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sabato 12 settembre 2015

Saba, Juncker e la partita doppia

E' giunta la risposta dell'ufficio di Juncker, Presidente della Commissione europea, alla lettera di Saba del 18 agosto (An Open Letter to Jean Claude Juncker) (1).

Saba in tale lettera  chiede l'opinione della Commissione europea sull'anomalia della contabilità bancaria che prevede di segnare la creazione monetaria come passivo/pagherò anche se tale moneta (bancaria/elettronica/banconote) non è più coperta dalle riserve auree e quindi non essendo convertibile in oro non costituisce più un pagherò/debito della banca; ravvisa una frode nella contabilità bancaria che fa coincidere l'atto di creazione monetaria dal nulla con la moneta segnata nei depositi dei clienti - come passivo della banca - e ribadisce che tale moneta "deposito" o elettronica andrebbe, come per le cassette di sicurezza o gli altri istituti finanziari, separata dalla contabilità bancaria trattandosi di asset/beni dei clienti. Questo il contenuto della lettera.
Del resto se le banche commerciali seguissero le regole IFRS (principi internazionali di informativa finanziaria), tale moneta creata dal nulla andrebbe forse segnata nei flussi di cassa del conto economico come entrata creata a vantaggio della banca (e poi prestata sempre a suo vantaggio), mentre la proprietà dei depositi dei clienti andrebbe tutelata in modo da non rientrare nella proprietà della banca, contrariamente a quanto sancito all'art 1834 del Codice civile (cfr. 2) che dichiara di proprietà della banca tutti i depositi (cfr. 3). (Ma la proprietà privata non doveva essere tutelata dalla Costituzione e non era un principio fondante delle nostre cosiddette democrazie capitaliste?) (cfr.4)







Essendo che la definizione di asset/attivo secondo quanto riportato da Michael Shemman, 2015 (cfr. 5), ma non solo, seguendo le norme IFRS è :
a) una risorsa controllata da un ente,
b) risultante da un avvenimento passato,
c) da cui si possono trarre flussi di utili futuri per l'ente

ed essendo che secondo i principi di contabilità dello IASB (Comitato per le norme contabili internazionali) (cfr. 6) un asset o un attivo non può risultare dalla promessa di un ente fatta a sé stesso, allora si può dire che un asset da promessa di pagamento (mutuo)  ottenuta a vantaggio della banca senza un avvenuto evento precedente che lo abbia creato non può rientrare nella definizione di asset/attivo secondo  le norme dell'IFRS, visto che manca l'avvenimento precedente poiché esso stesso è l'avvenimento: contabile. E a maggior ragione se tale promessa di pagamento non viene quasi mai onorata dalla banca (cfr. 7)

L'espressione di creare moneta dal nulla è quindi come dice Michael Shemman in Putting a Stop to Fictitious Bank Accounting (2015), esatto, e dovrebbe essere nullo l'attivo creato poiché non esiste alcun avvenimento - contabile- precedente la sua comparsa dal nulla. 

Ho già accennato intuitivamente all'origine della frode contabile ravvisandola nella contabilità della partita doppia del XIV (cfr. 8) quando i banchieri fiorentini, genovesi e veneziani, segnavano le colonne del dare e dell'avere e annullavano i debiti e i crediti ad ogni esborso o rimborso risolutorio. Già allora il vincolo era quello di pareggiare le colonne in modo da arrivare alla somma zero, ma tale vincolo aveva un senso fino a quando la partita doppia fu correttamente interpretata nel senso di estinguere il debito o il credito dello stesso ente nei confronti di altro ente o persona.

