e in euro tra i paesi della Comunità degli Stati indipendenti (CIS). Si creerà quindi un unico mercato finanziario tra tutti i paesi della Comunità che fanno parte dell'ex Unione sovietica.
Si legge in una dichiaraizone del Cremlino: "Allo stadio attuale dell'integrazione nel CIS, è esseziale creare un mercato finanziario comune che rafforzi la cooperazione commerciale ed economica tra gli Stati membri della Comunità”

“L'accordo prevede l'accesso diretto e reciproco delle banche delle parti residenti ai mercati nazionali di cambio per portare a termine transazioni interbancarie alle condizioni pià favorevoli di quelle offerte dalle banche commerciali nazionali. Ciò contribuirà all'aumento dell'uso di monete nazionali nei pagamenti esteri e nei servizi finanziari e creerà le condizioni preliminari per ottenere una maggior liquidità nei mercati di moneta nazionale”
“Il risultato sarà di creare le condizioni per sviluppare al massimo i mercati di moneta nazionale e diventerà possibile gestire una politica valutaria coordinata per creare maggiori opportunità di sviluppo di strategie coordinate di investimenti commerciali ed economici a lungo termine e per completare la stabilità macroeconomica dell'area”
Anche la Cina ha tentato di cambiare il predominio del dollaro con la sua banca centrale che ha messo il rublo russo in circolazione sostituendo il dollaro US a Suifenhe City, nella provincia di Heilongjiang. Solo quest'anno la People’s Bank of China e la Banca centrale russa hanno firmato un accordo di swap monetario per tre anni il cui valore si dice che sia stato valutato a circa $24.5 billioni o circa 150 billioni di yuan."

Richard Werner speaking in Moscow on the Central Bank issue

giovedì 3 settembre 2015

Perché Orban fa paura

Fonte: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=87706&highlight=orban