Anche Shemman sembra sostenere la tesi che il baco della contabilità bancaria sia proprio la creazione monetaria attraverso la contabilità della partita doppia che ne occulta la creazione a vantaggio dell'emittente quando scrive: "La creazione di moneta dal nulla attraverso la partita doppia usurpa il potere monetario del Congresso all'articolo 1, sezione 8 della Costituzione statunitense, cedendolo alle banche private in cambio di niente; lasciando solo il piccolo importo di moneta legale in circolazione, contante per 1 trillione di dollari al governo  mentre le banche creano tutto il resto. I contanti in circolazione sono quella quota di debito della nazione sul quale non vengono pagati gli interessi." [A differenza delle banconote europee, NdR] (cfr. 9).

Tale vincolo di pareggio generale e al momento della creazione monetaria non ha più senso secondo taluni autori per via della inconvertibilità della moneta in oro. Tale inconvertibilità è tuttavia ancora negata dalla BoE (cfr. 10) per quel che riguarda la moneta bancaria, definita da essa teoricamente un pagherò non già in oro ma in contanti sebbene essa stessa, affermando che i contanti costituiscono unicamente il 2% della M totale, si contraddica, constatandone l'inconvertibilità pratica e indicando, tra le righe, la possibilità inesplorata di dichiarare fallite, illiquide e insolventi tutte le banche commerciali, se le banche centrali ne avessero la forza e il coraggio, a riprova del fatto che esse stesse devono soggiacere alla prepotenza del cartello delle banche commerciali, e in particolare delle banche dealer (cfr.11). Sarà una questione di definizioni?

Ma vi è un'altra ragione per cui tale vincolo di pareggio nella partita doppia è fonte di fallimento generale d'ufficio ed è che essa è stata mal interpretata. Le banche hanno smesso ad un certo punto di segnare e pareggiare i rimborsi dei propri debiti nei confronti di altri, e viceversa, nonché le riscossioni dei propri crediti nei confronti di altri, e viceversa, per cominciare a "compensare" debiti e crediti tra di loro: ogni debito e ogni credito ha preso vita a sé stante, staccato dalla sua riserva d'oro, il segno contabile stesso è diventato moneta - inficiando la balla della moneta merce dal valore estrinseco e oggettivo - per andare alla compensazione tra banca e banca. Nacque così la fratellanza e l'autoreferenzialità bancaria?
 (cfr. 12) Compensazione bancaria di segni contabili monetari che quando rappresentano debiti non sono coperti dalla banca, e se non sono coperti dalla banca da chi allora saranno coperti? Domanda retorica.



(tratto da  
 Geoffrey Allan Lee, The Development of Italian Bookkeeping)
Un'altra anomalia della partita doppia adottata dalle istituzioni bancarie è che essa nacque per e nelle piccole aziende mercantili che dovevano segnare le vendite e gli acquisti di merce, i costi e i ricavi, gli aumenti e le riduzioni di patrimonio. Era una contabilità quindi che pareggiava anche con le merci, e che mescolava beni reali con valori monetari. Alla base dell'obbligo di pareggio, infatti, risiede la nozione di copertura dell'ideale con il reale, del valore astratto con la merce. Lo stesso sistema, però, applicato alle banche dove la merce (oro) in realtà fu messa a riserva uscendo dal circuito, ed attualmente è sostituita da fuffa ossia dagli stessi simboli contabili, avrebbe dovuto far venir meno il vincolo di pareggio del sistema bancario perché è come estinguere invece di moneta con merce, moneta con fuffa, promesse non mantenute. Tale vincolo però permane perché è proprio tale finzione della copertura mercantile dei valori monetari con il pareggio a garantire l'occultamento del guadagno del sistema bancario e della sua "regalità" o "sovranità" rubata alla società e/o al Re nei dettagli di una contabilità fittiziamente basata sul pareggio di una partita doppia che si attaglia alle aziende mercantili e non ad istituti la cui produzione "mercantile" non è merce ma i segni contabili stessi. Donde la presunta produzione o l'aumento patrimoniale coincidono con la misura contabile stessa di tale aumento patrimoniale arbitrariamente deciso dai proprietari degli istituti di emissione, ossia le banche.