Se c'è un Paese che gode di cattiva stampa, giusto per non dire diffamazione, quello è l'Ungheria. E quando non è presente un articolo costruito per parlarne in termini negativi allora è silenzio totale. 
Tutti i giornali “progressisti” (ma anche quelli cosiddetti di centro-destra), come qui la solita Repubblica, o il Corriere, o altrove il N.Y.T., l'Economist, la Bild-Zeitung, le Figarò, l'Humanitè ecc...se scrivono un articolo è solo di critica se non proprio per calunniare.
E non è certo un caso. 
(N.B. Qui da noi hanno perfino organizzato un “girotondo” per la “democrazia” contro l'antidemocratico Orban. Che però è stato eletto da un'ampissima maggioranza, mentre qui i "girotondi democratici" non si sono accorti che non si vota ormai da 4 anni e Monti è andato su con una congiura di Palazzo. Quisquilie.) 
L'Ungheria a Governo progressista-socialista (cioè pro-Troika, perchè questo vuol dire ormai progressista di sinistra da almeno 25 anni, al pari di quelli di centro-destra) aveva accumulato un debito elevato in pochi anni e costruito la dinamica usuale, con relativo intervento dell'FMI per 20mld, aiuti condizionati a programmi EU ecc... con la solita spirale debito-austerity, cioè la ricetta classica della Troika. 
Nel 2010 gli Ungheresi hanno eletto il “mostro” Viktor Orban. Che nel 2011 ha iniziato delle riforme completamente contrarie alle “raccomandazioni” dell'EU e basate sull'interesse Nazionale (una colpa gravissima questa). 
Vediamo un po' cosa ha fatto Orban e poi che risultati ha avuto. 
- 1) Intanto, pur mantenendo l'indipendenza della B.C. ha cambiato i criteri di nomina (che da noi ad esempio sono solo formalmente del Tesoro, perchè comunque sono su “indicazione” della B.d.I., cioè in pratica della BCE, cioè della Troika). E così ha nominato Matolcsy, che era Ministro dell'Economia, e che segue la sua linea. Cioè ha riproposto uno schema normale in cui Governo e B.C. lavorano in accordo, e non con una B.C. dipendente da interessi e visuali prevalentemente extra-nazionali. 
L'Unione Europea si è subito scatenata intentando una procedura di infrazione. I giornali hanno parlato immediatamente di “attentato gravissimo alla democrazia”. Contemporaneamente Moody's, S&P e Fitch hanno ribassato, per lo stesso motivo, il rating dell'Ungheria. Hanno poi attaccato il fiorino. 
Ma poi hanno smesso. Perchè Orban ha tirato dritto e Matolcsy gli ha detto a muso duro che faceva default la mattina dopo, e quella dopo ancora Orban nazionalizzava tutto e così ci rimettevano tutti i soldi. 
- 2) Ha messo una tassa temporanea (cosiddetta di crisi) su banche e multinazionali. Subito l'EU ha prodotto una serie di documenti di minaccia. Intanto i giornali hanno iniziato una musica coordinata con Orban nazista, fascista, sciovinista, razzista, antisemita ecc... I leader e giornali “di sinistra” nostrani (Il Fatto, il Manifesto ecc...) si sono subito distinti, quanto a senso del ridicolo, perchè, a parte strapparsi i capelli sull'antidemocratico Orban, si sono guardati bene dal menzionare anche vagamente al lettore questa tassa sul grande capitale. 
Come del resto gli Stiglitz e i Krugman, pure critici sull'austerity, ma mai una parola su tassare banche e multinazionali. E più ridere ancora hanno poi fatto i Tsipras e i Varoufakis delle “linee rosse” a favore di lavoratori e pensionati ma che in 6 mesi mai però hanno proposto di fare un provvedimento analogo per reperire i soldi per quei lavoratori e pensionati. Che caso. 
- 3) Ha abbassato le tasse (flat tax) al 16% (oggi al 15%) dal 44% che erano, con ciò spingendo i consumi. L'EU e i giornali si sono scatenati immediatamente in previsioni di default e poi di “iniquità” quando il default non c'è stato. [Sono molto equi loro con aliquote arrivate al 50 - 60% - 70% di tassazione]. 
- 4) Ha alzato l'IVA al 27% [che era invero un'aliquota alta nel 2011] cioè ha spostato il carico sulla tassazione indiretta (salvo alcuni beni di prima necessità dove invece ha ribassato l'IVA). Altre critiche feroci. Però ora l'IVA qui da noi è già al 22% (l'anno prossimo sarà al 23%) e in Grecia è già al 23%, ma con a fianco però tassazioni dirette di oltre il 50%, e non del 15% come in Ungheria. 
- 5) Ha posto in essere finanziamenti e aiuti massicci alla PMI. Altre “procedure” della EU sulla “concorrenza violata” (Ma a loro vanno bene i monopoli della grande impresa però). Orban ha tirato dritto. 
- 6) Ha ridotto progressivamente ed aggressivamente i tassi dal 7,5% all'1,35%. 
- 7) Ha convertito i finanziamenti in valuta estera in fiorini (erano i mutui in valuta estera a basso tasso fatti dagli Ungheresi, ma che dopo la crisi e la svalutazione del fiorino erano diventati per loro molto onerosi). 
- 8) Ha ripagato in anticipo all'FMI i 20mld che avevano dato all'Ungheria quando era pressochè in bancarotta come la Grecia, per avere le mani più libere, e l'ha invitato pure a chiudere gli uffici FMI a Budapest. 
- 9) Ha nazionalizzato parte del sistema bancario nazionale e parte dei fondi privati pensionistici. 
- 10) Ha ridotto le bollette e le tariffe dei servizi. 
Morale: l'Ungheria era in fallimento, con la spirale austerity-debito/PIL solita. Oggi viaggia al 3,6% di PIL, con un deficit/PIL sotto il 3% e inoltre ha ridotto il debito dall'80,9% al 77,3% dove ovunque in Europa invece è aumentato.  Ha ridotto il debito estero, ha aumentato le riserve valutarie. 
Tutto questo in un'Europa dove la crescita è asfittica e cresce solo il debito. 
Qui comunque uno si guarda tutto quello che vuole,se intende verificare i dati appena scritti: 
http://www.tradingeconomics.com/analytics/api.aspx?source=chart 
L'EU rosica infuriata e non potendo dire niente manda fuori analisi "che non durerà" e l'unica cosa che evidenzia è la poca crescita del credito al consumo, dovuta alla mancanza di osservanza delle sue “raccomandazioni”.  I giornali intanto parlano solo "del muro" e del fatto che Orban ha detto chiaro e tondo che l'Ungheria accetta stranieri [We welcome foreign investors, artists, scientists, but we don't want to mix on a mass scale] ma non vuole essere un Paese multietnico con una immigrazione forzata di massa. (Questa di non volere una mescolanza forzata è un'altra colpa gravissima per tutti, salvo per Israele). Ma non dicono una riga sul resto, nè fanno un confronto con gli altri Paesi sotto il profilo economico e sociale. 
Le multinazionali e le banche estere sono state più pragmatiche, tutto sommato. Hanno visto che la maggior tassazione verso di loro non ha compromesso più di tanto i profitti, anzi, dato l'aumento di attività e consumi.  Questa tassazione poi sarà man mano ridotta entro il 2020 (e avranno sgravi fiscali per 10mld di fiorini) e già la ERSTE Austriaca è entrata [e con lei Tedeschi, Americani, Inglesi ecc...nei settori industriali e commerciali.] 
A febbraio 2015 è stata, dopo lotte infinite, firmata infatti una “pax bancaria” garantita pure dalla BERS (Banca Europea per la ricostruzione e sviluppo) e in cambio di sgravi il sistema bancario si impegnerà però a maggiori finanziamenti di progetti, soprattutto infrastrutturali. 
L'Ungheria ha comunicato intanto alla Ue che manterrà il programma di lavori pubblici finanziati dal Governo e manterrà i prestiti a tassi agevolati alle piccole e medie imprese e inoltre farà un altro taglio alle bollette dei servizi per ulteriori 10 miliardi di fiorini. Bruxelles ha subito fatto sapere che “dovrà valutare” in termini di “normative sulla competizione”. 
Il fatto è che a Bruxelles dovranno farsene una ragione: l’Ungheria sta dentro a tutti i parametri Europei e non ha debiti come la Grecia. Non è perciò molto ricattabile.  Dovranno quindi tutt'al più ridursi a studiare qualche rivoluzione colorata “a la Soros” per “normalizzare” l'Ungheria. 
Che non è purtroppo esclusa.  Basterà vedere se e quando comincerà una campagna stampa mondiale in grande stile sui “nazisti, fascisti, razzisti, sciovinisti ecc..