Dalla digressione intuitiva su alcuni cenni della partita doppia alla breve risposta della Commissione europea alla lettera di Saba il salto è breve, se non brevissimo (cfr. 13): poche laconiche frasi in cui pur negando apertamente la frode contabile, si ammette la regalità/prerogativa delle banche nella creazione di moneta bancaria/elettronica proprio grazie al paravento della succitata malintesa partita doppia (trad mia):



L'attuale gestione contabile nella creazione monetaria da parte delle banche è consolidata e riflette gli accordi contrattuali sottostanti che determinano i termini e le condizioni del rapporto con la controparte in oggetto. Ad esempio, quando una banca eroga un mutuo a un cliente, riconosce il debito del cliente in un conto, segnato come attivo della banca e governato da un accordo di mutuo, e accende un conto deposito del cliente, o un conto corrente considerato passività della banca, e governato anch'esso da un accordo. Il saldo del conto corrente fluttuerà nel tempo a mano a mano che il cliente spenderà i fondi. Nell'UE la prerogativa di tale creazione elettronica monetaria è delle istituzioni di credito sottoposte a requisiti prudenziali che ne limitano l'attività.


Dal punto di vista formale si crea un credito e si crea un debito, ciascuno disciplinato da un accordo distinto, ma correlativi nel pareggio. L'ufficio di Juncker asserisce che il debito della banca cala con la spesa dei fondi da parte del cliente, ma non dice assolutamente che il credito della banca permane. Quindi la banca ha estinto il suo "debito" in quanto ha messo a disposizione - neanche consegnati! (cfr. 14) - i segni contabili creati dal nulla ma il suo credito lo deve ancora riscuotere!! E lo riscuoterà con soldi che il povero cliente non creerà dal nulla ma dovrà sudare con fatica, costanza e sacrificio, quando ci riuscirà.
Oltre il fatto che non essendo quasi mai consegnato tutto l'importo del mutuo in contanti al cliente, potrebbe valere la nullità del contratto di mutuo in virtù del principio che una cosa non consegnata non va rimborsata, cancellare la creazione monetaria bancaria tramite la partita doppia e il finto pareggio iniziale costituisce una priorità assoluta per arrestare l'iniquità e l'impoverimento generale della massa della popolazione, in una percentuale equivalente grosso modo a quella della moneta bancaria: il 98%. Non è sicuramente un caso.

Nicoletta Forcheri 12 settembre 2015

Note




La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

(5) Putting a Stop to Fictitious Bank Accounting, with a Plan to Redeem the UE and Euro Area National Debts, Michael Shemman, 2015 


(6) International Accounting Standards Board Conceptual Famework Asset Definition in Michael Shemman, 2015, ib


(7) N. Forcheri, L'eccezione, maggio 2015


(8) N. Forcheri, L'origine dell'imbroglio monetario attuale?, Maggio 2015

(9) Shemman, ib: "La Federal Reserve crea la sua moneta con alto potere di acquisto esattamente come le 6000 banche commerciali statunitensi creano i loro depositi: con una scrittura contabile doppia. La sola differenza è che la moneta centrale è l'unica moneta legale nel paese mentre la moneta surrettizia delle banche commerciali dipende unicamente dalla fede nel valore dell'attinità bancaria e nient'altro, tranne che la fiducia nella gestione prudenziale delle banche è stata massicciamente tradita con la creazione delle bolle bancarie seguite da crolli e panico da oltre tre secoli, e non accennano a finire."

(10) Bank of England Quarterly, Money Creation in the Modern Economy, February 2014

N. Forcheri, Pagherò o passività: le mezze verità della Bank of England, 21 marzo 2014

(11) Sulle banche dealer e relativo cartello, cfr http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=banche+dealer

(12) N. Forcheri, Alchimia contabile, 20 agosto 2015

(13) Second Reply to my letter to Juncker, 11 Settembre 2015

(14) N. Forcheri, L'Eccezione, 7 maggio 2015

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