Fonte: Come Don Chisciotte

M.E.S. = Meccanismo Europeo di Schiavitù.

Zagrebelsky, ex Corte Costituzionale: “se oggi diciamo che lo Stato può fallire è perché la sovranità è venuta a mancare”

Fonte: http://scenarieconomici.it/zagrebelsky-ex-corte-costituzionale-se-oggi-diciamo-che-lo-stato-puo-fallire-e-perche-la-sovranita-e-venuta-a-mancare/


thzagre
Finalmente anche ex Giudici della Corte Costituzionale, anzi addirittura un ex Presidente della stessa, cominciano a dire le cose come stanno e senza inutili giri di parole. Non può che far piacere che Gustavo Zagrebelsky affermi con decisione concetti che sono nostri da molti anni.
Finalmente un Magistrato della Consulta ha il coraggio di dire che gli Stati sovrani non possono fallire e che oggi, se ciò accade, è perché lo Stato ha abdicato al suo ruolo cedendo la sua prerogativa fondamentale: la sovranità monetaria. Un’affermazione che andrebbe tenuta in debita considerazione dalle Procure della Repubblica che incredibilmente non vedono reati nello smantellamento dell’Italia come Stato sovrano ed indipendente.
Le parole di Zagrebelsky sono anche uno schiaffo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, benché giurista ed ex Corte Costituzionale, non usa il suo potere istituzionale per dire le medesime verità che ben difficilmente potrebbe omettere per mera ignoranza. 
Ma trascriviamo le splendide parole di Zagrebelsky a cui va la stima di tutti coloro che credono ancora nella libertà e nel riscatto della democrazia costituzionale:
Si parla di fallimento dello Stato come di cosa ovvia.
Oggi, è “quasi” toccato ai Greci, domani chissà. È un concetto sconvolgente, che contraddice le categorie del diritto pubblico formatesi intorno all’idea dello Stato. Esso poteva contrarre debiti che doveva onorare. Ma poteva farlo secondo la sostenibilità dei suoi conti. Non era un contraente come tutti gli altri. Incorreva, sì, in crisi finanziarie che lo mettevano in difficoltà. Ma aveva, per definizione, il diritto all’ultima parola. Poteva, ad esempio, aumentare il prelievo fiscale, ridurre o “consolidare” il debito, oppure stampare carta moneta: la zecca era organo vitale dello Stato, tanto quanto l’esercito. Come tutte le costruzioni umane, anche questa poteva disintegrarsi e venire alla fine. Era il “dio in terra”, ma pur sempre un “dio mortale”, secondo l’espressione di Thomas Hobbes. Tuttavia, le ragioni della sua morte erano tutte di diritto pubblico: lotte intestine, o sconfitte in guerra. Non erano ragioni di diritto commerciale, cioè di diritto privato.
Se oggi diciamo che lo Stato può fallire, è perché il suo attributo fondamentale — la sovranità — è venuto a mancare. Di fronte a lui si erge un potere che non solo lo può condizionare, ma lo può spodestare. Lo Stato china la testa di fronte a una nuova sovranità, la sovranità dei creditori“.
Esattamente come è per le società commerciali. I creditori esigono il pagamento dei loro crediti e, se il debitore è insolvente, possono aggredire lui e quello che resta del suo patrimonio e spartirselo tra loro”.
La menomazione dell’indipendenza e della sovranità è reato… Chissà se dopo le parole di Zagrebelsky qualcuno alla Procura di Roma inizierà a pensarci…

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http://www.zeroviolenza.it/rassegna/pdfs/28Jul2015/28Jul201521ada52d4929ccbbe458815f1bf471a0.pdf

TTIP: 10 cose da sapere sul trattato che ci priverà di ogni controllo democratico


in Contro-informazione — 18 agosto 2015


La globalizzazione si nutre, anche e soprattutto, di trattati internazionali che progressivamente minano le sovranità nazionali degli stati. In nome della libera concorrenza e della libera circolazione delle merci da oltre vent’anni intercorrono tra Europa e Usa progressive deregolamentazioni sul fronte dell’import/export e della concorrenza.

Il Ttip non è altro che l’ultimo tassello che mira a cancellare quel poco che rimane della possibilità per uno stato di pianificare il proprio sviluppo e soprattutto a cancellare la possibilità di un controllo democratico sull’economia, la salute e i servizi pubblici.

In questi dieci punti cerchiamo di spiegare i contorni di un trattato ancora molto fumoso, sia perché le trattative su molti punti chiave sono ancora in corso, sia perché, come vedrete, si sta facendo di tutto per non permettere ai cittadini (ed anche ai loro rappresentanti politici) di entrare a conoscenza dei dettagli dell’accordo.

1. COS’E IL TTIP
Il Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip) sarà il nuvo accordo di libero scambio che regolamenterà i commerci tra Europa e Usa. Per dare un’idea della sua importanza, ed anche della complessità, basti sapere che la sua progettazione cominciò nel 1995, quando venne fondato il Transatlantic Business Dialogue (Tabd), poi evolutosi nel Transatlantic Business Council (Tabc). Il Tabc è un gruppo di consulenza del quale Europa e Usa si avvalgono quando devono negoziare accordi commerciali, ed è formato da oltre 70 multinazionali (per l’Italia Eni e Telecom) le quali da anni chiedono che venga approvato il Ttip.
La negoziazione ufficiale del Ttip è cominciata nell’autunno 2013 e la sua entrata in vigore era inizialmente prevista nel 2015, ma al momento siamo ancora alla fase negoziale (a metà luglio si è tenuto il decimo round di consultazioni, come sempre a porte chiuse) ed una volta raggiunto l’accordo definitivo esso dovrà essere ratificato dal Parlamento europeo e da quello statunitense. Quindi ci vorrà ancora almeno un anno.

2. COSA PREVEDE IL TTIP
Per mesi ogni dettaglio è stato avvolto dalla segretezza. Ancora oggi siamo lontani dal conoscerne tutti i dettagli, quello che si può affermare, però, è che in linea di massima il Ttip ha tre macro obiettivi: l’apertura totale di ogni stato membro al mercato delle merci, dei servizi, degli investimenti e degli appalti pubblici con l’eliminazione di ogni dazio doganale; l’abolizione degli ostacoli non tariffari tra Ue e Usa (legati a quantità, standard di qualità, regolamenti e così via); una profonda armonizzazione normativa, che punti ad omologare le diverse norme su sicurezza, alimentazione, ambiente e molto altro. Si tratterebbe sostanzialmente di una spoliazione di ogni diritto da parte degli stati membri a proteggere il proprio sistema produttivo ed a limitare le importazioni di merci che non soddisfino i propri requisiti minimi anche su aspetti come salute, rispetto ambientale e sicurezza per i cittadini.

3. QUELLO CHE INVECE NON CI VIENE RACCONTATO
La questione della segretezza è stata e continua a essere uno dei maggiori punti di opposizione al trattato, denunciato da molte e diverse organizzazioni sia negli Stati Uniti che nei paesi dell’Unione Europea (come la campagna internazionale Stop Ttip). Per mesi le uniche notizie che abbiamo avuto sono provenute dai “leaks” (messaggi riservati intercettati da giornalisti e associazioni) pubblicati su alcuni giornali. Successivamente le istituzioni europee hanno allentato la morsa ed hanno diffuso alcune notizie sul sito dell’Unione. Tuttavia ogni round negoziale rimane privato, ed anche ai parlamentari europei e ai governi degli stati membri è fortemente limitato l’accesso alle informazioni. Solo da qualche mese l’Ue ha ammesso che ogni eurodeputato avrebbe potuto accedere alla “reading room”, la stanza di sei metri quadri in cui si trovano i documenti classificati del Ttip. Il primo ad avere avuto l’accesso è stato Ernest Urtasun, eurodeputato iscritto al Gruppo dei Verdi, il quale ha dichiarato: “L’esperienza è stata molto negativa, mi hanno tolto la penna, mi hanno tolto la carta dove avrei potuto scrivere e mi hanno rimosso il telefono. Si firma un documento riservato di 14 pagine, il tempo massimo è di due ore e durante quel periodo c’è un funzionario che controlla in modo permanente”. Inoltre pare che alcuni dei documenti, i più riservati, non siano neppure catalogati all’interno dell’archivio.

4. L’INFLUENZA DELLE LOBBY
Se ai rappresentanti dei cittadini viene limitato ogni tipo di accesso ai dati, il paradosso è che invece molte più informazioni paiono essere a disposizione dei grandi gruppi industriali e delle lobbies. I rapresentanti del “Transatlantic Business Council” e dell’altra grande lobby “Transatlantic Policy Network“ sono da alcuni considerati i veri motori dell’accordo. Ne fanno parte tutti i giganti della chimica, delle bio-tecnologie, della farmaceutica, della news economy, oltre che tutte le maggiori banche di Usa e Europa. Ne fa parte anche l’Aspen Institute, che nella sezione italiana è guidato da Giulio Tremonti, del quale fanno parte anche gli ex premier Enrico Letta, Giuliano Amato e Romano Prodi, oltre a industriali come John Elkann ed Emma Marcegaglia.
Ad oggi i negoziatori del Ttip hanno incontrato 289 “portatori di interessi” e hanno avuto con loro, complessivamente 560 fra consultazioni, riunioni a porte chiuse e dibattiti. Il 92% di questi incontri – 520 su 560 – riguardava “business lobbyst”: lobbisti attivi nel settore dell’economia e degli affari. Solo il 4% degli incontri (26 su 560) é stato con gruppi di interesse pubblico. Un altro 4% di incontri é stato con privati e con soggetti tipo amministrazioni pubbliche e istituzioni accademiche. Ovvero, per ogni incontro con i cittadini o con i sindacati ci sono stati 20 incontri con società private o con organizzazioni di tipo imprenditoriale.

5. COSA POTREBBE CAMBIARE CONCRETAMENTE CON IL TTIP
Secondo la Commissione Europea il Ttip comporterà solo grandi progressi economici e nuovi posti di lavoro. “Ogni miliardo di euro di commercio di beni e servizi significa quindicimila posti di lavoro nell’Unione”, sostiene un documento della Commissione pubblicato nel settembre 2013. Esso però si basa su uno studio del Centre for Economic Policy Research (Cepr), un think-tank londinese finanziato da Deutsche Bank, Bnp Paribas, Citigroup, Barclays e Jp Morgan: non certo una garanzia di indipendenza. Il Cepr ritiene che il trattato farà aumentare le esportazioni europee del 28%, cioè di 187 miliardi di euro.
Secondo studi differenti, invece, questi potenziali benefici economici sarebbero enormemente inferiori (si veda ad esempio questo rapporto) e comunque dall’altra parte della bilancia andrebbero poste le ripercussioni (anche economiche) dovute alla perdita di sovranità, all’obbligo di aprire le gare d’appalto alle aziende americane, e di una ulteriore deregolamentazione del mercato alimentare.

6. COSA PREVEDE LA CLAUSULA ISDS
Passiamo ora ad alcuni esempi concreti su come il Ttip cambierà l’Europa e limiterà il poco che rimane delle sovranità nazionali e democratiche. Il più contestato tra i punti dell’accordo è sicuramente quello relativo alla clausola Isds. Dal punto di vista prettamente tecnico, si tratta di un meccanismo di composizione delle liti fra gli stati e gli investitori stranieri. Niente di strano fino a qui. Il problema è che a giudicare chi ha ragione non saranno tribunali ordinari, ma collegi arbitrari di tre giuristi che saranno così nominati: uno da parte dell’impresa che ha citato in causa lo stato, uno da parte dello stato stesso, e il terzo di comune accordo. A vigilare sulla regolarità del tutto i delegati della Banca Mondiale. Ovviamente la presenza della clausola ISDS vincola l’operato dei governi. Qualsiasi scelta politica, qualsiasi normativa a protezione della salute, dell’ambiente, dei cittadini può minare le “legittime aspettative” di un investitore e può costituire un trattamento non “giusto ed equo” nei suoi confronti. E quindi potrebbe essere passibile di causa da parte dell’industria. In altre parti del mondo queste cause sono già state intraprese per esempio da alcune multinazionali contro lo stato del Messico, “colpevole“ di aver vietato le bibite gassate, e contro l’Egitto, che dopo la rivoluzione si era permesso di alzare di 31 dollari al mese il salario minimo degli operai senza chiedere il permesso agli investitori esteri.

7. LA CLAUSULA DELLA CONVERGENZA NORMATIVA
Le differenze normative sulle due sponde dell’Atlantico (come quelle su chimica e cibo) sono molto profonde ed al momento le trattative su questo punto sono ancora in corso e, ovviamente, secretate. Quello che è ovvio è che l’approvazione del Ttip comporterà ampie omologazioni nelle legislazioni che in Usa e Europa regolamentano gli standard che un prodotto deve rispettare per poter essere venduto. In molti campi la legislazione europea è molto più stringente di quella americana. Basta un punto per capirlo: in Europa vige il principio di precauzione, ogni prodotto cioè può essere commercializzato solo dopo che sia stata verificato che non comporti rischi per la salute dei cittadini. Negli Usa, invece, vige il principio opposto: ogni prodotto è considerato sicuro fino a prova contraria. Le associazioni temono che il Ttip produrrà su questi temi un accordo al ribasso, i cui rischi potrebbero essere molteplici su salute, alimentazione ed ambiente.

8. I POSSIBILI RISCHI ALIMENTARI
In Europa è vietato l’utilizzo di Ogm in agricoltura, mentre negli Usa esso non solo è concesso, ma le confezioni dei prodotti venduti nei supermercati non sono nemmeno tenute a precisare se la materia prima utilizzata provenga da coltivazioni Ogm. Inoltre molte pratiche che sono vietate in Europa (ad esempio l’utilizzo di alcuni ormoni ed erbicidi Monsanto, dei quali abbiamo parlato in questo articolo) sono consentite oltre Oceano.

9. VERSO LA CARNE CON ANTIBIOTICI?
Uno dei rischi maggiori, secondo le associazioni, è quello collegato all’utilizzo degli antibiotici negli allevamenti intensivi di bestiame. In Europa è vietato somministrare antibiotici se non in caso di effettiva infezione da curare, mentre negli Usa essi vengono utilizzati in via preventiva, tanto che oltre il 70% del consumo di antibiotici in America è destinato alla produzione di carne. Il rischio è che queste pratiche vengano consentite anche in Europa in nome del Ttip. Anche noi di recente abbiamo trattato l’argomento dell’abuso di antibiotici sugli animali.

10. I POSSIBILI RISCHI PER LA SALUTE
Le principali disposizioni previste nel Ttip si basano sul cosiddetto “evergreening”, pratica con la quale le case farmaceutiche si assicurano il perdurare di un brevetto attraverso la registrazione di nuovi farmaci che non sono altro che riformulazioni di farmaci già esistenti con piccole modifiche ma senza vantaggi terapeutici. Una pratica che consentirebbe alle aziende farmaceutiche di conservare sostanzialmente per sempre i diritti esclusivi sui farmaci, rendendo di fatto impossibile la produzione di farmaci generici a prezzo più contenuto. Per questo Medici Senza Frontiere ha denunciato che “se le grandi case farmaceutiche ottenessero ciò che vogliono, farmaci e vaccini di marca non avrebbero concorrenza diretta per decenni mentre pazienti, programmi sanitari nazionali e attori medico-umanitari dovrebbero affrontare costi enormi per l’acquisto dei farmaci“. Una eventualità che comporterebbe costi enormi per la sanità pubblica.

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